L'AI conversazionale riesce, in 1 secondo, a correggere, ampliare, rendere
più incisiva, accattivante, commovente, triste, ironica, divertente una
qualsiasi cosa che io desideri scrivere o abbia già scritto. Basta chiedere.
Perché questo mi avvilisce e avverto un che di sconforto?
A me piace, talvolta, scrivere storie, commenti, raccontare di esperienze
vissute cercando di comunicare ad altri pensieri e emozioni ma ora sento
inutile e sprecato il tempo , la fatica e l'impegno che necessariamente serve a
un umano per fare ciò.
Mi chiedo se questo capita anche ad altri.
E di nuovo ….mi rendo conto di usare sempre più parole desuete mentre
scrivo, inserendole nel discorso quasi a mo’ di gioco o indovinello. Forse
inconsapevolmente cerco di gabbare l’AI?
Che assurdità !!!
E ancora...se leggo qualche cosa scritta che magari apprezzo e mi piace, vado a
controllare se c'è lo zampino dell'AI. Perché ? non dovrei
accontentarmi del fatto che mi piace e gustarmela così?
Forse è invidia verso l'algoritmo?
Il signor Algoritmo mi fa comodo in tante altre circostanze ma per ciò che
riguarda la creatività vorrei farlo tacere.
È forse questo un mio impedimento all'evoluzione della specie? 😄
Domande e domande. Potrei farle all'AI e vedere cosa risponde anche se
trovo che è molto brava a fare in modo che resti contenta e soddisfatta e quindi, in
conclusione a darmi sempre ragione.
Sveglia algoritmo! Sei in grado di dirmi NO ?
e mentre scrivo questo mi sento in colpa come se avessi timore di aver
offeso l'algoritmo!
È preoccupante vero? Boh, speriamo bene !
P.S. Queste elucubrazioni le avevo scritte qualche mese fa ma le ho condivise ora dopo aver letto il post del prof. Luti su adultiancoraascuola.. dal titolo "Non per avere risposte. Per imparare a pensare meglio." per me è stata consolazione e pure risposta !


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