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venerdì 21 luglio 2023

A seguito di: La Corsonna di Emilio Lammari

https://www.adultiancoraascuola.eu/la-corsonna-chi-come-me-oggi-e-nonna-puo-dire/ 


Bello l'articolo di Emilio, ricco di memorie condivise, e letto e riletto quindi con gran piacere. Fantastica la foto della passerella oscillante, che credevo introvabile.

La percorrevo da bambina correndo sulle tavole di legno che sobbalzavano forte, in senso contrario al dondolio della passerella : non era facilissimo mantenere l'equilibrio ed avevo un po' paura, ma non volevo certo esser da meno del mio grande fratello. Era una prova di coraggio! (da farsi, spero, quando il torrente era in secca) Nel ricordo di me bambina la passerella aveva un'altezza incredibile ed era lunghissima, vederla nella foto mi ha fatto sorridere.
Molte persone la percorrevano, specie la Domenica quando a Barga c'era il mercato e chi abitava di là dalla Corsonna, alla Moma o ad Albiano veniva in "città" per la S. Messa e il mercato, camminando lungo quella mulattiera, lastricata e ben tenuta che, al Candino attraversava il torrente. Anche i negozi erano aperti la Domenica e le Banche chiudevano soltanto il Lunedì.
C'era chi passava per il sentiero con scarpe grosse o zoccoli di legno,  tenendo al collo, legate tra di loro le  scarpe della Domenica, pulite e lucidate, da indossare, appena in vista del paese, per la Messa e il mercato domenicale.
Anche gli zii di mia mamma venivano a Barga a piedi dalla Moma a comprare lo zucchero, il sale e le altre poche cose che non venivano prodotte dai contadini della zona. Si recavano alla messa delle nove in S. Rocco, sempre affollatissima perché nella zona del mercato e si fermavano a mangiare da noi, che lì abitavamo, portandoci qualche uovo, talvolta un pollo ruspante e, sempre, verdure appena colte dal loro grande orto e avvolte, a mo' di cestino, in un fazzolettone a quadri bianchi e blu.
Tra i contadini di allora c'era un vecchio ( vecchio secondo me bambina) che ogni tanto mi raccontava del cavallo e delle sue mucche, aveva gli occhi celesti e mi  affascinava tantissimo perché non portava le scarpe :  camminava a piedi nudi!   Non capivo come facesse a non sentire male sulle stoppie e sui sassi appuntiti e mi incantavo a guardare quei piedi grossi e callosi.    Provavo anche ad imitarlo, di nascosto a mia madre, ma, nonostante i miei sforzi ero in grado di farlo solo su un prato di erba fresca.

Dell'infanzia rimangono frammenti,  flash vivi e come appena avvenuti.  Se ne stanno spesso nascosti negli angoli della memoria , ma, come in questo caso, leggendo l'articolo di Emilio, esplodono, balzando fuori vivi e graditissimi.     GRAZIE EMILIO!

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