giovedì 18 gennaio 2024

                                            LA  PANIA




O MONTE CHE REGNI TRA IL FUMO 
DEL NEMBO, E TRA IL LUME DEGLI ASTRI
TU NUTRI NEI POGGI IL PROFUMO 
DI TIMI, DI MENTE E MENTASTRI.

  
TU PASCOLI LE API, O GIGANTE:
TU MENI NEI BORRI PROFONDI
LA PICCOLA GREGGIA RONZANTE. 
                       
SEI GRANDE, SEI FORTE:
E DAI CAVI  TUOI MASSI TU GEMI, 
TU GRONDI DEL LIMPIDO FLUTTO DEI FAVI.                                                    

G. PASCOLI            

SEI LA REGINA DELLE ALPI APUANE.
ELEGANTE E RAFFINATA SOTTO IL MANTO BIANCO DI CANDIDA NEVE,
 BRILLANTE SOTTO I ROSSI RAGGI DEL SOLE AL TRAMONTO,
ACCOGLIENTE TRA LE GIUNCHIGLIE IN FIORE,
TRISTE E PENSIEROSA SOTTO LA NEBBIA, LA PIOGGIA E LA TEMPESTA
.


 






APUANE LETTERARIE

    GUARDA              La Nostra Storia : Apuane "letterarie"... Viaggio fra coloro che ne decantarono le sue bellezze (paolomarzi.blogspot.com)

               

            


Se potesse parlare  LA NOSTRA BELLA SEMPRE, CON VOCE ACCORATA sono sicura che si rivolgerebbe  a chi va in montagna …senza conoscerla, rispettarla, mettendo a rischio la propria vita e …..quella dei soccorritori.

Ricordando con dolore che molte persone sono morte lungo i suoi pendii e dirupi!

Partono persone di ogni età, senza essere allenati a camminare, senza abiti adatti, magari in ciabatte……non conoscendo i pericoli che possono incontrare:….




Raggi del sole,  caldo,  freddo, morsi di vipera, temporali improvvisi, nebbia, fulmini… Il nostro organismo ha poi bisogno poi di una alimentazione adatta!!!

             “La montagna non è una palestra!"            💬💬

·         Il camminare in montagna, in collina, ma anche in pianura è uno sport per tutti, dai bambini di pochi anni fino alla terza età. Basta scegliere e modulare i percorsi sulla base delle proprie capacità fisiche e psichiche, con una premessa fondamentale: la soddisfazione di una gita non si misura con le ore di cammino o con la quota raggiunta.

O Ognuno deve seguire senza forzature le proprie inclinazioni ed esigenze, cercando le proprie soddisfazioni, uniche e irripetibili: il tramonto, il prato in fiore, lalbero secolare, il sommesso rumoreggiare del torrente, il fragoroso ruggire della cascata, la baita, passare la notte in un rifugio, avvicinarsi agli animali selvatici e fotografarli, il grandioso panorama di una vetta o la frescura un po' cupa di una foresta, lultima neve di primavera.
Tuttavia, come ogni attività umana, l'
andar per monti non è esente da rischi, a volte lievi, altre volte ben più seri. In ogni caso, occorre sempre muoversi con criterio, prudenza e buon senso, rispettando regole e precauzioni molte volte semplici e intuitive.

 

Rispettate la montagna. In montagna siete solo ospiti. Comportatevi quindi come tali, lasciando la montagna come era e, soprattutto, come vorremmo trovarla, senza sporcare, rovinare, abbandonare rifiuti di qualsiasi tipo. Rispettate quindi la fauna e la flora. In una frase:

 “Non lasciate tracce del vostro passaggio”. 

 Sono sicura che BELLA SEMPRE spesso si guarda intorno, da una parte il Monte Forato, che meraviglia! lo guarda compiaciuta!

 Dall’altra parte ahimè

Non può non rattristarsi vedendo monti squarciati…

 

L’estrazione del marmo di Carrara dalla catena delle Alpi Apuane in Toscana procede da qualche decennio a ritmi folli, mettendo in pericolo i ricchi ecosistemi delle stesse montagne e causando danni a tutto il territorio. Una deturpazione che, sostengono gli ambientalisti locali, non è più giustificata dalle ricadute economiche sulla collettività, con la ricchezza che resta nelle mani di pochi. Tanto più che il famoso marmo della zona è una minima parte di quello estratto a favore di detriti per il business del carbonato di calcio.

