martedì 11 agosto 2026

LA MIA CARTOLINA DELLA CALABRIA.....DAILY DIARY....


DAILY DIARY

11.08.2026

                                                                  INSALATA DI MELANZANE E PEPERONI


/https://emydailydiary.altervista.org/la-mia-cartolina-della-calabria/


.......portano in tavola piatti tradizionali o "rivisitati" come amano dire molto spesso gli chef....


....for me, Calabria was the one reflected in my friends' eyes.....


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Su-PerPiazza

 



       BARGA 

    Su-PerPiazza



Si chiamava e per me ancora si chiama Su-PerPiazza.

Ho sempre pensato da bambina e poi ragazza e perfino da adulta che questo fosse il nome proprio di quella strada che dal Giardino nella parte bassa del paese arriva  su, in salita, fino a piazza del Comune nel centro storico di Barga.

 


                                     Su-PerPiazza

È una strada pedonale ben lastricata, memore della propria storica importanza e "mooolto" in salita.

 Si introduce con sicurezza in un groppo di case e palazzi antichi, corredata da piazzette minuscole che si

 aprono ai lati e attraversata da viuzze con nomi esplicativi (via dei pozzi ecc) che indicano angoli di mestieri antichi.

                        

    Piazzetta del Galletto


 Su-PerPiazza era fiancheggiata da innumerevoli botteghe, i negozi di allora, piccoli ma ben tenuti e ordinati, con esposta all’esterno il tipo di merce che vi si vendeva: scope o sacchi di granaglie , zappe, stoffe a metraggio ecc.


Dall'archivio : foto d'epoca




 C’era la scuola media nella piazza su, in cima alla salita, e chi abitava al giardino giù, in basso, nella parte nuova di Barga, doveva spiccare una bella corsa per non far tardi a scuola e, per fortuna, grazie al fiato dell’età lo poteva fare senza arrivare stravolto.

 Si stava  attenti a non arrivare in ritardo perché la Preside sig.ra Ghirlanda incuteva timore e pure terrore se, per qualche ragione, c’era da presentarsi davanti a lei.  Ho sempre pensato che anche i professori la temessero, ma forse era un mio pensiero di bambina.

Per tornare  a Su-PerPiazza io la ricordo ancora con la vecchia pavimentazione: un selciato di grossi sassi con erbetta che si ostinava a spuntare tra l’uno e l’altro nonostante il continuo calpestio.

Mia mamma d’inverno si raccomandava sempre: “cammina ai lati sotto le gronde che nel mezzo diaccia tutto e  
si scivola”
Il problema dello scivolare era semplicemente che mi sarei sporcata il grembiule della scuola e quello doveva essere sempre pulitissimo e ben stirato.

Su- PerPiazza  la percorrevo anche tre anni dopo  per frequentare le Magistrali. La scuola era al Conservatorio, presso il collegio delle Educande retto dalle suore Giuseppine, là, proprio sotto il Duomo, nel punto più alto del paese.

La corsa in salita per arrivarci era assai più faticosa poiché, dopo Su- PerPiazza, bisognava inerpicarsi su quelle erte carraie che , allora come ora, servono da scorciatoie per giungere fino al Duomo.


Per fortuna al termine di Su- PerPiazza c’era la bottega del Casciani, ricca di tutto, anche di fantasia.
 Lì mi fermavo a riprender fiato prima della seconda corsa in salita e a comprare la merenda da consumare durante l’intervallo delle lezioni.

 La merenda variava a seconda del momento, della voglia di novità, dell’umore, della temperatura esterna, dei suggerimenti.

 Poteva essere dolce o salata e le due fette di pane, perché di quello si parlava, potevano essere riempite  con affettati, formaggio, sott’oli o sottaceti, tonno, acciughe e chi più ne ha più ne metta. 

Sarebbe stata consumata per ricreazione sulla lunga terrazza davanti alle aule dove ora spesso stazionano i vecchietti ospiti della RSA che ha sostituito il collegio.
 Era una breve pausa molto apprezzata prima della salita finale e per fortuna allora non serviva trascinare zaini pesantissimi ma quei pochi libri necessari per la giornata, tenuti insieme con un grosso elastico colorato.


