martedì 15 agosto 2023

PULCI NELLE ORECCHIE

 



 15 AGOSTO 2023

In queste giornate d’Agosto appare che all’ordine del giorno ci stia lo svago, il divertimento. Agosto è per antonomasia il mese delle ferie e del resto è corroborante stare in mezzo agli altri. Fa bene, e meglio se in allegria e tra il via vai. La cogna è un modo buono di spendere il tempo, in qualche modo ci rigenera, per renderci pronti ai giorni a venire, di lavoro e di impegni. Insomma, per tornare nella consuetudine, almeno per noi che viviamo in una situazione di pace apparente e di evoluzione democratica. Niente di speciale per noi il poter stare in compagnia e tornare poi al lavoro e alle consuetudini.
Ma ciò è una cosa inconcepibile o irraggiungibile in altre (molte) parti del mondo.
Irraggiungibile per le donne in Afganistan. Da quando, il 15 Agosto di due anni fa, per il Ferragosto 2021, i Talebani hanno ristretto in ogni modo lo spazio sociale, culturale e di vita agli afgani, soprattutto e propriamente per le donne. 

https://www.amnesty.it/la-crisi-profonda-dellafghanistan-dei-talebani/?utm_source=DEM&utm_medium=Email&utm_campaign=DEM9780


https://www.adultiancoraascuola.eu/piu-che-ricordare-mi-viene-da-riflettere/?doing_wp_cron=1692110510.0840709209442138671875




Ventimiglia - Vietato passare. Ogni giorno molte persone sono bloccate e respinte dalla polizia Francese, ma non sono quelle che vanno in vacanza, queste non hanno bisogno di niente e sono libere di andare e venire. Sono invece le persone che hanno bisogno ad essere bloccate, respinte, confinate!

Senza troppa fantasia ci possiamo immaginare la realtà di quelle situazioni: umiliazioni e abusi cui sono sottoposte le persone discriminate col “vietato passare”. Nel cuore dell’Europa! 

Nel cuore dell’Europa per loro il viaggio, il loro viaggio continua ad essere pericoloso!

Nell’Europa senza frontiere, per loro si sono rialzate le barriere e … la caccia alle streghe è tornata. 

Bloccati a Ventimiglia. Adulti e minori che, in Italia e in Europa, non hanno accesso ad un’assistenza sociale e sanitaria minimamente dignitosa. Nonostante che il Presidente Mattarella si sgoli a ripetere di "Rispettare la dignità umana e i diritti individuali", anche per i nostri carcerati! 

A loro viene rivolto il saluto: “Vietato passare”!

https://www.medicisenzafrontiere.it/news-e-storie/news/ventimiglia-assistenza-migranti/?codiceCampagna=23.PPW.NL.8.ENEWSP&utm_source=prospect&utm_medium=email&utm_campaign=nl-332&url_map=cta


Le persone invisibili esistono. Sono gli assistenti-accompagnatori, cioè genitori o parenti o amici che si sentono prossimi a chi ha “differenze” e si impegnano quotidianamente a star loro vicini per reclamare la loro dignità. Per noi italiani sono invisibili anche perché non siamo stati in grado di coniare la parola che li rappresenti e ci dia il concetto “di cosa siano” di “cosa facciano”, ma ufficialmente abbiamo preso in prestito una parola straniera, cargiver, per mimetizzarli meglio. 

Sono tra di noi, ma non siamo ancora in grado di render loro visibilità, eppure sono loro che si preoccupano di realizzare un progetto di vita per le persone fragili che vengono ignorate e non garantite dagli enti preposti. 

Come gente, i casi li conosciamo bene, ce ne sono numerosi intorno a noi e di solito con compassione ci esprimiamo con “poveretto”, “triste a chi tocca”, “non so come fanno…”. Come cittadini possiamo fare di più per sollecitare l’applicazione di leggi e previdenze, a cominciare da quelle che già esistono, almeno sulla carta.

https://www.change.org/p/al-ministro-speranza-e-al-presidente-dell-istituto-superiore-di-sanità-silvio-brusaferro-nulla-su-di-noi-senza-di-noi-l-iss-ritiri-la-raccomandazione-sui-farmaci-antipsicotici/u/31806186?cs_tk=AiFkuqZdWSnRBuU922QAAXicyyvNyQEABF8BvMsU4e4ZfMtDpATYTaTSJIQ%3D&utm_campaign=b95f5db2d88d43fd8c3bfdebf3b10129&utm_content=initial_v0_6_0&utm_medium=email&utm_source=petition_update&utm_term=cs


















venerdì 11 agosto 2023

In treno da Firenze a Barga

 


IL  TRENO

Diario del viaggio stravagante di una quindicenne alla sua prima esperienza.

