giovedì 30 luglio 2026

LE ACCIUGHE. SCRIVERE COSE BANALI E' FRAGILE, MA CULTURALMEMTE IN LINEA ... ED UNA SFIDA

   

 Scrivere cose banali o di cose banali è una chiave del successo di molti che sui rotocalchi social ci passano le loro migliori ore delle giornate. 

Così, oggi, provo anch'io a scrivere di una stupidaggine. Il pregio di una stupidaggine è che generalmente rispecchia le cose buffe che facciamo in molti e non si dicono, ma anche che le cose più sono distribuite come banali e meno impegnano il cervello, e ce n'è tanto bisogno soprattutto davanti a come nel mondo fuori dell'uscio di casa ce lo racconta la cronaca.

Il mondo sembra, anzi, è impazzito e questo vogliono fartelo passare per normale: la complessità della convivenza e delle relazioni internazionali!

Ma sono grandi bugie quelle che distorcono il Mondo. il nostro mondo oggigiorno.

Lo ascolto con seria preoccupazione lo stile chiaro e diretto delle parole del presidente Mattarella.

 “La violenza è un virus letale per la democrazia"  

“Non si adatti legge al singolo."


Ho provato a far cose per me nuove, ai fornelli. Che per me sembrano buffe. E non pericolose.
Non sono cose come lanciare missili a destra e manca.
Le acciughe, il dott. Conte, quello che del Cisanello di Pisa, non quell'altro, dice che Omega3 si trova lì. Perché non te le mangi?
Per migliorare la circolazione sanguigna e ... non stiamo a spiegare ogni cosa ... mica siamo medici dietologi o cardiogi ... quel pesce, insomma, è azzurro! L'idea che l'azzurro sia ... vita e sensibile strada per la felicità ce lo cantava anche Celentano ..
Le acciughe. Stamani ho comprato al superstore le acciughe, 32 di numero. Compratene il numero che volete, tutto dipende in quanti le mangerete.
Se rimangono lì a lungo senza cura: vanno puzzando. Non è solo Omega, c'è anche il 3!
La mia ricetta del giorno:
Frittata di acciughine infarinate.
Non ne ho una immagine, perché l'idea di banalizzare la bischeratella che ho fatto ai fornelli mi è venuta dopo pranzo.
Quando si mettono tante virgole nelle frasi che scriviamo, in un caso è che pensiamo che chi leggerà non saprà leggere in anticipo prima di dire e che sbaglierà senz'altro il ritmo e il tono della frase.
In un altro caso ... scrivetelo voi il perché.
Allora. Le acciughe.
Pulirle è veloce, togliere la lisca cartilagine centrale vien da sé mentre le sciacqui bene dopo averle aperte, svuotate e decapitate o decapottate. (in francese coupè, come le macchine sportive), me lo dissero ad una pescheria LeClerk in Corsica.
Le avevamo fatte pochi giorni fa, il fritto, a parte l'omega3, non fa tanto ben, ma Lei disse che ogni tanto ci può riprovare. Quindi poco olio e rigorosamente di girasole. Un fritto e via. L'olio si cambia ogni volta. 
Le acciughe pulite. Sciacquate e morbide, così fresche non odorano di pasta d'acciuga.
Niente sale. Vengono dal mare.
Nella scodella un cucchiaio di farina di granturco, un quasi cucchiaio di 00 e mescoli, bianco col giallo. Le acciughe ce le butti sopra e con le due mani a dita a forchetta le fai saltare nelle farine. Certamente: se hai tante acciughe anche i cucchiai delle farine aumentano!
Bene, una parte hanno fatto la fine normale, fritte in padella come le leccornie di entrée nei ristoranti, e le mangia chi le vuole, cioè che hai presente lì vicino a tavola. Ma a me fare le cose sempre allo stesso modo fa uffa, quindi cambiare per me è soddisfazione. La perfezione non fa per me, lo sperimentare e introgolare per raggiungere vette nuove è come una missione per un naif. 
Naif, non sapevo proprio cosa fosse o cosa volesse dire, ma una professoressa di lettere che mi insegnava in prima media, venia da Lucca, il suo cognome inizia/va con B, forese Borelli, non ricordo bene, mi illuminò, e sentii van-gog entrare piano piano nel mio modo di vivere.
