venerdì 24 febbraio 2023

😄     STUDIARE DA        ANZIANI...........

                       
   

             
 SI PUO'...




  La scelta di rimettersi in gioco in età avanzata è sempre più frequente nella società odierna: una persona è ancora piena di vita e riesce a trovare più facilmente il tempo per dedicarsi alle proprie passioni. Una delle scelte più comuni per chi si avvicina alla terza età oggi è tornare sui libri di scuola, per raggiungere un traguardo professionale, o per realizzare il sogno di studiare.

Per gli anziani  studiare è un modo per restare al passo con i tempi e realizzare un nuovo progetto di vita. Questo richiede un certo coraggio, perché la mente non è più quella di un giovane, ma grazie alla straordinaria voglia di imparare e all’impegno che mettono negli studi, gli anziani riescono ad affrontare le lezioni al fianco degli studenti più giovani.

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I motivi che li spingono a studiare sono diversi: alcuni lo fanno per sentirsi più vicini ai figli e ai nipoti, altri per soddisfazione personale 

. Grazie ai corsi, infatti, una persona anziana può imparare a usare le nuove tecnologie e tenersi al passo con la realtà che cambia continuamente.

Capire come funziona il mondo di oggi permette di continuare a sentirsi parte della società, con un risvolto molto positivo sull’autostima e sulle relazioni.



C'è posta.....

 Quando si supera una certa età e si entra in una fase meno attiva è normale diminuire il proprio ritmo di vita, ma tornare a studiare permette di non perdere il contatto con la realtà e continuare ad allenare la mente.

.I benefici dello studio per gli anziani

 Studiare significa accrescere il proprio sapere e continuare a porsi delle domande, stimolando la curiosità intellettuale: questo mantiene attiva la mente, impedendo e rallentando il declino delle capacità cognitive, quindi scongiurando eventuali malattie del sistema nervoso.

1.    Imparare e studiare nuove discipline è un esercizio che contrasta l’invecchiamento del cervello e le malattie che lo possono colpire in età avanza ed è inoltre efficace nell’allenare la memoria.

2.    Accrescere la propria cultura è un modo per relazionarsi in maniera positiva con gli altri: aprire la mente a nuove conoscenze permette di migliorare l’attitudine verso ciò che è diverso e inaspettato e per questo aiuta la comprensione dell’altro

3.    Studiare significa pensare con strumenti sempre nuovi e capire meglio alcuni aspetti della vita che una persona può ignorare a lungo: un anziano libera la sua creatività, sentendo meno il peso degli anni.

4.    Seguire un sogno, significa guardare al futuro in modo ottimista e questo può fare la differenza per la qualità della vita in età avanzata. Un ambito molto apprezzato è quello delle lingue: molte persone anziane sono nate in una realtà diversa, in cui la conoscenza delle lingue non era così importante, mentre oggi sono circondate da persone che vengono da ogni parte del mondo e questo stimola la  curiosità.

5.    Anche la musica è molto apprezzata dagli anziani: per alcuni ricominciare lo studio di uno strumento che si era abbandonato molto tempo prima è un modo per recuperare un momento della propria vita che si percepiva come perduto. Per altri, invece, imparare a leggere la musica è una nuova emozionante sfida, che stimola la mente, ma anche il senso del ritmo e l’udito.

6.    Addentrarsi nel mondo dell’informatica, comunicando con gli altri con modi attuali è meraviglioso!


        
 



    Maria Rosa                                       

 

giovedì 16 febbraio 2023

Le polpettine delle Nonne....

 

16.02.2023

Lo so che le polpettine non sono un pranzo da re. Ma sono uno di quei piatti tradizionale che rappresenta di più la famiglia, la mamma e la nonna insieme che lavorano ai fornelli, i bimbetti che girano per la cucina in attesa di mettersi alla tavola apparecchiata tutti insieme.

Questa pietanza invoglia a mettere in moto la nostra creatività, sia per gli ingrediente che per la forma che scegliamo di presentarle,  e si lavorano con le mani. Inoltre è un secondo  “no spreco”…perchè si possono preparare con piccoli avanzi di cibo.

 

Come lo cucinate questo piatto?

 

Oggi l’ho preparate con: le patate e ricotta, ho aggiunto un uovo, un trito d’aglio , prezzemolo e timo, una pioggia di parmigiano e pecorino, sale qb,  pane grattugiato per l’impanatura e pronte per friggere.

