martedì 7 luglio 2026

Essere Adulti Ancora A Scuola: il nostro modo di stare al mondo.

 



Estate. È in questo tempo sospeso che possiamo guardare con più calma a ciò che siamo diventati: Adulti Ancora A Scuola, un gruppo che dal 2020 cresce, cambia, si trasforma, e continua a imparare anche quando non c’è una classe, un computer acceso, un laboratorio da seguire.

Perché essere AAAS non è un’attività: è un modo di stare al mondo. Siete d'accordo?

Portiamo in giro “Una visione di cultura popolare realizzata con curiosità, dinamica e condivisione, che cresce facendo le cose assieme e scoperchiando preconcetti e tabù nei quali ogni società lentamente sonnecchia.”

Siamo nati un un modo buffo: non per seguire un programma, ma per aprire una strada.

Abbiamo usato il digitale per allargare il cielo, per leggere il mondo, per restare vivi e curiosi, e anche per conoscere meglio noi stessi.

“Essere Adulti Ancora A Scuola è faticoso, perché richiede attenzione, attesa, curiosità per quello che non capisci lì per lì.”

“Essere Adulti Ancora A Scuola è bello, perché ciò che a scuola dici e fai è stimolo, anche quando racconti che non hai capito che ti senti indietro.”

Negli AAAS essere leader significa mettesi alla pari, chi offre il proprio pezzo di strada, chi accetta di imparare e di insegnare con gesti simili. È così che sono nati i laboratori, i due libri, gli Angoli, le pagine dei blog, le lezioni di inglese, i percorsi digitali, l'incontro con l'AI. È così che si è formata una comunità che non ha bisogno di titoli, ma di presenza. 

Dovessimo dire come siamo presenti durante questo periodo, ci riusciremmo?

Pensi che il prendiamoci una pausa possa farci sbiadire?

Altrove troviamo scritto ACCADE  , è una parola perfetta anche per un periodo di pausa perché non è un programma, ma un modo di respirare che funziona anche quando siamo lontani.

“Non c'è ancora un emoticon che riproduca quel sentimento/modo di essere: dovremo disegnarlo, un giorno!” E questo potrebbe essere un compito che smuove l'estro, invitiamoci a provare e consultiamoci con Geppo, fin qui disegnatore provetto! ☺ Di noi abbiamo volti, voci, mani, sorrisi, dubbi, un logo, ma ci manca una icona.



sabato 4 luglio 2026

TOUR PARIGINO AL FEMMINILE

 Abbiamo sempre parlato, mio marito ed io, di andare a Parigi col treno, approfittando delle condizioni veramente agevolate di cui godeva da ferroviere…ma non siamo mai riusciti ad andare per i più svariati motivi.

Le mie figlie hanno deciso finalmente di regalarmi questa meravigliosa vacanza in loro compagnia cui si è accodata la nipote liceale che era ansiosa di vedere dal vivo alcune opere importanti oggetto di studio, che sapeva essere custodite nei musei parigini.

Non è stato facile riuscire a far incastrare tutti gli impegni lavorativi e di studio delle mie ‘donne di famiglia’… ma alla fine siamo riuscite a partire.

La figlia maggiore si è occupata del ‘B&B’ l’altra ha acceso la miccia acquistando quasi a sorpresa i biglietti aerei, tenendo conto solo del termine della scuola di Emma, cercando di adattare tutti gli altri impegni lavorativi







Dei vari ingressi ai Musei, si è occupata (con immenso piacere) la specialista in ‘Storia dell’Arte’ della famiglia, Lucia, che ci ha anche fatto da graditissima guida nelle visite.

Anche se ero preparata alle meraviglie di questa città, devo ammettere che non ho potuto non stupirmi dei capolavori che contiene, dei suoi parchi e dei suoi abitanti gentili ed accoglienti.

Le foto ed i video che ho collezionato sono veramente tanti e sono felice di condividerli con voi







   L'unico compagno indesiderato di questa vacanza è stato il caldo torrido davvero eccezionale, ma ciò nonostante ripartirei anche domani. 


venerdì 26 giugno 2026

La parabola. Il digitale. Un ponte, non una casa.

 





L’articolo “L’immaginario e la qualità del pensiero” lascia intravedere una parabola: noi adulti ancora a scuola che siamo partiti dall’apertura al digitale, abbiamo attraversato la consapevolezza critica, e adesso, soprattutto per come risuona la frase finale dell’articolo, stiamo arrivando a riflettere sulla possibilità di "un passo indietro", un gesto di disconnessione scelta e non subita. 