Il marmo di Carrara, che i romani chiamavano oro bianco, viene estratto in questa zona da duemila anni. Michelangelo in persona si recava qui per scegliere i migliori blocchi di statuario per le proprie opere. 

“Gli scarti dell’estrazione – la famosa marmettola – inquinano le falde e i corsi d’acqua”  La marmettola inoltre intasa, cementificandolo, il letto di fiumi e torrenti, contribuendo al rischio esondazioni. Le alluvioni sono state otto in 20 anni a Carrara, tra cui quella rovinosa del 2014. Come se non bastasse, la polvere di marmo soffoca il territorio, contribuendo a un'alta percentuale di malattie polmonari.

Cave del Monte Corchia

Le cave del Monte Corchia sono le più alte e panoramiche d’Italia e tutti coloro che trascorrono le vacanze al Forte le conoscono bene, infatti si trovano immediatamente alle spalle del paese e costituiscono un elemento caratteristico del paesaggio.

Le visite alle cave del Monte Corchia vengono organizzate durante l’estate e partono dal paese di Levigliani.

Cave di Carrara

Sono probabilmente le cave di marmo più famose del mondo, le visite sono attive in tutte le stagioni e si raggiungono procedendo direttamente da Carrara verso la frazione di Miseglia.

Le Cave di Carrara, oltre all’incredibile scenario, offrono al visitatore la possibilità di completare la visita con un interessante museo a cielo aperto che racconta la storia dell’estrazione.

Continuando ci sono escavazioni al passo della Focolaccia, al di sopra dei 1.500 m/slm; cave che invadono o nei pressi di doline, cavità carsiche, circhi glaciali; attività che interessano anche il Monte Corchia, con Cava Tavolini e Cava Piastraio, e dove non si cava più in superficie è stato intaccato il crinale e si scava in galleria. Le attività estrattive, denunciano le associazioni, hanno modificato e deturpato la valle del Solco di Equi e non si salvano le pendici della parete nord del Pizzo d'Uccello; nella Valle glaciale di Orto di Donna-Serenaia, le cave segnano irrimediabilmente le montagne.  

  





 Ricordatevi che le montagne non ...      ricrescono, fermate questo scempio!!!💭

  


Maria Rosa




mercoledì 17 gennaio 2024

IL GALLO

                                       


       

   Il   gallo

Quanto la gallina è familiare e dolce, timida, affettuosa e docile, altrettanto il gallo, questo sultano e padrone, è bellicoso, autoritario e valoroso.
Vegliare, combattere, amare: questo è il suo motto. La penna sull’anca e il becco al vento, avvolto nel suo mantello dai riflessi splendidi, inclinando la sua larga cresta come un cappello da moschettiere, ha l’aria di nascondere una spada sotto l’ala e di aspettare un rivale per battersi come un grande prode quale è dei cortili e dei boschi

Il gallo è originario dell’Asia. Dalla Persia passa in Egitto, dall’Egitto in Grecia, da Atene a Roma.


Comunque il gallo non canta solo all’alba, come comunemente si è portati a pensare, ma durante tutto l’arco del giorno e a volte pure di notte, ad esempio, quando della luce filtra all’interno del suo ricovero; la principale funzione del canto del gallo è quella di dichiarare la propria presenza e affermare il proprio impero sulla sua zona e le sue galline.
Se altri galli nelle zone circostanti odono il suo canto, essi a loro volta rispondono, dando vita ad una serie di potenti chicchirichì di “botta e risposta”. 

In generale le galline, rispetto al gallo, sono invece più piccole e leggere, e hanno colori meno vivaci, con un piumaggio “regolare” privo delle vistose piume lanceolate del collo e del dorso e delle piume falciformi della coda.

L'aspetto “regale” del gallo esalta la sua vigorosità e forza, caratteristiche che si traducono poi nella volontà di primeggiare sugli altri galli (gerarchia) e nella capacità di “sedurre” le galline ai fini della riproduzione.

