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domenica 10 maggio 2026

Escursione primaverile sul Monte Croce


Il momento magico sul Monte Croce




Non potevo mancare neanche quest'anno all'appuntamento sul Monte Croce per ammirare la fioritura delle giunchiglie. Sono partita un pomeriggio da Barga, in una giornata splendida, e siamo arrivati in località al Pioppo, una piccola frazione del paese di Palagnana. Quest'anno siamo stati fortunati a raggiungerla senza difficoltà, anche se la strada che risale dal fondovalle è piuttosto tortuosa. Lo scorso anno, invece a causa di una frana, fummo costretti ad allungare il percorso passando da Pascoso, proseguendo verso Matanna e infine raggiungendo Palagnana. Una curiosità su questo paese; nonostante la vicinanza a Fabbriche di Vallico e quindi al comune di Fabbriche di Vergemoli, Palagnana è storicamente legata alla Versilia e infatti appartiene al comune di Stazzema. Il motivo è semplice: un tempo non contava la distanza "in linea d'aria", ma il percorso più logico e praticabile a piedi. Le antiche mulattiere collegavano i borghi seguendo le valli ed evitando i crinali, più impervi e difficili da attraversare.



Il sentiero che porta alla cima attraversa inizialmente il bosco. Una volta superata la fascia boschiva, il paesaggio cambia, la visuale si apre e la montagna diventa nuda e luminosa. E' proprio qui che, tra fine aprile e maggio, avviene la fioritura delle cosiddette giunchiglie. In realtà si tratta di narcisi selvatici che, sbocciando, trasformano il prato in un tappeto bianco e brillante.




Come sempre, è stata un'escursione che ho apprezzato moltissimo, non solo una camminata, ma un vero viaggio tra natura, paesaggio, storia e tradizione, e che ogni anno rinnova il suo fascino con la stessa, immutata bellezza.



martedì 9 settembre 2025

Una cava di marmo all'interno delle Alpi Apuane


Viaggio all’interno della cava di Ravaccione



Oggi vi porto nel cuore delle Alpi Apuane, a visitare una cava interna di marmo bianco situata in località Ravaccione, accessibile attraverso le suggestive gallerie di Fantiscritti.




È da questi luoghi che si estrae il celebre marmo bianco di Carrara, la preziosa materia prima che ha plasmato i capolavori di numerosi artisti, rendendolo famoso in tutto il mondo.

L’estrazione del marmo ha origini antichissime, risalenti addirittura all’età del ferro, ma fu con i Romani che questa attività conobbe un vero e proprio sviluppo. Il marmo estratto, detto anche marmo lunense perché trasportato dal vicino porto di Luni, veniva utilizzato per costruire i grandi edifici di Roma e dell’Impero.

Questa cava, tuttora in attività, offre la possibilità di partecipare a visite guidate per scoprire da vicino le diverse fasi dell’estrazione e molto altro. Il percorso si snoda su un unico livello e, al suo interno, abbiamo potuto ammirare:


  • La “cattedrale di marmo”, uno spazio di 24.000 metri cubi che evoca la maestosità di un luogo scolpito nella roccia, con protagonista l’“oro bianco” formatosi milioni di anni fa.
  • Imponenti macchinari in funzione, utilizzati per l’estrazione del marmo nella cava ancora operativa.
  • Il murales “La Creazione”, raffigurante la creazione di Adamo, incorniciato dalla scena della Genesi.  Realizzato nel 2016 dallo street artist Ozmo su una parete di marmo bianco di 160 metri quadri, l’opera mostra Dio e Adamo che si sfiorano non su una volta celeste, ma sulla pelle della montagna. Secondo l’artista, rappresenta un connubio tra arte sacra e linguaggio urbano. Ozmo ha dichiarato: “Portare lo street art in cava è stato come far dialogare due mondi opposti". 

  • L’angolo dello shopping, dove è possibile acquistare souvenir in marmo oppure Lo Straordinario, un vino conservato all’interno della galleria, dove il microclima mantiene una temperatura costante tra i 14 e i 16 gradi. Il vino nasce da vitigni locali di uve autoctone coltivate nei colli apuani.