Per risaltare il gusto l'ho accompagnate con  l'insalata verde.

buon appetito.. 



I know that meatballs aren’t a dish for Kings. But they are a traditional plate that represents the family more than others. Grandma and Mummy at the stove, the kids running around the kitchen waiting to sit at the set table all together.

These meatballs make us push out all the fantasy we have. You can add the ingredients you prefer, and make them the shape you want,  you work them with your hands, and it’s a “no waste” dish, because you can make them with over left food.

I made them with: patatoes,and ricotta, I added an egg. I chopped, garlic, parsely, and timo, a generous amount of parmisan, a pinch of salt, and crumbled bread, ready to fry.

I accompanied them with salad.

 

 


Come si trasportava a mano

 



Negli anni '50 i trasporti erano pesanti e difficili! 
A piedi, anche dalle zone lontane, ci si spostava portando i beni più vari. 
Specialmente dalla montagna si partiva con qualcosa da vendere: uova, formaggio, ricotta, castagne, funghi, mirtilli...Ad eccezione della legna e del carbone affidati ai muli, con la dovuta attenzione si portava il tutto in un ampio tascapane, ma preferibilmente in un paniere da poter infilare al braccio o in un corbello appoggiato ad una spalla perchè ambedue davano una maggiore garanzia di mantenere integra la merce. 
Le patate o le tacche, invece, erano messe nelle balle di iuta, buttate sulla schiena, che richiedevano ogni tanto una breve sosta per cambiare posizione. 


Nel viaggio di ritorno, naturalmente, si era alleggeriti solo in parte perchè si portava la spesa per le necessità della famiglia che, a quei tempi, non erano molte: sale, zucchero, olio, candele...
Per il grano, il granturco e le castagne da portare al mulino per la macinatura, per motivi igienici, si utilizzava un sacco bianco grezzo (il tuccio o tuccetto se era piccolo). 


Chi faceva interventi di manutenzione, come l'idraulico, teneva tutto l'occorrente per le riparazioni (ferri e stoppa) in un borsone di falasco.  
A volte s'incontravano anche uomini che trasportavano fascine o calocchie per i filari delle viti. 
Per concimare i campi da vangare si portava il letame dentro un valletto, una grossa cesta a conchiglia da appoggiare sulla schiena sopra la bardella, usato anche per portare generi alimentari o sassi.
Che dire della bravura delle donne di campagna! Andavano ad attingere l'acqua per uso domestico alle fontane portando sulla testa una secchia di rame o una paiolina appoggiate al coroiolo, un panno avvolto a ciambellina col buco.
All'andata i recipienti erano vuoti, ma al ritorno pieni d'acqua e assai pesanti. Trasportavano spesso in questo modo anche il latte appena munto. Eppure camminavano ben diritte, in perfetto equilibrio, per sentieri stretti o stradine lastricate, senza rovesciare nemmeno un po' di liquido. Alcune, addirittura, riuscendo anche a far la maglia!



Per spostarsi a fare la spesa, le donne usavano semplici borse di stoffa cucite in casa. Quelle che abitavano al centro avevano spesso borse tessute al telare dalla tessandora e foderate on cura.
Poi, con gli anni '60, cominciarono a diffondersi borse plastificate o a rete elastica, ampie e pieghevoli. 
Pure il modo di trasportare libri e quaderni da parte degli adolescenti passò dalla semplice cartella di cartone ben rigido con chiusure metalliche all'uso delle cinghie elastiche per  trattenere tutto il materiale da portare sotto braccio. 

Comunque, sempre A MANO e A PIEDI!







mercoledì 8 febbraio 2023

 

Quando si accendeva il fuoco in casa per riscaldarla e per cucinare.

Mio nonno mi diceva: vai in capanna dove ci sono le legna e prendi delle brocche, le più fini, alcune tacche e delle stigliore. Lui nel frattempo preparava della carta che di solito era gialla, poi sul camino prendeva gli zolfanelli (fiammiferi di legno) e, quando io tornavo con la legna, ci faceva una piccola catasta vuota sotto dove ci infilava  la carta e dava fuoco. La legna secca prendeva subito scoppiettando e facendo una bella fiamma;  a quel punto il nonno mi diceva ritorna a riprendere qualche Schiampa cosi il fuoco si mantiene tutto il giorno. 