Per secoli il canto del gallo ha accompagnato nelle campagne il risveglio mattutino e scandito i ritmi naturali sonno-veglia (riposo-lavoro). Ai giorni nostri questo avviene per pochi: le aie, gli orti coi pollai, e piano piano anche il contado tradizionale vanno scomparendo. E il gallo non è più il simbolo solare che scaccia le tenebre, ma anche l'odiata incarnazione di colui che ci strappa ai piaceri notturni per farci tornare al duro lavoro.


Ma io sono fortunata ... vicino alla mia casa ci sono diversi campi e prati, ed assai vicino si trova un pollaio, ben fatto, ben tenuto con le galline e un gallo, ogni tanto nelle mie passeggiate vado a vederlo, bello!

Questo gallo ha l’abitudine di cantare a tutte le ore, del giorno e della notte.

Di notte non trova completamente buio, anche quando non splende la luna c’è sempre il lampione nella strada adiacente e…il gallo canta! Canta e ricanta!

Mesi fa, per fortuna passati, non stavo molto bene. Era estate e quelle notti dormivo poco, poi proprio quando riuscivo ad appisolarmi …”Chicchirichi!... Chicchirichi!”, il canto di quel gallo entrava limpido dalla finestra aperta e mi risvegliava!

Quando cominciava a cantare, spazientita  guardavo l’orologio e "sono ancora le tre", pensavo, sgomenta. "Ohi ohi, ancora tante ore prima dell'ora di alzarmi”, mi veniva lo sgomento e mi spostavo dal letto alla poltrona e viceversa nella speranza di poter trovare poi ancora un po’ di sonno. 

Acqua passata. Ora non ho problemi per dormire, vado a letto, ascolto un po’ di musica, mi rilasso e mi addormento. Ora è freddo, le finestre sono chiuse, ma nel silenzio della notte sento il mio amico gallo che canta, canta e ricanta, guardo l’orologio e vedo che mancano ancora ore prima della colazione! Mi copro bene sotto il piumino, accendo la musica e …penso: “Che bello posso dormire ancora al calduccio, nel mio comodo letto!”

Intanto il gallo continua imperterrito a cantare, anche lui contento del suo ruolo di re del pollaio.

 

Maria Rosa

mercoledì 10 gennaio 2024

C'ero alla Conferenza del dottor Landi

 

grazie Giuliano per la bella foto. Maria Lammari, Roberto Landi, Renato Luti, Sonia Ercolini.

Non mi capita spesso di avere pomeriggi realmente liberi. Regolato il disco orario e parcheggiata l’auto in Piazzale Matteotti, ci saranno trecento metri per arrivare alla Sala Colombo di Via del Giardino. Barga è quasi deserta, sarà anche per il freddo, ma è per la stagione senz’altro. È inverno. Dalla tarda primavera in poi il flusso di persone esterne rende le vie della cittadina meglio animate; e poi in estate le scuole sono chiuse e la gioventù semplicemente si ritrova per via.             

 

Lunedì 9 Gennaio 2023. Il freddo era sufficientemente stagionale, una normalità in questi cicli stagionali che ci raccontiamo impazziti oppure ammalati di crisi ambientale.  Questo dopo pranzo lo avevo programmato come un po’ libero poiché non avrei voluto mancare alla lezione sulla prevenzione e sulla reazione alle malattie neurovegetative che Roberto Landi, neurologo, medico in pensione ma ancora attivissimo nella sua professione e all'Università, sarebbe venuto a tenere presso UniTre Barga. È il marito della Catia Gonnella, barghigiana doc, insegnante e infine Dirigente dell’ISI, proprio a Barga. Lei la conosco da tempo, ma di lui non sapevo niente fino a pochi mesi fa. Me ne parlò la Pieranna quando stavamo preparando il convegno sulla Educazione degli Adulti, nell’Aprile del 2023. Finì che venne come relatore a proposito del valore neurologico dell’attività di apprendimento continuo in età adulta.

