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domenica 1 marzo 2026

L' AI e il mio pensiero sconsolato !

 

 L'AI conversazionale riesce, in 1 secondo, a correggere, ampliare, rendere più incisiva, accattivante, commovente, triste, ironica, divertente una qualsiasi cosa che io desideri scrivere o abbia già scritto.   Basta chiedere.

Perché questo mi avvilisce e avverto un che di sconforto?

A me piace, talvolta, scrivere storie, commenti, raccontare di esperienze vissute cercando di comunicare ad altri pensieri e emozioni ma ora sento inutile e sprecato il tempo , la fatica e l'impegno che necessariamente serve a un umano per fare ciò.

Mi chiedo se questo capita anche ad altri.

E di nuovo ….mi rendo conto di usare sempre più parole desuete mentre scrivo, inserendole nel discorso quasi a mo’ di gioco o indovinello. Forse inconsapevolmente cerco di gabbare l’AI?  Che assurdità !!!

E ancora...se leggo qualche cosa scritta  che magari apprezzo e mi piace, vado a controllare se c'è lo zampino dell'AI.    Perché ? non dovrei accontentarmi del fatto che mi piace e gustarmela così?

Forse è invidia verso l'algoritmo?    



Il signor Algoritmo mi fa comodo in tante altre circostanze ma per ciò che riguarda la creatività vorrei farlo tacere.

È forse questo un mio impedimento all'evoluzione della specie? 😄

Domande e domande. Potrei farle all'AI e vedere cosa risponde anche se trovo che è molto brava a fare in modo che  resti contenta e soddisfatta e quindi, in conclusione a darmi sempre ragione.


Sveglia algoritmo! Sei in grado di dirmi NO ?

e mentre scrivo questo mi sento in colpa come se avessi timore di aver offeso l'algoritmo!

È preoccupante vero?  Boh, speriamo bene !



P.S.  Queste elucubrazioni le avevo scritte  qualche mese fa ma  le ho condivise ora dopo aver letto il post del prof. Luti su adultiancoraascuola.. dal titolo "Non per avere risposte. Per imparare a pensare meglio." per me è stata consolazione e pure risposta !

giovedì 15 agosto 2024

 

                                                                    La fiera di S. Rocco.     C'era una volta...

La fiera di S. Rocco era il top dell'Estate per noi bambini: sognata e attesa dall'anno precedente. 

Io abitavo proprio lì, vicino alla piazzetta della chiesa, con davanti i giardinetti e le panchine: Il posto più bello del mondo per un bambino ed era, in quel giorno, il cuore della festa.

Mio padre, il " sor Enrico", direttore della locale banca d'America e d'Italia, sempre allegro e pronto alla battuta, duettava dalla finestra con il proprietario del banco lì sotto, reclamando, a gran voce, la bontà della  merce: piatti e pentole.  Si divertivano un mondo e, con loro, tutti quelli che si fermavano ad ascoltare.  Il signor Sereni commentava, passando, con il suo vocione, mentre mia mamma preparava il pranzo per i parenti che venivano alla fiera.  Si mangiava in sala da pranzo, con il servito buono, perché era una festa solenne.

Gli zii della Moma davano a noi bambini qualche spicciolo, da amministrare con oculatezza, non soldi da mettere sul libretto di risparmio, ma proprio spiccioli da spendere alla fiera. Che soddisfazione! Si studiavano i banchi dei giochi, si facevano conti su conti per farci rientrare.. prima di tutto.. la pistola ad acqua: con il caldo di Agosto potevamo permetterci  battaglie.. all'ultima...acqua con  le squadre degli altri bambini,  senza che i genitori intervenissero con rimproveri e punizioni e poi... lo zucchero filato.... che, ad ogni boccone, si spiaccicava su tutta la faccia!   Fino alla sera era tutto un correre tra la folla che riempiva le strade, schivando, con maestria, tutti quelli che ci trovavamo davanti.
L'unico obbligo: la funzione in chiesa,  sopportata di buon grado grazie alla simpatia che  suscitava  la statua di S. Rocco e il cane al suo fianco con il pane in bocca.   


A proposito di S. Rocco, io sono la madrina della campana piccola . Sono quella con le treccine. Il tempo passa  in fretta, ma fa piacere ricordare. 

