martedì 26 agosto 2025

WHAT'S YOUR NAME?

 26.08.2025

DAILY DIARY......
COME TI CHIAMI?
Al momento di gioire per l’attesa di una nuova nascita, i genitori iniziano subito a pensare al nome del loro new baby. Anche i famigliari più stretti suggeriscono il loro nome preferito. La scelta rimane comunque alla coppia in attesa.
Non ho idea di come i miei Nonni, Paterni e Materni hanno deciso il nome dei miei genitori, quello di Mia Mamma, Clementina, e quello di mio Babbo, Alberto.

Invece so con esattezza come i miei genitori hanno scelto il mio e quello delle mie sorelle.
Io sono la prima figlia e porto il nome della mia Nonna paterna EMMA. La seconda figlia, MARIA, porta il nome della Nonna materna, e la terza figlia porta il nome di una zia della Mamma, LORETTA.
Non mi è mai piaciuto il mio nome (EMMA) e dopo la nascita delle mie sorelle reclamavo con mia Mamma chiedendoli il perché non mi avesse chiamato con uno di quei bei nomi scelti per le mie sorelle. Adesso, forse è diventato di moda e molto spesso sento chiamare le bimbine con il nome EMMA, sicuramente piace ai genitori, ed è un nomino corte che si pronuncia bene.
Adesso i genitori sono avvantaggiati sapendo il sesso del nascituro, si dedicano a pensare al nome, o per il maschio o per la femmina.
Negli anni delle mie due gravidanze (1974-1980) non c’era ancora l’ecografia per riconoscere il sesso del feto, ed allora preparavi un nome eventualmente sia che fosse una femminuccia, ed un nome eventualmente per un maschietto.
Durante le vacanze estive conobbi in casa della mia amica del cuore, la sua nipotina dalla Francia, era molto bella e mi piacque anche il suo nome TANIA, e lo scelsi per mia figlia. Per il secondo figlio o figlia avevo scelto, se maschietto il nome “DAMIAN”, e se fosse stata una femminuccia, Silvia, comunque nacque DAMIANO.
Non mi piace quando i nome vengono diminuiti, (una volta dicevano “stroppiati”), anche i sopra nomi per qualcuno non sono ben accetti.
Oggi giorno sentiamo dei nome che non sono proprio adatti a dare ad un figlio, ma si sa “i gusti sono gusti”.
I miei nipoti si chiamano LORENZO, FILIPPO E CHIARA. Sono nomi belli, ma non sono legati a qualcuno della famiglia.
Come hanno scelto il tuo nome i tuoi genitori?



TRANSLATION:
WHAT'S YOUR NAME?
During the pregnancy, parents full of joy begin to think about their new baby's name. Even close family members suggest their favorite. The choice, however, remains to the expecting couple.
I have no idea how my grandparents decided on my parents' names, my mother's, CLEMENTINA, and my father's, ALBERTO.
However, I do know exactly how my parents chose mine and my sisters' names.
I'm the first child and I'm named after my paternal grandmother, EMMA. The second daughter, MARIA, is named after my maternal grandmother, and the third daughter is named after one of my mother's aunts, LORETTA.
I never liked my name (EMMA), and after my sisters were born, I complained to my mother, asking her why she hadn't named me one of those beautiful names she chose for my sisters. Now, perhaps it's become trendy, and I often hear little girls named EMMA. Parents certainly like it, and it's a short name that's gets pronounced well.
Now, parents have an advantage in knowing the gender and can devote themselves to thinking about a name, whether for a boy or a girl. During my two pregnancies (1974-1980), ultrasound scans didn't yet exist to determine the sex of the fetus, so you'd prepare a name for a girl, and a name for a boy.
During the summer holidays, I met my best friend’s niece from France. She was very beautiful, and I also liked her name, TANIA, so I chose it for my daughter. For my second child, I had chosen the name "DAMIAN" if it was a boy, and if a girl, SILVIA. A boy, DAMIANO, was born.
I don't like it when names are shortened ("crippled"), and sometime not everybody likes to have a nick-name.
Nowadays we hear names that aren't really suitable for a child, but everyone knows that "taste is taste."
My grandkids names are LORENZO, FILIPPO, and CHIARA. They're beautiful names, but they aren't tied to anyone in the family.
How did your parents choose your name?

