giovedì 7 marzo 2024
LA PANCHINA ROSSA
martedì 27 febbraio 2024
nella zona grigia delle scarpette e delle panchine rosse
Non so se ci impressionano di più i fatti disgraziati che
avvengono vicino a noi o quelli che avvengono lontano. E non so se fa orripilare
(arrizzare i capelli in testa), inorridire di più l’assassinio di una persona
soltanto o l’uccisione di molte persone assieme. Penso che molto dipenda dai
valori che sentiamo mettano in gioco gli assassinii, le uccisioni, gli eccidi,
le guerre e tutte altre brutte cose che ne sono parenti. E non so se gli orrori
sono fratelli o genitori del terrorismo.
So che fatti come il “femminicidio” avvenuto a Fornaci di Barga fanno “orripilire”, inorridire e terrorizzano. Tutto insieme.
Per parte mia, non userei più il termine “femminicidio”, benché abbia avuto un effetto centrale nella presa di conoscenza verso la discriminazione sessuale e il patriarcato come valori negativi o disvalori. Userei piuttosto assassinio, anche se la etimologia di questo vocabolo è una antonomasia che deriva dalla storia persiana, perché assassino è chi persegue i propri obiettivi tramite un uso sistematico dell’omicidio. Usare ancora e esclusivamente il termine di femminicidio come fattispecie, cioè come qualcosa di speciale ( oltre o diverso dall’assassinio), da una parte offre un gradiente imitativo più grande ed esclusivo ai potenziali assassini di donne, e dall’altra indica il particolare bersaglio mettendolo alla berlina. Non è forse reale che nei processi di discriminazione, stalking, stupro, violenza sessuale generalmente c’è quel passaggio morboso in cui si mette sotto inchiesta proprio la vittima nel tentativo di minimizzare le responsabilità dell’aguzzino? Sono previste anche le attenuanti, no? Violentare o uccidere qualcuno può avere attenuanti?
Solo la legittima difesa rende l’assassinio “accettabile”, come risposta ultima di difesa della propria incolumità o di quella del vicino. Ma la legittima difesa non è un attenuante, è una fattispecie giurisdizionale.
È difficile accettare che questo argomento possa entrare anche nelle chat di servizio e squarciare la zona grigia che lusinga il non-senso del dichiararsi apolitici.
Mi è venuto di scrivere una riflessione sul blog condiviso per dire che a volte le questioni sembrano essere complesse perché è difficile parlarne senza giudicare, ma in realtà sono semplici, come è affrontabile il re quando è nudo.
sabato 17 febbraio 2024
PROFUMI E RUMORI .....
Profumi e Rumori
Erano le ore cinque del pomeriggio, il sole era ancora
caldo, e decido di fare una passeggiata prendendo
per mano la mia nipotina. La convinco di venire con me nel Centro Storico, per conoscere meglio dove sono cresciuti i miei figli.
Le racconto di quando sua Mamma (mia figlia) alla sua stessa età, di otto anni (1982) giocava con le BARBIE, insieme alle amichette, indicandole con il dito dove si piazzavano sul muretto, proprio ai piedi di una vigna esposta in cima ad una grande roccia situata nel “castellaccio” proprio difronte ad alcune case.
Le facevo notare che ai
tempi passati, questo luogo era abitato
da molte famiglie e c’erano tanti
bambini e bambine che schiamazzavano in giro per le “cariole. Ma da allora la vita in
questa piazza è molto cambiata.
Camminando a passo
molto lento, non si incontrò un’anima viva nei paraggi, solo un gatto, bianco e grigio con un
bel musetto.
Ad un tratto il silenzio venne interrotto da una macchina rumorosa che
arrivava nel nuovo parcheggio scaricando dalla marmitta il puzzo di benzina. Una volta, proprio
in quel punto c’era solo spazio libero.
Camminando all’ombra si sentiva un bel frescolino di riscontro d’aria che arrivava dalle viette, e le suggerì di fermarci per fare un riposino.
Seduti sugli scalini che portano verso il Duomo non smisi di parlare, e continuavo a
raccontare.
Tutt'ad un tratto o per magia , la mente mi trasportò indietro nel tempo…… sognavo
ad occhi aperti, ignorando che la bimba si era allontanata da me.
…..I profumi e suoni
della nostra infanzia molto spesso s’intrecciano nei nostri ricordi.
