martedì 19 agosto 2025

ON THE TRAIN FOR A LONG JOURNEY......

 DAILY DIARY.... 

19.08.2025...

Il trolley era pronto già dal giorno prima.

Per non annoiarmi, mi preparo qualche passatempo. La compagnia che non mi faccio mai mancare nella mia borsa è un libro. Ovviamente, lo smartphone per le emergenze e i contatti, e poi qualche volta, una cosa che mi piace avere con me: un gomitolo di filo "Freccia, no. 16" dell'azienda CCC e un uncinetto.

Finalmente a bordo, mi accomodai nel mio posto: la carrozza 5, posto 16c, lato corridoio. Di fronte a me era seduta una bella ragazza, dalla sua fisicità, e dalla borsa sportiva celeste che teneva ai piedi, pensai che fosse una pallavolista. Accanto a me, una signora così ingombrante che, avrebbe avuto bisogno di due posti. Con il gomito invadeva l'appoggiabraccio che ci divideva. Alla mia sinistra, vicino al finestrino, una signora anziana elegantissima, e sulle labbra una bella tonalità di rossetto rosso. Sulle ginocchia, teneva un cagnolino assonnato che non abbaiava.

Dopo qualche chilometro, allungai la mano nella borsa e afferrai il mio libro. Mi piaceva il racconto ed ero molto concentrata nella lettura, divorando un capitolo dopo l'altro. Mi interruppe lo squillo della chiamata. Risposi con un breve saluto a mia figlia. Tenendo in mano il telefono, mi persi a scorrere alcuni commenti su Facebook.

La signora accanto a me, mi chiese una penna per fare le crosswords. In quel momento, a me venne voglia di sfoggiare filo e uncinetto. Iniziai il mio lavoro, contando le maglie e aumentandole giro dopo giro.

Mi sentii osservata.

La signora ingombrante mi fece i complimenti per la pazienza e l'abilità di lavorare un filo così sottile. La pallavolista, con un sorriso sincero, mi disse che era bello guardarmi e che le sarebbe piaciuto imparare. Le chiesi se la nonna o la mamma sapessero farlo, ma lei rispose di no, con un sorriso un po' dispiaciuto. Intanto, la signora con il cagnolino si limitava ad ascoltare, con un'espressione tranquilla accarezzando l’amico a quattro zampe.

Continuai il mio centrino, contando continuamente le “maglie” per non sbagliare il disegno.

Il tragitto era quasi al capolinea.

Era tempo di riporre tutto nella borsa e prepararmi a scendere. Non appena le porte si aprirono, una vampata di calore soffocante mi accolse. Avrei voluto che il viaggio non finisse mai, che il treno continuasse la sua corsa con la piacevole aria condizionata. Inoltre avrei potuto continuare a lavorare e, chissà, magari avrei raccontato alla ragazza come, tanti, tanti anni fa, imparai anch'io questa meravigliosa arte.

 



 TRANSLATION: 

My trolley had been packed the day before.

To keep myself entertained, I prepared some objects to take with me. My constant companion in my bag was a book. Of course, my smartphone for emergencies and contacts, and sometimes, something I like to have with me: a ball of CCC "Freccia, no. 16" yarn and a crochet hook.

Finally on board, I settled into my seat: carriage 5, seat 16c, aisle side. A beautiful young woman sat in front of me; from her physique and the light blue sports bag she was carrying, I assumed she was a volleyball player. Next to me sat a woman so huge she needed two seats. Her elbow was protruding from the armrest that separated us. To my left, near the window, was a very elegant older woman, wearing a lovely shade of red lipstick. On her lap, she held a sleepy, non-barking dog.

After a few kilometers, I reached into my bag and grabbed my book. I loved the story and was very concentrated on reading, devouring chapter after chapter. The ringing of the call interrupted me. I answered with a quick hello to my daughter. Holding my phone in my hand, I lost myself scrolling through some Facebook comments.

The lady next to me asked me for a pen to do crosswords. At that moment, I felt like showing off my yarn and crochet hook. I began my work, counting the stitches and increasing them row after row.

I felt like I was being observed.

The massive lady complimented me on my patience and skill in working such a fine thread. The volleyball player, with a sincere smile, told me it was fun to watch and that she'd love to learn. I asked her if her grandmother or mother knew how to do it, but she replied no, with a slightly regretful smile. Meanwhile, the lady with the dog simply listened, with a calm expression, petting her four-legged friend.

I continued working on my doily, constantly counting the stitches so as not to mess up the pattern.

The journey was almost over.

It was time to pack everything in my bag and get ready to disembark. As soon as the doors opened, a suffercating heat greeted me. I wished the journey would never end, that the train would continue its journey with the pleasant air conditioning. I could also continue working, and who knows, maybe I could tell the girl, how, many, many years ago, I too learned this wonderful art.

 

 

 

 

 

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