martedì 26 settembre 2023

Terre d'Abruzzo

Questo settembre, dopo ripetuti inviti da parte di mia figlia, da tempo residente per lavoro tra Sardegna ed Abruzzo, mio marito ed io abbiamo affrontato il viaggio (il primo dopo il Covid) e piuttosto impegnativo, verso le terre d'Abruzzo.

Eravamo già stati in quelle località, provincia dell'Aquila, subito dopo il rovinoso terremoto ed anche successivamente per accompagnare la nostra nipotina barghigiana nelle note località sciistiche della zona. Ma questo viaggio di fine estate è stato particolarmente gradevole, forse per il clima che si è rivelato ideale ed anche per i paesaggi così tranquilli e rilassanti. Inserisco qualche foto ... anche se sono fermamente convinta che non rendano giustizia a quei colori e alle sensazioni provate,  che solo andando realmente sul posto si possono apprezzare. Spero di aver suscitato in voi un briciolo di curiosità per queste terre, tanto martoriate dal terremoto che vi consiglio di visitare. 




  Comune di Rocca di Mezzo (Aquila) -fraz. Terranera



Rocca di Cambio (Aquila) - Chiesa di S. Lucia

    




Sopra: pista ciclabile di circa 80 Km che corre dentro il parco Sirente-Velino e due vedute del piano delle Rocche (gli Altipiani 1400 m.s.l.m)

mercoledì 6 settembre 2023

Quando parlavimo così...

 

Un racconto di altri tempi

Stamani sono ita a serrare l’uscio lesta lesta  perché  fuori tira forte il vento. Ho acceso il fuoco con le tacche e le bucchie che il mio uomo mi ha raccattato nel bosco, messo il paiolo alla catena e quando l’acqua bolliva ho preso il mestone e mi sono messa a rumare la polenta. Non avendo il companatico  ho chiappo la giubba e la pezzola e sono sortita fori nell’orto a cavare un cavolo, ho fatto una fatica boia e mi è venuta la fiataccina. l’ora del desinare si avvicina, prendo la forma di cacio da incignare, apparecchio la tavola ci metto sopra il tarvello e ci rovescio una bella polentina gialla. 

Al Tocco torna il mi figliolo da scuola ed è sempre affamato.

Nel fra tempo il Nonno smette di smoccolare, piglia la scranna e si mette nel cantone a raccontà le fole. Quando tutti sono iti fora la Nonna fa la ramanzina alla Mamma perche non c'erano più i quattrini nascosti nel canterale per andà a comprà la ciccia

Nella cucina c'era rimasta la puzza di lezzo ............Emma Saisi



se qualcuno vuole proseguire il racconto usando termini non più in uso, allego delle altre parole .Abbaccare , cristiani , menare, cansare o canzare, aggiaccare, straginare, pigliare, satollo, cantone, tramutare, fole, comodo=gabinetto, sciabigotto, canterale, ramanzina, furia, ire,ito; gangheri, ciccia. groppone, trasporto=funerale, ganzo. bollore, chiorba. buzza, lezzo, midolla, smoccolare. quattrini.


questo è un esempio di come potremmo scrivere, usando termini in disuso, l'ho pubblicato  qui per farvelo vedere, poi ne parleremo anche a voce, chi ha scritto la parte in azzurro?

martedì 5 settembre 2023

ESTERI IN FESTA .....

 

5.09.2023


Succede spesso che i nipoti facciano tante domande ai Nonni. Sono molto curiosi. Hanno voglia di conoscere la vita di quegli anziani che vedono tutti i giorni  in vesti di “vice genitori”. La domanda che più frequentemente mi è stata rivolta dai miei  tre nipotini

  “ma te Nonna perché sai parlare l’inglese?”

 ed a questa domanda per forza dovevo dare una spiegazione.

Durante un pomeriggio d’inverno preparo una buona merenda, la loro preferita,  pane e nutella ed una cioccolata calda. Mi siedo vicino a loro davanti al calore della fiamma nel caminetto, e racconto la mia esperienza di vita di emigrante.

Iniziai la storia usando le classiche parole ………..…. 