AAAS nati per entrare nel digitale, cresciuti per capirlo, maturati per non esserne inghiottiti.

L’ingresso nel digitale è avvenuto in aula, in presenza, è stato una nuova alfabetizzazione e anche una necessità storica, negli AAAS è stato il primo passo per imparare, capire, non restare indietro.

Informatica Pratica e molto altro ...! Il digitale e lo stare insieme modifica tempo, identità, memoria, relazione: il percorso che hanno fatto gli adulti ancora a scuola è stato non solo usare ma capire.

Mi sono chiesto se quell’articolo incarni qualcosa di importante per gli adulti ancora a scuola e adesso penso che posso rispondere: la capacità di migrare da un immaginario all’altro, la consapevolezza che il digitale cambia la mente e le relazioni, la volontà di non farsi modellare dagli algoritmi, ma di restare umani. 

Il bisogno di ritrovare tregua, presenza, lentezza ha un gusto speciale: il caffè del sabato mattina al mercato è “cacio sui maccheroni” dei corsi in presenza e delle Classroom online.

Penso che valga per tutti: noi AAAS siamo un laboratorio vivente di “tensione”: connessi sì, ma non catturati; curiosi, ma non ingenui; presenti sì, ma non dipendenti!

L’ultima frase dell’articolo: “C’è bisogno di atti coscienti e concreti, per arrestare l’oblio del contatto umano e del riappropriarsi del senso del faccia a faccia, per cancellare, archiviare, per rimaterializzare gli scambi umani. Per riappropriarsi della analogia scartando la simulazione.” suona come un ritratto generazionale e insieme come un possibile ritratto del gruppo: una piccola comunità che ha imparato a stare nel digitale, ma che sa anche quando è il momento di fare un passo indietro, di respirare, di tornare alla carne del mondo.

domenica 31 maggio 2026

PROFUMO DELL'ACCOGLIENZA....DAILY DIARY...


31.05.2026

DAILY DIARY




https://emydailydiary.altervista.org/il-profumo-dellaccoglienza/


...la vecchia moka di una volta, più che un semplice utensile da cucina, era il simbolo di una tradizione tramandata di generazione in generazione....

....i remember when Uncle Giuliano had his coffe shop in Melbourne, and as soon as I grew up to the hight of the large "professional machine" he taught me how to make it for his customers.....











venerdì 22 maggio 2026

IL VALORE DI NON SMETTERE MAI DI IMPARARE! daily diary

 DAILY DIARY

22.05.2026

https://emydailydiary.altervista.org/il-valore-di-non-smettere-mai-di-imparare/


......tutto è cambiato con l'arrivo dei miei nipoti, loro sono "nativi digitali"....

......school used to be short for my parents, born in the early 1920's...


(click on the link above to read more)

venerdì 15 maggio 2026

15/05/2026: 3° Tappa -Triathlon Sprint di Bagnaia

 Portoferraio-Isola d'Elba-

Casualmente mi sono imbattuta in questa bella manifestazione sportiva, che si svolgeva questa mattina alle 11,00 con partenza e arrivo proprio sulla spiaggia di Bagnaia, frazione del Comune di Rio, dove mio marito ed io siamo a trascorrere qualche giorno di vacanza.



 

La giornata è stata purtroppo caratterizzata da pioggia e mare mosso (la gara prevedeva una prima prova di nuoto a seguire un tratto in bicicletta ed infine la corsa) quindi si può facilmente immaginare le difficoltà incontrate dai partecipanti fin dalla partenza...


   Nonostante tutto, l'atmosfera di festa, la musica e l'entusiasmo dei partecipanti alla fine hanno prevalso su tutto ed hanno trasformato la giornata che si è rivelata piuttosto piacevole ed anche il cielo si è poi rischiarato quasi magicamente!  

Mio marito, appassionato a questo genere di gare, ha millantato un improbabile risultato sportivo personale  🤣


   

L'ANNELLO 1968

 15.05.2026


DAILY DIARY


https://emydailydiary.altervista.org/lanello-1968/

.....il primo anello mi fu regalato dalla Nonna Maria a quindici anni, era bellissimo. Celeste, in acquamarina.... 


...I quickly read the note with trembling fingers and curiosly unwrapped the package......