Il campanile di San Jacopo scandiva il tempo in tutto il paese.
I primi cinque rintocchi dell’alba erano la sveglia per le “fabbrichine” della Cucirini. Le loro voci si distinguevano bene, e senza nessun riguardo per la gente che era ancora nella fase “rem” del sonno, cominciavano a chiamarsi dalla finestra una con l’altra.
“Maria sei pronta, altrimenti facciamo tardi per timbrare il
cartellino,” e Lei rispondeva a squarciagola, “Si! vado a prendere il pane
fresco e arrivo”. Dopo qualche minuto si sentiva sbattere la porta.
Poi, ritornava il silenzio!!!
Puntualmente quando le lancette dell’orologio segnavano le ore
sette, si udiva il dolce suono della campanella proveniente dalla Chiesina del
convento delle Suore, era per loro il richiamo del solenne momento della
preghiera.
Da quell’ora in poi i rumori in quel luogo iniziavano ad essere
molti.
Arrivava anche il fastidioso chiasso quando si spalancavano le porte e le finestre, e quando la gente cominciava ad uscire di casa, e si scambiavano ad alta voce il saluto del buongiorno.
Come ogni giorno era l'ora di preparare i bambini e bambine per andare a scuola. A quel punto si avvertivano le loro vocine. Quando tutti erano pronti per partire, si aggiungevano anche le ultime raccomandazioni dei genitori,
“Hai messo tutto nella cartella? Compra la merenda alla
bottega del Raffellino e “segnala” che poi ci passo io a pagare. Stai attento
per la strada!” aggiungeva una Nonna.
Nel fra tempo il profumo del pane fresco, appena sfornato, si
diffondeva dal panificio dietro l’angolo, e dalle cucine si percepiva nell’aria
il buon aroma del caffè appena fatto, che metteva tutti di buon umore.
C’era chi accendeva la radio ad alto volume, non sempre gradito
da tutti, e le lamentele del vicinato si facevano sentire.
Quando tutti gli altri erano finalmente usciti di casa, le casalinghe
rimanevano da sole a maneggiare le tante cose da fare per la famiglia, e per loro quello era il momento giusto per iniziare
le pulizie.
Alla fine delle faccende giornaliere si spargeva nell’aria il
piacevole odore dei detersivi e deodoranti per ambiente.
Giunti al suono dei dodici rintocchi dell’orologio del campanile,
puntualmente iniziavano lo “scocciorare”
dei piatti e tegami, segno evidente che era l’ora del “desinare”. Tutti a
tavola!!! Il buon intenso profumo della cucina tradizionale faceva venire
l’acquolina in bocca, anche ai passanti.
Insieme ai mei amati
ricordi non potrò mai dimenticare il buon profumo femminile che portavano sulla
pella, mia Mamma, e mia Suocera, senza
scordarmi quella scia di fragranza seducente che lasciava dietro i suoi passi la Signora Rosa.
All’epoca ero una giovane donne, e l’ammiravo!!!!
All’improvviso la mia nipotina si avvicina, e con un'affettuoso abbraccio
mi riporta al presente.
“Nonna andiamo a casa, voglio giocare con le mie bambole, la LOL,
la OMG, E LA RAINBOW HIGH, mi aspettano!”.
“Ok", dico "allora andiamo, ma te non hai una BARBIE, come l’aveva
la tua Mamma?”….. e prima di sentire la sua risposta, penso ...
…. “eh già, il progresso, tutto cambia e tutto passa!”
giovedì 15 febbraio 2024
La Quaresima è una discesa umile
dentro di noi e verso gli altri.
Giunge ogni anno come un “tempo favorevole” per accogliere
la grazia del Signore, invitandoci ad iniziare ancora una volta un cammino di
conversione: un tempo di quaranta giorni da vivere insieme, come tempo di
ritorno a Dio. Questa nuova opportunità che il Signore ci offre, non dobbiamo
mai darla per scontata: è un dono che dovrebbe suscitare in noi un senso di riconoscenza
e scuoterci dal nostro torpore.
Il termine Quaresima in genere suscita negli animi
della gente di oggi un senso di disagio, richiamando alla mente quasi un senso
di oppressione e il “dovere” di pratiche penitenziali e austerità per nulla allettanti.