E così io mi sentivo orgoglioso di avere aiutato il nonno e di aver imparato da lui che  tipo di legna prendere.



sabato 4 febbraio 2023

OUR STORY BOOK.....


  4.02.2023


 

 











We’v got it!!! Our STORY BOOK has been printed. We’ve got it in our hands.

 With pride we’ll present it as soon as possibile, but in the meantime you can acquire it on-line or asking a friend who’s part of LIFELONG LEARNING STUDENTS (AAAS) in the town.

This BOOK is a DIFFERENT BOOK. It’s like a big table, set with a lot of special dishes that you can appreciate only by tasting them.

You must read it. It’s very interesting!!!

We are Adults that don’t want to be last in the progress, we don’t want to be illiterate in the digital world. We are Adults that had  computer scienze courses on-line during the hard months of lockdown. We are pushed by the willing of telling our stories of the past on a blog reserved for us. With a smile on our face we try to learn the English language. But the most importante portion of the menù is that we belong to a group, we have changed our lifestyle. We’re not only retired people, we’re not only grandparents, or elderly people that don’t speak the modern language, but we want to be new ADULT STUDENTS. In between doing house- cleaning, baking home made cakes, baby sitting our grandchildren, going to medical visits, or shopping, we are able fit in the days our interest to study and do home -work too.

They tell us that life expectation has increased, and that in our country there will be more  hundred year old people.

What can we do till a hundred years old????

 GO BACK TO SCHOOL!!!!!!

OR WHAT?????

 

                                                                      

LO ABBIAMO!!!!!! lL LIBRO è stato STAMPATO.

 UNA VICENDA FANTASTICA DI ADULTI ANCORA A SCUOLA  è FINALMENTE tra le nostre mani.

Con orgoglio lo presenteremo al più presto, ma nel frattempo è in vendita sia on-line oppure con una richiesta fatta ad un amico o amica che frequentano AAAS.

Questo è un LIBRO, un libro DIVERSO, è come fosse una tavola apparecchiata con sopra tanti piatti originali, che solo con l’assaggio si può capire il gusto.

Buona lettura….

Ci raccontiamo!!!

Noi AAAS non vogliamo rimanere indietro nel progresso, non vogliamo essere analfabeti nel mondo digitale. Siamo Adulti che durante il lockdown ci siamo incontrati on-line per le nostre lezioni d’informatica. Siamo spinti dalla voglia di RACCONTARE le nostre storie, a dare testimonianza della vita passata, tutto scritto su di un blog riservato per noi. Con il sorriso affrontiamo la lingua Inglese. Ma la porzione più importante, è il fatto di appartenere ad un gruppo, di aver cambiato in meglio il nostro stile di vita, di non essere solo dei pensionati, non essere solo dei nonni, oppure Anziani che non parlano il linguaggio della giovane generazione, ma che vogliono imparare e diventare i nuovi STUDENTI. Tra le pulizie giornaliere, tra le torte fatte in casa, dare merenda ai nipoti, fare alcune visite mediche di prevenzione, e andare a fare la spesa, noi ci interessiamo anche di studiare e fare il compito a casa.

Ci dicono che l’aspettativa di vita è aumentata, ci saranno più centenari nel nostro paese.

 Allora che facciamo fino a cent’anni?

RITORNIAMO A SCUOLA!!!

O NO?????

martedì 31 gennaio 2023

Ciaspolata sulla neve

 Bellissime le nostre montagne! 



Riescono sempre a sorprenderci con panorami splendidi, oggi mio marito ed io, abbiamo approfittato della splendida giornata per avventurarci sulle nostre montagne a passeggiare sulla neve con le 'ciaspole'.

Nostro genero che risiede in Abruzzo e lavora al Parco Sirente-Velino ci aveva fatto dono di due paia di ciaspole in occasione del Natale 2019 ma purtroppo dopo una prima sporadica uscita non eravamo più riusciti ad indossarle!

Oggi dal punto di vista sportivo, siamo riusciti a cavarcela, nonostante la nostra inesperienza ed  abbiamo trascorso una bella giornata facendo attività fisica e respirando aria pulita. Rientrando abbiamo cercato di cogliere il doppio tramonto del Monte Forato...ma purtroppo non ci siamo riusciti, forse la giornata giusta era ieri.






