BARGA
Su-PerPiazza
Si chiamava e per me ancora si chiama Su-PerPiazza.
Ho sempre pensato da bambina e poi ragazza e perfino da adulta che questo fosse il nome proprio di quella strada che dal Giardino nella parte bassa del paese arriva su, in salita, fino a piazza del Comune nel centro storico di Barga.
È una strada pedonale ben lastricata, memore della propria storica importanza e "mooolto" in salita.
Si introduce con sicurezza in un groppo di case e palazzi antichi, corredata da piazzette minuscole che si
aprono ai lati e attraversata da viuzze con nomi esplicativi (via dei pozzi ecc) che indicano angoli di mestieri antichi.
Piazzetta del Galletto
Su-PerPiazza era fiancheggiata da innumerevoli botteghe, i negozi di allora, piccoli ma ben tenuti e ordinati, con esposta all’esterno il tipo di merce che vi si vendeva: scope o sacchi di granaglie , zappe, stoffe a metraggio ecc.
Dall'archivio : foto d'epoca
C’era la scuola media nella piazza su, in cima alla salita, e chi abitava al giardino giù, in basso, nella parte nuova di Barga, doveva spiccare una bella corsa per non far tardi a scuola e, per fortuna, grazie al fiato dell’età lo poteva fare senza arrivare stravolto.
Si stava attenti a non arrivare in ritardo perché la Preside sig.ra Ghirlanda incuteva timore e pure terrore se, per qualche ragione, c’era da presentarsi davanti a lei. Ho sempre pensato che anche i professori la temessero, ma forse era un mio pensiero di bambina.
Mia mamma d’inverno si raccomandava sempre: “cammina ai lati sotto le gronde che nel mezzo diaccia tutto e si scivola”
Su- PerPiazza la
percorrevo anche tre anni dopo per
frequentare le Magistrali. La scuola era al Conservatorio, presso il collegio
delle Educande retto dalle suore Giuseppine, là, proprio sotto il Duomo, nel
punto più alto del paese.
Per fortuna al termine di Su- PerPiazza c’era la bottega del Casciani, ricca di tutto, anche di fantasia.
La merenda variava a seconda del momento, della voglia di novità, dell’umore, della temperatura esterna, dei suggerimenti.
Poteva essere dolce o salata e le due fette di pane, perché di quello si parlava, potevano essere riempite con affettati, formaggio, sott’oli o sottaceti, tonno, acciughe e chi più ne ha più ne metta.
E ora?
Super piazza è sempre lì, più bella di prima, ben pavimentata, le case meglio intonacate ma, purtroppo, povera di vita.
Le botteghe sono
sparite, inghiottite da supermercati e spese on line.
Le scuole sono state ricostruite al Giardino, in basso, fuori dalla vecchia Barga e sono nuove e ben attrezzate.
Il Conservatorio che ospitava le Magistrali “ la fucina delle maestrine di montagna” come diceva Giovanni Pascoli, ora RSA, allora era ricco di studentesse che dalla Garfagnana venivano come interne nel collegio retto dalle suore. Non c’erano mezzi di trasporto adeguati e veloci e per studiare dovevano fermarsi a Barga.
Le ricordo in fila, durante le uscite per le varie ricorrenze religiose, con l’uniforme blu, il colletto alla marinara e il basco, calato civettuolo da una parte dalle più grandi.
A noi, di Barga, se non avevamo
voglia di studiare, per spaventarci ci dicevano “vi chiudiamo in collegio” e la
percezione negativa del collegio, col senno del poi, si è scontrata spesso con
l’apprezzamento di chi in quel collegio ci è vissuto. Così è la vita. Belle le
esperienze diverse e diversificate.
E ORA ?
In Estate Su PerPiazza si rivitalizza :
con mostre d’arte, incontri letterari e feste organizzate dalle varie e variegate associazioni del territorio.
Un buon contributo è dato dagli scozzesi , in vacanza o residenti, che apprezzano la parte antica del paese, il panorama che da lì si gode, la natura, il ritmo rallentato della vita e il buon cibo.
Aperitivi, passeggiate, il fresco della sera..
Nel vecchio borgo bar e ristoranti la fanno da padroni e così chiacchiere e allegria ridanno vita a quelle antiche strade.
Io, data l'età, ho difficoltà a salire per Su Perpiazza col caldo estivo, ma, poichè in discesa vado volentieri,





Ricordare e accozzare. Scrivere e ricordare. E per noi: leggere e gustare. Ok ok Pieranna. Ci vediamo Su-per-piazza o Supperpiazza. Adesso capisco perché hai trovato quel modo di scrivere quel nome: Su per-Piazza; per non confondere chi legge con Super Piazza: che sarebbe un’altra cosa. 😊
RispondiEliminaSu-PerPiazza: ma quale piazza? Secondo me si riferivano all’Aiaccia o a l’Aiaccia, cioè a Piazza Angelio. Secondo voi?
RispondiEliminaCiao Pieranna,
RispondiEliminaNei centri storici ci sono sempre i ricordi e c'è sempre una salita. Per noi di Gallicano le "viuzze" sono "le cariole" e si dice "SU SULL'ARINGO"..una bella scalinata che porta al Duomo di San Jacopo.