Le bottiglie riposano su cavalletti in legno e vengono ruotate manualmente ogni giorno. Ogni bottiglia è decorata con un'etichetta in rame e impreziosita con marmettola, rendendola un oggetto di pregio.




Oggi la cava di marmo, così come quella appena descritta, non è più vista soltanto come un luogo di estrazione, ma si configura come uno spazio culturale e sensoriale, capace di celebrare la bellezza del marmo in più espressioni.


giovedì 6 marzo 2025

AAAS Buon Anniversario

 


AAAS Buon Anniversario   




Colgo l'occasione di questa ricorrenza per esprimere la mia più sincera gratitudine al Professor Luti che, da ben cinque anni, ci dedica tempo e passione nell'insegnamento dell'informatica.

Grazie alla sua pazienza, dedizione ed entusiasmo, ho avuto l'opportunità di scoprire un mondo nuovo, fatto non solo di tecnologia, ma anche di creatività, collaborazione e crescita personale. Ogni lezione è stata una scoperta, ogni esercizio una sfida che mi ha permesso di superare i miei limiti.

Un ringraziamento speciale va anche ai miei compagni di corso, perché è grazie a loro se questo percorso è stato non solo formativo, ma anche umano e ricco di belle esperienze. Da questo corso ho imparato non solo l'informatica, ma anche il valore della perseveranza, della curiosità e della collaborazione. E tutto questo lo devo a voi: al professor Luti per la sua disponibilità e passione, e a voi compagni per la vostra amicizia e il sostegno.

Grazie di cuore a tutti.

 














lunedì 4 settembre 2023

Diverse culture e strani cibi

 

Diverse culture e strani cibi

United kingdom - Italia


Sto frequentando un corso di inglese sulla ristorazione. Viene svolto da una giovane professoressa con l’utilizzo della tecnologia, lavagna LIM, siti attinenti agli argomenti trattati ed App istruttive e divertenti. Ogni lezione spazia su argomenti diversi con una relativa dispensa preparata e studiata dall’insegnante di volta in volta.


In una di queste lezioni ci ha parlato delle strane pietanze che possiamo trovare nel Regno Unito (vedi immagine), da poter mangiare in determinate occasioni ed in particolari luoghi. Mi fa piacere portarlo a vostra conoscenza,  mi ha incuriosito, l'argomento mi ha attratto. Tenendo conto anche del Barga Scottish Weekend, con i suoi tre giorni 8, 9, 10 settembre 2023. Speciale “fine settimana scozzese”, all’insegna del legame tra Barga e la Scozia, con tanti eventi e appuntamenti a tema.



Traduzione in Italiano del sopracitato volantino


L’Haggis è un piatto scozzese molto popolare che ha sicuramente un gusto speciale. È fatto con cipolle e cuore, fegato e polmoni di pecora mescolati insieme alla farina d’avena! Poi aromatizzato con sale e pepe, insaccato nello stomaco di pecora viene fatto bollire per un paio d’ore. Tradizionalmente viene servito con verdure e patate durante festeggiamenti della notte scozzese di fine gennaio.


Il tipico Toad in the Hole Inglese è semplicemente una salsiccia di maiale cotta in una pastella di budino dello Yorkshire. Nessuno è sicuro dell’origine del nome, ma probabilmente risale alla fine del 1600, quando le pastelle dello Yorkshire pudding venivano cotte sotto carne di maiale allo spiedo. Il grasso caldo della carne gocciolava sulla pastella sottostante e formava dei piccoli buchi. Pezzi di carne, chiamati toadies in inglese antico, cadevano in questi buchi. Il piatto è migliore se servito con abbondante salsa di cipolle calda.




Welsh Rarebit è spesso pronunciato erroneamente come Welsh Rabbit ed è una versione assolutamente deliziosa e piuttosto sofisticata del formaggio su pane tostato! Il formaggio cheddar forte viene mescolato con un po' di panna, sale, pepe, senape e birra e poi spalmato su un pane tostato e grigliato in forno. Il Rarebit è pronto quando il formaggio si scioglie e sviluppa una bella crosta marrone. Viene tradizionalmente servito con sopra una fetta di pomodoro.