La Partenza:  telefonino in uso, nonna pronta a seguire con Whatsapp grazie all'esperienza acquisita con Adulti Ancora A Scuola. ( grazie Prof.)

Orario dell'arrivo a Barga convenuto e comunicato dalla quindicenne  " Nonna arrivo per pranzo, sto partendo"

Passa del tempo.  Prima telefonata ; "nonna arrivo più tardi"  la voce è un pò incerta. Tutto ok? rispondo e penso che forse c'è l'interruzione a Montecatini per lavori.  Riesci a cavartela?  C'è gente in treno? Dove sei? Mi manda l'immagine di una stazione affollata, ma non risponde alla domanda.


Telefono di nuovo: ma dove sei?  Risponde un pò incerta:   Sono scesa a Prato.  A Prato.?!!..e perché a Prato? ...  Non lo so,  chattavo con le amiche... e la stazione assomigliava a quella di Lucca,...  poi, quando ho visto che le mura non c'erano,  ho capito che mi ero sbagliata.  Ingoio quello che mi viene da dire e cercando di star calma  le chiedo. Ora cosa fai ? torni a casa o vieni da me? Vengo sicuramente, prendo il prossimo treno.   Tranquilla nonna , tranquilla.   Va bene, ma è l'ora di pranzo, mangia qualche cosa,  hai soldi?. si..si tranquilla nonna.

Richiama dopo del tempo, è in treno.   Sei a Lucca? Attenta quando devi cambiar treno!  Risposta vaga: cmq arrivo alle cinque,... si, ce la posso fare.   Comincio a preoccuparmi:  Ma dove sei? che stai facendo?  che pensi di fare?  che vuol dire cmq?  Risposta:  Sono a Viareggio,  mamma mi stava telefonando e ho saltato la stazione di Lucca, ma ora torno indietro. Tranquilla nonna, tranquilla. Prendo il prossimo treno per Lucca Ok, allora  mangia qualche cosa , mi raccomando, toast o simili ( frasi di una nonna rincretinita e che non vuol far capire che sta in pensiero ) meno male  che  è partita di mattina, ma  arriverà prima del buio?

Telefonata successiva:  Sono scesa a Lucca ,  ora cerco il binario del treno per la Garfagnana ma devo aspettare un'oraOk richiama quando sei partita,  non stare un'ora alla stazione,  non è un bel posto.  Tranquilla nonna tranquilla.  Passa il tempo, intanto mi manda due foto semiartistiche delle mura e del fossatello lì sotto . Il fatto di essere in contatto e che lei sta tranquillamente divertendosi,  tranquillizza anche me.  Ci scambiamo qualche battuta scema : non la bere quell'acqua, o sta venendo dal cielo?  ahah che dici, ci ho riempito la bottiglia, avevo sete! .. e così via .


 Trascorre l'ora di attesa, aspetto la chiamata.

 Telefona: Sono sul treno per la Garfagnana.  Tiro un sospiro di sollievo. E' quello   giusto  vero? hai chiesto conferma?  Le mie certezze vacillano, non sono più tanto   sicura del suo senso di orientamento e delle sue capacità organizzative.  Sì nonna,   tranquilla.

 Bene, allora stai attenta: quando sei alla stazione di Fornaci considera che devi   scendere alla fermata successiva  che è Barga Gallicano, lì ti vengo a prendere.  

Prima dell'ora di arrivo del treno vado in Mologno, ormai rasserenata chiacchiero con un nonno  anche lui in attesa della nipote.   Arriva il treno, il treno si ferma,   scendono diverse ragazze...  ma  lei non scende.   Il treno riparte.   E questa?  Aiuto!  Eppure era sul treno.  Il nonno vicino a me  dice che quel treno ferma anche a Castelvecchio Pascoli.  Afferro il telefonino e ci grido dentro. SCENDI alla prossima fermata se non è ancora passata, se no scendi a Castelnuovo ma lì SCENDI in tutti i modi perché io in Lunigiana non vengo a cercarti!!! ( In Lunigiana? chissà se sa che è la Lunigiana) (pensiero postumo).
 