     

domenica 22 gennaio 2023

COFFEE TIME.....

 21.01.2023



L'ORA DEL CAFFE'...

Per il primo incontro dell’anno nuovo, gli AAAS si sono dati  appuntamento a Gallicano, alla pasticceria Gallo Goloso. Faceva freddo, siamo arrivate imbacuccate con sciarpa, capello, e guanti,  la Pania con il suo manto di neve ero uno spettacolo. Bella sempre!

Sedute al tavolo abbiamo ordinato, 3 caffè, 2 caffè macchiati, un tè, un cappuccino, un succo di frutta all’albicocca ed un paio di cornetti. Mentre si sorseggiava la nostra bevanda parlavamo dei nostri prossimi programmi di studio, e come al solito il Professore ci ha illustrato nuove idee per l’anno accademico, e l’importanza del Lifelong Learning nel territorio.

L’argomento che più ci sta a cuore,  è il nostro Story Book, il nostro “asso nella manica”…..  Abbiamo dato il VIAAAAAA alla STAMPA….

Dopo un pò ci siamo salutate perchè era l’ora del pranzo…….

Il tempo passò in fretta. Ci siamo dovute salutare perché era mezzo giorno. Rimaniamo in attesa per il prossimo incontro dell'ORA DEL CAFFE'…..


Coffee Time….

The Students of Longlife Learning have met at Gallicano for the first time, in the new year 2023, in the coffee and cake shop, Gallo Goloso.

 It was very cold, we arrived wrapped up with a scarf, a hat and gloves. The Pania Mountain looked amazing dressed with a white mantle of snow. Forever Wonderful!

We sat at the table and asked the waiter for: 3 coffees, 2 coffees with milk cream, a tea, a cup of hot milk with coffee, a glass of apricot juice and a couple of cakes. While we were sipping our drinks we talked about our future studies, and as usual the Teacher illustrated new ideas, and explained how important  Lifelong Learning is for the territory.

The topic that’s in our heart is our Story Book,  it’s our “trump card”….and we are very proud. IT’S READY TO BE PRINTED.

After a while we said goodbye because it was lunch time. But we are waiting for our next COFFEE TIME meeting…..

 

giovedì 19 gennaio 2023

                                                               A PIEDI              

Negli anni '50-'60 spostarsi a piedi, per qualsiasi impegno, era del tutto normale.
Lo facevano anche per trascorrere ore liete in compagnia. A veglio, nelle sere d'inverno, si andava a piedi confidando nella luce della luna per illuminare i passi.
L'automobile era appannaggio di pochi.
Le autolinee Nardini, oltre alla linea Barga-Lucca, svolgevano un regolare ed apprezzato servizio per garantire soprattutto il trasporto dei lavoratori della SMI secondo i vari turni giornalieri.
I pulmini scolastici erano "di là da venire".
Quindi, anche dalle abitazioni sparse sulla collina e montagna barghigiana, si raggiungeva il paese o il capoluogo a piedi, anche in tenera età, attraverso le vie vicinali o i piccoli sentieri.
Lungo il percorso era facile incontrare altre persone, spesso con un sacco o un "corbello" caricati sulla schiena, che approfittavano dell'incontro per scambiare due parole e, intanto, riposarsi un po'.
I loro volti, generalmente conosciuti, ispiravano sicurezza e senso protettivo ai bambini: davano  consapevolezza di appartenere ad una comunità.
Naturalmente, durante il tragitto, s'incontravano anche coetanei o ragazzi più grandi ed era bello camminare in compagnia, attenti però a non far tardi a scuola! 