            E ora?



Super piazza è sempre lì, più bella di prima, ben pavimentata, le case meglio intonacate ma, purtroppo, povera di vita.

 Le botteghe sono sparite, inghiottite da supermercati e spese on line.

 Le scuole sono state ricostruite al Giardino, in basso, fuori dalla vecchia Barga e sono nuove e ben attrezzate.

 Il  Conservatorio che ospitava le Magistrali “ la fucina delle maestrine di montagna” come diceva Giovanni Pascoli, ora RSA, allora era ricco di studentesse che dalla Garfagnana venivano come interne nel collegio retto dalle suore. Non c’erano mezzi di trasporto adeguati e veloci e per studiare dovevano fermarsi a Barga. 

Le ricordo in fila, durante le uscite per le varie ricorrenze religiose, con l’uniforme blu, il colletto alla marinara e il basco, calato civettuolo da una parte dalle più grandi.

 A noi, di Barga, se non avevamo voglia di studiare, per spaventarci ci dicevano “vi chiudiamo in collegio” e la percezione negativa del collegio, col senno del poi, si è scontrata spesso con l’apprezzamento di chi in quel collegio ci è vissuto. Così è la vita. Belle le esperienze diverse e diversificate.



                  E ORA ?

                 


  In Estate Su PerPiazza si rivitalizza :

con  mostre d’arte, incontri letterari e feste organizzate dalle varie e variegate  associazioni del territorio.        




Un buon contributo è  dato dagli scozzesi , in vacanza o residenti, che apprezzano la parte antica del paese, il panorama che da lì si gode, la natura, il ritmo rallentato della vita e il buon cibo.

 Aperitivi, passeggiate, il fresco della sera..



Nel vecchio borgo bar e ristoranti la fanno da padroni e così chiacchiere e allegria ridanno vita a quelle antiche strade.

   

Io, data l'età, ho difficoltà a salire per Su Perpiazza col caldo estivo, ma, poichè in discesa vado volentieri,
 mi fermo alla Volta de’Menchi,
 bevo un caffè e, nutrendomi di piacevoli ricordi, godo della bellezza del mio paese.



P.S. c'è la vecchia foto degli alimentari del Mazzolini (archivio storico) perchè mi sembrava rappresentativa e perchè del Casciani non ho trovato niente.


giovedì 6 agosto 2026

I POZZI......DAILY DIARY

 

DAILY DIARY..

5.08.2026


“I POZZI” C’ERA UNA VOLTA LA LAVANDERIA DEI POVERI!!!


https://emydailydiary.altervista.org/i-pozzi-cera-una-volta-la-l





......They took with them soap, a scrubbing brush, and a sturdy apron. It was also a chance for them to socialize, share stories about their daily lives, and exchange village news.


.....Si erano persino ingegnate con paletti e corde per stendere i panni ad asciugare proprio all’esterno del lavatoio. Forse vedere il bucato steso in pubblico non era un grande spettacolo, ma per loro era una necessità, dato che a casa non avevano la comodità di uno spazio aperto.


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mercoledì 5 agosto 2026

SOLIDARIETA' - Da una battuta sulla chat

 “Gli AAAS solidali sono scomparsi? Quest’anno non abbiamo raccolto neppure un centesimo per donarlo!” 

“Solidarietà a chi? Sempre più complicato (pure questo)”


“È per il caldo che abbatte. Ma poi ci riprenderemo.”


Una battuta nella chat e i commenti arrivano. 

Forse non è un caso che siano passati quasi due anni da quando gli AAAS in generale, ma in particolare quelli del caffè del sabato mattina (quello che è stato il Gruppo di Redazione) non abbiano fatto una donazione di gruppo per “solidarietà”. 



L’osservazione e l’invito intrinseco rende evidente che “la solidarietà non è automatica”. Chissà se sia un bene che sia così. Certo è che richiede discernimento. 