 ……… c’era una volta ….

…. quando la gente nei nostri paesini emigrava per cercare una vita migliore.

Partivano con la speranza di trovare un buon lavoro per avere la sicurezza economica che non avevano nel loro paese. Per queste persone non fu facile iniziare una nuova vita in un mondo sconosciuto.  Ma c’era anche chi restava e si adattava a scoprire il futuro nei  luoghi di nascita.

  Mi ascoltavano attentamente mentre gustavano la merenda.

Anche i miei genitori, Alberto e Clementina, i vostri bis Nonni, decisero di lasciare il loro paesello, e partirono con me di  appena cinque anni nel lontano 1958. Affrontammo un lungo viaggio in nave di 32  giorni,  per arrivare al porto di Melbourne. Prima di loro anche altri paesani presero la stessa decisione. Non tutti emigrarono in direzione Australia. C’era chi andava in Scozia, chi si imbarcava  verso Brasile ed Argentina,  ma tutti con la stessa intenzione di ritornare un giorno nel loro paese.

Dopo di che, arrivati a destinazione, giusto il tempo per sistemarci nel nostro alloggio,  iniziai subito ad andare a scuola. I miei genitori scelsero per me una scuola cattolica. Indossavo una bella uniform, e mi sentivo molto fiera entrando in ST. John’s School. Non trovai nessuna difficoltà a studiare in lingua inglese, ed in casa continuavo a parlare in Italiano con i miei genitori. Frequentai quell’istituto per dieci anni fino all’età di quindici. Mi dispiacque tanto aver dovuto lasciare i miei compagni quando i miei genitori decisero di ritornare in Italia. Quel periodo non  fu per niente facile ritrovarmi in un paesino abituata in una grande città. Parlare in italiano con l’accento inglese per me fu un motivo di disagio, trovare i parenti mai visti prima, fare nuove amicizie, iniziare nuove abitudini, inizialmente abitammo con i miei nonni materni in una casa priva delle comodità alle quali ero abituata, tutto questo divenne molto scomodo. Provai sulla pelle la sofferenza della solitudine e tanta nostalgia per quello che avevo dovuto lasciare.

Intanto, Lorenzo, Filippo e Chiara mi ascoltavano con la fettina di pane in mano e con i baffetti  della nutella sulla bocca. Erano buffi e mi fecero ridere.

Delle volte mi viene un magone a  parlare di certi particolari, ma nonostante ciò ogni volta sono felice di raccontare la mia storia.

Prima di alzarmi per  prepararmi un caffè, fatto nella moka, aggiunsi un altro ciocco nel fuoco perché non si spegnesse la bella fiamma col suo calore.

Mi osservavano in silenzio, dallo  sguardo mi sembravano soddisfatti della risposta alla loro domanda.

Finirono la merenda e tornarono a giocare.

 

CARA SCUOLA …..

 

DOVER LASCIARE LA SCUOLA,

CHE PECCATO.

DOVER LASCIARE I COMPAGNI,

È STATO UN PIANTO.

DOVER LASCIARE UN PAESE

DA ME TANTO AMATO,

È STATA UNA SOFFERENZA

TROVARE TANTA DIFFERENZA.

 Emma Saisi ….

 

É stata per me una sorpresa, che mi ha riempito di immensa gioia, ricevere dal Comune di  Barga un’attestato dedicato agli Emigranti. Lo considero un dono, un riconoscimento, del mio vissuto in Melbourne dal 1958/1968.



Ringrazio con tutto il mio cuore la Sindaca Caterina Campani, la Presidente dell’Unitre Sonia Ercolini e il Direttore del Giornale di Barga Luca Galeotti per aver preso in considerazione anche la mia storia.

GRAZIE!!!!!!!!