   

Salgo in macchina e.. via .  Nel frattempo chiama: sono scesa a CastelvecchioWow! Era l'ora!!!  arrivo alla stazione e la trovo tutta tranquilla, col suo zainetto e il telefono in mano... Ed io,  in tono assai alterato:  Ma perché non sei scesa dove ti avevo detto e ripetuto per ben tre volte?  E lei serenamente: sono scesa dove dovevo scendere, alla fermata più vicina a casa come ho visto sul telefono ...e... aveva ragione.  Sono rimasta di stucco, come una cretina, moralmente bacchettata da una quindicenne nata col telefonino.  Mi sono chiesta:  ma ascoltano questi millenium? e in assenza del telefono cosa fanno?   Però... meno male che il telefono multimediale c'è , perché la possibilità di seguire e tenerci in contatto fa la differenza tra il preoccuparci un po' e il.. terrore!!!

CIAO A TUTTI!!!

                                              tranquilla nonna, tranquilla!

martedì 8 agosto 2023

 La  Memoria Pascoliana sull'Appennino

Dal 1932, con la sola interruzione a causa della guerra e ripresa nel 1962, la prima domenica d'agosto si tiene ogni anno la Sagra Pascoliana al Passo delle Forbici, luogo di cerniera tra la prima e la seconda patria del Pascoli, la Romagna e la Toscana.
Presente, da Barga, un bel gruppo di Unitre e Istituto Storico Lucchese.   
Al mattino, al Casone, dopo la presentazione della giornata con i saluti delle autorità convenute e il particolareggiato excursus storico della festa con la partecipazione  di Mariù tenuto dal Prof. Pietro Paolo Angelini, abbiamo ascoltato alcune simpatiche poesie in dialetto dei poeti cosiddetti montanini.
Parole che ci hanno "scaldato", dato che la temperatura era autunnale.
Poi, attraverso una fitta faggeta dove tra i bassi cespugli nereggiavano gustosi mirtilli, eccoci giunti al Passo, presso la Cappellina dedicata a "Nostra Signora delle Nevi", oggi chiamata "Cappella del Pascoli". Qui fu collocato un dipinto sul famoso sogno del poeta nel 1904, richiesto al marito di Emma Corcos e non eseguito, ma poi realizzato dalla pittrice Anita Martiri, quadro ora presente nella cappellina di Castelvecchio dove è sepolto il Poeta.
Un luogo che ricorda le "poesie uccelline" dei Canti di Castelvecchio, immerse nella natura, vista anche attraverso la vita dura dei montanari, i "lombardi".

Nel primo pomeriggio trasferimento a San Pellegrino in Alpe per incamminarci fino al Giro del Diavolo, dove i presenti sono stati deliziati dalle famose leggende, raccontate dal Prof. Angelini, legate a questo luogo dove il diavolo avrebbe tentato San Pellegrino. Nel corso del tempo qui si sono accumulati tanti sassi di varia grandezza portati sulle spalle o in testa dai fedeli che salivano a piedi, in pellegrinaggio, in espiazione dei propri peccati e depositati, dopo aver compiuto per ben tre volte il giro del campo posto proprio sotto la Strada del Saltello. 

 



