L'idea di far di nuovo un calenario è diventata un progetto e si sta muovendo al caffè del sabato mattina ed in classroom on line .... queste sono riflessioni allo stato attuale del percorso ....
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L’idea non è di compilare una cronologia dell'Italia dal 1946 al 2026. Ma di individuare quali fatti della storia in Italia sono entrati nella nostra vita e ci hanno lasciato qualcosa in mano, che lo abbiamo saputo o che lo scopriamo oggi studiando.
Il messaggio da lasciare sta nella nostra vita, nei "primi 80 anni della nostra vita”, fatti eclatanti e cose concrete che "ci sono rimaste in mano"; noi e la storia: la storia siamo noi, cioè ci vediamo come frutto della storia nella quale siamo stati più spesso pedine inconsapevoli che attori o protagonisti. Siamo così perché siamo vissuti in quelle tappe e attraverso quelle tappe abbiamo costruito i parametri del nuovo immaginario e la visione del futuro, ma anche un metro di giudizio per misurarci e misurare il presente. Anche l’oggi.
Ci siamo chiesti quali siano stati gli eventi più importanti, non tanto quelli più celebrati e neppure quelli che hanno riempito i libri di scuola, ma adesso bisogna chiederci quali eventi hanno modificato il nostro modo di vivere, di pensare, di sperare, di giudicare. In questa maniera, il calendario diventa quasi un’autobiografia collettiva degli adulti ancora a scuola.
Andiamo a fissare, quali sono gli eventi che ci hanno costruiti.
Per esempio: indicheremo il 68 ma non perché ci furono le occupazioni; indicheremo l’arrivo dei migranti ma non perché cambiò la demografia, diremo di Internet ma non perché nacque una nuova tecnologia. Il 68 cambiò il significato della parola partecipazione; l’immigrazione ha cambiato il significato della parola noi; Internet ha cambiato il significato della parola sapere.
Raccontiamo le trasformazioni dell’immaginario.
Non siamo stati propriamente protagonisti della storia; siamo stati studenti, operai, impiegati, insegnanti artigiani, madri, padri, cittadini qualunque, eppure la storia è passata attraverso le nostre case, le nostre scuole, i nostri lavori, le nostre amicizie. Alcune volte l’abbiamo subita, o anche non sapevamo neppure che stesse agendo. Alcune volte l’abbiamo accompagnata, rare volte l’abbiamo orientata. Ma ogni volta ci ha cambiati.
Preferiamo usare come focus avvenimenti e fatti per una visione positiva e di crescita ed anche per un racconto che sia al positivo.
Il calendario non dovrebbe raccontare tutti i fatti più importanti della storia italiana, raccontare fatti cardine che hanno lasciato qualcosa nelle nostre mani, nel nostro guardare il mondo, di immaginare il futuro e di giudicare il presente.
E lo facciamo non individualmente, ma mettendo insieme le impressioni di ognuno e del gruppo, perché insieme abbiamo scoperto, anche solo guardonci on faccia, che cosa c’è rimasto in mano dalla storia che continuiamo ad attraversare.
Nelle tappe o pilastri che sceglieremo per il calendario noi ci vediamo il crescere quel senso del buono e soddisfacente, universale e personale, il senso del crescere delle libertà individuali e collettive che vediamo e tocchiamo e che sono ultimamente attaccate e mortificate dal livello internazionale in giù.
Fatti che ci hanno fatti partecipi di un ampliamento della libertà, della dignità e delle possibilità umane che creano soddisfazione e pace.
Molte di quelle cose che quando siamo nati non erano per niente scontate!
Siamo nati in anni in cui molte delle libertà che oggi consideriamo normali erano ancora incomplete, limitate o soltanto sperate.
Nel corso della nostra vita abbiamo visto allargarsi gli spazi della partecipazione, dell'istruzione, della salute, della dignità personale, dei diritti e delle opportunità.
Non sempre siamo stati protagonisti di questi cambiamenti. Più spesso li abbiamo vissuti, accompagnati, talvolta subiti. Ma essi hanno contribuito a costruire ciò che siamo.
Questo calendario mira a raccogliere alcune delle tappe che ci hanno lasciato in mano un pezzo di libertà in più, personale e collettiva.
Per ricordare che ogni conquista civile nasce dalla storia, ma sopravvive soltanto se qualcuno continua a riconoscerne il valore.
Penso ad esempio a libertà e possibilità che oggi sembrano quasi naturali:
le donne che votano e ricoprono qualsiasi incarico;
il diritto al dissenso politico;
l'accesso di massa all'istruzione;
la possibilità di frequentare l'università per figli di famiglie popolari;
la tutela dei lavoratori;
il servizio sanitario nazionale;
la chiusura dei manicomi;
l'inclusione scolastica delle persone con disabilità;
l'accesso diffuso all'informazione;
la mobilità (cittadinanza) europea;
l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita.
Perché così il Calendario? Forse perché ci accorgiamo di ciò che abbiamo conquistato, dato che oggi non ci sembra più garantito.