In realtà non dovremmo sentire questo periodo dell’anno come un peso, ma
piuttosto come un’occasione e una possibilità straordinaria di salvezza, e
quindi viverlo con generosità e gioia.
In questi giorni dove i rumori della
guerra turbano i nostri cuori, minano la pace e provocano dolore e distruzione,
morte e lacrime, vogliamo ancora di più innalzare la nostra preghiera al
Signore, perché ponga fine a tutto questo male e faccia sorgere una nuova alba
sulla nostra terra.
E allora, in queste settimane di
Quaresima c’è da dare “spazio alla preghiera ", ritornare all'adorazione,
di cui abbiamo perso il senso e nell'adorazione "rimanere in ascolto alla
presenza del Signore”, “Dio di misericordia e di compassione, il Dio del
perdono e dell’amore, il Dio della tenerezza e della sollecitudine”.
mercoledì 14 febbraio 2024
Buon San Valentino ...
14.02.2024
(dal web)
San
Valentino da Terni è stato vescovo, martire e santo, che secondo la leggenda
nasce a Interamna Nahars nel 176 e muore a Roma il 14 febbraio 273. È
considerato il patrono degli innamorati e, in suo onore, il 14 febbraio si
celebra la famosa festa degli innamorati.
Perché San
Valentino è il santo degli innamorat?i
Sono molte
le storie legate alla vita di San Valentino che hanno contribuito ad unire il
suo nome con quello degli innamorati. Una di queste storie racconta che un
giorno il santo incontrò due giovani che stavano litigando. Si avvicinò a loro
con una rosa e li invitò a tenerla unita nelle loro mani, un gesto che li fece
riconciliare subito. Secondo una variante della storia, invece, San Valentino
avrebbe fatto tornare l'amore tra i due giovani facendo volare intorno a loro
diverse coppie di piccioni. Da qui si sarebbe diffusa anche l'espressione "piccioncini"
per riferirsi alle coppie di innamorati che si scambiano effusioni d'amore.
Un'altra storia racconta di come San Valentino, quando già era stato nominato Vescovo di Terni, abbia celebrato il matrimonio tra Serapia, giovane cristiana molto malata, ed il centurione romano Sabino. I genitori di Serapia non erano favorevoli al matrimonio, ma Valentino, chiamato dal soldato al capezzale della ragazza, avrebbe prima battezzato il centurione e poi celebrato le nozze. San Valentino è per questo considerato anche il protettore dei matrimoni.
Mancano ormai poche ore a San Valentino, la festa degli
innamorati per eccellenza. Per festeggiare insieme alla persona amata, al
termine della cena, immancabile è un dolce preparato appositamente per l'occasione,
possibilmente a forma di cuore.
Dal gusto garantito è
la torta furba panna e cioccolato. Vediamo come prepararla seguendo la ricetta
proposta da Benedetta Rossi.
Torta di San Valentino panna e cioccolato.
A forma di cuore, è perfetta per essere gustata
insieme alla persona amata.
Ingredienti
4 uova;
150 g di zucchero;
120 di farina;
30 g di cacao amaro;
1/2 bustina di lievito;
500 ml di panna già zuccherata;
100g di latte condensato;
bagna al caffè;
bioccolato fondente tritato.
Preparazione
Prepariamo il pan di spagna al cacao.
In una ciotola rompiamo le uova e iniziamo a frullare
con lo sbattitore elettrico, aggiungiamo lo zucchero, la farina, il
cacao amaro, mezza bustina di lievito.
Usiamo una teglia bassa e larga ricoperta di carta
forno, la mia è quadrata 35×35 cm. Versiamo l’impasto e livelliamo bene la
superficie. Inforniamo a 180° per 10-15 minuti (forno statico).
Sforniamo il pan di spagna e lasciamo raffreddare.
Per formare i cuori li ho prima disegnati su un foglio, ho inserito lo
stencil nel link all’inizio dell’articolo. Naturalmente potete disegnarne uno
voi a mano libera, facendo due cuori grandi e due piccoli.
Una volta ottenuti i cuori li posiamo sulla base di pan
di spagna e tagliamo con un coltello affilato o con una rotella.
Con i pezzi di pan di spagna avanzato, sbricioliamo
tutto in una ciotola perchè ci servirà come decorazione.
Prepariamo la crema per la torta furba panna e
cioccolato.
