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giovedì 30 luglio 2026

IL BIKINI : elucubrazione postuma di un'ottantenne dopo un caldo giorno di mare.

   



          IL BIKINI


Vien fatto di rinunciarvi da anziani : ciccia cadente, rotolini sporgenti, poppe sostenute da una provvidenziale e materna panza.

 E’ un momento, quello,  dove  si sente il dovere di cercare un costume intero: per rispetto, si pensa, di se stesse  e  degli altri. Questo succede il primo giorno di mare….poi, inevitabilmente..... al secondo giorno.... il costume intero verrà abbandonato in un angolo e il bikini gloriosamente indossato.

  

                             PERCHE' ?


Il costume intero lì per lì soddisfa: sia il proprio senso estetico che quello (si pensa) degli altri. Peccato che serva cambiarlo dopo il primo bagno per non sentirsi lo stomaco in salamoia o sotto serra con quel bagnato che all'ombra risulta freddo  e col sole così caldo umido da farci crescere i funghi.

E per cambiarlo? In equilibrio su una gamba sola per non farlo cadere a terra (da considerare la scarsa pulizia  di spogliatoi improvvisati) servono contorcimenti e sforzi  continui per farlo scivolare. Si incastra sulla pelle a mo’ di ventosa nonostante manovre studiate in precedenza a tavolino;

e per sostituirlo con quello asciutto? la musica non cambia, tu sei bello docciato e quindi umido e grazie agli asciugamani poco ingombranti e niente asciuganti le manovre vanno ripetute.

E allora ? 


Bikini e sempre bikini a qualsiasi età !!!

Per godere del mare sulla pelle,

per assaporare il tepore del sole che asciuga in un minuto,

per apprezzare la libertà del vivere in libertà !!!



                                                   Questa mia elucubrazione dopo                                                                                                   una giornata passata al mare                                                                                                       in costume intero

lunedì 17 febbraio 2025

Le parole a modo mio!

 



 Le parole nascono, vivono, muoiono ?
                   

Strettamente intrecciate alla vita delle persone diventano parte del loro modo di essere.  Si possono inventare modificandole, facendole diventare verbi, participi, gerundi ecc. a seconda del senso che si vuol dare al discorso. 

 La parola Amore ad esempio si intrufola da tutte le parti e può essere amorazzo amorevole amante amorino amato...e chi più ne ha più ne metta.

E' sostantivo, verbo, aggettivo...ma ognuno la usa e se la sente come personale, se ne appropria e addirittura la tramanda.   Mia suocera veniva chiamata dai nipoti nonna Amore ed è così che viene ricordata e, in questo caso, "amore" è rimasto indissolubilmente legato alla sua figura esuberante, generosa, sincera.

Personalizzare le parole in barba all'uso corretto della grammatica vivacizza la lingua e da lì anche la quotidianità dando un senso più intimo e personalizzato alle nostre azioni.


Nell'uso dello smartphone le parole vengono ridotte al minimo ma si associano agli emoticon giusto per dar loro spessore e chiarezza.

😉😂😖  Rimarranno solo le emoticon nel nostro mondo super veloce?...forse sì...forse no. Secondo me si evolveranno anche loro, virando magari verso il sistema di lingue orientali fatto di ideogrammi quindi di disegni esprimenti un concetto.

E quando la persona muore l'uso delle sue parole probabilmente morirà con lei, ma come il lascito di ogni uomo rende il mondo migliore, così quelle parole continueranno a galleggiare nel vissuto dell'umanità e, forse, contribuiranno nel tempo a modificare la lingua rendendola una cosa viva e sempre in evoluzione. 

E' un male ? E' un bene? E' una necessità? 

Le generazioni future lo capiranno !

 e ora il Prof. ..non me ne voglia...chiedo perdono 
😂         

sabato 18 gennaio 2025

Commento a FIERIDA 2025 Se partecipassimo vorremmo spingere...

 

   

  Si parla di rigenerazione delle Comunità anche con il PNRR,   OK Ottimo!   Ma si può rigenerare una comunità se gran parte della popolazione anziana e che via via sarà sempre più numerosa è tagliata fuori da una società sempre più digitalizzata?