Colcannon è un piatto irlandese e significa “cavolo dalla testa bianca” in lingua Gaelica. È tradizionalmente preparato con purè di patate e cavoli con aggiunta di latte, burro, sale e pepe. Le patate vengono lessate e poi schiacciate insieme al cavolo cotto e agli altri ingredienti. Un’antica tradizione irlandese di Halloween prevede di nascondere piccole monete nel colcannon e la persona con le monete nel piatto è fortunata.




Pineapple Pizza: Altra strana pietanza che voglio aggiungere che ho avuto modo di assaggiare in quel paese è la Pizza all’ananas.






Strane e particolari specialità culinarie del nostro territorio

La cucina italiana è rinomata in tutto il mondo per la sua varietà, qualità e tradizione. Il tutto reso possibile grazie al clima, posizione e naturalmente alla sua storia con le diverse etnie di popoli e di culture che vi sono susseguite sul territorio. Basta parlare poi della “dieta mediterranea”, apprezzata a livello globale. Una caratteristica però della nostra cucina è la semplicità, molti piatti sono composti da pochi ingredienti ma di alta qualità, legati alla tradizione contadina e alla produzione locale. Ed ecco allora del nostro territorio una lista di specialità culinarie di cui alcune anche strane che vale la pena assaggiare.


Borghe o Minestra di Tullore: minestra di brodo di castagne secche.

Menofatori o Menni: polenta di farina di neccio con aggiunta come condimento di latte o panna.

La Vinata: farina di neccio diluita nel vinello e portata poi ad ebollizione. (vinello = vino poco alcolico di colore chiaro, ottenuto dopo l'uscita del mosto dallo strizzo, con aggiunta sulle vinacce di poca acqua viene nuovamente strizzato).


Castagnaccio: farina di castagne diluita in acqua, un pizzico di sale, olio, rosmarino, noci e con aggiunta di altri ingredienti per le diverse varianti di ricetta.




Polenta Incaciata: polenta di farina gialla con aggiunta sopra di sugo (pomodoro, ragù, ai funghi) e una manciata di formaggio grattugiato.

Polenta di patate: patate lessate e poi passate, la cottura poi continua mescolando il composto con latte, sale e l'aggiunta di prezzemolo tritato.


Farinata
: polenta di farina gialla con aggiunta di ingredienti come fagioli, porri, patate, cavolo nero, brodo di maiale etc. Può essere servita calda a piatto, oppure ottima anche tagliata a quadrati e poi fritta o arrostita.



Biroldo: Salume di parti povere del maiale come testa, polmoni, cuore, lardo. Il tutto cotto e poi mescolato a sangue e spezie e insaccato nella vescica o nella parte finale dell’intestino. Può essere mangiato caldo, oppure conservato e consumato in seguito.




Mondiola: Salume molto pregiato, un salame morbido a grana grossa ottenuto dalle parti anteriori del maiale che essendo ricche di sangue, donano un colore rosso vivo a questo salume. Le carni poi insaccate nel budello del maiale assumono la caratteristica forma ad U, chiusa al centro da una foglia di alloro.





sabato 20 maggio 2023

Transumanza

 


VITA IN MONTAGNA

La transumanza


In tempi passati fino ai primi degli anni ’60 nella nostra zona il fenomeno della transumanza era molto praticato. È importante sapere che questo evento era considerato un momento di festa per coloro che la praticavano, ed il gregge veniva preparato al meglio al punto che nei paesi si doveva sentire il loro passaggio. Questa era l’occasione in cui gli animali dovevano fare bella figura, gli venivano messi i migliori campani e squille, con collari rimessi a nuovo guarniti con borchie luccicanti e pon pon di lana colorati.  