La regolare frequenza scolastica era doverosa, quindi, non si era trattenuti a casa nè dalla pioggia nè da una nevicata. In questo caso, i sentieri di collegamento con ogni abitazione di campagna venivano liberati dalla neve da parte degli adulti e i ragazzi con gli stivaletti di gomma o gli scarponi, un cappottino di lana e un berretto di maglia, infreddoliti, ma felici di trovarsi in un paesaggio incantato, con la cartellina di cartone rigido piena di libri e quaderni, andavano a scuola. 
Cosa c'è di più bello per un bimbo (ma non solo) immergersi in un mondo così trasfigurato, con gli alberi pieni di ricami e i campi senza più confini, segnando le sue orme sulla neve candida!
In quegli anni le stagioni erano più regolari e la neve scendeva copiosamente e ripetutamente nei lunghi mesi invernali.
Eppure, i babbi raggiungevano con regolarità i posti di lavoro e i ragazzi la scuola.
Una modalità di vita che formava il carattere, per cui i giovani diventando adulti generalmente avevano sviluppato senso del dovere, resistenza alla fatica, percezione del tempo utile al compimento di un impegno.
Oggi, certamente, il modo di vivere è cambiato. Si è fatto ricco di appuntamenti quotidiani, con tempi ravvicinati che richiedono spesso velocità di movimento, quando non si è costretti a volte a lunghi spostamenti per lavoro o studio.
Gli automezzi, poi, sono più disponibili e alla portata di tutti.
Così il camminare a piedi è diventato un optional, un hobby, un semplice e salutare sport da vivere nel tempo libero per scelta personale, oppure è sollecitato dal medico per prevenzione o in presenza di campanelli d'allarme, come esercizio utile a mantenere o recuperare il funzionamento ottimale del nostro organismo.
Pure ai bimbi è particolarmente consigliato il movimento all'aria aperta per igiene fisica e mentale.
Se si esclude qualche Progetto Pedibus, realizzato da alcuni Comuni per diffondere una "nuova cultura" (nuova o antica?) della mobilità casa-scuola, i bambini anche all'interno di un piccolo centro oggi si spostano prevalentemente ricorrendo al mezzo di trasporto (pulmino o autovettura familiare).
Difficilmente sono accompagnati a piedi e tantomeno si spostano da soli o con coetanei, data anche la pericolosità del traffico.



Senza dubbio, a tutte le età il camminare a piedi libera la mente, favorisce l'attività di pensiero con l'osservazione del mondo intorno, pronto a cogliere particolari che altrimenti sfuggirebbero e godere degli sfondi, della luce del cielo, di piccoli animali e piante, dei cambiamenti stagionali, di suoni e profumi naturali.
Camminare è vita. Primum deambulare...





martedì 17 gennaio 2023

Un viaggio in Iran


L'Iran, l'antica Persia, è un Paese di grande civiltà, molto bello, ricco di storia, con gente orgogliosa ma anche cortese e accogliente, gente curiosa di incontrare e conoscere altre realtà e modi di vivere. Parlo naturalmente dei civili non certo della polizia religiosa.

 Le città sono grandi e moderne, con ampi viali trafficati, con persone che vanno al lavoro, studenti e casalinghe. In mezzo a tutta questa normalità  colpiscono le macchie nere delle donne  coperte dallo chador e non basta  notare i jeans che escono civettuoli dallo hijab delle studentesse universitarie per togliere la tristezza di quella differenziazione tra uomini e donne .    

Il mio viaggio è molto datato, si riferisce a ben 25 anni fa, ma purtroppo la situazione è ulteriormente peggiorata ed è con tristezza e rimpianto che racconto le impressioni di allora e ricordo le persone incontrate.


 Il viaggio iniziò in allegro divertimento, per la difficoltà di mandare una foto adatta per ottenere il visto. Serviva un velo nero, spesso e senza ricami, per coprirmi testa collo e orecchie: il velo scivolava da tutte le parti e solo l'aiuto della Roberta Popolani e una ventina di mollette riuscì provvisoriamente a tenermelo in testa per la fotografia.

 La preparazione della valigia fu un ulteriore rompicapo: serviva un abito  da indossare sopra i pantaloni, scuro e diritto, guai a segnare la vita, faceva caldo e me la cavai con un grembiule blu scuro che indossavo in casa.., ma ..era a mezze maniche e non andava bene, ci aggiunsi allora due  maniche tagliate da una camicia e strette da un elastico, come gli scrivani, le mettevo e le toglievo la sera , lavandole se necessario. Scarpe scure e chiuse, cappello e fazzoletto in testa ,scuro pure quello a coprire collo e fronte.

 Per la sera, nei magnifici alberghi per stranieri in cui alloggiavamo, avevo per fortuna un abito nero, lungo, marocchino da indossare per salvare la situazione... peccato che per andare a cena nello stesso albergo dimenticavo spesso di fasciarmi la testa e venivo rispedita a corsa in camera per rimediare velocemente.

Il nostro accompagnatore e guida Iraniana era un giovane molto simpatico, agitato, sempre un po' sul chi vive, guardingo direi e, come poi abbiamo  capito,  la cosa era più che comprensibile, Era stato in Italia e parlava bene la nostra lingua.