E ora? Molte cose sono cambiate: oggi é  Il  Ferragosto  la festa  dell'immaginario collettivo e comprende S. Maria e S. Rocco. Ci sono poi altre fiere più belle e importanti di questa, la gente é diversa, le abitudini pure, ma, per chi l'ha vissuta da bambina il fascino della fiera di S.Rocco non é mutato.  Ancora mi piace andare a cercare il coltello che manca, l'asciugamano in più, il  cestino da rinnovare e. naturalmente...la collana di agli e cipolle.

Importante e molto apprezzata é inoltre la quasi certezza di incontrare per l'occasione persone che non si vedono da tempo: compagni di scuola trasferitisi altrove, amiche che vivono in altre città ed é bello allora aggiornarsi sui trascorsi di vita e salutarci, sperando di incontrarci di nuovo il prossimo anno.

E allora:  EVVIVA! e buon SAN ROCCO a tutti!
 



.         



sabato 25 marzo 2023

RECITAL DI PROSA E POESIA : drammaturgia degli studenti del corso a cura di Francesco Tomei e Doris Bellomusto




Il recital ha regalato una serata piacevole e coinvolgente, sabato sera all' Oratorio del Sacro Cuore, bella da ascoltare e godere.

Dieci donne, diverse tra loro, reali e molto umane, assolutamente senza l'odiosa enfasi del recitato, e chiaramente emozionate ( e come non esserlo, solo pensandomi nei loro panni mi veniva l'angoscia da palcoscenico)

 hanno letto brani e poesie, espressioni del loro intimo vivere e sentire ( frammenti di vite  è il titolo del recital) in modo tale da rendere noi spettatori partecipi..( il pubblico non fiatava) .                    Ci hanno veramente coinvolto, emozionandoci. 

La serata è stata ben condotta e l'atmosfera familiare ha reso il tutto ancora più piacevole e appagante.

 

Poi, giusto per stemperare le emozioni,  Sonia ha intervistato le  giovani campionesse sportive Irene Pieroni e Sara Baldacci che hanno raccontato il loro percorso nell'ambito di sport come il calcio e rally e come il fatto di lavorare in ambiti prettamente maschili non sia stato particolare ostacolo per il raggiungimento di obiettivi da loro ricercati e sognati da sempre. 

 


       E che dire di  AAAS  Emma?

       Sembra nata per questo: legge con calma le parole chiare, semplici e nitide, del suo modo di far poesia e, in tono intimo e raccolto,  riesce  a trasmettere il sentimento e l'emozione di  quello che legge .

Brava Emma! Aspettiamo sul nostro Blog condiviso non solo le tue letture in Inglese ma, anche... le tue poesie.


E per chiudere:


              long-life -learning !!!                 e             mai-dire-mai !!!

              che si può dire siano il motto degli Adulti Ancora a Scuola 


                                               😊 Saluti a tutti!

 

 

          

 

martedì 21 marzo 2023

L'EQUINOZIO DI PRIMAVERA

 

Questa  giornata ha regalato a noi AAAS una serie di bellissime foto e messaggi .

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Mi è piaciuto molto quello scambiarsi pensieri tramite fiori primaverili e approfitto della giornata per continuare la conversazione :





La gemma è in attesa,
fiorirà al tempo giusto,
trascorsa 
l'improvvida gelata primaverile.





La violetta, timida, seppur profumata, ha deciso di mostrarsi,

ritenendo ormai il nascondersi infruttuoso e inutile al mondo.



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Il GRATTACIELO è fiorito, magnifico! ma anche simbolo della dicotomia umana: 
la natura ricercata e asservita a fronte di costi enormi che di naturale hanno ben poco.





Amo il PRUNO che esplode di bianco nell'arco di un mattino  e poi dona, portati dal vento, i suoi fiori al mondo:
in quantità tale da rendere possibile l'avverarsi dei desideri di tutti.







sabato 4 marzo 2023

LO STEREOTIPO

 LO STEREOTIPO         (parità di genere)

Il primo impatto

Anni '50 .  Era il mese di Maggio e l'aria era tiepida, di sera , ai giardinetti.   Le giornate  sempre più lunghe. .. era bello per i bambini ritrovarsi in chiesa, alle funzioni in onore della Madonna, pregando e insieme pensando al dopo funzione : i grandi si sarebbero fermati a chiacchiera presso le panchine e i bambini avrebbero potuto giocare e correre a piacere, per la prima volta di sera, fino alle 21,  quando il suono delle campane del Duomo segnava l'ora del rientro. 