“Solidarietà a chi? Sempre più complicato (pure questo)”, è un piccolo detonatore: la solidarietà non è più un gesto semplice per dare (restituire) qualcosa a qualcuno che ne ha bisogno. Del resto il presidente dittatore (così si mostra) degli Stati Uniti, appena eletto, ha tagliato i fondi alla solidarietà per lo sviluppo internazionale. Anche a livello politico globale, la solidarietà è diventata un campo di battaglia, non un valore condiviso. Il taglio dei fondi è forse prima di tutto un segnale culturale, camuffato da fattore economico. Arrogarsi il potere di ridefinire chi merita aiuto e chi no è stata una dichiarazione di divisione del mondo. Il18 luglio 2025, con il via libera finale della Camera dei Rappresentanti, gli USA riducono o sospendono finanziamenti a organizzazioni che operano nella cooperazione internazionale e negli aiuti allo sviluppo. A partire dal secondo dopoguerra, erano non solo uno strumento tecnico, ma un gesto politico di riequilibrio verso territori e popolazioni che avevano subito decenni di sfruttamento economico, coloniale e post‑coloniale. La solidarietà istituzionale è stata, per decenni, una risposta alle ferite prodotte dal capitalismo globale; la cooperazione internazionale era stata pensata come parte integrante della costruzione di un ordine mondiale più equo.

Adulti e senior, per età e storia, hanno vissuto in anni in cui la solidarietà era un valore civico, la cooperazione internazionale era un pilastro della politica estera, aiutare gli altri era un gesto che non richiedeva giustificazioni. Quello che è accaduto provoca una certa forma di disorientamento etico, oltre alla condanna di cinismo.

Leggendo la cronaca del nostro Occidente, dal 2024 solidarietà è dichiarata scelta selettiva subordinata a interessi nazionali. Nazionalismi e guerra puppano dall’egoismo e risucchiano miliardi non soltanto dalla solidarietà internazionale, ma anche direttamente dalle tasche di ogni gente con il gioco delle tre guerre, più concretamente dei tre petroli. A questo scopo il Segretario alla Difesa USA nel 2026 è stato ufficialmente rinominato Segretario della Guerra nell’ambito della riorganizzazione del Dipartimento! 

Nella vita dei cittadini, in ogni parte del mondo, le tensioni per rendere i gesti di solidarietà difficili ci sono sempre stati, uno di quelli più diffusi ha riguardato la sfiducia nei canali, forse perché la trasparenza non è stata sempre chiara. Infatti la beneficenza richiede fiducia e la fiducia è diventata un bene raro.

L’attualità vede la moltiplicazione dei destinatari, richiedenti o oggetto di attenzione da parte di esterni. Chi ha bisogno oggi, quindi, non è inquadrabile in un gruppo definito, ma è un mosaico: famiglia impoverite, migranti, anziani soli, associazioni culturali, emergenze climatiche, ospedali con carenza di fondi statali per il loro miglioramento, e emergenze internazionali, aiuto a popolazioni in difficoltà o colpite da emergenze che spesso sono coniche …

Le richieste di aiuto sono ovunque, sempre e continuamente ogni giorno: campagne, raccolta fondi, 5X1000, emergenze, appelli, catastrofi, crisi internazionali, iniziative locali. È un flusso continuo. 

Una risposta di difesa è la chiusura del rubinetto emotivo.

Quando la solidarietà viene ridotta, selezionata e politicizzata dall’alto, questa condotta tocca anche chi vuole continuare a praticarla dal basso, anche nella forma della beneficenza e dell’elemosina.

La solidarietà non è solo un gesto economico, è un coinvolgimento. Le sollecitazioni, attraverso i media, da parte delle inserzioni e degli avvisi sovraccaricano questo aspetto. A questo va aggiunto che la crisi economica galoppante lascia meno spazio alla generosità. E a volte non è mancanza di generosità come scelta: è stanchezza. E la stanchezza addormenta il coinvolgimento.

Quindi la domanda “a chi?” Non è retorica: è reale.