Nella società attuale gli anziani non hanno più competenze maturate con l’esperienza da insegnare, troppo veloce il cambiamento e i mezzi che lo supportano, ma di sicuro hanno da dare, se messi in grado di poterlo fare.

Il desiderio di sapere, capire e relazionarsi con gli altri non viene meno con l’età e l’EDUCAZIONE PERMANENTE potrebbe riavvicinare le generazioni con beneficio per entrambi. Il potenziale umano degli anziani potrebbe aiutare i giovani a conoscere la loro storia e guardare con maggior consapevolezza al futuro invitandoli a ripensare il loro vissuto e a cercare le risposte alle loro domande che non passino sempre e solo dall’AI   perché riguardano le emozioni , la consapevolezza di sé,  traguardi morali e non esami scolastici da superare.

 Le associazioni APS come Unitre e EDA,( L’Educazione degli Adulti) è ora sostenuta solo dalla passione e dal volontariato di alcuni Insegnanti  e quindi è solo un caso e una fortuna se l’anziano può accedervi e accedervi dal luogo dove vive .   


 Serve una struttura, come c’è per la scuola dei ragazzi che sia di riferimento e vicina territorialmente.

Tra l’altro una scuola di Adulti anziani desiderosi di continuare ad imparare senza l’incubo di un esame da superare o un posto di lavoro da trovare, potrebbe suggerire scelte da fare circa l’organizzazione futura ( e si spera a breve) della scuola dei ragazzi. Agli Adulti anziani non interessa copiare ma capire.

I ragazzi oggi con l’AI, che sanno usare benissimo, sono sempre più tentati , e molti già lo fanno, non a farsi aiutare a capire ma a far fare subito tutti i compiti all’AI, comprese le verifiche in classe ( I prof. se ne accorgono? Penso di sì, ma alcuni di loro impigliati in programmi da rispettare ecc. ecc. e spesso avviliti lasciano perdere).   Si  Incrementa così e si giustifica il sistema dei furbetti di cui purtroppo la nostra società è ricca. I ragazzi che si impegnano saranno i perdenti del momento e faticheranno più del normale (se i prof. non intervengono) con risultati sofferti e scadenti.

Si spera che con una drastica e veloce riorganizzazione  della scuola i mezzi multimediali vengano usati alla luce del sole e così controllati e finalizzati a risultati migliori.

PS. Non mi riferisco alle scuole dove ora vivo perché non le conosco, mi riferisco a esperienze di scuole cittadine.

 


mercoledì 26 giugno 2024

Il mio primo demenziale approccio all'AI.😊

 


   

      Il mio primo demenziale approccio all'Intelligenza Artificiale.



L'AI  mi vien fatto di pensarla come una persona con voce metallica e tonalità dolciastra da imbonitore. L'ho appena assaggiata e mi incuriosisce, mi lusinga e, a seguire, mi incasina e mi condiziona.

Mi stupisce per come scrive discorsi efficienti e chiari più del pensiero (il mio) da cui dovrebbero essere suggeriti. Talvolta, invece, mi sembra grulla perché " scavola" proprio, quasi si fosse presa una sbronza.  😁

Facilmente ci litigo "...e come si permette di interpretare il mio pensiero?...e che giri al largo quando non sono in vena! ...le mie scemenze sono mie e non si deve permettere di interloquire!...e chi gli ha chiesto nulla ? "

   

Finisce spesso che spengo il computer e sto a rimuginare se è davvero una bella invenzione o se algoritmo più algoritmo ci troveremo con niente in mano se non una vita automaticamente perfetta, tutti felici (speriamo) e dormienti, tutti uguali e narcotizzati al servizio di quei pochi che all'AI daranno sempre più potere e che, dai dai, finiranno per avvolticchiarsi (pure loro) su se stessi rimbecilliti e felici (speriamo) come tutti (speriamo). 😇

PS: è abbastanza demenziale? 😂

    





lunedì 12 febbraio 2024

IN AEREO


 Ricordi che fa piacere rivivere....e grazie Emma che me li hai resuscitati con il reportage del tuo viaggio in Australia e,.. come vedi, ho usato le tue foto.