Le acciughe infarinate in una scodella: squash, l'uovo uscito dal guscio l'ho sbattuto energicamente con una forchetta. 
Alcune acciughe già infarinate le ho tagliate a pezzetti, sei acciughe, 12 filetti, la frittata sarà solo per me. C'è chi le cose se le fa e se le gode. Io sono uno di quelli.
In una padella friggevano le acciughe infarinate, le avrebbero mangiate gli altri, soprattutto Lei.
In una padellina da occhio di bue fritto i tre cucchiai di d'olio di girasole si scaldavano, aspettavano l'arrivo delle acciughine sfilettate e spezzettate. Si lasciano friggere appena, cioè scottare come preferisco, ad occhio, e così l'uovo sbattuto, di un colore rosso raro perché uscito dal sedere di una gallina ruspante, sgocciola tutto tutto, denso, sui pezzetti di quelle acciughe spezzettate e le legano un un magma simpatico: svelto, Renato, è il momento di girare la frittata!
Piatto sopra, quello dove c'è il sughetto d'uovo sbattuto, e swisccchh rivoltare la frittata dalla padellina al piatto, poi in padella di  nuovo sulla fiamma e frishh ritorna sottosopra la frittata a friggersi. Poco poco, non deve fare il fumo l'olio, sennò supera la temperatura salutare. 
Spento il fuoco, la padellina rovesciò la frittacciughella su un piatto di insalata valeriana e pomodorini rossi spezzettati, senza olio né sale, certo!
E' buono quello che ti piace? O è buono quello che ti riempie l'occhio?
Un pranzo luculliano, senza fraintendimenti, per una giornata che vuol battere il record del bollino rosso!
Annaffiare il tutto?
Certo. 
Quello che è nel piatto è companatico, quindi prima di tutto fette di pane quante ti ce ne vanno.
Poi acqua frizzante e birra doppio malto rossa, circa un litro tra tutte e due.
Non accendere la TV, mi raccomando, un notiziario ti guasterebbe il sangue, riempirebbe di bile la festa a Lucullo, anche qui senza equivoci.
I notiziari sono un lavaggio del cervello, vogliono plagiare la gente alla guerra motore mondo, hanno voglia il Sergio ed il Robert Francis a dire che la strada imboccata è sbagliata! La parola pace sta fuori del vocabolario.
Senza mettere la testa e le orecchie sotto la sabbia.
Meglio la frittatina monoporzione di acciughe bi-infarinate, che la TV.
Parola di palato!
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Post-scriptum.
Hai voglia te di chiedere all'intelligenza artificiale di scrivere per te per te qualcosa! Non potrà certamente creare cose come in questo articoletto naif! 
Capisce meglio chi ha già letto COME SI PENSA | adulti ancora a scuola

TUTTAVIA, poiché non ho una immagine della mia esperienza, ho chiesto a Gemini AI di algoritmicarne una dopo aver letto quello che ho scritto, e quella è questa: 
Qui le acciughe non sono spezzettate, e non sono di un letto di valeriana e pomodorini… insomma è bellina. 
Dunque: la intelligenza artificiale serve, eccome, ma non a sostituirci. 
……
Vuoi discuterne? 


 



lunedì 27 luglio 2026

DAILY DIARY.....SAN JACOPO 25.07.2026

 DAILY DIARY.....

 https://emydailydiary.altervista.org/san-jacopo-25-luglio-2026/


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.....eppure, a pensarci bene, in realtà era un giorno speciale nonostante diverso da altri tempi. 



...from the moment I woke up this morning, I had the feeling that it was "just another day."






lunedì 20 luglio 2026

FESTA DEGLI SPOSI.....DAILY DIARY

 20.07.2027

DAILY DIARY


https://emydailydiary.
altervista.org/la-festa-degli-sposi/


.....E’ tradizione nel mio paese, Gallicano, che la terza Domenica  di Luglio  si celebri  la santa Messa dedicata “AGLI SPOSI”.

