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sabato 12 ottobre 2024

UNA VITA SCHERMATA

 Da parte della Maria Rosa




(quando costruiamo una immagine collage, similmente a queste sopra, allo scopo di inserirla in una pagina blog, vedete anche voi che è meglio costruirla in verticale e non in orizzontale. quella in orizzontale non può essere ampliata granché. Si vede meglio la immagine verticale.)

Grazie Maria Rosa, mi dai anche l'occasione di far un po' di lezione.
Prendo spunto da questo frangente. 
La Maria Rosa  il 29 settembre si è trovata davanti al dilemma di come fare, 
La Mariarosa ha due pagine in pdf derivate dal salvataggio di due pagine word.
Vorrebbe postare sul blog le due pagine  come immagini, ma non ci riesce. 
Si postano immagini se il file ha la estensione da immagine, ad esempio jpg. png., ma un pdf non ha estensione immagine, quindi prima va reso in formato immagine.
La cosa più semplice che si può fare in tutta autonomia (ed artigianalmente!), ed è quello che ho fatto io, è aprire  il file pdf, renderlo completamente visibile sullo schermo del pc, usare la combinazioni di tasti WIN+Schift+S per ritagliare la immagine dallo schermo. Lo si fa per tutti i file pdf interessati. Le catture della porzione di schermo rimangono negli appunti (finché non si spenge il pc). A questo punto si apre una pagina bianca di word e vi si incollano le immagini [prima WIN+V e poi clic sulla immagine che si posizione sulla pagina, come incolla) una alla volta. Guarda che ci sia un po' di spazio tra una e l'altra (vai a capo due volte dopo aver incollato la prima immagine)]
Adesso (sei in word) evidenzi una immagine (alla volta) poi con il clic destro comandi "salva come immagine", dirai dove e saprai dove ritrovarla.
A questo punto sei pronta per postarle sulla pagina blog. comandi inserisci immagine dall'icona apposita e via.  Ti accorgi che se vuoi rendere la immagine ben visibile si adatta meglio alla pagina quella costruita in verticale!

Bellino il titolo?

La Maria Rora adesso può costruire la sua pagina e quindi potremmo eliminare questo post.









Lavoro nuovissimo...

lunedì 24 ottobre 2022

LA FRITTATA CINEREA


Era il primo anno che insegnavo alla scuola elementare. Avevo 18 anni, Mi toccò il posto in montagna. Durante la settimana abitavo in una casa del posto, avevo affittato una camera e potevo usare la grande cucina anche per conto mio. 
La scuola, lassù, non c'era ancora, la stavano costruendo: la stessa famiglia aveva messo a disposizione una stanza al piano superiore e quella era la mia aula e quella dei miei scolari.
Era una vecchia casa costruita in pietra, chiusa non molto bene, gli spifferi sarebbero dovuti servire affinché il foco tirasse meglio. Intorno aveva un’aia dove si trovava un grande pozzo con acqua corrente, qui venivano allevate alcune trote. 

Tutto intorno erano selve di castagni e case, anche sparse, dove vivevano famiglie numerose.

La cucina della casa dove io vivevo era molto grande e da un lato era sistemato un enorme camino, che serviva per riscaldamento e per cucinare.

Sopra il camino c’era una mensola ricavata da un trave di castagno, dove erano appoggiate diverse scatolette, candele e alcuni lumi per lumeggiare meglio la stanza.

Dall'interno del camino, al centro, calava giù una catena a grandi maglie dove veniva attaccato il paiolo per cuocere le verdure, la polenta e altro.

Ai lati del camino erano accatastati alcuni mattoni che stando vicino al fuoco assorbivano calore e la sera quando i vecchi andavano a dormire li arrotolavano ad uno ad uno in un panno di lana per metterli in fondo al letto per tenere caldi i piedi.

Lì vicino c’erano una catinella e una brocca, l'acqua nei pressi del camino si stiepidiva. Appoggiate, le molle per attizzare le legna sul fuoco e attaccati qua e là diversi mestoli, sempre a portata di mano. Dopo aver cenato, tutti si riunivano in semicerchio davanti al camino. A vejo.

Spesso la nonna recitava il rosario, altre volte gli anziani raccontavano bellissime favole  che tutti ascoltavano a bocca aperta.

Il calore del camino scaldava bene le persone che ne stavano difronte, ma alla schiena, nella stanza, rimaneva sempre più fresco. 

Una di quelle sere che la nonna di casa mi invitò a mangiare con loro, rimasi contenta anche di partecipare alla preparazione della frittata con le uova fresche delle loro galline, che venne cotta in una grande padella sopra le fiamme del camino.

Quella sera, però, il fuoco non funzionava troppo bene e la nonna sventolava continuamente sulla fiamma con una ventaglio, così riprendeva forza e guizzava in alto, ma  non saliva solo la fiamma in alto, ma veniva sollevata anche la cenere che turbinava sopra la padella e a poco a poco ci cadeva dentro.

La frittata era quasi cotta per fortuna, ma con tutta la cenere che vi era caduta era diventata grigiognola.

Io non sapevo come fare, perché non l’avrei voluta mangiare, ma un po’ facendo finta e un po’ mangiandola per davvero, tutti consumammo in allegria la cena.

Oggi, a distanza di tanti anni, ogni volta che preparo la frittata ripenso con affetto  e con nostalgia  a quelle persone: una volta vivevamo in modo molto semplice e  agli ospiti offrivamo il cuore. 

Sono rimasta con loro per tutto quell'anno scolastico. 




____ Maria Rosa

IL BIKINI : elucubrazione postuma di un'ottantenne dopo un caldo giorno di mare.

               IL BIKINI Vien fatto di rinunciarvi da anziani : ciccia cadente, rotolini sporgenti, poppe sostenute da una provvidenziale e ...