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lunedì 11 maggio 2026

SINGING AND PLAYING.....daily diary

 11.05.2026


DAILY DIARY 


https://emydailydiary.altervista.org/singing-and-playing/



....la maestra d'inglese porta con se un caloroso shsorriso per rallegrare i suoi piccoli allievi...


....as she settles in fornt of them, she gazes at those bright eyes waiting to hear a different language....

https://gemini.google.com/share/251f96e02115

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domenica 10 maggio 2026

Escursione primaverile sul Monte Croce


Il momento magico sul Monte Croce




Non potevo mancare neanche quest'anno all'appuntamento sul Monte Croce per ammirare la fioritura delle giunchiglie. Sono partita un pomeriggio da Barga, in una giornata splendida, e siamo arrivati in località al Pioppo, una piccola frazione del paese di Palagnana. Quest'anno siamo stati fortunati a raggiungerla senza difficoltà, anche se la strada che risale dal fondovalle è piuttosto tortuosa. Lo scorso anno, invece a causa di una frana, fummo costretti ad allungare il percorso passando da Pascoso, proseguendo verso Matanna e infine raggiungendo Palagnana. Una curiosità su questo paese; nonostante la vicinanza a Fabbriche di Vallico e quindi al comune di Fabbriche di Vergemoli, Palagnana è storicamente legata alla Versilia e infatti appartiene al comune di Stazzema. Il motivo è semplice: un tempo non contava la distanza "in linea d'aria", ma il percorso più logico e praticabile a piedi. Le antiche mulattiere collegavano i borghi seguendo le valli ed evitando i crinali, più impervi e difficili da attraversare.



Il sentiero che porta alla cima attraversa inizialmente il bosco. Una volta superata la fascia boschiva, il paesaggio cambia, la visuale si apre e la montagna diventa nuda e luminosa. E' proprio qui che, tra fine aprile e maggio, avviene la fioritura delle cosiddette giunchiglie. In realtà si tratta di narcisi selvatici che, sbocciando, trasformano il prato in un tappeto bianco e brillante.




Come sempre, è stata un'escursione che ho apprezzato moltissimo, non solo una camminata, ma un vero viaggio tra natura, paesaggio, storia e tradizione, e che ogni anno rinnova il suo fascino con la stessa, immutata bellezza.



martedì 5 maggio 2026

CHE COSè IL TEMPO LIBERO?

 DAILY DIARY 5.05.2026

/https://emydailydiary.altervista.org/che-cose-il-tempo-libero/







...il tempo libero, per come lo si capisce, è il momento della quale prendi una pausa......non conoscevano lo smartpone.....

...as soon as they finished their homework, they opened the door....free time was the street, the back yard, the lawn.......

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venerdì 1 maggio 2026

IL MIO ERASMUS - 2026

 

1.05.2026

DAILY DIARY 

IL MIO ERASMUS -
2026







https://emydailydiary.altervista.org/il-mio-erasmus/

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venerdì 10 aprile 2026

DALLA TERRA, QUEL VIAGGIO VERSO LA LUNA......DAILY DIARY


DAILY DIARY

10.04.2026

https://emydailydiary.altervista.org/dalla-terra-quel-viaggio-verso-la-luna/

DALLA TERRA, QUEL VIAGGIO VERSO LA LUNA

...forse qualche volta nei mostri sogni ci siamo visti persi nella navicella e farsi strada nel silenzio dell'atmosfera stellata..

....I gaze into the space, at the silence, at t
he courage of those who traverse it.....

p.s (click on the link above to read more)