.....Seeing my daughter and her husband surrounded by the love of their three children filled me with joy, giving to me an unforgettable day that I will cherish in my precious memories.

venerdì 10 luglio 2026

CHIAMATEMI PURE "SERE".....DAILY DIARY...


DAILY DIARY ......10.07.2026



 https://emydailydiary.altervista.org/chiamatemi-pure-sere/


     Con un sorriso dei suoi, pensa:

“Quella montagna non si sposta... e io avrò ancora tutto il tempo del mondo per sfidarla”.

 




martedì 7 luglio 2026

Essere Adulti Ancora A Scuola: il nostro modo di stare al mondo.

 



Estate. È in questo tempo sospeso che possiamo guardare con più calma a ciò che siamo diventati: Adulti Ancora A Scuola, un gruppo che dal 2020 cresce, cambia, si trasforma, e continua a imparare anche quando non c’è una classe, un computer acceso, un laboratorio da seguire.

Perché essere AAAS non è un’attività: è un modo di stare al mondo. Siete d'accordo?

Portiamo in giro “Una visione di cultura popolare realizzata con curiosità, dinamica e condivisione, che cresce facendo le cose assieme e scoperchiando preconcetti e tabù nei quali ogni società lentamente sonnecchia.”

Siamo nati un un modo buffo: non per seguire un programma, ma per aprire una strada.

Abbiamo usato il digitale per allargare il cielo, per leggere il mondo, per restare vivi e curiosi, e anche per conoscere meglio noi stessi.

“Essere Adulti Ancora A Scuola è faticoso, perché richiede attenzione, attesa, curiosità per quello che non capisci lì per lì.”

“Essere Adulti Ancora A Scuola è bello, perché ciò che a scuola dici e fai è stimolo, anche quando racconti che non hai capito che ti senti indietro.”

Negli AAAS essere leader significa mettesi alla pari, chi offre il proprio pezzo di strada, chi accetta di imparare e di insegnare con gesti simili. È così che sono nati i laboratori, i due libri, gli Angoli, le pagine dei blog, le lezioni di inglese, i percorsi digitali, l'incontro con l'AI. È così che si è formata una comunità che non ha bisogno di titoli, ma di presenza. 

Dovessimo dire come siamo presenti durante questo periodo, ci riusciremmo?

Pensi che il prendiamoci una pausa possa farci sbiadire?

Altrove troviamo scritto ACCADE  , è una parola perfetta anche per un periodo di pausa perché non è un programma, ma un modo di respirare che funziona anche quando siamo lontani.

“Non c'è ancora un emoticon che riproduca quel sentimento/modo di essere: dovremo disegnarlo, un giorno!” E questo potrebbe essere un compito che smuove l'estro, invitiamoci a provare e consultiamoci con Geppo, fin qui disegnatore provetto! ☺ Di noi abbiamo volti, voci, mani, sorrisi, dubbi, un logo, ma ci manca una icona.



sabato 4 luglio 2026

TOUR PARIGINO AL FEMMINILE

 Abbiamo sempre parlato, mio marito ed io, di andare a Parigi col treno, approfittando delle condizioni veramente agevolate di cui godeva da ferroviere…ma non siamo mai riusciti ad andare per i più svariati motivi.

Le mie figlie hanno deciso finalmente di regalarmi questa meravigliosa vacanza in loro compagnia cui si è accodata la nipote liceale che era ansiosa di vedere dal vivo alcune opere importanti oggetto di studio, che sapeva essere custodite nei musei parigini.

Non è stato facile riuscire a far incastrare tutti gli impegni lavorativi e di studio delle mie ‘donne di famiglia’… ma alla fine siamo riuscite a partire.