La porta d’ingresso è sulla destra, uno scalino, un pianerottolo poi ancora a destra la  rampa di una decina di passi e a sinistra puoi mettere la mano sulla maniglia. Erano le 17.00 e quattro minuti, il brusio lo udivo dalle scale, c’era senz’altro molta gente quella sera. Poi, aprendo l’uscio, l’animazione della sala mi fece un bell’effetto. Piacere. La sala tra pochi minuti sarà colma, pensai subito.

Qualcuno conoscevo, salutavo, sorridevo e mi avvicinai per salutare Roberto che con altri era intento a sistemare pc e proiettore. Alla fine tutto funzionava. Poi ho trovato un posto a sedere, su al muro dirimpetto all’oratore, accanto al Loriano Rinaldi. È buffo, perché l’animazione non tendeva a scemare, come avrebbe dovuto, visto che ognuno poteva vedere che tutto era pronto; la Maria, vicepresidente della associazione, chiedeva di iniziare, presentare l’ospite e l’argomento. I presenti, più femmine che maschi, non si chetavano, cosa avranno da dirsi, mi venne da pensare. La gente non può esser diventata maleducata tutt’un tratto. Una bella eccitazione, forse per l’argomento della lezione, visto che riguarda proprio noi persone e le nostre esperienze di salute e di cura. “PREVENIRE E REAGIRE ALLA MALATTIA NEUROVEGETATIVA.”

“Vogliamo cominciare?” E così d’un tratto tutti ci chetammo e l’attenzione fu immediata, ma titubante. Il dottor Landi introduceva alla lezione. Si è sentito subito che non porgeva come un barone per il suo modo di parlare in maniera accattivante, semplice ma insieme precisa nel “suo” linguaggio. L’argomentazione si appoggiava ad una successione di diapositive proiettate a muro; utile per seguire ed accoppiare le parole del neurologo.  Poche le frasi appena esposte dal dottore che tra il pubblico si sentivano nuovi bisbigli nervosetti. E qualche parola a voce alta. Qualche domanda impaziente che si sovrapponeva alla voce del dottor Landi, che non si scomponeva, sorrideva e diceva che lo “avremmo visto”, le risposte sarebbero venute ascoltando la lezione.   Ma più volte accadeva questa la situazione. L’argomento era molto sentito dal pubblico, molte persone avrebbero voluto portare conferme o fare domande immediatamente, stimolate dal sentire sulla pelle l’argomento. Chissà quali emozioni passavano per i ragionamenti di molte persone: “Alzheimer, Parkinson, ci sono vicina o lontano?” “Allora, la mia mamma… “A che età può avvenire” …

L’emozione di una buona parte della platea era comprensibile e sentita, anche nel senso che via via, pur seguendo il discorso del dottor Landi, alcune non potevano non bisbigliarsi impressioni e conferme sotto le labbra. La conferma che argomenti sulla salute e sulle problematiche di gestione dei malati siano un argomento sul quale continuare a conoscere e magari scambiarsi esperienze, raccontarle per condividere e ragionarci su.

Lo sapeva bene il dottor Landi, che a costo di esser lungo, invitava a seguire una serie di animazioni filmate che chiosano esperienze reali e comportamenti adeguati e inadeguati alla cura e all’assistenza di chi è, purtroppo, colpito da malattie neurovegetative. Simpatica è stata la richiesta, quasi una battuta spiritosa, di Maria Rosa “c’è una età nella quale siamo fuori del rischio di degenerazioni neurovegetative?” Ovvia la risposta, e i sorrisi, pure, erano lo scaricare la tensione che comunque può prendere le persone più o meno adulte che si impegnano a riflettere su quelle patologie neurologiche che non puoi ancora curare effettivamente e che coinvolgono spesso la vita quotidiana dei familiari. Alcuni dati sulle patologie neurologiche nel nostro Paese.

Le 19 erano passate da un po’, ora inconsueta per rimanere i conferenza, alla spicciolata, ma velocemente la sala si svuotava, molti i sorrisi e i ringraziamenti al dottor Landi per la realistica lezione che aveva appena tenuto.

Abbiamo la lezione di Roberto Landi, neurologo, attraverso le sue slide, a disposizione di chiunque conoscerla.

 

 

Renato

lunedì 1 gennaio 2024

LIVING MY MEMORIES !!!