venerdì 3 aprile 2026

Il gioco del VERDE in quaresima

Quando una foglia era abbastanza: il mio ricordo del "Gioco del verde".
Quando ero ragazzino non c’erano social network e il divertimento nasceva da piccole sfide quotidiane basate sulla memoria e sulla furbizia. Il "Gioco del Verde" era proprio questo: una usanza che trasformava il periodo austero della Quaresima in una sorta di "nascondino" continuo. 
Tutto ruotava intorno a un impegno preso tra amici o fidanzati: dal Mercoledì delle Ceneri fino a Pasqua, ognuno doveva avere addosso, in ogni istante, una foglia verde e fresca. Non importava dove la nascondessi — nel taschino della camicia, dentro la scarpa,— l'importante era che fosse a portata di mano. 
Il bello del gioco era l’elemento sorpresa. In qualsiasi momento — a scuola, durante una passeggiata in piazza o persino a messa — uno dei partecipanti poteva saltare fuori e gridare: "Verde!" o "Fuori il verde!". A quel comando, scattava la frenesia: dovevi estrarre immediatamente la foglia. Se la mostravi, eri salvo e il gioco continuava. Se l'avevi dimenticata a casa o, peggio, se la foglia era diventata secca e gialla (perché non l'avevi cambiata), venivi dichiarato sconfitto tra le risate degli amici. Chi perdeva doveva pagare un pegno. 
Spesso si trattava di piccole cose: un uovo di cioccolato, una manciata di confetti o, se il gioco era tra innamorati, un pegno più romantico. Era un modo ingegnoso per tenere alta l'attenzione e colorare di speranza (il verde, appunto) un periodo che la tradizione religiosa voleva molto sobrio e rigoroso.



Con questo semplice ricordo Geppo e Gina augurano una Buona Pasqua a tutto il gruppo di “Adulti ancora a scuola”!

✍️ The following translation is for friends and relatives who live elsewhere. English as a language of exchange.

When a leaf was enough: my memory of the "Gioco del Verde". 
When I was a kid  there were no social networks and fun was born from small daily challenges based on memory and cunning. The "Gioco del Verde" was just that: a custom that transformed the austere period of Lent into a sort of continuous "hide and seek". Everything revolved around a commitment made between friends or boyfriends: from Ash Wednesday until Easter, everyone had to have a green and fresh leaf on them at all times. It didn't matter where I hid it — in my shirt pocket, inside my shoe— the important thing was that it was within reach. The beauty of the game was the element of surprise. At any time — at school, during a walk in the square or even at mass — one of the participants could jump out and shout: "Green!" or "Green out!". At that command, the frenzy was triggered: you had to pull out the leaf immediately. If you showed it, you were safe and the game continued. If you had forgotten it at home or, worse, if the leaf had become dry and yellow (because you had not changed it), you were declared defeated to the laughter of friends. Whoever lost had to pay a pledge. Often it was small things: a chocolate egg, a handful of sugared almonds or, if the game was between lovers, a more romantic pledge. It was an ingenious way to keep attention high and color with hope (green, in fact) a period that religious tradition wanted to be very sober and rigorous. With this simple memory Geppo and Gina wish a Happy Easter to the whole group of "Adults still at school"! When a leaf was enough: my memory of the "Gioco del Verde" When I was a kid in which there were no social networks and fun was born from small daily challenges based on memory and cunning, the "Gioco del Verde" was just that: a custom that transformed the austere period of Lent into a sort of continuous "hide and seek". Everything revolved around a commitment made between friends or boyfriends: from Ash Wednesday until Easter, everyone had to have a green and fresh leaf on them at all times. It didn't matter where I hid it — in my shirt pocket, inside my shoe— the important thing was that it was within reach. The beauty of the game was the element of surprise. At any time — at school, during a walk in the square or even at mass — one of the participants could jump out and shout: "Green!" or "Green out!". At that command, the frenzy was triggered: you had to pull out the leaf immediately. If you showed it, you were safe and the game continued. If you had forgotten it at home or, worse, if the leaf had become dry and yellow (because you had not changed it), you were declared defeated to the laughter of friends. Whoever lost had to pay a pledge. Often it was small things: a chocolate egg, a handful of sugared almonds or, if the game was between lovers, a more romantic pledge. It was an ingenious way to keep attention high and color with hope (green, in fact) a period that religious tradition wanted to be very sober and rigorous. 

With this simple memory Geppo and Gina wish a Happy Easter to the whole group of "Adults still at school"!

lunedì 30 marzo 2026

IL CACCIATORE PENTITO

Nel comune dove abitavo la caccia è stata sempre praticata, in quasi tutte le famiglie c'era un cacciatore, anche mio babbo era un cacciatore. Mi ricordo quando la sera caricava le cartucce per la caccia che faceva la mattina dopo a merli e tordi.  Ma la caccia che gli piaceva di più era alla lepre. Di conseguenza anche io sono diventato cacciatore. Poi però ad un certo punto quando mi sono trovato le mani insanguinate da un uccellino che avevo ucciso, mi sono detto: ma che sto facendo sto uccidendo per divertimento? E ho smesso!