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Sul sito degli Adulti Ancora A Scuola è possibile leggere alcune mie memorie

https://www.adultiancoraascuola.eu/dovero-cera-il-futuro/

https://www.adultiancoraascuola.eu/quando-in-australia-si-andava-in-nave/?doing_wp_cron=1693948373.6129701137542724609375

 

 

lunedì 4 settembre 2023

Diverse culture e strani cibi

 

Diverse culture e strani cibi

United kingdom - Italia


Sto frequentando un corso di inglese sulla ristorazione. Viene svolto da una giovane professoressa con l’utilizzo della tecnologia, lavagna LIM, siti attinenti agli argomenti trattati ed App istruttive e divertenti. Ogni lezione spazia su argomenti diversi con una relativa dispensa preparata e studiata dall’insegnante di volta in volta.


In una di queste lezioni ci ha parlato delle strane pietanze che possiamo trovare nel Regno Unito (vedi immagine), da poter mangiare in determinate occasioni ed in particolari luoghi. Mi fa piacere portarlo a vostra conoscenza,  mi ha incuriosito, l'argomento mi ha attratto. Tenendo conto anche del Barga Scottish Weekend, con i suoi tre giorni 8, 9, 10 settembre 2023. Speciale “fine settimana scozzese”, all’insegna del legame tra Barga e la Scozia, con tanti eventi e appuntamenti a tema.



Traduzione in Italiano del sopracitato volantino


L’Haggis è un piatto scozzese molto popolare che ha sicuramente un gusto speciale. È fatto con cipolle e cuore, fegato e polmoni di pecora mescolati insieme alla farina d’avena! Poi aromatizzato con sale e pepe, insaccato nello stomaco di pecora viene fatto bollire per un paio d’ore. Tradizionalmente viene servito con verdure e patate durante festeggiamenti della notte scozzese di fine gennaio.


Il tipico Toad in the Hole Inglese è semplicemente una salsiccia di maiale cotta in una pastella di budino dello Yorkshire. Nessuno è sicuro dell’origine del nome, ma probabilmente risale alla fine del 1600, quando le pastelle dello Yorkshire pudding venivano cotte sotto carne di maiale allo spiedo. Il grasso caldo della carne gocciolava sulla pastella sottostante e formava dei piccoli buchi. Pezzi di carne, chiamati toadies in inglese antico, cadevano in questi buchi. Il piatto è migliore se servito con abbondante salsa di cipolle calda.




Welsh Rarebit è spesso pronunciato erroneamente come Welsh Rabbit ed è una versione assolutamente deliziosa e piuttosto sofisticata del formaggio su pane tostato! Il formaggio cheddar forte viene mescolato con un po' di panna, sale, pepe, senape e birra e poi spalmato su un pane tostato e grigliato in forno. Il Rarebit è pronto quando il formaggio si scioglie e sviluppa una bella crosta marrone. Viene tradizionalmente servito con sopra una fetta di pomodoro.


Colcannon è un piatto irlandese e significa “cavolo dalla testa bianca” in lingua Gaelica. È tradizionalmente preparato con purè di patate e cavoli con aggiunta di latte, burro, sale e pepe. Le patate vengono lessate e poi schiacciate insieme al cavolo cotto e agli altri ingredienti. Un’antica tradizione irlandese di Halloween prevede di nascondere piccole monete nel colcannon e la persona con le monete nel piatto è fortunata.




Pineapple Pizza: Altra strana pietanza che voglio aggiungere che ho avuto modo di assaggiare in quel paese è la Pizza all’ananas.






Strane e particolari specialità culinarie del nostro territorio

La cucina italiana è rinomata in tutto il mondo per la sua varietà, qualità e tradizione. Il tutto reso possibile grazie al clima, posizione e naturalmente alla sua storia con le diverse etnie di popoli e di culture che vi sono susseguite sul territorio. Basta parlare poi della “dieta mediterranea”, apprezzata a livello globale. Una caratteristica però della nostra cucina è la semplicità, molti piatti sono composti da pochi ingredienti ma di alta qualità, legati alla tradizione contadina e alla produzione locale. Ed ecco allora del nostro territorio una lista di specialità culinarie di cui alcune anche strane che vale la pena assaggiare.


Borghe o Minestra di Tullore: minestra di brodo di castagne secche.

Menofatori o Menni: polenta di farina di neccio con aggiunta come condimento di latte o panna.