January1st. 2024






2024 is for me a special year!!!
I'm having a wonderful trip in Melbourne were I left part of my childhood life in the far away years (1958-68) and where now I'm living my memories as if they are in my present. 

MY DREAM HAS BECOME TRUE !!!!












 

                                  HAPPY NEW YEAR 

P.S DREAMS CAN BECOME TRUE .....

 

venerdì 22 dicembre 2023

 Oggi 22 Dicembre 2023 vorrei fare gli auguri a tutti i miei compagni AAAS e al nostro Prof. inviando il mio ultimo lavoro ...


















































Buon anno a tutti noi!
 


Daniela P.


 
















lunedì 18 dicembre 2023

Dal LIBRO al CALENDIARIO. A Barga continua la vicenda degli Adulti Ancora A Scuola.

 Ci torno sopra. A questo argomento. Mi piace raccontare la prospettiva dalla quale guardo ancora la fantastica vicenda degli adulti Ancora A Scuola.


Barga. Il nuovo prodotto della operatività del gruppo di Informatica Pratica Sfogliando Il Digitale è un nuovo calendario per il 2024, fatto apposta per concludere il decennale della associazione e per augurare un Felice Anno Nuovo. E' stata una dura sfida in classe ed on line, ma alla fine ancora un prodotto e interattivo anche se bidimensionale. Grazie ai QR-code chiunque può provare a imparare qualcosa di nuovo stando davanti al Calendiario. Un po' di scuola senza tornarci :-) 👨👩

Qualcosa che ho sentito dire?
“Un progetto ambizioso per degli studenti adulti, ma pensiamo che il risultato sia carino e interessante. il CALENDIARIO (un errore improbabile e stuzzicante) è stampato! “

Il suo titolo è “Cavalcata nei 10 anni di UniTre Barga a cura degli Adulti Ancora A Scuola”, contiene molti di QR code.

“Con questi QR code pensiamo di rendere il calendario, che sta fermo sulla carta, dinamico ed interattivo, nel senso che il lettore può limitarsi alla pagina, ma può esplorare di più e oltre usando il telefonino; inquadrando il codice QR può navigare attraverso il web e completare le informazioni che riceve dalla lettura degli episodi del CALENDIARIO.”

Ha una copertina vistosa, un blu acciaio che sostiene lo sguardo e impegna il dentro del contenuto. È tutto da vedere e da sfogliare. Saranno certamente contenti i soci di UniTre Barga di trovarvi ricordi e immagini, di rivedere magari se stessi o di leggere il proprio nome nel diario dell’anno. Tutti quanti potranno sorridere, ma anche commentare gli episodi dal Mondo che gli AAAS hanno scelto d’inserire nel calendario.

Ma, se lo volessero, ci sarebbe per chi lo chiede?
"Ne sono state stampate soltanto 100 copie." 

Alla fine, l’idea del contenuto del calendario è semplice e complicata assieme. “Abbiamo festeggiato il decennale dell'UNITRE; perché non accorpare qualcosa della storia dell’UniTre a qualcosa della storia di quei dieci anni?   Ogni mese del calendario mette assieme una vicenda accaduta nel Mondo nell'anno e qualcosa di UniTre Barga per ogni anno del decennio (dal 2012 al 2023)!

Lunedì 19 Dicembre viene presentato al pubblico che sarà presso la Sala Colombo al termine dell’ultima conferenza del programma 2023 di UniTre Barga (ore 17.00). Il prof. Palagi illustrerà “Greggio: via dell’umiltà. Ottavo centenario del primo presepe vivente di Francesco”.

Poi, gli Auguri di Buone Feste con il Calendiario dedicato “a tutte le persone che hanno reso possibili questi 10 anni, a cominciare dalla Sonia, la Presidente del decennio.” 

Che ha promesso un brindisi! 🤗 🎉

Poi, più tardi la proposta è di andare in gruppo a magiare una pizza. Ci sarà anche Vincenzo, quello che ha suggerito di aggiungere una i in mezzo al calendario.