IN AEREO (ricordi qua e là)

Londra è stata la destinazione del mio primo viaggio in aereo. Ero già adulta, ma passai il tempo, per fortuna non troppo lungo, aggrappata ai braccioli della poltrona ,reggendomi forte quasi l'aereo dovesse volare grazie ai miei muscoli. Un incubo! tecca come un baccalà fissavo la parete che avevo davanti e che mi impediva la consolazione di una situazione condivisa con altri (peraltro naturalmente tranquillissimi).

In seguito, per diversi viaggi e trasferimenti, ho usato questo veloce mezzo di trasporto e la permanenza in aereo l'ho sempre apprezzata fino al punto di affermare che se l'aereo fosse caduto, beh, pazienza, sarei morta in una circostanza da me ricercata e goduta. PS. Ero ancora giovane e il concetto di morte improvvisa e non causata da  malattie aveva per me ancora un che di eroico e salvifico.😄

In effetti però è bellissimo quando sopra il mare di nuvole improvvisamente sorge il sole inondando l'aereo di luce : ha il sapore di un miracolo che tutti i giorni si ripete

A SEGUIRE (volando verso la Cina)    Rintronata dalle tante ore di viaggio e dal sonnecchiamento che tento invano di tramutare in sonno, vedo passare le hostess con la colazione:  è una quotidianeità che consola e così la consumi come un rito; è importante perché fa passare il tempo e lo scandisce seguendo un ritmo giornaliero che i meridiani fanno impazzire.      La colazione, lo spuntino, il pranzo, la merenda, la cena...si dice che il cibo in aereo è improponibile: non me ne sono mai fatta un problema, è invece essenziale, secondo me, far durare il più a lungo possibile la colazione, lo spuntino, il pranzo, la merenda, la cena... divertendosi  nel manovrare vassoio, posate, contenitori vari e bustine senza impiastricciarsi e scegliendo dal vassoio, con discernimento, cosa poter mangiare.     In realtà  chiedo sempre  chicken ( pollo) e sempre quello mangio perché è l'unica parola che capisco quando devo scegliere tra pasto vegetariano e no, maiale o manzo, vegetables o potatoes. So pochissimo l'inglese e quando la hostess parla, ascolto una lingua per me strana, cadenzata dall'uso e dalla noia e..non capisco niente, solo chicken!

IL CIBO

.Il cibo in aereo mi ha fatto amare la Cina prima ancora di conoscerla:   ignorante delle temperature glaciali allora in uso sugli aerei e quindi poco attrezzata ed essendo in Italia Estate ricordo una notte freddissima e congelante. Dormicchiavo e soffrivo nonostante la doppia copertina richiesta quando, aperto un occhio, vedo la hostess che silenziosamente per non svegliare i dormienti gira con un vassoio pieno di ciotole fumanti. Dopo segni disperati per farmi notare, ne afferro una: erano noodles cinesi in brodo. Una cosa fantastica ! Non ricordo il sapore, ma quel liquido bollente che scendeva nello stomaco mi aveva riconciliato con la Cina, l'aereo e il mondo. e quella fantastica sensazione di calore la ricordo ancora oggi. 

IL PAESAGGIO         In aereo, vedere il mondo dall'alto è meraviglioso: montagne ,città, fiumi, il nostro Paese ,la nostra città...e anche se ora, grazie ai droni siamo abituati a quel modo di guardare , è sempre stupefacente e molto interessante cercar di riconoscere località geografiche magari studiate a scuola. 

IL MONTE ARARAT (un paesaggio amato)  L'Ararat, dove, secondo la Bibbia, l'arca di Noè si incagliò dopo il diluvio universale, mi era diventato familiare e riuscivo a riconoscerlo dall'aereo ogni volta che facevamo quella rotta; sarà che l'Ararat l'avevo visto anche da terra, al confine tra Armenia e Turchia e ricordavo il dolore degli Armeni nel vedere il monte sacro e non poterci andare perché ora in territorio turco.   Era quindi una montagna con una storia che amavo e la si distingueva bene dall'alto: di forma regolare , la più alta e con la cima sempre innevata, grazie al suo imponente ghiacciaio. Mi faceva molto piacere il riconoscerla, quasi l'avessi inventata io.