domenica 24 agosto 2025

A COSA SERVE UN BLOG

Un BLOG, a me che sono un praticone, sembra un boccone ampio che che fa rumore quando lo mando giù. Un blog, nel nostro caso,  è concepito come un contenitore di testo, un po' come un diario, un posto dove scrivere liberamente e liberare-la-mente, senza preoccuparsi della eccessiva serietà dei contenuti. Una sicura consapevolezza di cosa vi scrive, va da sé, va mantenuta per non esser imbecilli o imbriachi. Questo per dire che è un invito a chicchessia voglia scrivere con piacere ciò fa, ciò che capita, ciò che "ti" piace raccontare. Scrivendo si cresce. E per parafrasare l'Emma: c'è sempre da crescere oppure c'è sempre da scrivere! :-)  Spetta a te esserne soddisfatto, gli altri ne penseranno cose, se son bone meglio, altrimenti ti chiederanno di soprassedere se ti tornasse lo sfizio di "postare". E tu ci rifletteresti e la volta successiva sapresti come raggiungere il successo! Sbagliando s'impara. Repetita iuvant (ripetere le esperienze serve a migliorare)



- Ho mangiato come uno sfondato!

- Che cosa hai mangiato di buono?

- Tra un po' avrai il rapporto. Sono arrivato adesso a casa di Simona e Romeo.

- Ok.

- Eccomi. Mi tirava la pelle della pancia. Adesso è meglio. Il cielo ha ancora l'umore della tipica giornata d'inizio d'autunno. I rami del caco si sono chinati tanto da incontrare le nostre teste. I frutti però sono ancora verdi. 
Distese le gambe sulla sedia si fronte, guardo guardo girar l'acqua sulla superfivie della piscina.
Abbiamo desinato con: un tagliere antipasto, crostini formaggio salumi e panzanella. Uno in tre. BONO.
PRIMI: tordelli al sugo di carne, polenta al sugo incaciata, maccheroni salciaccia e salvia.
Sta a te attribuirli.

- Eravate voi tre!

- Un solo secondo, poiché chi aveva già previsto di passare ai mirtilli e chi non aveva che intaccato appena la polenta incaciata (che passava direttamente alla vaschetta prendi e porta a casa o take-away come si scimmiotta oggi in inglese) per lasciare spazio al gelato piovuto di mirtilli (ancora loro).
Il secondo, l'unico richiesto, consisteva in polenta e rosticciana in umido con olive (all'uccelletto).

Non ne assaggiavo il sapore da almeno quarant'anni. Prélibata, direbbe un gustóso ciciliano!
Si sfaceva in bocca ed iola lodavo come fa il commissario Montalbano in TV; così la Jey che è allergica  alla carne di maiale ha preteso comunque di assaggiarla: incredibilmente buona e burro sotto il palato. Ammazzaoh!, direbber in Transtevere.

poi il dolcino, anche ai mille e passa d'altitudine oggi lo chiamano "dessert" e ti elencano ... 
Un gelato con la pallina sormontata da mirtilli, una crema con mirtilli e una fetta di crostata ai fichi e noci.

- Fichi e noci, tua!

- quello che ha minor successo è il terzo: ci sono i fichi! Ma troppo dolce il tutto. E poi non è una crostata in senso tradizionale, è una tavoletta schiacciata tendente al morbido, come quando il letto di una pizza si avvicina alla gingomma anche perché la mozzarella rilascia troppa acqua e contamina l'impasto e tu biascichi per deglutirlo.


Dove eravamo? Alla Vetricia, al Rifugio Santi  

Merita un salto?

si, vale la pena. Anche in una giornata simil autunnale, il caminetto acceso ci diceva proprio.

- Menù buono. Alla casalinga. Di gusto mio e di ritrovati sapori. Ma la mia pancia andava vieppiù prominendo ... i 200 passi per riprendere la macchina non hanno fatto effetto alla marcia della digestione ... 



martedì 19 agosto 2025

ON THE TRAIN FOR A LONG JOURNEY......