Nei lunghi percorsi in autobus ( a noi riservato in quanto gita organizzata) ci parlava del Paese, con dovizia circa la storia dell'antica Persia ,ma cercando di eludere domande riguardo alla situazione del periodo.

 Faceva caldo e noi donne, insofferenti , ci allentavamo sciarpe e cappelli per respirare un po'.
la nostra guida ci implorava, ogni volta. di non farlo, perché se ci avessero visto così gli avrebbero tolto il lavoro, la patente di guida turistica  e poi chissà...

 I controlli lungo il percorso erano frequenti e improvvisi: i "guardiani" salivano e ci scrutavano attentamente ,una per una, controllando i passaporti.
Questo continuo stare attente all'abbigliamento era per noi molto pesante a livello psicologico.
 La foto a fianco mostra delle bambine  di una scuola materna ma la donna seduta non é la maestra, é una compagna di gita, la maestra non poteva farsi riprendere.

Ricordo una conversazione tra mio marito e una giovane regista iraniana : lei era costretta spesso a interrompersi perché mio marito, come sua abitudine, per l'interesse suscitato dalla conversazione,  le toccava inavvertitamente il braccio, lei lo pregava, ogni volta, di allontanarsi perché per lei e il suo lavoro ciò era molto pericoloso.

Davanti alla moschea più famosa, prima di entrare nel cortile,  dettero a noi donne un ulteriore mantello, nero, lungo fino ai piedi, da indossare sopra tutti i nostri già coprenti abiti.
 Ragazze iraniane curiose e sorridenti ci circondarono, desiderose di comunicare in qualche modo.   A me fecero notare a gesti che mi ero messa il mantello alla rovescia.

 Io, senza pensarci un attimo, lo tolsi per sistemarlo nella maniera giusta.
   Ecco..in mezzo secondo le ragazze sparirono ed io avvertii, violenta, la sensazione di essere completamente nuda, nuda in mezzo alla piazza.

 Impressionante come un'atmosfera e un ambiente creato e imposto da altri possa incidere e farti modificare il tuo modo di sentire e anche di essere. Un banalissimo gesto in una società guidata da integralisti può acquisire un certo significato solo perché da loro voluto.
 
 Mi son rimasti nel cuore quei giovani, che durante il nostro viaggio, pur nel percorso preparato per stranieri, riuscivano a mostrare interesse e desiderio di comunicare e quelle donne, occhi bellissimi e espressivi se solo potevano guardare senza timore e quelle bambine che andavano a scuola,  allegre e vivaci, pur nella loro rigida compostezza .

 

 

lunedì 16 gennaio 2023

QUANTE BOTTEGHE VI RICORDATE?....

                              
16.01.2023



                   Quante Botteghe Vi Ricordate? 

 

       Ho un simpatico ricordo della bottega delle sorelle “Clelia”. Questo locale era addebito ad un bar – alimentare situato vicino all’Arco.  Era in questo posto dove andava tutti i pomeriggi mio nonno Aladino. Verso l’ora di cena la Nonna mi mandava a chiamarlo. Quando entravo in quel locale lo trovavo in compagnia dei suoi amici. Stavano seduti intorno ad un piccolo tavolo quadrato dove sopra erano posati i bicchieri con il vino rosso. Si notava che avevano sorseggiato con piacere quella bevanda. Erano brilli!!!. Tra un bicchieretto e l’altro stonavano una canzonetta.  Con imbarazzo mi avvicinavo a lui e chiedevo

“vieni a casa che la Nonna ti aspetta”, e lui obbidiva.  lo prendevo sotto braccio e lo accompagnavo d’avanti all’uscio di casa. Appena varcato il portone, la Nonna esclamava, con un sorriso sulle labbra, “la sera leoni, la mattina coglioni.” Queste parole mi facevano tanto ridere e correvo a casa per raccontarlo ai miei genitori.

      Il bar, “sul ponte” di fronte alla sede comunale, fu il primo locale con la televisione. Da ragazzo, a mio Marito piaceva entrare nel locale per vedere qualche programma, e mi raccontava che prima di sedersi doveva comprare le caramella, quello era il prezzo per guardare la TV. Nello stesso bar si trovava anche il telefono, quando nelle case non esisteva ancora. Per questo motivo era diventato un punto importante per la gente.