Altre storie, altri aerei.   In Uzbekistan, nel 2007,ricordo un vecchio Tupolev sovietico a dir poco impressionante: cinture di sicurezza un po' sì un po' no, un rumore di motori assordante, sedili sudici e sfasciati e un preoccupante fortissimo odore di carburante.  Era un volo interno, breve per fortuna, e grata per essere felicemente atterrata (preghiere esaudite) con simpatia ripenso a quel  sistema molto pratico di recupero bagagli: aprendo il portellone sotto la pancia dell'aereo i bagagli caddero scaraventati a terra e ognuno andò a cercarsi e a prendersi il suo. Devo ammettere che ciascun passeggero quella volta ritrovò il proprio bagaglio.., anche se un po' ammaccato.😄😂

Auguro a tutti un prossimo viaggio aereo splendido e con felice atterraggio ! 😄😃😂

martedì 12 dicembre 2023

PER GRAZIELLA Un Ricordo

 



Il Giardino come quartiere comune, l'amicizia delle famiglie, la sorella Lauretta....questa l'infanzia,  poi la vita adulta ci ha disegnato luoghi diversi. 

Da pensionata sono tornata a vivere a Barga. Ogni tanto la vedevo, così mi piace ricordarla: 

Davanti al suo negozio,  là, in Barga Vecchia, una sera ci siamo incontrate, mentre  il tramonto colorava le  case e la piazza e l'aria stessa, e un'atmosfera di quieta attesa  invitava a condividere  i ricordi di un'antica amicizia. Con affetto e partecipazione abbiamo parlato delle rispettive famiglie e di  mio padre, che lei ricordava con piacere e riconoscenza per l'allegria che spesso aveva portato nella sua casa e così, liete dell'incontro, ci siamo salutate, sulla porta di quel suo negozio tanto curato ed elegante, lei sempre accogliente e partecipe.

Ci si vedeva raramente ma l'andare in Barga Vecchia mi era suggerito spesso da quelle brevi chiacchierate che lì ci scambiavamo e lì, il legame con Barga e l'amore comune per quegli antichi luoghi....il Duomo, le piazzette, le carraie...  si rinnovava per il piacere di entrambe.

....in questo momento le campane suonano e qualcuno ha gli occhi annebbiati di lacrime. E il doppio insiste, a distesa. Tutta l'aria ne è piena.  (da...Quando arriva il Natale di Graziella Cosimini)

martedì 5 dicembre 2023

IL CALENDIARIO

 





Si parte dal titolo che solo alla fine è stato  discusso e deciso:  CALENDIARIO non un errore ma un qualche cosa di improbabile e stuzzicante, che si è visto come adeguato e aderente allo scorrere della storia degli anni  del Decennale di UNITRE Barga .

L'inizio della "cavalcata" è stato movimentato:  lo facciamo anche quest'anno il calendario? E che si fa stavolta? Di che si parla? e il filo conduttore?... Le idee corrono arruffandosi.
Nell'arruffamento la sottoscritta ci sguazza volentieri, ma poi, facilmente, ci resta impigliata e non riesce più a venirne fuori.    Il soccorso provvidenziale del Prof. ha fatto intravedere a tutti un nuovo percorso
Il Prof. come al solito, zitto zitto, ci fa lezione di Informatica facendoci appassionare a qualcosa che ci interessa, e supportandoci poi quando ci perdiamo nelle strade del WEB o ci blocchiamo nei tentativi di dar forma sul Pc a quello che abbiamo in mente.