 DAILY DIARY.... 

19.08.2025...

Il trolley era pronto già dal giorno prima.

Per non annoiarmi, mi preparo qualche passatempo. La compagnia che non mi faccio mai mancare nella mia borsa è un libro. Ovviamente, lo smartphone per le emergenze e i contatti, e poi qualche volta, una cosa che mi piace avere con me: un gomitolo di filo "Freccia, no. 16" dell'azienda CCC e un uncinetto.

Finalmente a bordo, mi accomodai nel mio posto: la carrozza 5, posto 16c, lato corridoio. Di fronte a me era seduta una bella ragazza, dalla sua fisicità, e dalla borsa sportiva celeste che teneva ai piedi, pensai che fosse una pallavolista. Accanto a me, una signora così ingombrante che, avrebbe avuto bisogno di due posti. Con il gomito invadeva l'appoggiabraccio che ci divideva. Alla mia sinistra, vicino al finestrino, una signora anziana elegantissima, e sulle labbra una bella tonalità di rossetto rosso. Sulle ginocchia, teneva un cagnolino assonnato che non abbaiava.

Dopo qualche chilometro, allungai la mano nella borsa e afferrai il mio libro. Mi piaceva il racconto ed ero molto concentrata nella lettura, divorando un capitolo dopo l'altro. Mi interruppe lo squillo della chiamata. Risposi con un breve saluto a mia figlia. Tenendo in mano il telefono, mi persi a scorrere alcuni commenti su Facebook.

La signora accanto a me, mi chiese una penna per fare le crosswords. In quel momento, a me venne voglia di sfoggiare filo e uncinetto. Iniziai il mio lavoro, contando le maglie e aumentandole giro dopo giro.

Mi sentii osservata.

La signora ingombrante mi fece i complimenti per la pazienza e l'abilità di lavorare un filo così sottile. La pallavolista, con un sorriso sincero, mi disse che era bello guardarmi e che le sarebbe piaciuto imparare. Le chiesi se la nonna o la mamma sapessero farlo, ma lei rispose di no, con un sorriso un po' dispiaciuto. Intanto, la signora con il cagnolino si limitava ad ascoltare, con un'espressione tranquilla accarezzando l’amico a quattro zampe.

Continuai il mio centrino, contando continuamente le “maglie” per non sbagliare il disegno.

Il tragitto era quasi al capolinea.

Era tempo di riporre tutto nella borsa e prepararmi a scendere. Non appena le porte si aprirono, una vampata di calore soffocante mi accolse. Avrei voluto che il viaggio non finisse mai, che il treno continuasse la sua corsa con la piacevole aria condizionata. Inoltre avrei potuto continuare a lavorare e, chissà, magari avrei raccontato alla ragazza come, tanti, tanti anni fa, imparai anch'io questa meravigliosa arte.

 



 TRANSLATION: 

My trolley had been packed the day before.

To keep myself entertained, I prepared some objects to take with me. My constant companion in my bag was a book. Of course, my smartphone for emergencies and contacts, and sometimes, something I like to have with me: a ball of CCC "Freccia, no. 16" yarn and a crochet hook.

Finally on board, I settled into my seat: carriage 5, seat 16c, aisle side. A beautiful young woman sat in front of me; from her physique and the light blue sports bag she was carrying, I assumed she was a volleyball player. Next to me sat a woman so huge she needed two seats. Her elbow was protruding from the armrest that separated us. To my left, near the window, was a very elegant older woman, wearing a lovely shade of red lipstick. On her lap, she held a sleepy, non-barking dog.

After a few kilometers, I reached into my bag and grabbed my book. I loved the story and was very concentrated on reading, devouring chapter after chapter. The ringing of the call interrupted me. I answered with a quick hello to my daughter. Holding my phone in my hand, I lost myself scrolling through some Facebook comments.

The lady next to me asked me for a pen to do crosswords. At that moment, I felt like showing off my yarn and crochet hook. I began my work, counting the stitches and increasing them row after row.