In gruppo si può vivere la solidarietà in un modo particolare: non come beneficenza, ma come coinvolgimento e dialogo con una determinata situazione che riteniamo necessaria di solidarietà. La solidarietà si esprime in questi casi, per lo più, con la raccolta di denaro da donare. La solidarietà è una sensazione felice quando questa ci appare un gesto che definisce chi siamo e perché lo facciamo. Un gesto di solidarietà, che è un po’ qualcosa di diverso da un gesto di beneficenza e dalla elemosina. La beneficenza è una azione, la solidarietà è una relazione e appare come condivisione di qualcosa con qualcuno che riconosci; la senti come una occasione di impegno, sia pur esso momentaneo. 

Come Adulti ci siamo sentiti come custodi di una idea più ampia di “prossimo”. Certo, la solidarietà richiede energie, ci sono periodi nei quali queste si riducono ai minimi termini. La sfiducia nella prospettiva di un mondo migliore, oggi è altissima; quando la fiducia si sgretola, la generosità rischia di spegnersi.

giovedì 30 luglio 2026

IL BIKINI : elucubrazione postuma di un'ottantenne dopo un caldo giorno di mare.

   



          IL BIKINI


Vien fatto di rinunciarvi da anziani : ciccia cadente, rotolini sporgenti, poppe sostenute da una provvidenziale e materna panza.

 E’ un momento, quello,  dove  si sente il dovere di cercare un costume intero: per rispetto, si pensa, di se stesse  e  degli altri. Questo succede il primo giorno di mare….poi, inevitabilmente..... al secondo giorno.... il costume intero verrà abbandonato in un angolo e il bikini gloriosamente indossato.

  

                             PERCHE' ?


Il costume intero lì per lì soddisfa: sia il proprio senso estetico che quello (si pensa) degli altri. Peccato che serva cambiarlo dopo il primo bagno per non sentirsi lo stomaco in salamoia o sotto serra con quel bagnato che all'ombra risulta freddo  e col sole così caldo umido da farci crescere i funghi.

E per cambiarlo? In equilibrio su una gamba sola per non farlo cadere a terra (da considerare la scarsa pulizia  di spogliatoi improvvisati) servono contorcimenti e sforzi  continui per farlo scivolare. Si incastra sulla pelle a mo’ di ventosa nonostante manovre studiate in precedenza a tavolino;

e per sostituirlo con quello asciutto? la musica non cambia, tu sei bello docciato e quindi umido e grazie agli asciugamani poco ingombranti e niente asciuganti le manovre vanno ripetute.

E allora ? 


Bikini e sempre bikini a qualsiasi età !!!

Per godere del mare sulla pelle,

per assaporare il tepore del sole che asciuga in un minuto,

per apprezzare la libertà del vivere in libertà !!!



                                                   Questa mia elucubrazione dopo                                                                                                   una giornata passata al mare                                                                                                       in costume intero

LE ACCIUGHE. SCRIVERE COSE BANALI E' FRAGILE, MA CULTURALMEMTE IN LINEA ... ED UNA SFIDA

   

 Scrivere cose banali o di cose banali è una chiave del successo di molti che sui rotocalchi social ci passano le loro migliori ore delle giornate. 

Così, oggi, provo anch'io a scrivere di una stupidaggine. Il pregio di una stupidaggine è che generalmente rispecchia le cose buffe che facciamo in molti e non si dicono, ma anche che le cose più sono distribuite come banali e meno impegnano il cervello, e ce n'è tanto bisogno soprattutto davanti a come nel mondo fuori dell'uscio di casa ce lo racconta la cronaca.

Il mondo sembra, anzi, è impazzito e questo vogliono fartelo passare per normale: la complessità della convivenza e delle relazioni internazionali!

Ma sono grandi bugie quelle che distorcono il Mondo. il nostro mondo oggigiorno.

Lo ascolto con seria preoccupazione lo stile chiaro e diretto delle parole del presidente Mattarella.

 “La violenza è un virus letale per la democrazia"  

“Non si adatti legge al singolo."