C'è stato il decennale dell'UNITRE 
 Perchè non accorpare qualcosa della storia dell' Unitre a qualcosa della storia di quegli anni?   Ogni mese del nuovo anno (2024)  potrà portarsi dietro una vicenda accaduta nell'anno e per ogni anno del decennale,  dal 2012 al 2023 . Una specie di diario , leggi Calen-diario   😊😊😊 
L'idea è piaciuta ...con al seguito perplessità e domande.
Difficile da mettere in pratica: scovare tra i tantissimi avvenimenti di quegli anni l'argomento che ognuno di noi riteneva adatto e nello stesso tempo espressione del suo modo di sentire.
Molto interessante e una buona lezione di Informatica pratica è stato  l'approfondire gli argomenti scelti viaggiando qua e là nella rete.
Missione all'inizio avvertita quasi come impossibile è stato: 
1) Il compattare la gran quantità delle cose acquisite nell'evento scelto
2) Lo smozzicare via via la notizia senza perdere l'essenza di quello che si voleva dire e comunicare 
3) Il far rientrare il tutto  in poche righe e in quel pezzettino di spazio che appariva via via sempre più piccolo tra le foto e i giorni del mese del calendario reale. 

E il collegamento con UNITRE?   Bello e sentito, ma... come fare?
Quello che è venuto fuori a noi piace e, si spera, anche a voi.

Da ringraziare chi ci ha aiutato a ripercorrere gli eventi dell'Unitre e a ricercare le foto che a noi mancavano, e, ancora una volta, un grosso grazie al Prof. Renato Luti perché senza i suoi  puntellamenti la costruzione del calendario sarebbe, di certo, risultata  traballante e a  rischio di rovinosa frana!

                                                                  


BUON 2024 !!!  agli Adulti Ancora A Scuola  e a Chi ci leggerà 





lunedì 30 ottobre 2023

Senza titolo


 

E così....al lume di candela e con una tisana calda davanti dovrei pensare a qualche cosa di romantico, o per lo meno a quei sentimenti positivi che un certo ritorno al passato può generare.

Invece, in questa sera di temporale e senza corrente elettrica, quello che mi appare davanti è... la guerra.   E le sofferenze e le tragedie e il terrore in atto oggi... altro che a lume di candela.   Bombe sofferenze e morte.

E domani è il giorno di Halloween, dolcetto o scherzetto! ... è terribile la discrasia.

Una donna, una madre, una vecchia, cosa può fare? cosa può dire?

Un corteo senza bandiere, un corteo silenzioso potrebbe forse parlare  alla coscienza di ognuno di noi e a quella dei politici del mondo?    Ma.. a che cosa  serve di fronte alle bombe, alla sofferenza e alla morte.

Signore, vorrei una risposta.

venerdì 6 ottobre 2023

Fine Estate. La due giorni di un'ottantenne al mare

 

 Cronaca :

Devo almeno vederlo il mare!

  Dai figlia prendi due giorni di ferie e andiamo,  senza uomini...che il mare non gli piace. 

Non so perché ma molti uomini di una certa età non apprezzano il mare, peccato, è bellissimo e sa di libertà e infinito.

Dopo averli adeguatamente foraggiati, gli uomini intendo, io e la figlia... finalmente partiamo!   In autostrada guido io, mi rilassa, ascolto musica  pregustando quello che mi attende.

   Si arriva all'ora di pranzo. Ci sistemiamo all'ombra del gazebo di un bar mangiando tartine e bevendo coca cola.  Che soddisfazione! Non lo si può fare con gli uomini ora pensionati,  abituati da una vita a essere serviti alla mensa aziendale: hanno bisogno di un tavolo, una sedia, un primo, un secondo (non di prosciutto, ché quello serve da antipasto), contorno e frutta. 😄

Appena mangiato, e dopo il caffè d'obbligo, è l'ora di andare in albergo a depositare i bagagli e cambiarsi per la spiaggia.
 C'è vento, quel magnifico vento maremmano che non fa sudare e permette di godere del sole anche a chi non sopporta di stare ferma e sdraiata ad arrosolarsi, come d'uso.
   L'albergo offre, con la camera, lettini e ombrellone nel suo stabilimento a mare.   Io e figlia, di norma, preferiamo la spiaggia libera.
Il mare amiamo averlo proprio davanti al naso e sentirne l'odore e il sapore salmastro,  ma, a dir la verità, anche due giorni di completo relax "servite e riverite" senza dover cucinare pulire ecc. ecc,  
CI PIACE ...anzi direi...CI PIACE MOLTO.

