domenica 24 agosto 2025

A COSA SERVE UN BLOG

Un BLOG, a me che sono un praticone, sembra un boccone ampio che che fa rumore quando lo mando giù. Un blog, nel nostro caso,  è concepito come un contenitore di testo, un po' come un diario, un posto dove scrivere liberamente e liberare-la-mente, senza preoccuparsi della eccessiva serietà dei contenuti. Una sicura consapevolezza di cosa vi scrive, va da sé, va mantenuta per non esser imbecilli o imbriachi. Questo per dire che è un invito a chicchessia voglia scrivere con piacere ciò fa, ciò che capita, ciò che "ti" piace raccontare. Scrivendo si cresce. E per parafrasare l'Emma: c'è sempre da crescere oppure c'è sempre da scrivere! :-)  Spetta a te esserne soddisfatto, gli altri ne penseranno cose, se son bone meglio, altrimenti ti chiederanno di soprassedere se ti tornasse lo sfizio di "postare". E tu ci rifletteresti e la volta successiva sapresti come raggiungere il successo! Sbagliando s'impara. Repetita iuvant (ripetere le esperienze serve a migliorare)



- Ho mangiato come uno sfondato!

- Che cosa hai mangiato di buono?

- Tra un po' avrai il rapporto. Sono arrivato adesso a casa di Simona e Romeo.

- Ok.

- Eccomi. Mi tirava la pelle della pancia. Adesso è meglio. Il cielo ha ancora l'umore della tipica giornata d'inizio d'autunno. I rami del caco si sono chinati tanto da incontrare le nostre teste. I frutti però sono ancora verdi. 
Distese le gambe sulla sedia si fronte, guardo guardo girar l'acqua sulla superfivie della piscina.
Abbiamo desinato con: un tagliere antipasto, crostini formaggio salumi e panzanella. Uno in tre. BONO.
PRIMI: tordelli al sugo di carne, polenta al sugo incaciata, maccheroni salciaccia e salvia.
Sta a te attribuirli.

- Eravate voi tre!

- Un solo secondo, poiché chi aveva già previsto di passare ai mirtilli e chi non aveva che intaccato appena la polenta incaciata (che passava direttamente alla vaschetta prendi e porta a casa o take-away come si scimmiotta oggi in inglese) per lasciare spazio al gelato piovuto di mirtilli (ancora loro).
Il secondo, l'unico richiesto, consisteva in polenta e rosticciana in umido con olive (all'uccelletto).

Non ne assaggiavo il sapore da almeno quarant'anni. Prélibata, direbbe un gustóso ciciliano!
Si sfaceva in bocca ed iola lodavo come fa il commissario Montalbano in TV; così la Jey che è allergica  alla carne di maiale ha preteso comunque di assaggiarla: incredibilmente buona e burro sotto il palato. Ammazzaoh!, direbber in Transtevere.

poi il dolcino, anche ai mille e passa d'altitudine oggi lo chiamano "dessert" e ti elencano ... 
Un gelato con la pallina sormontata da mirtilli, una crema con mirtilli e una fetta di crostata ai fichi e noci.

- Fichi e noci, tua!

- quello che ha minor successo è il terzo: ci sono i fichi! Ma troppo dolce il tutto. E poi non è una crostata in senso tradizionale, è una tavoletta schiacciata tendente al morbido, come quando il letto di una pizza si avvicina alla gingomma anche perché la mozzarella rilascia troppa acqua e contamina l'impasto e tu biascichi per deglutirlo.


Dove eravamo? Alla Vetricia, al Rifugio Santi  

Merita un salto?

si, vale la pena. Anche in una giornata simil autunnale, il caminetto acceso ci diceva proprio.

- Menù buono. Alla casalinga. Di gusto mio e di ritrovati sapori. Ma la mia pancia andava vieppiù prominendo ... i 200 passi per riprendere la macchina non hanno fatto effetto alla marcia della digestione ... 



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