Ho provato a far cose per me nuove, ai fornelli. Che per me sembrano buffe. E non pericolose.
Non sono cose come lanciare missili a destra e manca.
Le acciughe, il dott. Conte, quello che del Cisanello di Pisa, non quell'altro, dice che Omega3 si trova lì. Perché non te le mangi?
Per migliorare la circolazione sanguigna e ... non stiamo a spiegare ogni cosa ... mica siamo medici dietologi o cardiogi ... quel pesce, insomma, è azzurro! L'idea che l'azzurro sia ... vita e sensibile strada per la felicità ce lo cantava anche Celentano ..
Le acciughe. Stamani ho comprato al superstore le acciughe, 32 di numero. Compratene il numero che volete, tutto dipende in quanti le mangerete.
Se rimangono lì a lungo senza cura: vanno puzzando. Non è solo Omega, c'è anche il 3!
La mia ricetta del giorno:
Frittata di acciughine infarinate.
Non ne ho una immagine, perché l'idea di banalizzare la bischeratella che ho fatto ai fornelli mi è venuta dopo pranzo.
Quando si mettono tante virgole nelle frasi che scriviamo, in un caso è che pensiamo che chi leggerà non saprà leggere in anticipo prima di dire e che sbaglierà senz'altro il ritmo e il tono della frase.
In un altro caso ... scrivetelo voi il perché.
Allora. Le acciughe.
Pulirle è veloce, togliere la lisca cartilagine centrale vien da sé mentre le sciacqui bene dopo averle aperte, svuotate e decapitate o decapottate. (in francese coupè, come le macchine sportive), me lo dissero ad una pescheria LeClerk in Corsica.
Le avevamo fatte pochi giorni fa, il fritto, a parte l'omega3, non fa tanto ben, ma Lei disse che ogni tanto ci può riprovare. Quindi poco olio e rigorosamente di girasole. Un fritto e via. L'olio si cambia ogni volta. 
Le acciughe pulite. Sciacquate e morbide, così fresche non odorano di pasta d'acciuga.
Niente sale. Vengono dal mare.
Nella scodella un cucchiaio di farina di granturco, un quasi cucchiaio di 00 e mescoli, bianco col giallo. Le acciughe ce le butti sopra e con le due mani a dita a forchetta le fai saltare nelle farine. Certamente: se hai tante acciughe anche i cucchiai delle farine aumentano!
Bene, una parte hanno fatto la fine normale, fritte in padella come le leccornie di entrée nei ristoranti, e le mangia chi le vuole, cioè che hai presente lì vicino a tavola. Ma a me fare le cose sempre allo stesso modo fa uffa, quindi cambiare per me è soddisfazione. La perfezione non fa per me, lo sperimentare e introgolare per raggiungere vette nuove è come una missione per un naif. 
Naif, non sapevo proprio cosa fosse o cosa volesse dire, ma una professoressa di lettere che mi insegnava in prima media, venia da Lucca, il suo cognome inizia/va con B, forese Borelli, non ricordo bene, mi illuminò, e sentii van-gog entrare piano piano nel mio modo di vivere.
Le acciughe infarinate in una scodella: squash, l'uovo uscito dal guscio l'ho sbattuto energicamente con una forchetta. 
Alcune acciughe già infarinate le ho tagliate a pezzetti, sei acciughe, 12 filetti, la frittata sarà solo per me. C'è chi le cose se le fa e se le gode. Io sono uno di quelli.
In una padella friggevano le acciughe infarinate, le avrebbero mangiate gli altri, soprattutto Lei.
In una padellina da occhio di bue fritto i tre cucchiai di d'olio di girasole si scaldavano, aspettavano l'arrivo delle acciughine sfilettate e spezzettate. Si lasciano friggere appena, cioè scottare come preferisco, ad occhio, e così l'uovo sbattuto, di un colore rosso raro perché uscito dal sedere di una gallina ruspante, sgocciola tutto tutto, denso, sui pezzetti di quelle acciughe spezzettate e le legano un un magma simpatico: svelto, Renato, è il momento di girare la frittata!
Piatto sopra, quello dove c'è il sughetto d'uovo sbattuto, e swisccchh rivoltare la frittata dalla padellina al piatto, poi in padella di  nuovo sulla fiamma e frishh ritorna sottosopra la frittata a friggersi. Poco poco, non deve fare il fumo l'olio, sennò supera la temperatura salutare. 
Spento il fuoco, la padellina rovesciò la frittacciughella su un piatto di insalata valeriana e pomodorini rossi spezzettati, senza olio né sale, certo!
E' buono quello che ti piace? O è buono quello che ti riempie l'occhio?
Un pranzo luculliano, senza fraintendimenti, per una giornata che vuol battere il record del bollino rosso!
Annaffiare il tutto?
Certo. 
Quello che è nel piatto è companatico, quindi prima di tutto fette di pane quante ti ce ne vanno.
Poi acqua frizzante e birra doppio malto rossa, circa un litro tra tutte e due.
Non accendere la TV, mi raccomando, un notiziario ti guasterebbe il sangue, riempirebbe di bile la festa a Lucullo, anche qui senza equivoci.
I notiziari sono un lavaggio del cervello, vogliono plagiare la gente alla guerra motore mondo, hanno voglia il Sergio ed il Robert Francis a dire che la strada imboccata è sbagliata! La parola pace sta fuori del vocabolario.
Senza mettere la testa e le orecchie sotto la sabbia.
Meglio la frittatina monoporzione di acciughe bi-infarinate, che la TV.
Parola di palato!
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Post-scriptum.
Hai voglia te di chiedere all'intelligenza artificiale di scrivere per te per te qualcosa! Non potrà certamente creare cose come in questo articoletto naif! 
Capisce meglio chi ha già letto COME SI PENSA | adulti ancora a scuola