Montiamo a neve ben ferma la panna zuccherata e aggiungiamo il latte
condensato, se non avete il latte potete mettere il miele.
Ora prepariamo il caffè e allunghiamo con un po’
d’acqua per fare la bagna.
Assembliamo la torta furba panna e cioccolato.
In un piatto o vassoio poggiamo uno dei cuori più
grandi e inzuppiamo con la bagna aiutandoci
con un pennellino. Copriamo di crema e aggiungiamo le scaglie di
cioccolato.
Poggiamo sopra il secondo cuore e ripetiamo aggiungendo
crema e scaglie di cioccolato. Ora passiamo ai cuori piccoli al centro, fino a
sistemare l’ultimo. Ricopriamo di crema anche i bordi della torta.
SAINT VALENTINE’S CAKE WITH CREAM AND
CIOCCOLATE.
Ingredients
4 eggs;
150 g of sugar;
120 of flour;
30 g of bitter cocoa;
1/2 sachet of yeast;
500 ml of already sweetened cream;
100g of condensed milk;
soak in coffee;
chopped dark chocolate.
How to
prepare the cake
Let's prepare the cocoa sponge cake.
Break the eggs into a bowl and start blending with an electric
mixer, add the sugar, flour, bitter cocoa and half a sachet of yeast.
We use a low, wide baking tray covered with baking paper, mine is
35×35 cm square. Pour the mixture and level the surface well. Bake at 180° for
10-15 minutes (static oven).
We take the sponge cake out of the oven and let it cool.
To form the hearts I first drew them on a sheet of paper and
inserted the stencil in the link at the beginning of the article. Of course,
you can draw one yourself freehand, making two large hearts and two small ones.
Once we have obtained the hearts, we place them on the sponge cake base and
cut with a sharp knife or a cutter, with
the pieces of leftover sponge cake, crumble everything in a bowl because we
will use it as decoration.
Let's prepare the cream for the crafty cream and chocolate cake. Whip the
sweetened cream until stiff and add the condensed milk, if you don't have milk
you can add honey. Now let's prepare the coffee and add a little water to make the
syrup.
Let's assemble the clever cream and chocolate cake.
Place one of the larger hearts on a plate or tray and soak it with
the syrup using a small brush. We cover with cream and add the chocolate
flakes.
We place the second heart on top and repeat adding cream and
chocolate flakes. Now let's move on to the small hearts in the center, until
the last one is placed. We also cover the edges of the cake with cream.
We decorate the side edge of the small hearts and the center of the
small hearts with the pieces of chocolate sponge cake.
lunedì 12 febbraio 2024
MY FRIEND "THE BOOK"
MY FRIEND “THE BOOK”
“LA LIBRERIA DI PIAZZA
DELLE ERBE”
Questo libro mi è diventato
particolarmente simpatico, anzi, è entrato nel mio cuore. Non per
il contenuto, che racconta di una libreria dove la titolare incontra tanta gente, a volte strana, alcuni con storie di vita da sembrare uscite da un romanzo,
ma perché è stato il mio “fedele compagno” durante il lungo viaggio verso
Melbourne.(Dic.20.2023-Gen.16.2024)
Ho aperto le prime pagine volando ad alta quota above the amazing white clouds, e continuavo a leggerlo at the aiport in attesa del prossimo volo. Il tempo lo scandivo con la lettura, sfogliando il racconto capitolo dopo capitolo. Qualche volta alternavo l’attenzione al racconto, osservando dal piccolo schermo davanti alla mia poltrona, la mappa dell’aggiornamento del tragitto del volo in corso.
Ogni tanto si avvicinava educatamente the beautiful hostess con il carrello molto fornito di bevande ad offrirmi una bibita,
“Madam would you like a drink?


“Yes thanks, a cup of coffee please”, rispondevo
togliendomi gli occhiali.
Arrivando a destinazione, immancabilmente
nella borsa portavo sempre IL LIBRO.
Leggevo con piacere quando volevo godermi momenti di totale spensieratezza. I miei posti preferiti erano i giardini: Parlament Gardens, Northcote Recreation Centre, nei giardini del Melbourne Museum, ma Edinbough Garden rimaneva il mio punto preferito.