Il giorno seguente, la colazione: dolce e salato, frutta fresca e sciroppata, croissant di ogni tipo, crostata casereccia. Dopo il Covid e il distanziamento anche la colazione  viene maggiormente goduta e apprezzata; che il rischio passato renda i sensi più acuti e consapevoli?

Siamo in spiaggia: il mare è calmo, il tempo splendido. Mi avvicino al bagnasciuga.... ok ! farò quel bagno di stagione tanto sospirato... Sì lo farò, in barba agli ottanta. 

Per entrare in acqua  ci sono i sassolini e  franosi gradini di sabbia e sassi che portano subito in acqua profonda.   AIUTO,  badante figlia! Ho bisogno di una mano, proprio solo di una mano ma necessaria per non franare rovinosamente in mare! 

E ora ... finalmente a mollo !  

Che meraviglia!    Si galleggia anche senza muovere gambe e braccia...e con la testa fuori.    Il mare è più salato o la mia "panza" fa da galleggiante?    Posso anche guardare il cielo e la linea di spiaggia con sullo sfondo la pineta, nuvole bianche qua e là mentre godo della leggerezza di un corpo sostenuto dall'acqua.

E' l'ora di pranzo. Mi asciugo al sole e, insieme alla figlia,  mi reco sulla terrazza a mare del ristorante lì vicino:  mozzarella e pomodori, con lo sguardo verso l'orizzonte e il vento che ci accarezza. La giornata è splendida e, non essendo Agosto, non occorre aver fretta, c'è chi legge, chi mangia, chi chiacchiera. 
 
Il tempo rallenta, come sospeso, mentre, pigramente, sulla sdraio, aspetto la sera.
Ecco ... il cielo cambia colore... e regala un magnifico tramonto, rosso e oro sulla grigia increspatura del mare.
 Aspettiamo che il sole sparisca e, in silenzio, torniamo in albergo. 
La cena è a self service, ricca e abbondante, ci ordiniamo pure un bianchetto frizzante per brindare, ricordando le vacanze di pochi anni fa, trascorse con figlie e amiche delle figlie che, ormai, giovani adulte, sono giustamente indirizzate altrove.
 Le sale sono affollate, l'albergo, ristrutturato da poco, ha conservato ancora l'aria da pensione familiare, "sembra una RSA" sentenzia mia figlia ridendo.
 In effetti, essendo vicina l'apertura delle scuole, gli ospiti presenti sono quasi tutti nonni dai capelli bianchi, che, senza fretta, si fermano volentieri sulla terrazza dell'albergo. C'è chi chiacchiera, chi sferruzza, chi  gioca a carte, chi telefona e, dalle conversazioni, si evincono dolori alle ginocchia, interventi chirurgici per i rattoppi di routine, malattie da diagnosticare.  Però, checché ne dica mia figlia e anche se non so sferruzzare né giocare a carte, l'atmosfera mi piace (merito forse degli ottant'anni?) 
Dopo cena: in spiaggia, a godere del rumore del mare e della temperatura ancora estiva, ci sediamo sulla prima fila delle sedie del bagno più vicino. 
Si avvicina un extracomunitario chinandosi verso di noi. Senza neanche guardarlo, come di prassi in spiaggia , "no, grazie non voglio niente" dico con aria decisa e penso "anche di notte vengono a rompere."... si avvicina di più: lo guardo, non è giovane ... è brutto e nero... "io guardiano" dice in italiano incerto.  "Io guardiano... non potere stare qui."   
 Ora negli stabilimenti marini accendono di notte un grosso fanale per controllo, in modo da non spostare più poltrone e ombrelli e lasciano un guardiano a sorvegliare. Non ci avevo fatto caso e mi sono vergognata di brutto per aver trattato così una persona che faceva il suo lavoro.     Ci sono proprio rimasta male, rendendomi conto di come è facile adeguarsi a stereotipi vigenti.  Ci siamo alzate cercando di scusarci ma ... il guardiano non capiva niente.