La Maria Rosa non ci sarà perché è un po' malatina. "Guarda di guarire presto, per goderti le Festività! Anche a te un 🤗

Sul web il Calendiario degli AAAS è fruibile sui siti di unitrebarga e di adultiancoraascuola.



martedì 12 dicembre 2023

PER GRAZIELLA Un Ricordo

 



Il Giardino come quartiere comune, l'amicizia delle famiglie, la sorella Lauretta....questa l'infanzia,  poi la vita adulta ci ha disegnato luoghi diversi. 

Da pensionata sono tornata a vivere a Barga. Ogni tanto la vedevo, così mi piace ricordarla: 

Davanti al suo negozio,  là, in Barga Vecchia, una sera ci siamo incontrate, mentre  il tramonto colorava le  case e la piazza e l'aria stessa, e un'atmosfera di quieta attesa  invitava a condividere  i ricordi di un'antica amicizia. Con affetto e partecipazione abbiamo parlato delle rispettive famiglie e di  mio padre, che lei ricordava con piacere e riconoscenza per l'allegria che spesso aveva portato nella sua casa e così, liete dell'incontro, ci siamo salutate, sulla porta di quel suo negozio tanto curato ed elegante, lei sempre accogliente e partecipe.

Ci si vedeva raramente ma l'andare in Barga Vecchia mi era suggerito spesso da quelle brevi chiacchierate che lì ci scambiavamo e lì, il legame con Barga e l'amore comune per quegli antichi luoghi....il Duomo, le piazzette, le carraie...  si rinnovava per il piacere di entrambe.

....in questo momento le campane suonano e qualcuno ha gli occhi annebbiati di lacrime. E il doppio insiste, a distesa. Tutta l'aria ne è piena.  (da...Quando arriva il Natale di Graziella Cosimini)

giovedì 7 dicembre 2023

Non è più una novità ... (dedicato agli AAAS)

Non è più una novità che negli adulti ancora a scuola si facciano cose oltre l'ovvio e che e non è più una novità che che ogni passo avanti, una sfida l'abbiamo spesso chiamata, sia, a questo punto della storia, accolto con una calma aspettativa, non più con eccitazione. Anzi, il dubbio snob cerca di insinuarsi, e scatta prima il gesto della distrazione. Ma è un attimo, l'attimo di smarrimento passa  poiché, comunque, ancora quello che passa al convento dell'educazione digitale tocca le corde  del  ... che ... abbiamo ancora  "d'amparare".  Sia perché il metodo di AAAS è quello di scovare strade da percorrere che solo dopo un pò si scoprono nuove e proficienti, sia perché le cose da imparare sono più lunghe di qualsiasi vita, sia perché l'evoluzione al digitale non si ferma e tu devi comunque sempre inseguire. E si scopre quanto sia psicologicamente reale il paradosso  della corsa tra la tartaruga ed Achille: Achille non raggiungerà mai la tartaruga, se questa ha un vantaggio, pur minimo, su di lui”. Aristotele descrive così il paradosso: “il più lento (la tartaruga) non sarà raggiunto dal più veloce (Achille) perché l'inseguitore dovrà passare per il luogo che l'inseguito ha appena abbandonato”....

L'abitudine ad andare a scuola, il suo diventar routine è un veleno o un mettersi il prosciutto sugli occhi, fa calare adrenalina e curiosità, sia agli scolari che agli studenti, ancorché adulti. Forse perché chiunque pensa di essere Achille. Il paradosso, invece, per noi, quando capiamo che cosa voglia dire essere adulti, è che scopriamo che  adulti significa ancora che "c'è sempre da imparare!", e questo nonostante che abbiamo detto, alla fine dei nostri studi da giovani, "finalmente è finita! Vado a mettere i libri in soffitta, e chiudo!"

Per questo per un e una adulta tornare a scuola è dura! Ma poi si vede chi è "ancora a scuola" e chi no, tra la gente adulta! 

Tuttavia, imparare non deve diventare pesante, per questo ci sono dei metodi come quelli che adoperiamo in AAAS: a volte ti sembra di sprofondare nell'iintrigato o nell'inutile o nel già visto: poi la scintilla del nuovo e del non conosciuto, cioè della utilità della curiosità si riaccende.