Trascorrendo qualche giorno a Sydney, trovai uno spazio a Kieraville playground per posare gli occhi sul romanzo. Talvolta mi capitava di dedicarmi alla lettura seduta sulla panchina lungo la strada, con il sottofondo rumoroso dei tram che transitavano sui binari. La stagione estiva di Melbourne è molto ballerina, gli abitanti la considerano la città dove in un giorno possono manifestarsi le quattro stagioni. Una mattina mentre passeggiavo lungo Queen’s Parade, improvvisamente iniziò a piovere e per ripararmi mi infilai dentro il locale della lavanderia pubblica, anche in quell’occasione avevo il mio libro a portata di mano in attesa che tornasse il sole.
Non leggo velocemente, ma sono riuscita
a portare a termine la novella durante il mio viaggio di ritorno.
p.s.
e finisce con queste parole……
“Ora
so che i libri creano anche legami liberatori. Assieme a chiunque abbia varcato
la soglia della mia piccola libreria è nata una storia.
Magari
domattina a varcarla sarà , un contadino filosofo, uno scultore egizio, un cavaliere errante, un vecchio rabdomante della gariga o un principe russo……..
Non
vedo l’ora che sia domani”.
BUONA LETTURA!!!!
IN AEREO
Ricordi che fa piacere rivivere....e grazie Emma che me li hai resuscitati con il reportage del tuo viaggio in Australia e,.. come vedi, ho usato le tue foto.
IN AEREO (ricordi qua e là)
Londra è stata la destinazione del mio primo viaggio in aereo. Ero già adulta, ma passai il tempo, per fortuna non troppo lungo, aggrappata ai braccioli della poltrona ,reggendomi forte quasi l'aereo dovesse volare grazie ai miei muscoli. Un incubo! tecca come un baccalà fissavo la parete che avevo davanti e che mi impediva la consolazione di una situazione condivisa con altri (peraltro naturalmente tranquillissimi).
In seguito, per diversi viaggi e trasferimenti, ho usato questo veloce mezzo di trasporto e la permanenza in aereo l'ho sempre apprezzata fino al punto di affermare che se l'aereo fosse caduto, beh, pazienza, sarei morta in una circostanza da me ricercata e goduta. PS. Ero ancora giovane e il concetto di morte improvvisa e non causata da malattie aveva per me ancora un che di eroico e salvifico.😄
In effetti però è bellissimo quando sopra il mare di nuvole improvvisamente sorge il sole inondando l'aereo di luce : ha il sapore di un miracolo che tutti i giorni si ripete
A SEGUIRE (volando verso la Cina) Rintronata dalle tante ore di viaggio e dal sonnecchiamento che tento invano di tramutare in sonno, vedo passare le hostess con la colazione: è una quotidianeità che consola e così la consumi come un rito; è importante perché fa passare il tempo e lo scandisce seguendo un ritmo giornaliero che i meridiani fanno impazzire. La colazione, lo spuntino, il pranzo, la merenda, la cena...si dice che il cibo in aereo è improponibile: non me ne sono mai fatta un problema, è invece essenziale, secondo me, far durare il più a lungo possibile la colazione, lo spuntino, il pranzo, la merenda, la cena... divertendosi nel manovrare vassoio, posate, contenitori vari e bustine senza impiastricciarsi e scegliendo dal vassoio, con discernimento, cosa poter mangiare. In realtà chiedo sempre chicken ( pollo) e sempre quello mangio perché è l'unica parola che capisco quando devo scegliere tra pasto vegetariano e no, maiale o manzo, vegetables o potatoes. So pochissimo l'inglese e quando la hostess parla, ascolto una lingua per me strana, cadenzata dall'uso e dalla noia e..non capisco niente, solo chicken!IL CIBO
.Il cibo in aereo mi ha fatto amare la Cina prima ancora di conoscerla: ignorante delle temperature glaciali allora in uso sugli aerei e quindi poco attrezzata ed essendo in Italia Estate ricordo una notte freddissima e congelante. Dormicchiavo e soffrivo nonostante la doppia copertina richiesta quando, aperto un occhio, vedo la hostess che silenziosamente per non svegliare i dormienti gira con un vassoio pieno di ciotole fumanti. Dopo segni disperati per farmi notare, ne afferro una: erano noodles cinesi in brodo. Una cosa fantastica ! Non ricordo il sapore, ma quel liquido bollente che scendeva nello stomaco mi aveva riconciliato con la Cina, l'aereo e il mondo. e quella fantastica sensazione di calore la ricordo ancora oggi.