La Vinata: farina di neccio diluita nel vinello e portata poi ad ebollizione. (vinello = vino poco alcolico di colore chiaro, ottenuto dopo l'uscita del mosto dallo strizzo, con aggiunta sulle vinacce di poca acqua viene nuovamente strizzato).


Castagnaccio: farina di castagne diluita in acqua, un pizzico di sale, olio, rosmarino, noci e con aggiunta di altri ingredienti per le diverse varianti di ricetta.




Polenta Incaciata: polenta di farina gialla con aggiunta sopra di sugo (pomodoro, ragù, ai funghi) e una manciata di formaggio grattugiato.

Polenta di patate: patate lessate e poi passate, la cottura poi continua mescolando il composto con latte, sale e l'aggiunta di prezzemolo tritato.


Farinata
: polenta di farina gialla con aggiunta di ingredienti come fagioli, porri, patate, cavolo nero, brodo di maiale etc. Può essere servita calda a piatto, oppure ottima anche tagliata a quadrati e poi fritta o arrostita.



Biroldo: Salume di parti povere del maiale come testa, polmoni, cuore, lardo. Il tutto cotto e poi mescolato a sangue e spezie e insaccato nella vescica o nella parte finale dell’intestino. Può essere mangiato caldo, oppure conservato e consumato in seguito.




Mondiola: Salume molto pregiato, un salame morbido a grana grossa ottenuto dalle parti anteriori del maiale che essendo ricche di sangue, donano un colore rosso vivo a questo salume. Le carni poi insaccate nel budello del maiale assumono la caratteristica forma ad U, chiusa al centro da una foglia di alloro.





domenica 3 settembre 2023

SEPTEMBER COFFEE TIME .....



 

                                                                       3.09.2023

Settembre è appena iniziato, e come  afferma una vecchia canzone dei Righeira

“L’ESTATE STA FINENDO” .

Tempo di vendemmia, temperatura molto piacevole,  le giornate sono più corte ma il sole riscalda ancora,  e per gli stranieri le vacanze non sono finite e continuano a passeggiare  nella cittadina Barghigiana.

Sabato mattina, e il mercato si vede gremito di gente che si vuole accaparrare  un  outfit, sperando di stappare ulteriore sconto di fine stagione. Anche gli stand di prodotti locali sono affollati perché i villeggianti riconoscono che il cibo Italiano è il migliore. Camminando verso la pasticceria Lucchese si sente parlare in Inglese e poi ti capita d’incontrare una conoscente che ti rivolge il buongiorno con un bel sorriso sulle labbra.

Tra qualche giorno inizierà l’anno scolastico 2023/24, ed i nostri ragazzi torneranno nella loro classroom. Per alcuni sarà il primo giorno di scuola, per altri magari sarà l’ultimo.

Dopo aver trascorso le vacanze, pure gli studenti di AAAS si sono incontrati alla Pasticceria Lucchesi per il “coffee time”. Ci piace conversare, ci siamo raccontati del tempo trascorso con i nipoti, le sagre organizzati durante l’estate, molti eventi letterari,  ricordato le novità in generale, ed inoltre sono state  proposte nuove idee per il nostro corso d’informatica.  Il Professore viaggia con il suo pc  sotto braccio, ed insieme  abbiamo  completato il nostro “ANGOLO” di Settembre ed Ottobre per il giornale di Barga.

La gentile cameriera ci porta il nostro ordine. Il caffè era buono.

Il tempo insieme passa velocemente e ci siamo salutate augurandoci di rivederci presto.

Per: PROFESSORE LUTI, PIERANNA, MARIAROSA, LUCIANA, RITA, FRANCESCO, DANIELA, MARIELLA, PATRIZIA ed EMMA il tempo era scaduto.

L’orologio segnava l’ora di pranzo.  C’era la fila per comprare il pollo cotto al girarrosto,  ma valeva la pena aspettare e portare a casa la pietanza pronta per mettere sulla tavola.

………..   “alla prossima”  ……..

