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domenica 14 agosto 2022

Che la lettura sia un’attività intima e personale? Un tabù che gli AAAS possono sfatare.




La lettura può essere anche un’attività sociale, fatta di confronto, scambio di opinioni e condivisione. Anche blended activity (aiuto, LITTLE ENGLISH!), cioè un po' in presenza e un po' a distanza, o viceversa (come canta il Gabbani).

La lettura può espandersi dalla dimensione privata alla dimensione sociale, noi preferiamo dire socializzante. Del resto perché non ricordare che a scuola abbiamo tutti lo stesso libro di lettura, lo stesso sussidiario, lo stesso classico da leggere e commentare?

Poi finita la scuola, la lettura, perché diventa un fenomeno intimo?  Ci deve essere un motivo di poteri occulti alla maggioranza per poterlo sostenere, e questi ci sono senz'altro, perché sennò si propaganda forbitamente che la lettura fa parte della sfera intima della acculturazione individuale?

Noi, adulti ancora a scuola, potremmo sperimentare su di noi e smontare questo assioma perpetuato da psicologi e sociologi  dello staff system (Emma, help!).

Certo quando sei da sola, leggi da sola. Se decidi comprarti un libro e gustartelo in poltrona o a letto, perché no!  Sei sul treno o sull'autobus, sei in coda allo studio medico o alla cassa di una banca: ti porti un libro e non sbuffi, leggi e ti corrobori! Certo. Da sola. Lettura personale, certo.

E vai a giro, anche per le spese (shopping, Emma, vero?), ci vai coi tuoi, magari anche con chi fai tante cose, anche i figli o i preliminari, e poi entri in una libreria: ti è venuto in mente che avresti potuto scegliere e comprare uno stesso libro, anche uno per uno lo stesso, per leggerlo assieme? Come comprate due banane, due tazzine da caffè uguali, due cuscini uguali, due... perché siete gente che state assieme!

No, di solito non accade. Ci hanno abituato, convinti che sia meglio così? Che sia perfetto crescere soltanto con la lettura intima? 

Non lo sappiamo il perché, ma ti sembrerebbe strano che una coppia comprasse una coppia di libri e la leggesse assieme o nello stesso tempo. Forse ti sembrerebbe antieconomico. 

E non ti ricordi più, non fai il minimo collegamento a quando il prof. disse a tutti e ventidue, perché tanti eravate in classe in seconda media, "sono arrivati i libri di narrativa, 23 copie di Maja delle Streghe, una per uno, domani finalmente iniziamo a leggere assieme". E non ti viene in mente la soddisfazione di iniziare quella avventura tutti con lo stesso libro in mano, anche evitando ore di possibili interrogazioni logoranti?

Ecco. Forse qualcosa di dissociativo c'è sotto queste convinzioni da non-più-alunni come quella che la lettura è un fatto miglioramento personale e intimo.

AAAS può pensare e dimostrare che la lettura è la lettura. Se hai voglia e capacità di leggere! Perché chi smette di leggere o legge solamente i messaggini brevi sul telefonino o le righe dei facebucche, alla fine dice di non aver voglia di leggere ma in realtà ha perso la capacità logica di seguire una lettura complessa. Analfabetismo di ritorno! Accade lo stesso per la scrittura! Questo è un aspetto di quello che chiamiamo analfabetismo funzionale. 

Adulti Ancora A Scuola, forse anche Maidiremaiadulti può riscoprire che la lettura è la lettura, con tutte le implicazioni intime, culturali, sociologiche e di soddisfazione o di masochismo ... ok! (Emma, va bene? o è meglio Okay?). Poi te la fai da sola o da solo, oppure leggi insieme ad altri. Sullo stesso libro o su più copie dello stesso libro. Una scelta occasionale, non di merito o di validità.

"mamma, dai, leggimi ancora...", così le dicevi quando eri piccola nel lettone e lei ti teneva la testa sull'avambraccio e con la ma mano teneva il lembo destro del libro aperto e con l'altra l'altro lembo, e la mamma leggeva ... Ma sei sicura che leggesse solo mamma o eri anche tu che leggevi? Non sapevi meccanicamente leggere, ma leggevi anche tu, insieme, riga per riga, meglio frase per frase, battuta per battuta, e ti accorgevi se la lettura era sbagliata! Perché? Leggevi! ed eri infante, cioè vorrebbe dire che non eri capace di parlare propriamente! 

Quella era la prima lettura in comune. Lettura comunitaria. Lettura di gruppo. E ti accorgevi, al continuare la lettura la sera dopo, se la mamma apriva il libro alle pagine giuste o no, e glielo dicevi prima che lei se ne rendesse conto! Leggevi. Leggevate assieme. 

Perché da adulti non restare complici della lettura? Almeno qualche volta! 

"Lo facciamo ai bambini, so leggere da me, non occorre che io ti legga e tu mi legga", ti disse Alberto quando sotto l'ombrellone stavi leggendo a voce alta un articolo che avresti voluto condividere con lui!  Ti fermasti. Poi più tardi lo lesse, e ne parlaste. Anzi lui riprese il giornale e ti rilesse pari pari i passi che l'avevano colpito di più. Contento.

E allora, fu un riflesso condizionato quello di dirti subito che l'avrebbe letto da solo! 

Allora, che la lettura sia necessariamente un’attività intima e personale è per un adulto non più a scuola è un assioma, indimostrabile, un tabù, una balla inmanifesta, cioè una fake-new! (Bene così, Emma?) 

..... 

il romanzo può continuare ... ( prossima puntata, la lettura come dialogo)

... la proposta di AAAS sarà, a ottobre, anche quella di aprire un un common blended reading path (Emma, questo è difficile, come lo diresti tu in BIG ENGLISH?)

si cercheranno adesioni e arditi del cammino sperimentale per nuovi orizzonti di lifelong learning (Emma, perdonami.)

......AAAS could read a book  and bring out a discussion on it. We could also prepare a conference and ask qualified people in matter to deepen the topic with us... 

......potremo leggero un libro in comune ed analizzarlo insieme. Potremo preparare una conferenza e chiedere a persone qualificate di approfondire l'argomento con noi.

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