La figlia maggiore si è occupata del ‘B&B’ l’altra ha acceso la miccia acquistando quasi a sorpresa i biglietti aerei, tenendo conto solo del termine della scuola di Emma, cercando di adattare tutti gli altri impegni lavorativi







Dei vari ingressi ai Musei, si è occupata (con immenso piacere) la specialista in ‘Storia dell’Arte’ della famiglia, Lucia, che ci ha anche fatto da graditissima guida nelle visite.

Anche se ero preparata alle meraviglie di questa città, devo ammettere che non ho potuto non stupirmi dei capolavori che contiene, dei suoi parchi e dei suoi abitanti gentili ed accoglienti.

Le foto ed i video che ho collezionato sono veramente tanti e sono felice di condividerli con voi







   L'unico compagno indesiderato di questa vacanza è stato il caldo torrido davvero eccezionale, ma ciò nonostante ripartirei anche domani. 


venerdì 26 giugno 2026

La parabola. Il digitale. Un ponte, non una casa.

 





L’articolo “L’immaginario e la qualità del pensiero” lascia intravedere una parabola: noi adulti ancora a scuola che siamo partiti dall’apertura al digitale, abbiamo attraversato la consapevolezza critica, e adesso, soprattutto per come risuona la frase finale dell’articolo, stiamo arrivando a riflettere sulla possibilità di "un passo indietro", un gesto di disconnessione scelta e non subita. 

AAAS nati per entrare nel digitale, cresciuti per capirlo, maturati per non esserne inghiottiti.

L’ingresso nel digitale è avvenuto in aula, in presenza, è stato una nuova alfabetizzazione e anche una necessità storica, negli AAAS è stato il primo passo per imparare, capire, non restare indietro.

Informatica Pratica e molto altro ...! Il digitale e lo stare insieme modifica tempo, identità, memoria, relazione: il percorso che hanno fatto gli adulti ancora a scuola è stato non solo usare ma capire.

Mi sono chiesto se quell’articolo incarni qualcosa di importante per gli adulti ancora a scuola e adesso penso che posso rispondere: la capacità di migrare da un immaginario all’altro, la consapevolezza che il digitale cambia la mente e le relazioni, la volontà di non farsi modellare dagli algoritmi, ma di restare umani. 

Il bisogno di ritrovare tregua, presenza, lentezza ha un gusto speciale: il caffè del sabato mattina al mercato è “cacio sui maccheroni” dei corsi in presenza e delle Classroom online.

Penso che valga per tutti: noi AAAS siamo un laboratorio vivente di “tensione”: connessi sì, ma non catturati; curiosi, ma non ingenui; presenti sì, ma non dipendenti!

L’ultima frase dell’articolo: “C’è bisogno di atti coscienti e concreti, per arrestare l’oblio del contatto umano e del riappropriarsi del senso del faccia a faccia, per cancellare, archiviare, per rimaterializzare gli scambi umani. Per riappropriarsi della analogia scartando la simulazione.” suona come un ritratto generazionale e insieme come un possibile ritratto del gruppo: una piccola comunità che ha imparato a stare nel digitale, ma che sa anche quando è il momento di fare un passo indietro, di respirare, di tornare alla carne del mondo.

domenica 31 maggio 2026

PROFUMO DELL'ACCOGLIENZA....DAILY DIARY...


31.05.2026

DAILY DIARY




https://emydailydiary.altervista.org/il-profumo-dellaccoglienza/


...la vecchia moka di una volta, più che un semplice utensile da cucina, era il simbolo di una tradizione tramandata di generazione in generazione....

....i remember when Uncle Giuliano had his coffe shop in Melbourne, and as soon as I grew up to the hight of the large "professional machine" he taught me how to make it for his customers.....











venerdì 22 maggio 2026

IL VALORE DI NON SMETTERE MAI DI IMPARARE! daily diary

 DAILY DIARY

22.05.2026

https://emydailydiary.altervista.org/il-valore-di-non-smettere-mai-di-imparare/


......tutto è cambiato con l'arrivo dei miei nipoti, loro sono "nativi digitali"....

......school used to be short for my parents, born in the early 1920's...