 

martedì 15 agosto 2023

PULCI NELLE ORECCHIE

 



 15 AGOSTO 2023

In queste giornate d’Agosto appare che all’ordine del giorno ci stia lo svago, il divertimento. Agosto è per antonomasia il mese delle ferie e del resto è corroborante stare in mezzo agli altri. Fa bene, e meglio se in allegria e tra il via vai. La cogna è un modo buono di spendere il tempo, in qualche modo ci rigenera, per renderci pronti ai giorni a venire, di lavoro e di impegni. Insomma, per tornare nella consuetudine, almeno per noi che viviamo in una situazione di pace apparente e di evoluzione democratica. Niente di speciale per noi il poter stare in compagnia e tornare poi al lavoro e alle consuetudini.
Ma ciò è una cosa inconcepibile o irraggiungibile in altre (molte) parti del mondo.
Irraggiungibile per le donne in Afganistan. Da quando, il 15 Agosto di due anni fa, per il Ferragosto 2021, i Talebani hanno ristretto in ogni modo lo spazio sociale, culturale e di vita agli afgani, soprattutto e propriamente per le donne. 

https://www.amnesty.it/la-crisi-profonda-dellafghanistan-dei-talebani/?utm_source=DEM&utm_medium=Email&utm_campaign=DEM9780


https://www.adultiancoraascuola.eu/piu-che-ricordare-mi-viene-da-riflettere/?doing_wp_cron=1692110510.0840709209442138671875




Ventimiglia - Vietato passare. Ogni giorno molte persone sono bloccate e respinte dalla polizia Francese, ma non sono quelle che vanno in vacanza, queste non hanno bisogno di niente e sono libere di andare e venire. Sono invece le persone che hanno bisogno ad essere bloccate, respinte, confinate!

Senza troppa fantasia ci possiamo immaginare la realtà di quelle situazioni: umiliazioni e abusi cui sono sottoposte le persone discriminate col “vietato passare”. Nel cuore dell’Europa! 

Nel cuore dell’Europa per loro il viaggio, il loro viaggio continua ad essere pericoloso!

Nell’Europa senza frontiere, per loro si sono rialzate le barriere e … la caccia alle streghe è tornata. 

Bloccati a Ventimiglia. Adulti e minori che, in Italia e in Europa, non hanno accesso ad un’assistenza sociale e sanitaria minimamente dignitosa. Nonostante che il Presidente Mattarella si sgoli a ripetere di "Rispettare la dignità umana e i diritti individuali", anche per i nostri carcerati! 

A loro viene rivolto il saluto: “Vietato passare”!

https://www.medicisenzafrontiere.it/news-e-storie/news/ventimiglia-assistenza-migranti/?codiceCampagna=23.PPW.NL.8.ENEWSP&utm_source=prospect&utm_medium=email&utm_campaign=nl-332&url_map=cta


Le persone invisibili esistono. Sono gli assistenti-accompagnatori, cioè genitori o parenti o amici che si sentono prossimi a chi ha “differenze” e si impegnano quotidianamente a star loro vicini per reclamare la loro dignità. Per noi italiani sono invisibili anche perché non siamo stati in grado di coniare la parola che li rappresenti e ci dia il concetto “di cosa siano” di “cosa facciano”, ma ufficialmente abbiamo preso in prestito una parola straniera, cargiver, per mimetizzarli meglio. 

Sono tra di noi, ma non siamo ancora in grado di render loro visibilità, eppure sono loro che si preoccupano di realizzare un progetto di vita per le persone fragili che vengono ignorate e non garantite dagli enti preposti. 

Come gente, i casi li conosciamo bene, ce ne sono numerosi intorno a noi e di solito con compassione ci esprimiamo con “poveretto”, “triste a chi tocca”, “non so come fanno…”. Come cittadini possiamo fare di più per sollecitare l’applicazione di leggi e previdenze, a cominciare da quelle che già esistono, almeno sulla carta.

https://www.change.org/p/al-ministro-speranza-e-al-presidente-dell-istituto-superiore-di-sanità-silvio-brusaferro-nulla-su-di-noi-senza-di-noi-l-iss-ritiri-la-raccomandazione-sui-farmaci-antipsicotici/u/31806186?cs_tk=AiFkuqZdWSnRBuU922QAAXicyyvNyQEABF8BvMsU4e4ZfMtDpATYTaTSJIQ%3D&utm_campaign=b95f5db2d88d43fd8c3bfdebf3b10129&utm_content=initial_v0_6_0&utm_medium=email&utm_source=petition_update&utm_term=cs


















venerdì 11 agosto 2023

In treno da Firenze a Barga

 


IL  TRENO

Diario del viaggio stravagante di una quindicenne alla sua prima esperienza.