IL PAESAGGIO In aereo, vedere il mondo dall'alto è meraviglioso: montagne ,città, fiumi, il nostro Paese ,la nostra città...e anche se ora, grazie ai droni siamo abituati a quel modo di guardare , è sempre stupefacente e molto interessante cercar di riconoscere località geografiche magari studiate a scuola.
IL MONTE ARARAT (un paesaggio amato) L'Ararat, dove, secondo la Bibbia, l'arca di Noè si incagliò dopo il diluvio universale, mi era diventato familiare e riuscivo a riconoscerlo dall'aereo ogni volta che facevamo quella rotta; sarà che l'Ararat l'avevo visto anche da terra, al confine tra Armenia e Turchia e ricordavo il dolore degli Armeni nel vedere il monte sacro e non poterci andare perché ora in territorio turco. Era quindi una montagna con una storia che amavo e la si distingueva bene dall'alto: di forma regolare , la più alta e con la cima sempre innevata, grazie al suo imponente ghiacciaio. Mi faceva molto piacere il riconoscerla, quasi l'avessi inventata io.
Altre storie, altri aerei. In Uzbekistan, nel 2007,ricordo un vecchio Tupolev sovietico a dir poco impressionante: cinture di sicurezza un po' sì un po' no, un rumore di motori assordante, sedili sudici e sfasciati e un preoccupante fortissimo odore di carburante. Era un volo interno, breve per fortuna, e grata per essere felicemente atterrata (preghiere esaudite) con simpatia ripenso a quel sistema molto pratico di recupero bagagli: aprendo il portellone sotto la pancia dell'aereo i bagagli caddero scaraventati a terra e ognuno andò a cercarsi e a prendersi il suo. Devo ammettere che ciascun passeggero quella volta ritrovò il proprio bagaglio.., anche se un po' ammaccato.😄😂
Auguro a tutti un prossimo viaggio aereo splendido e con felice atterraggio ! 😄😃😂
venerdì 9 febbraio 2024
giovedì 8 febbraio 2024
FESTA IN MASCHERA!!!
8.02.2024
FESTA IN MASCHERA
(dal
web) Secondo la più accreditata
interpretazione la parola 'carnevale' deriverebbe dal latino carnem levare
("eliminare la carne"),poiché indicava il banchetto che si teneva
l'ultimo giorno di Carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di
astCome e dove nasce il Carnevale?
"A Carnevale ogni scherzo
vale" è un modo di dire legato alla nota ricorrenza e fa riferimento al
fatto che in questo periodo dell'anno gli scherzi devono essere accettati di
buon grado. Il motivo? Ogni occasione è buona per festeggiare. Solo in pochi,
però, sanno che il gioco di parole ha origini molto antiche. Veniva utilizzato
già all'epoca dei saturnali romani, quando i giorni del Carnevale venivano
associati a concessioni, divertimento, baldoria, sovvertimento delle regole
sociali e soprattutto dissolutezza. In un contesto simile, dunque, è chiaro che
gli scherzi non facevano altro che rendere l'atmosfera ancora più giocosa ed
esilarante.
Nella mia infanzia non ho mai festeggiato il carnevale.
Il Carnevale si manifesta
con colori sgargianti, maschere , e giochi sfrenati. Le piazze dei paeselli si
animavano con canti popolari, scenette teatrali, e filastrocche. E
così, tra risate e maschere, il Carnevale ci trasportava in un mondo magico.
Ricordo
quando da teenager non si vedeva l’ora di andare alla serata della pentolaccia
nello storico “CINEMA CHELI”, situato nel Centro Storico di Gallicano e dove
adesso esisti la Biblioteca CIAF. Per l’occasione, la proprietaria, La Signora
Evelina, trasformava la sala cinematografica in sala da ballo. Era un piacere per tutti, anche le Mamme
venivano, forze con la scusa di tenere d’occhio le figlie alle avance dei giovani maschietti.
Adesso ci sono molti locali e sfilate per le strade che portano allegria in questa simpatica festa in maschera.