Dalle nostre parti un tempo le persone che abitavano in montagna per sfamarsi, oltre a coltivare il terreno, allevavano animali da cortile e in stalla, erano contadini mezzadri o dipendenti di famiglie importanti, queste possedevano poderi sia al piano che in montagna, oppure c’erano i contadini con un proprio terreno e attività. Importante in quella realtà ed una ricchezza per sfamarsi, era la raccolta delle castagne in autunno e l’allevamento anche se pur piccolo di un gregge di pecore. A fine inverno nelle zone montane però il fieno andava a scarseggiare ed i pastori per continuare a nutrire gli animali erano costretti a trasferirsi in pianura, utilizzando strade mulattiere, sentieri o viuzze, non esisteva ancora la strada rotabile che collegava la montagna con la città, alcune di queste sono ancora in essere. Iniziava così la transumanza dalle zone montane al piano alla ricerca di nuovi pascoli. Nelle nostre zone questo avveniva nel periodo primaverile, in genere prima di Pasqua.

Per i pastori che partivano da Renaio, Bacchionero, Sommocolonia, Montebono e zone limitrofe era consuetudine fare la transumanza al piano ai rispettivi poderi di anno in anno, il tempo di percorrenza si limitava a qualche ora di cammino a piedi, avendo al seguito del bestiame un paio di persone come aiuto a seconda della consistenza del gregge ed al massimo un mulo per il trasporto della poca attrezzatura (se non veniva portata a spalla).  Questi poderi si trovavano in Pian Grande su Barga, nella piana di Filecchio e nella piana di Pieve Fosciana, quest’ultimo il tragitto più distante.   Questi poderi offrivano agli allevatori oltre al foraggio fresco la rinomata erba lupina, un alloggio come abitazione  dove veniva trasformato anche il latte. La primavera era dunque il momento migliore per la produzione del formaggio, sia quello da stagionare sia quello da mangiare fresco, perché i campi erano ricchi di germogli ed erbe fresche, utili a dare quel gusto gradevole al latte per produrre il formaggio o cacio primaverile. Da sapere che aveva la sua rilevanza anche la scotta (il siero residuo della ricotta), presa a colazione era considerata un toccasana per depurarsi. C’era gente che andava a prenderla con il fiasco, altri invece che portavano il pane per fare colazione direttamente lì sul posto.



Era uso che il pastore pagasse tanto a staio l’erba lupina che consumavano gli animali (1 staio equivaleva a 1.000 m2), questo avveniva in denaro o con prodotti di propria produzione, vedi formaggio ma anche la lana era molto richiesta. Il foraggio necessario per il bestiame poteva provenire dalla tenuta ospitante, ma poteva essere fornito anche da altri contadini. Ed anche il concime, il cosiddetto stallatico rimaneva ai poderi che avevano offerto il foraggio e sarebbe andato a fertilizzare i prati per la nuova semina.

Il gregge faceva ritorno a casa a maggio. Ma ripartiva quasi subito per l’alpeggio sull’Appennino Tosco Emiliano.

Dopo gli anni 60 con l’avvento del boom economico ci furono dei cambiamenti drastici, la montagna cominciò a spopolarsi, i contadini si trasferirono nel piano e gran parte di loro cambiarono lavoro e quelli che continuarono l’attività mutarono il metodo di lavoro. Anche i pastori si erano adeguati ai tempi moderni, gli ovili vennero costruiti nel piano e in collina e la transumanza si modificò, i greggi partivano di giugno per l’alpeggio sull’Appennino, per poi ritornare in basso a fine settembre. In questo modo gli animali in questo periodo brucavano erba fresca sulla nuda ed i pastori ne approfittavano per raccogliere il fieno in pianura da utilizzare per l’inverno.



Sulla nuda gli animali vagavano liberi ed indisturbati senza nessun controllo a seguito, i pastori solo nel tardo pomeriggio li tornavano a riprendere per riportarli nei rispettivi ovili per la notte. La mattina successiva, le pecore dopo essere state munte venivano rilasciate libere. 



Allo stato attuale sul nostro territorio l’attività di allevamento si è molto ridotto e di conseguenza anche la transumanza sta andando a scomparire. Positivo il fatto che chi sta portando avanti quest’attività siano persone giovani.


mercoledì 7 settembre 2022

Bellezze nascoste

Alternativa al mare

Bellezze nascoste alla scoperta del torrente Renara


Era un giorno infrasettimanale di agosto e si pensò di non trascorrere un normale giorno al mare, ma di cambiare. Grazie a mia figlia e alle indicazioni trovate su tik tok si decise di andare alla scoperta di un torrente particolare, "il Renara".