(click on the link above to read more)

venerdì 15 maggio 2026

15/05/2026: 3° Tappa -Triathlon Sprint di Bagnaia

 Portoferraio-Isola d'Elba-

Casualmente mi sono imbattuta in questa bella manifestazione sportiva, che si svolgeva questa mattina alle 11,00 con partenza e arrivo proprio sulla spiaggia di Bagnaia, frazione del Comune di Rio, dove mio marito ed io siamo a trascorrere qualche giorno di vacanza.



 

La giornata è stata purtroppo caratterizzata da pioggia e mare mosso (la gara prevedeva una prima prova di nuoto a seguire un tratto in bicicletta ed infine la corsa) quindi si può facilmente immaginare le difficoltà incontrate dai partecipanti fin dalla partenza...


   Nonostante tutto, l'atmosfera di festa, la musica e l'entusiasmo dei partecipanti alla fine hanno prevalso su tutto ed hanno trasformato la giornata che si è rivelata piuttosto piacevole ed anche il cielo si è poi rischiarato quasi magicamente!  

Mio marito, appassionato a questo genere di gare, ha millantato un improbabile risultato sportivo personale  🤣


   

L'ANNELLO 1968

 15.05.2026


DAILY DIARY


https://emydailydiary.altervista.org/lanello-1968/

.....il primo anello mi fu regalato dalla Nonna Maria a quindici anni, era bellissimo. Celeste, in acquamarina.... 


...I quickly read the note with trembling fingers and curiosly unwrapped the package......

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lunedì 11 maggio 2026

SINGING AND PLAYING.....daily diary

 11.05.2026


DAILY DIARY 


https://emydailydiary.altervista.org/singing-and-playing/



....la maestra d'inglese porta con se un caloroso shsorriso per rallegrare i suoi piccoli allievi...


....as she settles in fornt of them, she gazes at those bright eyes waiting to hear a different language....

https://gemini.google.com/share/251f96e02115

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domenica 10 maggio 2026

Escursione primaverile sul Monte Croce


Il momento magico sul Monte Croce




Non potevo mancare neanche quest'anno all'appuntamento sul Monte Croce per ammirare la fioritura delle giunchiglie. Sono partita un pomeriggio da Barga, in una giornata splendida, e siamo arrivati in località al Pioppo, una piccola frazione del paese di Palagnana. Quest'anno siamo stati fortunati a raggiungerla senza difficoltà, anche se la strada che risale dal fondovalle è piuttosto tortuosa. Lo scorso anno, invece a causa di una frana, fummo costretti ad allungare il percorso passando da Pascoso, proseguendo verso Matanna e infine raggiungendo Palagnana. Una curiosità su questo paese; nonostante la vicinanza a Fabbriche di Vallico e quindi al comune di Fabbriche di Vergemoli, Palagnana è storicamente legata alla Versilia e infatti appartiene al comune di Stazzema. Il motivo è semplice: un tempo non contava la distanza "in linea d'aria", ma il percorso più logico e praticabile a piedi. Le antiche mulattiere collegavano i borghi seguendo le valli ed evitando i crinali, più impervi e difficili da attraversare.



Il sentiero che porta alla cima attraversa inizialmente il bosco. Una volta superata la fascia boschiva, il paesaggio cambia, la visuale si apre e la montagna diventa nuda e luminosa. E' proprio qui che, tra fine aprile e maggio, avviene la fioritura delle cosiddette giunchiglie. In realtà si tratta di narcisi selvatici che, sbocciando, trasformano il prato in un tappeto bianco e brillante.




Come sempre, è stata un'escursione che ho apprezzato moltissimo, non solo una camminata, ma un vero viaggio tra natura, paesaggio, storia e tradizione, e che ogni anno rinnova il suo fascino con la stessa, immutata bellezza.



martedì 5 maggio 2026

CHE COSè IL TEMPO LIBERO?

 DAILY DIARY 5.05.2026

/https://emydailydiary.altervista.org/che-cose-il-tempo-libero/







...il tempo libero, per come lo si capisce, è il momento della quale prendi una pausa......non conoscevano lo smartpone.....