I miei
figli erano molto entusiasti di questo giorno, e non vedevano l’ora di
indossare il costume, imitando i personaggi di cartoni animati oppure fiabeschi
da loro preferiti. A questa festa non dovevano mancare coriandoli, stelle filanti, e le gustose frittelle e bomboloni
fatti dalla Nonna, che non vedeva l’ora di prepararle in grandi quantità.
In
tutto il mondo il carnevale è una vera e propria attrazione.
I più famosi: il Carnevale di Venizia, Rio de Jainero, Santa Cruz de Tenerife,
Nizza, Cadice, New Orleans, Colonia, Trinidad e Tobago.
Buon
Carnevale!!!!!!!!!!
FRITTELLE DI CARNEVALE
Ingredienti per 6 persone
- 100
gr di farina 00
- 200
gr di ricotta (vaccina)
- 1 uova
- 50
gr di zucchero
- 1
bustina di lievito per dolci
- 1 arancia (la
scorza grattugiata)
- 1 cucchiaino di cannella (in
polvere)
- q.b. di latte
1 pizzico di sale
Lavorare a crema ricotta, uova e zucchero
Per preparare le frittelle di ricotta in ciotola riunite la ricotta,
l'uovo e lo zucchero e lavorateli per ottenere una crema. Lavorare l'impasto
Aggiungete la farina, il lievito, un pizzico di sale, cannella e la
scorza grattugiata dell'arancia biologica. Amalgamate gli ingredienti
aggiungendo all'occorrenza un po' di latte. L'impasto deve essere morbido e
compatto, sollevandolo con una spatola deve mantenersi compatto e attaccato ad
essa, cadendo quando viene scosso.
Friggere le frittelle
Riscaldate abbondante olio di semi in una padella dai bordi alti,
poi friggete le frittelle, prelevando l'impasto con un cucchiaio, poche alla
volta, per non far abbassare troppo la temperatura (che dovrà essere di circa
175°) facendole dorare bene. Rigiratele spesso durante la cottura per farle
dorare bene. Non abbiate fretta nella cottura, altrimenti rischiate di lasciare
crudo l'interno delle frittelle. Quando sono pronte scolatele con una
schiumarola e adagiatele su un piatto dove avrete messo della carta da cucina
per far assorbire l'olio in eccesso. Potete servire le frittelle
spolverizzandole di zucchero a velo o rotolandole ancora calde nello zucchero
semolato, aromatizzato con la cannella.
Ingredients for 6 people
100 gr of 00 flour
200 gr of ricotta cheese (cow's milk)
1 egg
50 gr of sugar
1 sachet of baking powder
1 orange (grated zest)
1 teaspoon cinnamon (powder)
milk to taste
1 pinch of salt Preparation
Cream the ricotta, eggs and sugar
To prepare the ricotta pancakes,
Combine the ricotta, egg and sugar in a bowl and mix them to obtain a cream.
Work the dough
Add the flour, yeast, a pinch of salt, cinnamon and the grated
zest of the organic orange. Mix the ingredients, adding a little milk if
necessary. The dough must be soft and compact, lifting it with a spatula must
remain compact and attached to it, falling when shaken.
Fry the pancakes
Heat plenty of seed oil in a high-sided pan, then fry the
pancakes, scooping out the dough with a spoon, a few at a time, so as not to
lower the temperature too much (which should be around 175°), making them brown
well. Turn them often during cooking to brown them well. Don't rush cooking,
otherwise you risk leaving the inside of the pancakes raw. When they are ready,
drain them with a slotted spoon and place them on a plate where you have placed
some kitchen paper to absorb the excess oil. You can serve the pancakes by
sprinkling them with icing sugar or rolling them while still hot in granulated
sugar, flavored with cinnamon.
LA GRAFIA.....DAILY DIARY...
30.09.2026 DAILY DIARY https://emydailydiary.altervista.org/la-grafia/ ..... era una scuola molto nota all’epoca per le classi di avviamen...
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Quando una foglia era abbastanza: il mio ricordo del "Gioco del verde". Quando ero ragazzino non c’erano social network e il diver...
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BARGA Su-PerPiazza Si chiamava e per me ancora si chiama Su-PerPiazza. Ho sempre pensato da bambina e poi ragazza e perfino ...
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Nota di premessa: poiché questo è un blog-didattico, in questa pagina ho permesso a Google di inserire automaticamente dei link alle parole ...







