Pina, dal lato destro della chiesa affollata,  là dove stavano le donne, guardava i suoi compagni maschi, che, intorno all'altare, servivano il celebrante.

Era affascinata dal bambino che dondolava il turibolo, carico d'incenso, con movimenti lenti e regolari: il fumo profumato saliva verso l'altare regalando un'atmosfera ricca di mistero e misticismo.

Pina provava a casa a ripetere i gesti di quel bambino, usando un barattolo legato a una cordicella: trafugava di nascosto una brace dal caminetto, con le molle la metteva nel barattolo e faceva le prove: era diventata brava, lo sapeva, e avrebbe desiderato tantissimo fare in chiesa quel servizio che svolgeva il bambino.

Non capiva....nei lontani anni '50 non glielo avrebbero mai permesso, era riservato ai maschi e lei era....una femmina.







 

mercoledì 10 agosto 2022

Omaggio a Pascoli.


                      da Poemi conviviali -Solon (vv.41-62)



Splende al plenilunïo l’orto; il melo
trema appena d’un tremolio d’argento...
Nei lontani monti color di cielo
                    sibila il vento.



Mugghia il vento, strepita tra le forre,
su le quercie gettasi... Il mio non sembra
che un tremore, ma è l’amore, e corre,
                  spossa le membra!





M’è lontano dalle ricciute chiome,

quanto il sole; sì, ma mi giunge al cuore,

come il sole: bello, ma bello come
                   
                  sole che muore.


Dileguare! e altro non voglio: voglio
farmi chiarità che da lui si effonda.
Scoglio estremo della gran luce, scoglio
                    su la grande onda,


dolce è da te scendere dove è pace:                                                   
scende il sole nell’infinito mare;        
trema e scende la chiarità seguace  
                    crepuscolare.                                              


La Morte è questa! il vecchio esclamò. Questo,                       G. Pascoli 
ella rispose, è, ospite, l’Amore.                                                     










                                    
                                          

 

 

 


 

 

martedì 28 giugno 2022

Il PROF. e l'ippopotamo

                                                                         

L'articolo del Prof. é come le scatole cinesi: ne apri una e ne saltano fuori altre.  Il suo articolo, come al solito, genera domande dalle quali scaturiscono altre domande.
 Sembra di vederlo il Prof. mentre cammina in quei luoghi che fotografa per scansionare problemi e pensieri che poi avvicina ad accurate e mirate  descrizioni ambientali.
L'ippopotamo parla, ma perché non il coccodrillo? Forse l'ippopotamo , grasso e ciccione, risulta  empaticamente più vicino a noi rispetto al coccodrillo che appare  aggressivo e senza bipolarismi : il più forte mangia il debole . 
E' questo il capitalismo? E la dittatura del Proletariato?  Ci sarebbe da fare infiniti dibattiti di tipo storico e politico. 
La storia dell'umanità, dall'ippopotamo raccontata, si basa sull'istinto di sopravvivenza e, a seguire, inevitabilmente, sulla sopraffazione dell'altro. La nascita di un'altra sensibilità che può generare valori  e si potrebbe anche chiamare religione, ci fa diventare umani ( come oggi lo si intende) nel tempo, ma... in quanto tempo?  In questo caso il tempo lo vedo come una variabile e poi che tipo e qualità di umani? e quanti tipi e qualità di nazioni, ? e di governi? ecc. ecc.  E che vuol dire l'angoscia dell'eternità? riguarda l'uomo o la specie?
E la morte cos'é? Semplicemente un passaggio fisico da uno stato a un altro?  Mi sembra uno spreco. Vorrei che la morte fosse conoscenza totale  e completa e che contribuisse ad accrescere l'energia spirituale dell'umanità intera nell'eternità del tempo. (bello eh!)
Ed ora che ho sparato qualche domanda e alleggerito la tensione emotiva del cervello  che gli articoli del prof. danno, chiedo scusa se ho seguito la voglia di esprimere un commento che commento non é e che nel commento al Prof. stava troppo stretto.
Vorrei terminare ripetendo ciò che il Prof. ha scritto in chiusura e che mi piace molto :
..  e mi incanto nel pensiero di quanto sia difficile mestare il caos per affermare i diritti umani e cercare di creare un Eden nella terra del caos.