...as soon as they finished their homework, they opened the door....free time was the street, the back yard, the lawn.......

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venerdì 1 maggio 2026

IL MIO ERASMUS - 2026

 

1.05.2026

DAILY DIARY 

IL MIO ERASMUS -
2026







https://emydailydiary.altervista.org/il-mio-erasmus/

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https://emydailydiary.altervista.org/wp-admin/post.php?post=433&action=edit

venerdì 10 aprile 2026

DALLA TERRA, QUEL VIAGGIO VERSO LA LUNA......DAILY DIARY


DAILY DIARY

10.04.2026

https://emydailydiary.altervista.org/dalla-terra-quel-viaggio-verso-la-luna/

DALLA TERRA, QUEL VIAGGIO VERSO LA LUNA

...forse qualche volta nei mostri sogni ci siamo visti persi nella navicella e farsi strada nel silenzio dell'atmosfera stellata..

....I gaze into the space, at the silence, at t
he courage of those who traverse it.....

p.s (click on the link above to read more)




venerdì 3 aprile 2026

Il gioco del VERDE in quaresima

Quando una foglia era abbastanza: il mio ricordo del "Gioco del verde".
Quando ero ragazzino non c’erano social network e il divertimento nasceva da piccole sfide quotidiane basate sulla memoria e sulla furbizia. Il "Gioco del Verde" era proprio questo: una usanza che trasformava il periodo austero della Quaresima in una sorta di "nascondino" continuo. 
Tutto ruotava intorno a un impegno preso tra amici o fidanzati: dal Mercoledì delle Ceneri fino a Pasqua, ognuno doveva avere addosso, in ogni istante, una foglia verde e fresca. Non importava dove la nascondessi — nel taschino della camicia, dentro la scarpa,— l'importante era che fosse a portata di mano. 
Il bello del gioco era l’elemento sorpresa. In qualsiasi momento — a scuola, durante una passeggiata in piazza o persino a messa — uno dei partecipanti poteva saltare fuori e gridare: "Verde!" o "Fuori il verde!". A quel comando, scattava la frenesia: dovevi estrarre immediatamente la foglia. Se la mostravi, eri salvo e il gioco continuava. Se l'avevi dimenticata a casa o, peggio, se la foglia era diventata secca e gialla (perché non l'avevi cambiata), venivi dichiarato sconfitto tra le risate degli amici. Chi perdeva doveva pagare un pegno. 
Spesso si trattava di piccole cose: un uovo di cioccolato, una manciata di confetti o, se il gioco era tra innamorati, un pegno più romantico. Era un modo ingegnoso per tenere alta l'attenzione e colorare di speranza (il verde, appunto) un periodo che la tradizione religiosa voleva molto sobrio e rigoroso.



Con questo semplice ricordo Geppo e Gina augurano una Buona Pasqua a tutto il gruppo di “Adulti ancora a scuola”!

✍️ The following translation is for friends and relatives who live elsewhere. English as a language of exchange.