Forse nel dopo guerra cacciavano anche per mangiare. Esisteva anche il bracconaggio con trappole di varie forme. Poi la caccia è diventata uno sport dove si uccide un animale per divertimento. 

Quando penso quello che ho fatto mi vergogno di me stesso.




mercoledì 25 marzo 2026

LA VALIGIA SUL LETTO....DAILY DIARY

 

DAILY DIARY 

25.03.2026


LA VALIGIA SUL LETTO

La valigia era lì, aperta sul copriletto azzurro per essere caricata delle cose necessarie per la mia vacanza.


When I travel, I don’t just visit monuments. I enjoy discovering  curiosities, immerge  into the local history and lifestyle, and exploring traditional recipes.


/https://emydailydiary.altervista.org/la-valigia-sul-letto/


venerdì 6 marzo 2026

GIORNATA MONDIALE DELLA DONNA 2026........


DAILY DIARY....8 MARZO 


Giornata Internazionale della Donna 2026

 https://emydailydiary.altervista.org/giornata-della-donna-2026-dedicato-alla-nonne%f0%9f%92%95%f0%9f%92%95%f0%9f%92%95/GIORNATA MONDIALE DELLA DONNA

(CLICK ON THE LINK ABOVE TO READ MORE)

.....Non ho conosciuto la mia Nonna paterna. Nata 1898, se ne andò prima che io nascessi, lasciandomi però in eredità il suo nome.

     I still remember their joyful smiles when my husband and I got engaged. Perhaps they were moved by my young age, because I received so much affection and cuddles from these two women, and I’m happy that my children also knew their great-grandmothers, even if only for a few years.







domenica 1 marzo 2026

L' AI e il mio pensiero sconsolato !

 

 L'AI conversazionale riesce, in 1 secondo, a correggere, ampliare, rendere più incisiva, accattivante, commovente, triste, ironica, divertente una qualsiasi cosa che io desideri scrivere o abbia già scritto.   Basta chiedere.

Perché questo mi avvilisce e avverto un che di sconforto?

A me piace, talvolta, scrivere storie, commenti, raccontare di esperienze vissute cercando di comunicare ad altri pensieri e emozioni ma ora sento inutile e sprecato il tempo , la fatica e l'impegno che necessariamente serve a un umano per fare ciò.

Mi chiedo se questo capita anche ad altri.

E di nuovo ….mi rendo conto di usare sempre più parole desuete mentre scrivo, inserendole nel discorso quasi a mo’ di gioco o indovinello. Forse inconsapevolmente cerco di gabbare l’AI?  Che assurdità !!!

E ancora...se leggo qualche cosa scritta  che magari apprezzo e mi piace, vado a controllare se c'è lo zampino dell'AI.    Perché ? non dovrei accontentarmi del fatto che mi piace e gustarmela così?

Forse è invidia verso l'algoritmo?    



Il signor Algoritmo mi fa comodo in tante altre circostanze ma per ciò che riguarda la creatività vorrei farlo tacere.

È forse questo un mio impedimento all'evoluzione della specie? 😄

Domande e domande. Potrei farle all'AI e vedere cosa risponde anche se trovo che è molto brava a fare in modo che  resti contenta e soddisfatta e quindi, in conclusione a darmi sempre ragione.


Sveglia algoritmo! Sei in grado di dirmi NO ?

e mentre scrivo questo mi sento in colpa come se avessi timore di aver offeso l'algoritmo!

È preoccupante vero?  Boh, speriamo bene !



P.S.  Queste elucubrazioni le avevo scritte  qualche mese fa ma  le ho condivise ora dopo aver letto il post del prof. Luti su adultiancoraascuola.. dal titolo "Non per avere risposte. Per imparare a pensare meglio." per me è stata consolazione e pure risposta !

martedì 17 febbraio 2026

IT WAS FRIDAY - FEBBRUARY 18th. 2020



 https://emydailydiary.altervista.org/era-venerdi-18-febbraio-2020/


DAILY DIARY....

....mi salutò un un bcetto affettuoso, e mi disse: "Mamma, ci vediamo per pranzo".


....that day the air smelled of fain and wet earth.....


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sabato 14 febbraio 2026

Essere Adulti Ancora A Scuola: il nostro modo di stare al mondo.

  Estate. È in questo tempo sospeso che possiamo guardare con più calma a ciò che siamo diventati: Adulti Ancora A Scuola , un gruppo che d...