I felt like I was being observed.

The massive lady complimented me on my patience and skill in working such a fine thread. The volleyball player, with a sincere smile, told me it was fun to watch and that she'd love to learn. I asked her if her grandmother or mother knew how to do it, but she replied no, with a slightly regretful smile. Meanwhile, the lady with the dog simply listened, with a calm expression, petting her four-legged friend.

I continued working on my doily, constantly counting the stitches so as not to mess up the pattern.

The journey was almost over.

It was time to pack everything in my bag and get ready to disembark. As soon as the doors opened, a suffercating heat greeted me. I wished the journey would never end, that the train would continue its journey with the pleasant air conditioning. I could also continue working, and who knows, maybe I could tell the girl, how, many, many years ago, I too learned this wonderful art.

 

 

 

 

 

venerdì 15 agosto 2025

DAILY DIARY.....MANGIA QUESTA MINESTRA O SALTA LA FINESTRA....


15.08.2025

DAILY DIARY.....



 MY STORY:

MANGIA QUESTA MINESTRA O SALTA LA FINESTRA

Parole spesso usate dalle Nonne e Mamma di altri tempi.

Ricordo un tempo da bambina (nata 1953) quando a tavola non c’erano scelte, si mangiava quello che la Mamma cucinava per tutti. Nessuna di noi tre sorelle rifiutava quella pietanza, e nemmeno chiedevamo qualcos’altro (come spesso succede nelle famiglie di oggi).

”O MANGI QUESTA MINESTRA O SALTA LA FINESTRA”

Espressione spesso usato dalle Nonne e Mamme di altri tempi!


La pasta, pane, polenta, fagioli, formaggi e minestre di ogni qualità erano presenti sulla nostra tavola. Tutti prodotti freschi e possibilmente a chilometri zero. La Mamma spesso faceva la pasta fatta in casa, ed era molto buona, cose semplici e salutari.

Nel boom economico iniziarono a mettere sugli scaffali della bottega anche i primi prodotti dell’industria alimentare come gli scatolami: il tonno, la Simmenthal, dadi, e le famose merendine. Per noi la merenda era: pane, olio e sale, oppure, pane, burro e zucchero, o anche una bella fetta di buccellato fatto in casa, con ingredienti sani, e si mangiava tutto fino all’ultimo bocconcino, anche se diventava un po' asciutto il giorno seguente.


Per la generazione passata non c’era l’idea di andare al ristorante, si cucinava in casa, per la famiglia e spesso si invitavano parenti ed amici, specialmente la Domenica ed era una festa. Le persone stavano in allegria anche se il tavolo era piccolo per il numero di commensali, ma nonostante, c’era sempre la voglia di “aggiungere un posto a tavola”.

Riflettendo sulle mie abitudini, mi rendo conto che non mangio proprio di tutto, quello che non conosco, di odori e sapori, molto spesso ci rinuncio.

La generazione dei miei nipoti sono aperti, e curiosi e si muovono con disinvoltura verso nuovi sapori, loro sono nati nell’era della globalizzazione. Il cibo arriva da ogni parte del mondo e si fa conoscere presto.

Quelli nati nella la mia generazione molti lavoravano la terra ed era facile trovare prodotti genuini e sani, sapevamo la provenienza, e tutti si facevano carico del “no spreco” degli alimenti.

La verdura non mancava, e le Donne esperte di erbe di campo con una raccolta abbondante cucinavano la “minestrella” ricca di saperi della terra. Queste erbette erano ottime anche passata in padella con olio, aglio e con l’aggiunta di lardo, e pezzi di carne di maiale appena macellato. Questa verdura era un contorno ottimo e adatto per diverse ricette tradizionali e non.

Oggi i giovani socializzano ancora, ma vanno volentieri alla ricerca di ristoranti originali con culture diverse, e si riempiono l’occhio anche dell’estetica in cui i piatti vengono serviti.  Escono alla scoperta del fast food, cibo da asporto, di novità come “poke bowl” un piatto hawaiano, il “sushi” dal Giappone, fast food, kebab tipico Arabo, e piatti confezionati al supermercato, sono altre tanto di loro gradimento.