When a leaf was enough: my memory of the "Gioco del Verde". 
When I was a kid  there were no social networks and fun was born from small daily challenges based on memory and cunning. The "Gioco del Verde" was just that: a custom that transformed the austere period of Lent into a sort of continuous "hide and seek". Everything revolved around a commitment made between friends or boyfriends: from Ash Wednesday until Easter, everyone had to have a green and fresh leaf on them at all times. It didn't matter where I hid it — in my shirt pocket, inside my shoe— the important thing was that it was within reach. The beauty of the game was the element of surprise. At any time — at school, during a walk in the square or even at mass — one of the participants could jump out and shout: "Green!" or "Green out!". At that command, the frenzy was triggered: you had to pull out the leaf immediately. If you showed it, you were safe and the game continued. If you had forgotten it at home or, worse, if the leaf had become dry and yellow (because you had not changed it), you were declared defeated to the laughter of friends. Whoever lost had to pay a pledge. Often it was small things: a chocolate egg, a handful of sugared almonds or, if the game was between lovers, a more romantic pledge. It was an ingenious way to keep attention high and color with hope (green, in fact) a period that religious tradition wanted to be very sober and rigorous. With this simple memory Geppo and Gina wish a Happy Easter to the whole group of "Adults still at school"! When a leaf was enough: my memory of the "Gioco del Verde" When I was a kid in which there were no social networks and fun was born from small daily challenges based on memory and cunning, the "Gioco del Verde" was just that: a custom that transformed the austere period of Lent into a sort of continuous "hide and seek". Everything revolved around a commitment made between friends or boyfriends: from Ash Wednesday until Easter, everyone had to have a green and fresh leaf on them at all times. It didn't matter where I hid it — in my shirt pocket, inside my shoe— the important thing was that it was within reach. The beauty of the game was the element of surprise. At any time — at school, during a walk in the square or even at mass — one of the participants could jump out and shout: "Green!" or "Green out!". At that command, the frenzy was triggered: you had to pull out the leaf immediately. If you showed it, you were safe and the game continued. If you had forgotten it at home or, worse, if the leaf had become dry and yellow (because you had not changed it), you were declared defeated to the laughter of friends. Whoever lost had to pay a pledge. Often it was small things: a chocolate egg, a handful of sugared almonds or, if the game was between lovers, a more romantic pledge. It was an ingenious way to keep attention high and color with hope (green, in fact) a period that religious tradition wanted to be very sober and rigorous. 

With this simple memory Geppo and Gina wish a Happy Easter to the whole group of "Adults still at school"!

lunedì 30 marzo 2026

IL CACCIATORE PENTITO

Nel comune dove abitavo la caccia è stata sempre praticata, in quasi tutte le famiglie c'era un cacciatore, anche mio babbo era un cacciatore. Mi ricordo quando la sera caricava le cartucce per la caccia che faceva la mattina dopo a merli e tordi.  Ma la caccia che gli piaceva di più era alla lepre. Di conseguenza anche io sono diventato cacciatore. Poi però ad un certo punto quando mi sono trovato le mani insanguinate da un uccellino che avevo ucciso, mi sono detto: ma che sto facendo sto uccidendo per divertimento? E ho smesso!

Forse nel dopo guerra cacciavano anche per mangiare. Esisteva anche il bracconaggio con trappole di varie forme. Poi la caccia è diventata uno sport dove si uccide un animale per divertimento. 

Quando penso quello che ho fatto mi vergogno di me stesso.




mercoledì 25 marzo 2026

LA VALIGIA SUL LETTO....DAILY DIARY

 

DAILY DIARY 

25.03.2026


LA VALIGIA SUL LETTO

La valigia era lì, aperta sul copriletto azzurro per essere caricata delle cose necessarie per la mia vacanza.


When I travel, I don’t just visit monuments. I enjoy discovering  curiosities, immerge  into the local history and lifestyle, and exploring traditional recipes.


/https://emydailydiary.altervista.org/la-valigia-sul-letto/


venerdì 6 marzo 2026

GIORNATA MONDIALE DELLA DONNA 2026........


DAILY DIARY....8 MARZO 


Giornata Internazionale della Donna 2026

 https://emydailydiary.altervista.org/giornata-della-donna-2026-dedicato-alla-nonne%f0%9f%92%95%f0%9f%92%95%f0%9f%92%95/GIORNATA MONDIALE DELLA DONNA

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.....Non ho conosciuto la mia Nonna paterna. Nata 1898, se ne andò prima che io nascessi, lasciandomi però in eredità il suo nome.

     I still remember their joyful smiles when my husband and I got engaged. Perhaps they were moved by my young age, because I received so much affection and cuddles from these two women, and I’m happy that my children also knew their great-grandmothers, even if only for a few years.







LE ACCIUGHE. SCRIVERE COSE BANALI E' FRAGILE, MA CULTURALMEMTE IN LINEA ... ED UNA SFIDA

     Scrivere cose banali o di cose banali è una chiave del successo di molti che sui rotocalchi social ci passano le loro migliori ore dell...