La Partenza:  telefonino in uso, nonna pronta a seguire con Whatsapp grazie all'esperienza acquisita con Adulti Ancora A Scuola. ( grazie Prof.)

Orario dell'arrivo a Barga convenuto e comunicato dalla quindicenne  " Nonna arrivo per pranzo, sto partendo"

Passa del tempo.  Prima telefonata ; "nonna arrivo più tardi"  la voce è un pò incerta. Tutto ok? rispondo e penso che forse c'è l'interruzione a Montecatini per lavori.  Riesci a cavartela?  C'è gente in treno? Dove sei? Mi manda l'immagine di una stazione affollata, ma non risponde alla domanda.


Telefono di nuovo: ma dove sei?  Risponde un pò incerta:   Sono scesa a Prato.  A Prato.?!!..e perché a Prato? ...  Non lo so,  chattavo con le amiche... e la stazione assomigliava a quella di Lucca,...  poi, quando ho visto che le mura non c'erano,  ho capito che mi ero sbagliata.  Ingoio quello che mi viene da dire e cercando di star calma  le chiedo. Ora cosa fai ? torni a casa o vieni da me? Vengo sicuramente, prendo il prossimo treno.   Tranquilla nonna , tranquilla.   Va bene, ma è l'ora di pranzo, mangia qualche cosa,  hai soldi?. si..si tranquilla nonna.

Richiama dopo del tempo, è in treno.   Sei a Lucca? Attenta quando devi cambiar treno!  Risposta vaga: cmq arrivo alle cinque,... si, ce la posso fare.   Comincio a preoccuparmi:  Ma dove sei? che stai facendo?  che pensi di fare?  che vuol dire cmq?  Risposta:  Sono a Viareggio,  mamma mi stava telefonando e ho saltato la stazione di Lucca, ma ora torno indietro. Tranquilla nonna, tranquilla. Prendo il prossimo treno per Lucca Ok, allora  mangia qualche cosa , mi raccomando, toast o simili ( frasi di una nonna rincretinita e che non vuol far capire che sta in pensiero ) meno male  che  è partita di mattina, ma  arriverà prima del buio?

Telefonata successiva:  Sono scesa a Lucca ,  ora cerco il binario del treno per la Garfagnana ma devo aspettare un'oraOk richiama quando sei partita,  non stare un'ora alla stazione,  non è un bel posto.  Tranquilla nonna tranquilla.  Passa il tempo, intanto mi manda due foto semiartistiche delle mura e del fossatello lì sotto . Il fatto di essere in contatto e che lei sta tranquillamente divertendosi,  tranquillizza anche me.  Ci scambiamo qualche battuta scema : non la bere quell'acqua, o sta venendo dal cielo?  ahah che dici, ci ho riempito la bottiglia, avevo sete! .. e così via .


 Trascorre l'ora di attesa, aspetto la chiamata.

 Telefona: Sono sul treno per la Garfagnana.  Tiro un sospiro di sollievo. E' quello   giusto  vero? hai chiesto conferma?  Le mie certezze vacillano, non sono più tanto   sicura del suo senso di orientamento e delle sue capacità organizzative.  Sì nonna,   tranquilla.

 Bene, allora stai attenta: quando sei alla stazione di Fornaci considera che devi   scendere alla fermata successiva  che è Barga Gallicano, lì ti vengo a prendere.  

Prima dell'ora di arrivo del treno vado in Mologno, ormai rasserenata chiacchiero con un nonno  anche lui in attesa della nipote.   Arriva il treno, il treno si ferma,   scendono diverse ragazze...  ma  lei non scende.   Il treno riparte.   E questa?  Aiuto!  Eppure era sul treno.  Il nonno vicino a me  dice che quel treno ferma anche a Castelvecchio Pascoli.  Afferro il telefonino e ci grido dentro. SCENDI alla prossima fermata se non è ancora passata, se no scendi a Castelnuovo ma lì SCENDI in tutti i modi perché io in Lunigiana non vengo a cercarti!!! ( In Lunigiana? chissà se sa che è la Lunigiana) (pensiero postumo).
 