TUTTAVIA, poiché non ho una immagine della mia esperienza, ho chiesto a Gemini AI di algoritmicarne una dopo aver letto quello che ho scritto, e quella è questa: 
Qui le acciughe non sono spezzettate, e non sono di un letto di valeriana e pomodorini… insomma è bellina. 
Dunque: la intelligenza artificiale serve, eccome, ma non a sostituirci. 
……
Vuoi discuterne? 


 



lunedì 27 luglio 2026

DAILY DIARY.....SAN JACOPO 25.07.2026

 DAILY DIARY.....

 https://emydailydiary.altervista.org/san-jacopo-25-luglio-2026/


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.....eppure, a pensarci bene, in realtà era un giorno speciale nonostante diverso da altri tempi. 



...from the moment I woke up this morning, I had the feeling that it was "just another day."






lunedì 20 luglio 2026

FESTA DEGLI SPOSI.....DAILY DIARY

 20.07.2027

DAILY DIARY


https://emydailydiary.
altervista.org/la-festa-degli-sposi/


.....E’ tradizione nel mio paese, Gallicano, che la terza Domenica  di Luglio  si celebri  la santa Messa dedicata “AGLI SPOSI”.

.....Seeing my daughter and her husband surrounded by the love of their three children filled me with joy, giving to me an unforgettable day that I will cherish in my precious memories.

venerdì 10 luglio 2026

CHIAMATEMI PURE "SERE".....DAILY DIARY...


DAILY DIARY ......10.07.2026



 https://emydailydiary.altervista.org/chiamatemi-pure-sere/


     Con un sorriso dei suoi, pensa:

“Quella montagna non si sposta... e io avrò ancora tutto il tempo del mondo per sfidarla”.

 




martedì 7 luglio 2026

Essere Adulti Ancora A Scuola: il nostro modo di stare al mondo.

 



Estate. È in questo tempo sospeso che possiamo guardare con più calma a ciò che siamo diventati: Adulti Ancora A Scuola, un gruppo che dal 2020 cresce, cambia, si trasforma, e continua a imparare anche quando non c’è una classe, un computer acceso, un laboratorio da seguire.

Perché essere AAAS non è un’attività: è un modo di stare al mondo. Siete d'accordo?