Piano, piano, se da un lato c’è la ricerca di novità, dall’altro vanno alla ricerca del piatto tradizionale, (quelli della Nonna per intendere), e molte volte rivisitate con ingredienti meno grassi e di alta qualità.

Comunque, penso che cucinare in casa sia divertente!!!  

BUON APPETITO!!!

 

 


Eat this soup or skip the window.

Words often used by grandmothers and mothers of yesteryear.

When I was a little girl (born in 1953), I remember that we ate whatever Mum had cooked for everyone in the family; there was no choice. None of us three sisters refused to eat that dish, nor did we ask for something else (as often happens in families today).

"Either you eat this soup or skip the window."

Pasta, bread, polenta, beans, cheeses, and soups of every kind were present on our table. All fresh products, preferably locally sourced. My mother often made homemade pasta, and it was very good—simple and healthy.


During the economic boom, the first food industry products, such as canned goods, began to be put on the shop shelves: tuna, simmenthal cheese, stock cubes, and  snacks of all sorts. For us, our snack was bread, oil, and salt, or bread with butter and sugar, or a big slice of homemade buccellato, made with fresch ingredients, we ate everything down to the last crum, even if it got a little dried out.

For the previous generations, going to a restaurant wasn't an idea; we cooked at home, and often invited relatives and friends. People were happy even if the table was too small for everyone, despite that, there was always love to "extra someone at the table."

I realized that I don't eat everything, smells and flavors that I don’t know I often give them up.

My grandchildren are very open to experimenting new flavors, because they are born in the era of globalization.

For my generation, it was easy to find unprocessed products; almost everyone worked the land knew w and everyone knew the providence and how to avoid wasting food.

Vegetables were plentiful; the women were experts in wild herbs, and with the abundant collection, they cooked delicious "minestrella." These herbs were also excellent passed in a pan with oil, garlic, and pieces of freshly butchered pork. This vegetable was a suitable side dish for other traditional and non-traditional recipes.

Young people socialize, but they also enjoy seeking out for unique restaurants, and they're also are captivated by the aesthetics of the dishes. They seek out fast food, takeaway poke bowls, sushi, street food, and ready-made meals purchased at the supermarket.

 


Little by little, while seeking out for novelties, they're also seeking out traditional dishes, often revisited with lower-fat, and high-quality ingredients.

Anyway, I think that cooking our meals is fun!!!!!!

BUON APPETITO!!!

 

LE STORIE...nel dolce far niente !



 Nel fresco e nella penombra della casa dei miei bisnonni,

 tranquilla e rilassata, senza impegni di alcun genere,

mi piace ripercorrere i momenti belli e piacevoli di questa Estate

e riconsiderare le piccole e svariate cose acquisite, quasi ovvie, eppure così utili nel quotidiano vivere. (qs nella prossima puntata)


Inizio Estate 1 Luglio
AL podere Selvano :
gli Adulti Ancora A Scuola, il Prof. e
                                             lo smartphone !


 

Là sul colle di Selvano
una banda variegata,
non per caso lì arrivata,
mangia e beve a tutto spiano.
C'è la voglia di far scuola?
Mica tanto a dire il vero
con il Prof  che puntualmente,
il programma bene in mente,
tenta invano di approcciare
pe'l telefono insegnare.
Ma che vuoi ?
Troppo bello è lassù stare
tutto il mondo a dominare
e pur Trump manda' a spigare.
Grazie Mirna, grazie Prof.
ed agli AAAS devo dire
che mi fate rinvivire.
quindi a presto!
e un grande abbraccio
con l'augurio di incontrarsi
per insieme sbiascicare
quell'inglese da imparare| !



                                  
 GOOD BYE AAAS !




















15 Agosto leggermente ironico e colloquiale.

 Oggi è il 15 Agosto, e si dice Ferragosto, un po’ vissuto come una festa simile al capodanno, il capodanno dell’estate, meglio il culmine dell’estate; ma è anche una festa religiosa cattolica romana: Santa Maria assunta in cielo. A Barga questi giorni dell’estate sono tradizionalmente quelli di santa Maria – san Rocco – san Rocchino! (15-16-17)

Oggi è anche un giorno onomastico, cioè relativo al nome: Maria vale per tutte quelle persone che hanno ricevuto il nome Maria! Ovvio. Ma qui sta il buffo, la gente festeggia come onomastico anche chi si chiama Assunta!