venerdì 24 giugno 2022

Lezione on line con nipoti

                                  Nel corridoio, la sera :  
quella é la mia postazione per le lezioni on line serali , poiché nella stanza tuttofare , sala, sta il marito a guardare Netflix proiettato sul grande schermo; Netflix che poi, come suo uso, commenta negativamente, collegandolo alle scemenze del mondo e ai tristi destini che ci aspettano (e io tocco ferro).
C'erano i nipoti fiorentini e c'era la lezione on line .
 Ce l'ho fatta a seguirla, più o meno, distratta da un indiano pellerossa che, in continuazione, divertendosi, passava su e giù ,dietro di me, sdraiato per terra per non farsi riprendere.
 La grande (14 anni) avendole io rubato il posto dove funziona la connessione, si accontentava  di fare su e giù dall'appartamento di sopra , dove abita la zia, nella speranza, vana, di combinare qualche cosa con la cugina grande, che, in pieno studio pre esame , non la vedeva nemmeno.
 La lezione on line è terminata e...ogni pedina è tornata al suo posto:   io con il marito a guardare Netflix, la grande a chattare con le amiche fiorentine ancora sotto esame   e Mattia, detto tempesta,  col mio computer, nel corridoio.  


EVVIVA !!!

venerdì 10 giugno 2022

La Festa degli AAAS e la capra

 

                          Non mi piace molto il dopo festa. MI PIACE LA FESTA   e, della festa, l'incontro con altre persone e il vedere e riconoscere persone che si sono perse di vista.
Mi piace l'atmosfera rilassata e allegra e il ritrovarsi per festeggiare un percorso fatto insieme e che si spera possa proseguire.

Se, per chiacchierare con Luciana, mi son trovata seduta al posto del signor Sindaco, ne chiedo scusa, ma mi è piaciuto pure quello, perché è bello stare al capotavola e abbracciare con lo sguardo tutti i commensali come faccio con figli e nipoti.
Mi è piaciuto preparare il biglietto Power Point di ringraziamento al Prof.: E' stata un'avventura: tra una video  chiamata e l'altra,  Maria Rosa raccoglieva le nostre slides che le arrivavano con difficoltà e problematiche varie, anche per il suo, apprezzato, non voler cambiar niente dei nostri lavori. In realtà, grazie al suo coordinamento e qualche ritocchino, la presentazione è risultata pulita e perfetta, come volevamo che fosse per un GRAZIE sentito a chi va il merito della VICENDA FANTASTICA.
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Il dopo festa per me è sempre un po' melanconico: porta il senso di una cosa giunta alla  conclusione e non mi piace il sentire la festa come  fine e  compimento di una vicenda, perché, in realtà,  FESTA è stato tutto il percorso di INFORMATICA : un tornare a scuola, ma con gusto e piacere, poiché è  una scuola di chi ci vuole essere ed è  condotta dal nostro prof. in maniera che risulti sì impegnativa ma anche gratificante e coinvolgente .

E la CAPRA?

L'idea di contribuire con un euro a sostenere una famiglia in quelle zone disastrate dell'Africa di cui ci ha accennato il Prof. per esserci stato, ha partorito la capra. La capra dà il latte, che è alimento e bevanda e, alla peggio, la si può pure mangiare. Venti euro è il costo di una capra in quei luoghi e può permettere a una famiglia di sopravvivere.
 Da qui il simpatico volantino presentato alla festa , ed ha avuto il suo meritato successo visto che , con le cento euro raggiunte, ben cinque capre sono state  donate. 
Devo dire che la capra mi è piaciuta molto, non sarebbe stato lo stesso se fosse stato un tacchino, quindi grazie Daniela per averla fatta diventare la capra degli AAAS.

In conclusione festa riuscita e apprezzata e ...... alla prossima.
         Saluti a tutti            
                                                                                   Pieranna
 





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               IL BIKINI Vien fatto di rinunciarvi da anziani : ciccia cadente, rotolini sporgenti, poppe sostenute da una provvidenziale e ...