Portiamo in giro “Una visione di cultura popolare realizzata con curiosità, dinamica e condivisione, che cresce facendo le cose assieme e scoperchiando preconcetti e tabù nei quali ogni società lentamente sonnecchia.”

Siamo nati un un modo buffo: non per seguire un programma, ma per aprire una strada.

Abbiamo usato il digitale per allargare il cielo, per leggere il mondo, per restare vivi e curiosi, e anche per conoscere meglio noi stessi.

“Essere Adulti Ancora A Scuola è faticoso, perché richiede attenzione, attesa, curiosità per quello che non capisci lì per lì.”

“Essere Adulti Ancora A Scuola è bello, perché ciò che a scuola dici e fai è stimolo, anche quando racconti che non hai capito che ti senti indietro.”

Negli AAAS essere leader significa mettesi alla pari, chi offre il proprio pezzo di strada, chi accetta di imparare e di insegnare con gesti simili. È così che sono nati i laboratori, i due libri, gli Angoli, le pagine dei blog, le lezioni di inglese, i percorsi digitali, l'incontro con l'AI. È così che si è formata una comunità che non ha bisogno di titoli, ma di presenza. 

Dovessimo dire come siamo presenti durante questo periodo, ci riusciremmo?

Pensi che il prendiamoci una pausa possa farci sbiadire?

Altrove troviamo scritto ACCADE  , è una parola perfetta anche per un periodo di pausa perché non è un programma, ma un modo di respirare che funziona anche quando siamo lontani.

“Non c'è ancora un emoticon che riproduca quel sentimento/modo di essere: dovremo disegnarlo, un giorno!” E questo potrebbe essere un compito che smuove l'estro, invitiamoci a provare e consultiamoci con Geppo, fin qui disegnatore provetto! ☺ Di noi abbiamo volti, voci, mani, sorrisi, dubbi, un logo, ma ci manca una icona.



sabato 4 luglio 2026

TOUR PARIGINO AL FEMMINILE

 Abbiamo sempre parlato, mio marito ed io, di andare a Parigi col treno, approfittando delle condizioni veramente agevolate di cui godeva da ferroviere…ma non siamo mai riusciti ad andare per i più svariati motivi.

Le mie figlie hanno deciso finalmente di regalarmi questa meravigliosa vacanza in loro compagnia cui si è accodata la nipote liceale che era ansiosa di vedere dal vivo alcune opere importanti oggetto di studio, che sapeva essere custodite nei musei parigini.

Non è stato facile riuscire a far incastrare tutti gli impegni lavorativi e di studio delle mie ‘donne di famiglia’… ma alla fine siamo riuscite a partire.

La figlia maggiore si è occupata del ‘B&B’ l’altra ha acceso la miccia acquistando quasi a sorpresa i biglietti aerei, tenendo conto solo del termine della scuola di Emma, cercando di adattare tutti gli altri impegni lavorativi







Dei vari ingressi ai Musei, si è occupata (con immenso piacere) la specialista in ‘Storia dell’Arte’ della famiglia, Lucia, che ci ha anche fatto da graditissima guida nelle visite.

Anche se ero preparata alle meraviglie di questa città, devo ammettere che non ho potuto non stupirmi dei capolavori che contiene, dei suoi parchi e dei suoi abitanti gentili ed accoglienti.

Le foto ed i video che ho collezionato sono veramente tanti e sono felice di condividerli con voi







   L'unico compagno indesiderato di questa vacanza è stato il caldo torrido davvero eccezionale, ma ciò nonostante ripartirei anche domani. 


venerdì 26 giugno 2026

La parabola. Il digitale. Un ponte, non una casa.

 





L’articolo “L’immaginario e la qualità del pensiero” lascia intravedere una parabola: noi adulti ancora a scuola che siamo partiti dall’apertura al digitale, abbiamo attraversato la consapevolezza critica, e adesso, soprattutto per come risuona la frase finale dell’articolo, stiamo arrivando a riflettere sulla possibilità di "un passo indietro", un gesto di disconnessione scelta e non subita. 