È forse questo che può capitare dopo un ciclo di studi intenso, di tre anni, con prove ed esami che mettono alla prova la tua capacità di crescita non soltanto in informatica pratica, ma anche nel pensare, nel correggere il tuo controllo personale, nel concedere e nel cercare il valore del lavoro a 20 mani del quale ti eri dimenticata/o o che non avevi mai fatto perché non era in auge ai tui tempi o fino a quando non hai incontrato gli AAAS.

E poi ci sono gli inconvenienti, anche tecnologici, o gli impegni della vita che ti chiedono di sospendere o passare ad altro. Anche altrove ci si può realizzare, non solo nello studio, certo! Le esperienze intense hanno bisogno anche di pause o di distrazioni nel senso di fare altro.

I successi, contengono gratificazioni, sono importanti, sono molle o trampolini di lancio per altre sfide o vicende fantastiche. Tuttavia sono come le ciambelle, quando le mangi non ti rimane in mano neppure il buco! 😊 E poi il successo stressa, per questo il consiglio è cercar di ripeterlo ma in modalità via via diverse. E il successo può essere superfluo o può avere delle prospettive, delle mete. 

È possibile farsi la domanda su quando gli AAAS abbiano concepito di aver effettivamente delle mete. Individuali, di gruppo, di associazione. Oppure le abbiano riconosciute a cose fatte, vissute.

Il logo in alto dice: AAAS continua. Quindi può voler dire anche che ormai atteggiamenti e metodologie sono comprese e saranno comunque AAAS anche in ordine sparso e senza stare con gli AAAS. 😶

Un po' l'atteggiamento degli scienziati: per loro non è una novità cercare di scoprire, e percorrere per questo strade nuove con la medesima meta. 

Ci sarebbe adesso da dichiarare la meta, anche se è insita nella esperienza pluriennale degli AAAS .

E l'altra cosa è: la meta è uguale (la stessa) per ognuno o ce ne sono di personali che convivono con quelle condivise nel gruppo? O ancora, le mete si scoprono durante il percorso? 

Le mete ( almeno per me AAAS) sono obiettivi da raggiungere anche se sono consapevole che comportano fatica e a volte voglia di rinunciare, ma la voglia di mettersi in gioco prevale sempre, e allora forza e AVANTI!..DanielaP:........

.........

......






martedì 5 dicembre 2023

LA CAVALCATA DEL CALEN-DIARIO 2024

 


CALENDIARIO 2024

 

Waiting for the coming new year are you ready for the final count-down?,

 

Ten, nine, eight, seven, six, five, four, three, two, one ……………..

BLAST OFF!!!!

 

Con un salto saremo nel 2024!!! HIP HIP HURRAAAA!!

 


Siamo giunti al conto alla rovescia per festeggiare l’arrivo del nuovo anno 2024,  ed insieme c’è anche l'arrivo del NEW CALENDAR idealizzato dagli AAAS del corso d’Informatica pratica, presidiato dal PROFESSOR LUTI.

(Pieranna, Mariella, Maria, Patrizia, Luciana, Rita, Francesco, Daniela, Mariarosa, Emma)

 

La principale volontà di noi Studenti di AAAS era di celebrare, attraverso  immagini e flash di ricordi il traguardo decennale dell’Associazione dell’UNITRE DI BARGA. Volevamo portare nelle  case della comunità le memorie del lavoro svolto con tanta passione dal suo DIRETTIVO, capitanato da dieci anni dalla Presidente Sonia Ercolini, e con l’assidua partecipazione dei suoi soci. Rivivere con le famiglie qualche accenno delle tante conferenze effettuate, gite, e pranzi all’insegna dello stare insieme.

 

In questi anni passati sono successe tante cose,  il come è nata durante la pandemia L’ISOLA DELLA MASCHERINE, e non solo. In noi si è “accesa la lampadina” di intrecciare il mondo dell’UNITRE al mondo che ci circonda.

 


Gli argomenti da scegliere sono stati motivo delle nostre discussioni on-line e degli incontri in presenza nell’aula dell’Informatica all’ISI di Barga. Da qualche anno siamo diventati esperti navigatori del web, e in poco tempo siamo arrivati alla decisione degli argomenti da portare  sui mesi del nuovo calendario.