Santa Maria assunta in cielo: qui assunta è un verbo, modo participio / tempo passato, ma alla tradizione popolare non gliene frega niente: scambia questa parola per un nome proprio, vi mette la iniziale maiuscola e … e il doppio nome è fatto! Poi seguono altri che lo adoperano anche nei calendari.

La contadina, lungo la strada verso l’Ospedale di San Francesco a Barga, dove la sera andavo da piccolo a prendere il latte si chiamava Assunta! Per me era normale che si potesse chiamare così. Del resto i nomi spesso si inventano e diventano reali col tocco magico della lettera iniziale maiuscola!

Non esiste nel calendario liturgico una santa che si chiami Assunta, quindi Assunta sarebbe senza onomastico. Non perderebbe molto, tuttavia se fosse un po’ psicotica se la potrebbe prendere con il modo! Ma niente panico: gli è venuto incontro il vulgo, che ha deciso che oggi 15 Agosto si fanno gli auguri alle Marie e ai Maria, ma anche alle Assunte.

Assunta, un attributo mariano legato ad una delle principali festività cattoliche. Sì, attributo poiché in grammatica il participio passato può assumere anche il senso di un aggettivo; ma anche perché “attribuito”! Insomma qualcuno ha detto che gli si affibbia. E il senso di tutto questo si si può immaginare, dato che è una storia piuttosto recente quella della festività come è assunta oggi dalla chiesa romana: fu il 1° Novembre 1950 quando il papa Pio XII proclamò come dogma di fede cattolica che la beata vergine Maria, una volta completato il corso della sua vita terrena, fosse assunta anima e corpo nella gloria celeste. Questo fu definito solennemente attraverso una costituzione apostolica titolata Magnificentissimus Deus.

Stasera alle 20,30, a Siena, si corre il Palio dell’Assunta tra le contrade.

 

Today is August 15th, and we call it Ferragosto, a bit like a celebration similar to New Year’s Eve — the New Year’s Eve of summer, or better yet, the peak of summer. But it is also a Roman Catholic religious feast: the Assumption of the Blessed Virgin Mary. In Barga, these summer days are traditionally the days of Saint Mary – Saint Roch – and Little Saint Roch! (15th–16th–17th).

Today is also a name day, meaning it’s connected to the name: “Maria” applies to all those who have been given the name Maria! Obvious enough. But here’s the funny part — people also celebrate as a name day for those named Assunta!

The Assumption of the Blessed Virgin Mary: here assunta is a verb, past participle / past tense, but popular tradition couldn’t care less: it mistakes the word for a proper name, slaps a capital letter on it, and… voilà, a double name is born! Then others go on to use it even in calendars.

The peasant woman along the road to the San Francesco Hospital in Barga, where in the evenings I used to go as a child to get milk, was called Assunta! For me, it seemed perfectly normal that someone could have that name. After all, names are often invented and become “real” with the magical touch of a capital letter!

There is no saint named Assunta in the liturgical calendar, so Assunta would technically have no name day. She wouldn’t lose much, but if she were a little neurotic, she might take offense at the grammar! But no need to panic: the common folk came to her rescue, deciding that on August 15th you send good wishes not only to all the Marias, but also to all the Assuntas.

Assunta — a Marian attribute linked to one of the main Catholic feasts. Yes, attribute, because in grammar the past participle can also take the meaning of an adjective; but also because it has been “attributed”! In other words, someone simply stuck it onto her. And you can imagine the meaning of all this, given that the feast, as celebrated today by the Roman Church, is actually a fairly recent story: on November 1st, 1950, Pope Pius XII proclaimed as a dogma of Catholic faith that the Blessed Virgin Mary, having completed the course of her earthly life, was assumed body and soul into heavenly glory. This was solemnly defined in an apostolic constitution titled Magnificentissimus Deus.

