Nota di premessa: poiché questo è un blog-didattico, in questa pagina ho permesso a Google di inserire automaticamente dei link alle parole o espressioni che "ritenesse" degne di una puntatina. Non so dove porteranno e lascio come è avvenuto. Nel senso che quei link non sono scelti da me personalmente. Quindi visitali dopo che hai letto il blog, potrebbero non entrarci niente col discorso chiave dell'articolo. 😊
Lo scrivo con il “si”, cioè con il senso impersonale delle azioni,
quello del “di ogni erba un fascio”, quello dei discorsi che si fanno per render ovvia una cosa che questa volta non lo è.
A Natale, nell’atmosfera magica un po’ sì è un po’ no dell’avvento della festa e del ricominciare a contare da 1(uno) i giorni di un anno, aspettando l’Epifania che tutte le feste si porta via, si fanno tante di quelle cose stupide e simpatiche che neppure ci s’accorge. Si ha bisogno di stupirsi per uscir dalla consuetudine.
Forse, è così? E il buffo è che non si vuole ognuno singolarmente, ma si viene trascinati da uno speciale imprinting che si chiama cultura della civiltà in cui si cresce.
Sono giorni delle feste grandi dell'anno, quelle che si dice, ma lo sono realmente, comandate (sic!).
E sì, c’è la magia, la finzione, l’immaginazione va a mille, e si partecipa anche quando si è sotto le bombe o si è in una galera, sono come momenti di ferie dalla realtà cruda. Si immaginano briciole di brodo di giuggiole. E in qualche modo si vorrebbe godere.
Nascere ci appare una festa e lo è, generalmente, almeno per quelli che sono già viventi, quindi anche la rappresentazione della nascita spinge a pensieri meravigliosi, e quando questa rappresentazione è simbolica come nel Natale i buonismi si milionificano, del resto la speranza di solito si aggancia ad un futuro che sarebbe soddisfacente e sorridente.
MA,
appena si esce dall'alone di magia ( quando si accende la tv, quando si consultano attualità e cronaca, quando si apre la posta, quando si segue le pagine social) (≠quando sei costretto sotto la pioggia, quando sdraiato su cartoni sotto un ponte, quando ti ripari da proiettili e bombe, quando ti rumi in tasca e non sai cosa far mettere in bocca ai tuoi piccoli), a Natale, si comprende bene quale sia il Mondo del Meglio e il Mondo dei Pazzi.
E se ci pensi solo un po’, ti rendi conto in quale Mondo:
- Sei trascinato a vivere
- Vorresti vivere
- Imponi che gli altri vivano
- Trascini altri
- Vorresti che altri ti seguissero
- Ti Stai costruendo
- Stai imponendo
- Ti senti costretto
UNA SOLA OPZIONE È LA TUA, non ne puoi spuntare due, non è un giochetto, è il semplice ritorno nella realtà.
La domanda è spontanea e la possiamo coniugare in vari modi:
- ma allora è tutto finto?
- Siamo nei giorni del "facciamo finta che"?
- Ciò che non fa collassare il Mondo è la speranza?
- La terapia per la sopravvivenza richiede medicine antipsicotiche? e la speranza è quella più a buon mercato?
..........
A Natale si può
https://www.youtube.com/watch?v=G3vDzID3RAA
A QUESTO PUNTO DEL POST, È POSSIBILE, SAREBBE INTERESSANTE CHE ALTRE PERSONE CON ACCESSO COME AMMINISTRATORE SCRIVESSERO AGGIUNGENDO QUALCOSA A PROPOSITO, PER CONTINUARE IL DISCORSO, PER CONTESTARLO, PER DARE LUCE AD UNA DIVERSA FACCIA DELLA PERCEZIONE DELLA REALTÀ.
A Natale puoi...
che posso fare? quello che più o meno ho sempre fatto:
un andare all'indietro, un evocare tradizioni, un ricordare sensazioni e sentimenti che nel periodo Natalizio mi hanno accompagnato dall'infanzia all'età attuale.
A quello si accosta la maratona ormai necessaria per permettere tale rievocazione: gli addobbi, i regali, i pranzi e, in un'epoca in cui tutto è esponenziale ....taaanti addobbi, taaanti regali, tantooo cibo.
In questa kermesse gli eventi del mondo si lasciano fuori dalla porta, nell'obbligo della Festa che grazie alla nascita del Bambino deve essere di gioia e speranza.
I vari presepi sparsi nelle case e nel paese evocano in ogni caso intimità familiare ,amore e cura e questo penso venga percepito pure dai giovani, anche se la spiritualità che è insita nell'Evento e la speranza che nutre in sé la misericordia non riguarda solo il Natale ma è anche un principio e una finalità che travalica le norme dell'appartenenza alla Chiesa Cattolica.
Lo spero, come spero che il nostro mondo possa conservare quei suoi principi di democrazia e vivere civile, anche se nella mia ostinazione a vedere il bicchiere mezzo pieno mi rendo conto che è il bicchiere a restringersi sempre più uscendo dal mondo considerato nel suo insieme per avviarsi verso una realtà sempre più vicina e comprensibile e per finire, forse, addirittura nella propria casa , dove tetto sulla testa e tavola apparecchiata è quello che, gira e rigira, interessa mantenere.
Naturalmente non riesco a capire perché si voglia togliere questo possibilità (tetto e tavola apparecchiata) a chi già ne gode, a chi ne godeva e a chi potrebbe goderne . Pieranna

'A Natale puoi...' questo l'inizio di una nota pubblicità televisiva di un altrettanto noto panettone...devo ammettere che è stato un Natale diverso. Purtroppo in negativo, la sensazione che mi ha pervaso (dopo la sgradita visita/perquisizione di alcuni ladri) amarezza-rabbia-percezione di fragilità-impotenza e non mi viene in mente altro per descrivere...ma alzare lo sguardo, come ci inviti a fare sempre PROF mi aiuta a ritrovare la 'pace' (almeno interiore)
RispondiEliminaGRAZIE