Il giorno dopo... mare e bicicletta.                                                          Nella splendida pineta si può arrivare fino a Cecina Mare in dieci Km.  Proibita ai veicoli a motore è frequentata da chi fa trekking magari insieme al cane, da famiglie in bicicletta con, talvolta, il piccolo in carrozzina a seguito e anche da chi va a farsi l'aperitivo  a Cecina senza usare l'auto.
Mi separo dalla figlia, dandole appuntamento a una spiaggetta a metà strada. Preferisco esser sola e seguire il mio passo, fermarmi ogni tanto, fare qualche foto.
 Una collega di AAAS, prima della partenza, mi aveva suggerito di ascoltare il mare, mi era piaciuta l'idea, 
 ma stavolta è stato il vento a farsi ascoltare, chiacchierando con il sole tra un ramo e l'altro e colorando di luci e ombre tutto il percorso.                      

Gli ottant'anni! Quasi li avevo dimenticati: in pari e in discesa mi sono goduta la bicicletta, che uso solo in queste circostanze, ma nelle salite, sia pure leggerissime, son dovuta scendere e proseguire a piedi. "Ginocchio accidentato ha male funzionato." 
 In compenso nella spiaggia libera, presente un'unica famiglia tedesca con bambino, scivolando sul di dietro fino al bagnasciuga per non cadere, sono rimasta a farmi sciaguottare dalle onde  con gran divertimento. (forse è vero che vecchi e bambini hanno qualcosa in comune!)
 La sera: causa ginocchia doloranti e muscoli indolenziti  ho evitato il passeggiare per quei marciapiedi, tipici del luogo, che sembrano non finire mai e non si sa dove portano.
 Dalla panchina vedo fermarsi il treno dei bambini, rincuorata dall'idea di camminare stando seduta, vi trascino sopra la figlia un po' riluttante e pago il biglietto di un euro e mezzo.   Il trenino ha fatto un giro di mezz'ora tra campeggi, alberghi, centri commerciali, ristoranti, giochi per bambini, luna park e un'infinità di case vacanza nascoste nel verde. Non mi ero resa conto di quanto fosse estesa quella località.   
Mi sembra impossibile e anche inquietante pensare che d'inverno chiude tutto.  Comunque è stato interessante e pure divertente. Ogni tanto qualcuno, troppo distante dalla zona centrale, faceva il treninostop, pagando e ringraziando il conduttore ... forse nel pomeriggio era andato in bicicletta anche lui !😁
 Il rientro a casa.           
 La figlia in preparativi per la due giorni Barga mare del CAI, la nipote di Firenze a guardia del nonno e viceversa, la sottoscritta soddisfatta, con nella mente e nel cuore quel magnifico galleggiamento in mare che ricorderò sempre con piacere ... fino alla prossima estate ... e pure la splendida pineta e la bicicletta ... ma quella forse è meglio iniziare a prenderla assistita!  😂



 Ciao e.....alla prossima Estate !  👍.... ( si spera) 😊)




venerdì 11 agosto 2023

In treno da Firenze a Barga

 


IL  TRENO

Diario del viaggio stravagante di una quindicenne alla sua prima esperienza.

La Partenza:  telefonino in uso, nonna pronta a seguire con Whatsapp grazie all'esperienza acquisita con Adulti Ancora A Scuola. ( grazie Prof.)

Orario dell'arrivo a Barga convenuto e comunicato dalla quindicenne  " Nonna arrivo per pranzo, sto partendo"

Passa del tempo.  Prima telefonata ; "nonna arrivo più tardi"  la voce è un pò incerta. Tutto ok? rispondo e penso che forse c'è l'interruzione a Montecatini per lavori.  Riesci a cavartela?  C'è gente in treno? Dove sei? Mi manda l'immagine di una stazione affollata, ma non risponde alla domanda.


Telefono di nuovo: ma dove sei?  Risponde un pò incerta:   Sono scesa a Prato.  A Prato.?!!..e perché a Prato? ...  Non lo so,  chattavo con le amiche... e la stazione assomigliava a quella di Lucca,...  poi, quando ho visto che le mura non c'erano,  ho capito che mi ero sbagliata.  Ingoio quello che mi viene da dire e cercando di star calma  le chiedo. Ora cosa fai ? torni a casa o vieni da me? Vengo sicuramente, prendo il prossimo treno.   Tranquilla nonna , tranquilla.   Va bene, ma è l'ora di pranzo, mangia qualche cosa,  hai soldi?. si..si tranquilla nonna.