Tonight at 8:30 p.m., in Siena, the Palio dell’Assunta will be run among the city’s districts.

giovedì 14 agosto 2025

A STAR WAS BORN....

 14.08.2025

A STAR WAS BORN….È NATO UN DIVO!!!!

 

Negli anni tra il 1958 e il 1968, quando vivevo a Melbourne, andavo spesso al cinema il sabato pomeriggio.

Dalla mia abitazione attraversavo l’Edinbough Gardens, e proprio in una traversa vicino alla scuola che frequentavo, in Clifton Hill, si trovava il Cinema. I miei genitori si fidavano e mi davano il permesso di andare da sola, ma nella sala non ero mai senza la compagnia di alcune mie compagne di classe.

Ed era stato proprio li che ho scoperto il Re del rock, Elvis Presly. Diventò il mio idolo, e non solo per me.

Non mi stancavo mai di vedere i suoi film. Ero incantato dal modo in cui ballava con le sui mosse agili e disinvolte mentre suonava la chitarra e cantava.  Con il suo fisico alto, moro e con gli occhi verdi, la sua figura mascolina emanava un fascino irresistibile. Indossava abiti mai visti prima, con frange e borchie, che facevano impazzire tutte le sue fan.


Il film che ho nel cuore più di tutti, e che ancora oggi a distanza di sessant’anni ricordo, è “FOLLOW THAT DREAM”, (SEGUI QUEL SOGNO)

La trama non era proprio spettacolare, ma le parole e la musica delle sue canzoni mi hanno toccato cuore.

Purtroppo, la sua vita non è stata un bel sogno. La sua storia è finita troppo presto. Il 16 agosto 1977, prima del suo 50esimo compleanno, l’alcol e la droga lo avevano consumato.

Dopo alcuni anno dal tempo dei film lo vedevo in televisione, appesantito e irriconoscibile. Non era più il ragazzo che avevo ammirato da adolescente. Quando appresi della sua morte mi scese una lacrima sul viso.

Nel 2022, uscì nelle sale cinematografiche la sua biografia. Ascoltai con attenzione l’intervista a Austin Butler, l’attore che intrepretò Elvis. Rimasi incantata del suo tempo dedicato allo studio sul personaggio da interpretare, e rilevò tanti lati oscuri nella vita del mio idolo.

Per me, per quella bambina che ero allora, Elvis era immortale.

Mi rattrista ancora oggi il fatto che non sia riuscito a seguire

“IL SUO SOGNO” DI UNA VITA LUNGA E FELICE”.

 FILM DEL 1962


TRANSLATION:


Between 1958 and 1968, when I lived in Melbourne, I often went to the movies on Saturday afternoons.

From my house, I walked through Edinbough Gardens, and right on a side street near the school I attended, in Clifton Hill, was the cinema. My parents trusted me and allowed me to go alone, but I was never without the company of a few of my classmates in the theater.

And it was there that I discovered the King of Rock, Elvis Presley. He became my idol, and not just for me.

I was never tired of watching his films. I was enchanted by the way he danced with his agile and effortless moves while singing and playing the guitar. He had dark hair, green eyes, and masculine figure exuded an irresistible charm. He wore clothes  never seen before, with fringes and studs, which drove all his fans wild.

The film  which I still remember even today, sixty years later, is "FOLLOW THAT DREAM."

The plot wasn't spectacular, but the lyrics and music of his songs touched my heart.

Unfortunately, his life wasn't a beautiful dream. His life ended too soon. On August 16, 1977, before his 50th birthday, alcohol and drugs had consumed him.

After many years since I saw him on television, weighed down and unrecognizable. He was no longer the boy I had admired as a teenager.

When I learned of his death, a tear rolled down my face.

In 2022, his biography was released in theaters.

I listened attentively to the interview with Austin Butler, the actor who played Elvis. I was enchanted by the time he spent studying the character he wanted to play, and he revealed so many dark sides of this star.

For me, as a little girl then, Elvis was immortal.

 

 

https://www.dailymotion.com/video/x8jcv70

 

 

 

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