    Era molto popolare la bottega alimentari dell’Attilio e la Carolina. Commercianti affabili e professionali. Mia cugina, proprio in questa bottega mi fece conoscere la tipica “merenda”, il pane con la cioccolata, a quei tempi (anni ‘60) la cioccolata si comprava a “taglio” (non c’era ancora il barattolo della nutella). Rimasi molto sorpresa quando dopo l’acquisto chiese ai bottegai di “segnare” la spesa sul conto aperto di sua Madre. Ero ritornata da poco in paese, dopo aver vissuti per dieci anni in Australia (1958-68) e non ero abituata a comprare senza pagare, cioè, a “segnare” la spesa, e mi sembrò molto strana questa modalità.

    Nella via principale si contavano altre “botteghe”, per esempio, “Dall’Elisa”, dove tutte le donne compravano la biancheria, e pezzate di stoffe. I tagli più richieste erano quelle di lino e di canapa, utilizzati principalmente per realizzare i preziosi ricami per i corredi. Più in là c’era il “Bisini”. Lo consideravo strano questo nickname, pensai che quel nome fosse italianizzato, e che derivasse dalla parola inglese “Business” (commercio, affari). Da lui si compravano le scarpe. Ancora avanti, la macelleria il barbiere, e la bottega “sali e tabacchi” della Valentina. Qui, la mia Mamma e mia Suocera si rifornivano di sigarette, e dove si acquistavano anche i francobolli, perché all’epoca la gente scriveva tante lettere ai parenti ed amici che avevano deciso di emigrare in altri paesi. Più avanti si poteva entrare nella “bottega” della cara “Giuse del Rampa”, attaccata a questa c’era il magazzino di elettrodomestici di suo nipote. Passeggiando nella stessa via c’era la farmacia, ed ancora la “bottega” del latte fresco del Landi, dove faceva anche il gelato.  C’era pure un’altra alimentare, quella del “Raffellino e la Norma.” I miei figli, come tanti altri scolaretti si fermavano da questi commercianti per comprare la merenda, e “segnavano” la spesa sul conto della mamma.  Verso la fine di questa Via si poteva entrare in una bella e rifornita ferramenta, della famiglia Poli. Sull’angolo della strada si ammirava la vetrina del negozio d’abbigliamento dei signori Politi. A mia Suocera e alla mia Mamma piaceva tanto questo negozio.
Nella stessa strada esisteva la merceria della Santarellina, ed un'edicola gestita dalla signora “Fidelia”, una Donna simpatica, con la sigaretta sempre accesa. 0ccasionalmente organizzava anche le gite.
Non poteva mancare la “bottega” di giocattoli ed articoli per la scuola, dei coniugi, Anna e Gianni. Allestivano una bella vetrina, dove tutti i bambini e le bambine erano attratti, quasi sempre convincevano i genitori a comprarle un regalo. In casa nostra abbiamo ancora una bambola, “la francesina”, che mia mamma regalò a mia figlia per la befana del 1979. Conservo ancora degli addobbi per l’albero di natale scelti insieme ai miei figli negli anni ’80. Molto frequentata era anche la rosticceria Landi. Esisteva la “bottega dei saponi” della coppia Giulietto e Lucia. Loro mi confidavano che i clienti migliori erano le Donne del Centro Storico, perché acquistavano tanti prodotti profumati per l’igiene della persona e detersivi per le pulizie di casa. Verso la piazza ti imbattevi nella lavanderia dei Saisi, e la “bottega” del Gregorio, lui vendeva anche il kerosene in taniche. Nell’inverno dell’austerity, (1973-74) quando scarseggiava questo combustibile mi dava la precedenza per l’acquisto, perché ero in dolce attesa di mia figlia.
Alla fine degli anni ’60 fu aperto il primo mini supermercato, per il paese diventò una vera novità. Feci amicizia con la giovane commessa, una ragazza cresciuta Scozia, nipote dei titolari .  Mi piaceva parlare l’inglese con lei.  Ancora oggi, in via Cavour troviamo lo storico negozio d’abbigliamento, quello della paesana Alma. Anche il Claudio e la Rachele gestivano una bottega alimentare.

Ancora oggi si trova un piccolo ristorante, “Eliseo”, dove nel 1973 celebrai il mio pranzo di nozze. Ricordo ancora il prezzo, lire 2.300 a persona.