   

Salgo in macchina e.. via .  Nel frattempo chiama: sono scesa a CastelvecchioWow! Era l'ora!!!  arrivo alla stazione e la trovo tutta tranquilla, col suo zainetto e il telefono in mano... Ed io,  in tono assai alterato:  Ma perché non sei scesa dove ti avevo detto e ripetuto per ben tre volte?  E lei serenamente: sono scesa dove dovevo scendere, alla fermata più vicina a casa come ho visto sul telefono ...e... aveva ragione.  Sono rimasta di stucco, come una cretina, moralmente bacchettata da una quindicenne nata col telefonino.  Mi sono chiesta:  ma ascoltano questi millenium? e in assenza del telefono cosa fanno?   Però... meno male che il telefono multimediale c'è , perché la possibilità di seguire e tenerci in contatto fa la differenza tra il preoccuparci un po' e il.. terrore!!!

CIAO A TUTTI!!!

                                              tranquilla nonna, tranquilla!

martedì 8 agosto 2023

 La  Memoria Pascoliana sull'Appennino

Dal 1932, con la sola interruzione a causa della guerra e ripresa nel 1962, la prima domenica d'agosto si tiene ogni anno la Sagra Pascoliana al Passo delle Forbici, luogo di cerniera tra la prima e la seconda patria del Pascoli, la Romagna e la Toscana.
Presente, da Barga, un bel gruppo di Unitre e Istituto Storico Lucchese.   
Al mattino, al Casone, dopo la presentazione della giornata con i saluti delle autorità convenute e il particolareggiato excursus storico della festa con la partecipazione  di Mariù tenuto dal Prof. Pietro Paolo Angelini, abbiamo ascoltato alcune simpatiche poesie in dialetto dei poeti cosiddetti montanini.
Parole che ci hanno "scaldato", dato che la temperatura era autunnale.
Poi, attraverso una fitta faggeta dove tra i bassi cespugli nereggiavano gustosi mirtilli, eccoci giunti al Passo, presso la Cappellina dedicata a "Nostra Signora delle Nevi", oggi chiamata "Cappella del Pascoli". Qui fu collocato un dipinto sul famoso sogno del poeta nel 1904, richiesto al marito di Emma Corcos e non eseguito, ma poi realizzato dalla pittrice Anita Martiri, quadro ora presente nella cappellina di Castelvecchio dove è sepolto il Poeta.
Un luogo che ricorda le "poesie uccelline" dei Canti di Castelvecchio, immerse nella natura, vista anche attraverso la vita dura dei montanari, i "lombardi".

Nel primo pomeriggio trasferimento a San Pellegrino in Alpe per incamminarci fino al Giro del Diavolo, dove i presenti sono stati deliziati dalle famose leggende, raccontate dal Prof. Angelini, legate a questo luogo dove il diavolo avrebbe tentato San Pellegrino. Nel corso del tempo qui si sono accumulati tanti sassi di varia grandezza portati sulle spalle o in testa dai fedeli che salivano a piedi, in pellegrinaggio, in espiazione dei propri peccati e depositati, dopo aver compiuto per ben tre volte il giro del campo posto proprio sotto la Strada del Saltello. 