Richiama dopo del tempo, è in treno.   Sei a Lucca? Attenta quando devi cambiar treno!  Risposta vaga: cmq arrivo alle cinque,... si, ce la posso fare.   Comincio a preoccuparmi:  Ma dove sei? che stai facendo?  che pensi di fare?  che vuol dire cmq?  Risposta:  Sono a Viareggio,  mamma mi stava telefonando e ho saltato la stazione di Lucca, ma ora torno indietro. Tranquilla nonna, tranquilla. Prendo il prossimo treno per Lucca Ok, allora  mangia qualche cosa , mi raccomando, toast o simili ( frasi di una nonna rincretinita e che non vuol far capire che sta in pensiero ) meno male  che  è partita di mattina, ma  arriverà prima del buio?

Telefonata successiva:  Sono scesa a Lucca ,  ora cerco il binario del treno per la Garfagnana ma devo aspettare un'oraOk richiama quando sei partita,  non stare un'ora alla stazione,  non è un bel posto.  Tranquilla nonna tranquilla.  Passa il tempo, intanto mi manda due foto semiartistiche delle mura e del fossatello lì sotto . Il fatto di essere in contatto e che lei sta tranquillamente divertendosi,  tranquillizza anche me.  Ci scambiamo qualche battuta scema : non la bere quell'acqua, o sta venendo dal cielo?  ahah che dici, ci ho riempito la bottiglia, avevo sete! .. e così via .


 Trascorre l'ora di attesa, aspetto la chiamata.

 Telefona: Sono sul treno per la Garfagnana.  Tiro un sospiro di sollievo. E' quello   giusto  vero? hai chiesto conferma?  Le mie certezze vacillano, non sono più tanto   sicura del suo senso di orientamento e delle sue capacità organizzative.  Sì nonna,   tranquilla.

 Bene, allora stai attenta: quando sei alla stazione di Fornaci considera che devi   scendere alla fermata successiva  che è Barga Gallicano, lì ti vengo a prendere.  

Prima dell'ora di arrivo del treno vado in Mologno, ormai rasserenata chiacchiero con un nonno  anche lui in attesa della nipote.   Arriva il treno, il treno si ferma,   scendono diverse ragazze...  ma  lei non scende.   Il treno riparte.   E questa?  Aiuto!  Eppure era sul treno.  Il nonno vicino a me  dice che quel treno ferma anche a Castelvecchio Pascoli.  Afferro il telefonino e ci grido dentro. SCENDI alla prossima fermata se non è ancora passata, se no scendi a Castelnuovo ma lì SCENDI in tutti i modi perché io in Lunigiana non vengo a cercarti!!! ( In Lunigiana? chissà se sa che è la Lunigiana) (pensiero postumo).
 
   

Salgo in macchina e.. via .  Nel frattempo chiama: sono scesa a CastelvecchioWow! Era l'ora!!!  arrivo alla stazione e la trovo tutta tranquilla, col suo zainetto e il telefono in mano... Ed io,  in tono assai alterato:  Ma perché non sei scesa dove ti avevo detto e ripetuto per ben tre volte?  E lei serenamente: sono scesa dove dovevo scendere, alla fermata più vicina a casa come ho visto sul telefono ...e... aveva ragione.  Sono rimasta di stucco, come una cretina, moralmente bacchettata da una quindicenne nata col telefonino.  Mi sono chiesta:  ma ascoltano questi millenium? e in assenza del telefono cosa fanno?   Però... meno male che il telefono multimediale c'è , perché la possibilità di seguire e tenerci in contatto fa la differenza tra il preoccuparci un po' e il.. terrore!!!

CIAO A TUTTI!!!

                                              tranquilla nonna, tranquilla!

IL BIKINI : elucubrazione postuma di un'ottantenne dopo un caldo giorno di mare.

               IL BIKINI Vien fatto di rinunciarvi da anziani : ciccia cadente, rotolini sporgenti, poppe sostenute da una provvidenziale e ...