 Attualmente nella Piazza trovi la tabaccheria della Diana adesso è gestita dalla figlia e nipote.

C’era una volta il bar dei “vernocchi”.  Nei pomeriggi freddi d’inverno andavo con la mia amica a gustare una tazza di cioccolata calda, fatta di latte fresco e cacao, un sapore unico. 

Mia mamma mi ha sempre parlato bene dei negozianti del paese.  Mi raccontò che nei primi anni dell’immigrazione, alcune persone chiesero un prestito a questi esercenti per affrontare il costo del lungo viaggio all’estero, e loro non si tiravano indietro a quella richiesta. Fu un modo per darle la possibilità di lasciare il paese in cerca di lavoro con la speranza di fare fortuna.

 Questi bottegai erano molto generosi, dimostravano d’avere tanta fiducia e affetto per i loro concittadini.

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Forse alcuni di loro non hanno mai più incassato il denaro prestato, e forse per diversi motivi qualche cliente potrebbe aver dimenticato di restituire la somma del conto, “segnato” della spesa.
Chi lo sa??

Il fatto è, che oggi non ci sono più questi negozianti e nemmeno le “botteghe” sotto casa.  Compriamo on-line, nei grandi maggazini  ecc, e per lo più nei centri commerciali sparsi ovunque.

Viviamo decisamente in un altro sistema.

domenica 15 gennaio 2023

Per amore del sapere

  

Per amore del sapere, mai per i voti.

Perché sapere aiuta ad essere.

E sapere tanto aiuta ad essere tanto.

Studiate!

Perché la cultura rende liberi

e niente vale di più della libertà.

Studiate!

Perché siamo le parole che conosciamo,

perché il pensiero crea la realtà.

Studiate!

Perché non conoscerete mai la noia

se amerete un libro, un paesaggio,

un quadro o la settimana enigmistica.

Studiate!

Perché studiando capirete le vostre qualità, le vostre inclinazioni, i vostri punti deboli.

Studiate la storia, perché il passato illumina il presente.

Studiate la geografia perché ogni luogo è anche un fiume, una montagna, un vento.

Studiate la matematica perché nella vita spesso i conti non tornano e bisogna trovare soluzioni alternative.

Studiate le lingue straniere, perché i viaggi sono le lezioni di vita più belle.

Studiate la biologia perché capire come fa a battere il cuore o perché il battito accelera se vi innamorate è meraviglioso.

Studiate la filosofia perché imparerete a ragionare e a guardare il mondo dalle prospettive più originali.

Studiate la letteratura perché vivrete molte vite e vedrete posti incredibili da casa.

Studiate la grammatica perché la differenza tra un accento e un apostrofo non è mai un dettaglio.

Studiate la musica, l’arte e la poesia!

Perché la bellezza è emozione e terapia.

Studiate la fisica e la chimica perché nell’atomo e nelle molecole si celano energie potentissime.

Studiate!

Perché quando smetti di imparare smetti di vivere.

Studiate ció che vi piace ma anche ció che ora vi sembra inutile.

Perché un giorno, quando meno ve lo aspettate, ne capirete il senso.

Studiate!

Senza pretendere troppo da voi stessi e senza rinunciare mai allo svago, allo sport e alle emozioni.

Perché lo studio viene sempre dopo il vostro benessere!

Studiate!

Senza temere di dimenticare qualcosa.

Perché i buchi di memoria servono a fare spazio.

Perché la scuola serve a trasformare specchi in finestre, non a giudicarvi.


-- F.De Berardinis


Stamani mi sono imbattuta in questo testo, è dedicato ai giovani che frequentano la scuola, ma io ritengo che possa valere anche per noi AAAS.

Analizziamo la prima frase: - Perché sapere aiuta ad essere

Il sapere  ci rende liberi, possiamo ampliare il nostro sapere attraverso la lettura finché si legge e si imparano nuove cose si è vivi, si esplora il mondo anche senza bisogno di viaggiare.

Questo esercizio di analisi può proseguire ... potrebbe essere la prima pagina di un nuovo libro che racconta il proseguimento del nostro percorso scolastico che dovrebbe prendere il nome EDUCAZIONE PERMANENTE O ISTRUZIONE PERMANENTE.

Mi piacerebbe leggere commenti.

Daniela P.

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