 



Il sole caldo aveva allontanato le nubi mattutine ed il vento freddo era diventato ora quasi una brezza che accarezzava le genzianelle che occhieggiavano in mezzo al paleo.
Un cielo nitido, azzurro come non mai, sovrastava il crinale che unisce la Romagna alla Toscana e un susseguirsi di vallate verdissime si apriva fino all'ampio orizzonte.
Da là, poi, scendiamo al Pradaccio, al cippo di Alfredo Caselli, fraterno amico del Pascoli, che qui soleva trascorrere in tenda le vacanze estive. 
Siamo al limite del bosco, davanti ad un grande pendio che sa d'infinito.
E il testamento olografo del Caselli, deceduto qui nel 1921, molto preciso nei suoi particolari e dedicato alle persone care e fedeli, risuona nelle parole di Sara Moscardini. 
Il dolce declivio è inondato di luce, sembra avvolto in un'atmosfera di calma e tranquillità. I caldi raggi, luminosissimi, rendono brillanti i colori puri della natura.
Mi affiora un ricordo di tanti anni fa quando una pastora del luogo presso cui ero andata, come ogni estate, per comprare il formaggio pecorino m'insegnò a riconoscere lo spinacio di monte (Chenopodium bonushenricus) che, mescolato alla ricotta di pecora, è ottimo per il ripieno dei ravioli. Sono andata alla sua ricerca e l'ho trovato con l'aiuto esperto ora di sua figlia, ma ho notato che non è più diffuso come un tempo.
Infatti, l'uso odierno del frullino tosaerba ne mina la crescita.
Mi sono persa a ripensare a quei cesti rigogliosi e alla meraviglia del Creato che sa offrire ciò di cui abbiamo bisogno.
Anche il dolce ricordo di quell'ortaggio spontaneo, conosciuto grazie a quella pastora, è poesia.






mercoledì 2 agosto 2023

Mio nonno

Grande esempio di solidarietà

Mia mamma mi ha detto questo

Mio nonno detto il Casetta veniva da Pegnana, forse abitava in una località chiamata in quel modo, poi con mia nonna stava alle Casacce: aveva la casa dove ora ci sono i campi da tennis del Ciocco. Oltre a coltivare quel piccolo pezzo di terra faceva il muratore, spesso veniva chiamato per fare piccoli lavori in case sparse nella montagna. Una volta si trovava in un casolare vicino alle Prade Garfagnine per fare un lavoro per conto del padrone. In questa casa, come contadini, ci abitava una famiglia numerosa con dei bambini piccoli.  Mio nonno mentre svolgeva il suo lavoro si accorse che sul tavolo mentre mangiavano non avevano la polenta di neccio, un alimento importante per quei tempi, praticamente facevano la fame. In quell’anno i castagni su in alto vicino ai mille metri di altezza, avevano fatto poche castagne e la farina era scarsa. Mio nonno quando tornò a casa disse al suo figlio più grande, stasera ti preparo un sacco di farina, domani portalo a quella famiglia nella casa dove lavoravo oggi. Il babbo di quei bimbi quando si vide consegnare quella farina non riuscì nemmeno a ringraziare e si mise a piangere.

Prima della seconda guerra mondiale le famiglie di contadini erano numerose e mangiavano quello che producevano, di solito per mangiare non c'era problema. Solo se per qualche motivo, tipo siccità o ghiacciate, le castagne e altri prodotti non venivano esistevano problemi.

Nei mulini i prodotti magari c'erano, ma nelle famiglie contadine mancavano i soldi per comprarli. 

domenica 30 luglio 2023

Stagione infernale...Luglio 2023

       09/07/2023    

      Con grande apprensione veniamo a conoscenza di un grave incidente occorso al nostro Prof. Siamo ovviamente sconvolti e nonostante la lontananza, (alcuni in vacanza altri occupati da molteplici attività), ci ricompattiamo e proviamo a portare conforto spiritualmente, o meglio virtualmente, come Lui ci ha addestrato, al nostro prof.   

      La nostra chat WA diventa ottimo veicolo di informazioni, in breve lui stesso ci fa partecipi dei notevoli disagi conseguenti, ma non manca di trasmetterci il consueto coraggio ed ottimismo che lo contraddistinguono.

      Dal giornale di Barga online di quel giorno


       A distanza di qualche settimana, in vista di una riconquistata normalità...torniamo ad augurargli un buon proseguimento di estate...ci vediamo presto! 




IL BIKINI : elucubrazione postuma di un'ottantenne dopo un caldo giorno di mare.

               IL BIKINI Vien fatto di rinunciarvi da anziani : ciccia cadente, rotolini sporgenti, poppe sostenute da una provvidenziale e ...