AAAS nati per entrare nel digitale, cresciuti per capirlo, maturati per non esserne inghiottiti.

L’ingresso nel digitale è avvenuto in aula, in presenza, è stato una nuova alfabetizzazione e anche una necessità storica, negli AAAS è stato il primo passo per imparare, capire, non restare indietro.

Informatica Pratica e molto altro ...! Il digitale e lo stare insieme modifica tempo, identità, memoria, relazione: il percorso che hanno fatto gli adulti ancora a scuola è stato non solo usare ma capire.

Mi sono chiesto se quell’articolo incarni qualcosa di importante per gli adulti ancora a scuola e adesso penso che posso rispondere: la capacità di migrare da un immaginario all’altro, la consapevolezza che il digitale cambia la mente e le relazioni, la volontà di non farsi modellare dagli algoritmi, ma di restare umani. 

Il bisogno di ritrovare tregua, presenza, lentezza ha un gusto speciale: il caffè del sabato mattina al mercato è “cacio sui maccheroni” dei corsi in presenza e delle Classroom online.

Penso che valga per tutti: noi AAAS siamo un laboratorio vivente di “tensione”: connessi sì, ma non catturati; curiosi, ma non ingenui; presenti sì, ma non dipendenti!

L’ultima frase dell’articolo: “C’è bisogno di atti coscienti e concreti, per arrestare l’oblio del contatto umano e del riappropriarsi del senso del faccia a faccia, per cancellare, archiviare, per rimaterializzare gli scambi umani. Per riappropriarsi della analogia scartando la simulazione.” suona come un ritratto generazionale e insieme come un possibile ritratto del gruppo: una piccola comunità che ha imparato a stare nel digitale, ma che sa anche quando è il momento di fare un passo indietro, di respirare, di tornare alla carne del mondo.

domenica 31 maggio 2026

PROFUMO DELL'ACCOGLIENZA....DAILY DIARY...


31.05.2026

DAILY DIARY




https://emydailydiary.altervista.org/il-profumo-dellaccoglienza/


...la vecchia moka di una volta, più che un semplice utensile da cucina, era il simbolo di una tradizione tramandata di generazione in generazione....

....i remember when Uncle Giuliano had his coffe shop in Melbourne, and as soon as I grew up to the hight of the large "professional machine" he taught me how to make it for his customers.....











venerdì 22 maggio 2026

IL VALORE DI NON SMETTERE MAI DI IMPARARE! daily diary

 DAILY DIARY

22.05.2026

https://emydailydiary.altervista.org/il-valore-di-non-smettere-mai-di-imparare/


......tutto è cambiato con l'arrivo dei miei nipoti, loro sono "nativi digitali"....

......school used to be short for my parents, born in the early 1920's...


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venerdì 15 maggio 2026

15/05/2026: 3° Tappa -Triathlon Sprint di Bagnaia

 Portoferraio-Isola d'Elba-

Casualmente mi sono imbattuta in questa bella manifestazione sportiva, che si svolgeva questa mattina alle 11,00 con partenza e arrivo proprio sulla spiaggia di Bagnaia, frazione del Comune di Rio, dove mio marito ed io siamo a trascorrere qualche giorno di vacanza.



 

La giornata è stata purtroppo caratterizzata da pioggia e mare mosso (la gara prevedeva una prima prova di nuoto a seguire un tratto in bicicletta ed infine la corsa) quindi si può facilmente immaginare le difficoltà incontrate dai partecipanti fin dalla partenza...


   Nonostante tutto, l'atmosfera di festa, la musica e l'entusiasmo dei partecipanti alla fine hanno prevalso su tutto ed hanno trasformato la giornata che si è rivelata piuttosto piacevole ed anche il cielo si è poi rischiarato quasi magicamente!  

Mio marito, appassionato a questo genere di gare, ha millantato un improbabile risultato sportivo personale  🤣


   

LA MIA CARTOLINA DELLA CALABRIA.....DAILY DIARY....

DAILY DIARY 11.08.2026                                                                   INSALATA DI MELANZANE E PEPERONI / https://emydaily...