 

Ci siamo impegnati a selezionare gli appunti, prima su WORD, POWER POINT, e concludere con individuare scrupolosamente le tante immagini da unire agli spezzoni di notizie, offrendo la possibilità  di entrare nell’intero articolo scannerizzando il QR code, quello che abbiamo imparato a creare appositamente per questo lavoro, grazie al nostro PROF. LUTI.

 


Quando il calendario era ancora virtuale ci dava l’impressione che più di un semplice CALENDARIO assomigliava ad un DIARIO e con l’inventiva dello studente di AAAS, VINCENZO CARDONE, è arrivata la parola CALEN-DIARIO. Questa nota ci ha entusiasmato ed è stata approvata ed applaudita da tutti noi  perché in esso racchiude tanti avvenimenti, forse dimenticati, praticamente  come scartabellare un 

DIARIO MENSILE .......  MONTHLY DIARY ....

 

BUONE FESTE

 

 


 

 

 

 

IL CALENDIARIO

 





Si parte dal titolo che solo alla fine è stato  discusso e deciso:  CALENDIARIO non un errore ma un qualche cosa di improbabile e stuzzicante, che si è visto come adeguato e aderente allo scorrere della storia degli anni  del Decennale di UNITRE Barga .

L'inizio della "cavalcata" è stato movimentato:  lo facciamo anche quest'anno il calendario? E che si fa stavolta? Di che si parla? e il filo conduttore?... Le idee corrono arruffandosi.
Nell'arruffamento la sottoscritta ci sguazza volentieri, ma poi, facilmente, ci resta impigliata e non riesce più a venirne fuori.    Il soccorso provvidenziale del Prof. ha fatto intravedere a tutti un nuovo percorso
Il Prof. come al solito, zitto zitto, ci fa lezione di Informatica facendoci appassionare a qualcosa che ci interessa, e supportandoci poi quando ci perdiamo nelle strade del WEB o ci blocchiamo nei tentativi di dar forma sul Pc a quello che abbiamo in mente.

C'è stato il decennale dell'UNITRE 
 Perchè non accorpare qualcosa della storia dell' Unitre a qualcosa della storia di quegli anni?   Ogni mese del nuovo anno (2024)  potrà portarsi dietro una vicenda accaduta nell'anno e per ogni anno del decennale,  dal 2012 al 2023 . Una specie di diario , leggi Calen-diario   😊😊😊 
L'idea è piaciuta ...con al seguito perplessità e domande.
Difficile da mettere in pratica: scovare tra i tantissimi avvenimenti di quegli anni l'argomento che ognuno di noi riteneva adatto e nello stesso tempo espressione del suo modo di sentire.
Molto interessante e una buona lezione di Informatica pratica è stato  l'approfondire gli argomenti scelti viaggiando qua e là nella rete.
Missione all'inizio avvertita quasi come impossibile è stato: 
1) Il compattare la gran quantità delle cose acquisite nell'evento scelto
2) Lo smozzicare via via la notizia senza perdere l'essenza di quello che si voleva dire e comunicare 
3) Il far rientrare il tutto  in poche righe e in quel pezzettino di spazio che appariva via via sempre più piccolo tra le foto e i giorni del mese del calendario reale. 

E il collegamento con UNITRE?   Bello e sentito, ma... come fare?
Quello che è venuto fuori a noi piace e, si spera, anche a voi.

Da ringraziare chi ci ha aiutato a ripercorrere gli eventi dell'Unitre e a ricercare le foto che a noi mancavano, e, ancora una volta, un grosso grazie al Prof. Renato Luti perché senza i suoi  puntellamenti la costruzione del calendario sarebbe, di certo, risultata  traballante e a  rischio di rovinosa frana!

                                                                  


BUON 2024 !!!  agli Adulti Ancora A Scuola  e a Chi ci leggerà 





IL BIKINI : elucubrazione postuma di un'ottantenne dopo un caldo giorno di mare.

               IL BIKINI Vien fatto di rinunciarvi da anziani : ciccia cadente, rotolini sporgenti, poppe sostenute da una provvidenziale e ...