Si è appurato che è il fiume per antonomasia per i massesi che lo considerano come la loro spiaggia trasferita in montagna, l'alternativa facile al mare, luogo di divertimento per bambini e di ritrovo per tantissime famiglie. Scorre sulle montagne del comune di Massa ed è raggiungibile a pochi minuti dal centro della città. E' situato a valle della strada che porta al Passo del Vestito e per la sua vicinanza è conosciuta la frazione di Guadine. Appena arrivati in prossimità si incominciarono a trovare lungo il ciglio della strada macchine posteggiate e poco avanti il cartello con scritto "il torrente Renara ti dà il benvenuto", dopo aver posteggiato l'auto dall'alto della strada rotabile si incominciarono già a vedere e sentire gente che si divertiva.


La nostra idea era di andare all'avventura non conoscendo il posto, si proseguì a piedi per il sentiero che costeggiava il torrente. Era un susseguirsi di splendide spiaggette bianche occupate da bagnanti, mini cascate con relativi schizzi ed annessi pozzi d'acqua (grandi piccoli da profondi a meno profondi) con schiuma bianca in superficie, piscine naturali dove si poteva fare il bagno in compagnia dei pesci , una esperienza unica (anche mia figlia l'ha fatto), sassi erosi grandi e piccoli utili da lettini prendi sole ed il tutto immerso in una vegetazione di alberi e arbusti. 

Interessante fu anche chi incontrammo durante il percorso, da persone in tenda, gruppi di famiglie che festeggiavano con musica, adolescenti che portavano con loro tavolini e sedie di plastica da mettere nelle piazzole a bordo torrente e poi tante persone grandi e piccole venute lì per divertirsi, prendere il sole, fare il bagno, riposarsi etc.. Si è visto cose anche particolari e fatiscenti, ad esempio corde con nodi per scendere o salire nei posti più strategici per facilitare le uscite e le entrate dal torrente che alla fine abbiamo anche noi usufruito a fine giornata. 



In conclusione è stata una giornata particolare trascorsa fuori dal comune in un luogo di una bellezza unica con acque cristalline e fresche, ed anche se era affollato questo non ci ha impedito di visitarlo ed apprezzarlo, veramente uno splendido paesaggio.






domenica 10 luglio 2022

L'importanza dell'acqua

 L'importanza dell'acqua 

anche nella Storia


Tra tutte le risorse naturali, questa è la più importante perché senza non ci sarebbe vita ed è indispensabile per la nostra salute. Sappiamo però che è limitata e questa carenza dicono sia dovuta all'inquinamento, allo sfruttamento eccessivo, alle alterazioni fisiche degli habitat ed ai cambiamenti climatici. E sembrerebbe che nel futuro potremmo andare incontro a delle siccità.

Quindi è bene cambiare le nostre abitudini, consumarla meno ma bene e se è possibile anche recuperarla...d'accordissimo. Mio marito sta già raccogliendo l'acqua proveniente dai tetti per uso giardino e orto e per intervenire anche sull'aspetto idrogeologico.


Nel mese di giugno ho avuto modo di trascorrere qualche giorno a Matera e voglio prendere come
riferimento questa città perché ho visto e appreso che i problemi di ora sono gli stessi di Ere passate e gli abitanti si erano adeguati alla circostanza (il sapersi adattare agli eventi). Matera era contraddistinta da un sistema idrico finalizzato alla raccolta di acqua piovana e sorgiva che in passato animava una rete di canaletti e una diffusa rete di cisterne e palombari, dove facevano convogliare l'acqua e che poi riuscivano a portare la preziosa risorsa ovunque.

Il Palombaro Lungo

In questa città l'acqua potabile era fornita dal Municipio tramite alcune fontane e cinque grandi cisterne pubbliche che raccoglievano acqua sorgiva, chiamate palombari. A questi si aggiungevano altre centinaia di cisterne private che raccoglievano acqua piovana ma per usi non potabili. Il Palombaro Lungo è la più grande cisterna della città, e consiste in uno scavo artificiale realizzato in diverse fasi a partire dal XVI secolo. Raggiunge una capacità di 5 milioni di litri, per una profondità di 16 metri e una lunghezza di 50 metri. La sua forma è molto articolata perché fu realizzata unendo fra loro cavità artificiali preesistenti, che prima erano adibiti ad altri scopi (cantine, neviere, concerie). Le sue pareti rocciose sono rivestite di cocciopesto, uno speciale intonaco impermeabile a base di terracotta. L'acqua era prelevata solo nei mesi in cui le fontane pubbliche non fornivano abbastanza acqua, quindi soprattutto in estate. Il prelievo avveniva tramite un pozzo presente in piazza, grazie a secchi di alluminio. Il fondo della cisterna non è piatto, ma è inclinato ed è profondo proprio sotto il pozzo, in modo che si potesse prelevare l'acqua anche nel caso in cui ce ne
fosse stata poca. Dall'interno si possono vedere sul soffitto le bocche del pozzo (viste da sotto), ma sulla piazza invece non c'è traccia. Fu abbattuto nel 1927, quando la cisterna fu dismessa in quanto fu realizzato dallo Stato un moderno acquedotto. Nel 1991, in occasione di alcuni lavori nella sovrastante piazza, venne decisa l'esplorazione della cisterna, di cui veniva ignorato forme e dimensione, ma di cui conoscevano l'esistenza. Ancora piena di acqua, fu indagata da due sub, questi trovarono sul fondo numerosi oggetti che nel corso dei secoli erano stati persi nel tentativo di prelevare l'acqua (monete, spille, bottoni, orologi e numerosi secchi). Oggi la visita sul Palombaro Lungo avviene su agevoli passerelle sospese sull'acqua, avendo diminuito il livello è possibile osservare pienamente le dimensioni della cisterna e apprezzare questo gioiello di ingegneria idraulica e di architettura. 
Chissà se questa cisterna in futuro non possa essere riutilizzata con lo scopo di quando è stata costruita.

giovedì 1 luglio 2021

Una Vicenda Fantastica vissuta da spettatrice

L'evento fantastico di una VICENDA FANTASTICA vissuta da spettatrice


Assente all'incontro in presenza ANCORA INSIEME, solo al rientro dalla vacanza, con il P.C. che non avevo portato dietro, ho potuto guardare la presentazione finale delle diapositive esposte. Con lo smartphone ero riuscita a rimanere aggiornata sulla vicenda del gruppo e potevo leggere le email, ma in maniera parziale perché non riuscivo ad aprire il file per guardare il contenuto. 
Complimenti per il lavoro svolto ed il risultato ottenuto : una vicenda Fantastica di nome e di fatto.

Interessante anche sul Blog AAAS l'articolo "Spruzzi di AAAS per l'immaginario di chi c'era", resoconto dettagliatamente raccontato sulla vicenda Fantastica in presenza.

Anche se non presente quel giorno, leggendo il racconto di questo scritto , l'evento mi è passato davanti come fossi una spettatrice.

 
















giovedì 29 aprile 2021

Luciana scrive, ricorda e guarda avanti

 A raccontare e tanto meno a scrivere non sono brava e questo è un fattore per me negativo per comunicare, comunque provo a dire qualcosa. Sono contenta di aver frequentato questo corso di informatica, partito in

presenza con tanti iscritti e poi causa Covid modificato con videolezioni. Questo inconveniente ha comportato per alcuni, trovandosi impreparati per mancanza di computer proprio, una linea wi-fi, o una email di dover rinunciare a proseguire. Chi invece è riuscito, grazie all’aiuto costante del Professore, ha di sicuro migliorato l’approccio con il computer e il mondo del digitale e trovato giovamento sotto l’aspetto della socializzazione. In merito alla creazione del blog “Il nostro mondo” lo trovo interessante e sono d’accordo in quello che ha scritto Annarita nel dire che serve per condividere idee, esperienze, storie e sempre che sia possibile poter allegare foto.
LUCIANA

IL BIKINI : elucubrazione postuma di un'ottantenne dopo un caldo giorno di mare.

               IL BIKINI Vien fatto di rinunciarvi da anziani : ciccia cadente, rotolini sporgenti, poppe sostenute da una provvidenziale e ...