Il sole caldo aveva allontanato le nubi mattutine ed il vento freddo era diventato ora quasi una brezza che accarezzava le genzianelle che occhieggiavano in mezzo al paleo.
Un cielo nitido, azzurro come non mai, sovrastava il crinale che unisce la Romagna alla Toscana e un susseguirsi di vallate verdissime si apriva fino all'ampio orizzonte.
Da là, poi, scendiamo al Pradaccio, al cippo di Alfredo Caselli, fraterno amico del Pascoli, che qui soleva trascorrere in tenda le vacanze estive. 
Siamo al limite del bosco, davanti ad un grande pendio che sa d'infinito.
E il testamento olografo del Caselli, deceduto qui nel 1921, molto preciso nei suoi particolari e dedicato alle persone care e fedeli, risuona nelle parole di Sara Moscardini. 
Il dolce declivio è inondato di luce, sembra avvolto in un'atmosfera di calma e tranquillità. I caldi raggi, luminosissimi, rendono brillanti i colori puri della natura.
Mi affiora un ricordo di tanti anni fa quando una pastora del luogo presso cui ero andata, come ogni estate, per comprare il formaggio pecorino m'insegnò a riconoscere lo spinacio di monte (Chenopodium bonushenricus) che, mescolato alla ricotta di pecora, è ottimo per il ripieno dei ravioli. Sono andata alla sua ricerca e l'ho trovato con l'aiuto esperto ora di sua figlia, ma ho notato che non è più diffuso come un tempo.
Infatti, l'uso odierno del frullino tosaerba ne mina la crescita.
Mi sono persa a ripensare a quei cesti rigogliosi e alla meraviglia del Creato che sa offrire ciò di cui abbiamo bisogno.
Anche il dolce ricordo di quell'ortaggio spontaneo, conosciuto grazie a quella pastora, è poesia.






mercoledì 2 agosto 2023

Mio nonno

Grande esempio di solidarietà

Mia mamma mi ha detto questo

Mio nonno detto il Casetta veniva da Pegnana, forse abitava in una località chiamata in quel modo, poi con mia nonna stava alle Casacce: aveva la casa dove ora ci sono i campi da tennis del Ciocco. Oltre a coltivare quel piccolo pezzo di terra faceva il muratore, spesso veniva chiamato per fare piccoli lavori in case sparse nella montagna. Una volta si trovava in un casolare vicino alle Prade Garfagnine per fare un lavoro per conto del padrone. In questa casa, come contadini, ci abitava una famiglia numerosa con dei bambini piccoli.  Mio nonno mentre svolgeva il suo lavoro si accorse che sul tavolo mentre mangiavano non avevano la polenta di neccio, un alimento importante per quei tempi, praticamente facevano la fame. In quell’anno i castagni su in alto vicino ai mille metri di altezza, avevano fatto poche castagne e la farina era scarsa. Mio nonno quando tornò a casa disse al suo figlio più grande, stasera ti preparo un sacco di farina, domani portalo a quella famiglia nella casa dove lavoravo oggi. Il babbo di quei bimbi quando si vide consegnare quella farina non riuscì nemmeno a ringraziare e si mise a piangere.

Prima della seconda guerra mondiale le famiglie di contadini erano numerose e mangiavano quello che producevano, di solito per mangiare non c'era problema. Solo se per qualche motivo, tipo siccità o ghiacciate, le castagne e altri prodotti non venivano esistevano problemi.

Nei mulini i prodotti magari c'erano, ma nelle famiglie contadine mancavano i soldi per comprarli. 

domenica 30 luglio 2023

Stagione infernale...Luglio 2023

       09/07/2023    

      Con grande apprensione veniamo a conoscenza di un grave incidente occorso al nostro Prof. Siamo ovviamente sconvolti e nonostante la lontananza, (alcuni in vacanza altri occupati da molteplici attività), ci ricompattiamo e proviamo a portare conforto spiritualmente, o meglio virtualmente, come Lui ci ha addestrato, al nostro prof.   

      La nostra chat WA diventa ottimo veicolo di informazioni, in breve lui stesso ci fa partecipi dei notevoli disagi conseguenti, ma non manca di trasmetterci il consueto coraggio ed ottimismo che lo contraddistinguono.

      Dal giornale di Barga online di quel giorno


       A distanza di qualche settimana, in vista di una riconquistata normalità...torniamo ad augurargli un buon proseguimento di estate...ci vediamo presto! 




venerdì 21 luglio 2023

A seguito di: La Corsonna di Emilio Lammari

https://www.adultiancoraascuola.eu/la-corsonna-chi-come-me-oggi-e-nonna-puo-dire/ 


Bello l'articolo di Emilio, ricco di memorie condivise, e letto e riletto quindi con gran piacere. Fantastica la foto della passerella oscillante, che credevo introvabile.

La percorrevo da bambina correndo sulle tavole di legno che sobbalzavano forte, in senso contrario al dondolio della passerella : non era facilissimo mantenere l'equilibrio ed avevo un po' paura, ma non volevo certo esser da meno del mio grande fratello. Era una prova di coraggio! (da farsi, spero, quando il torrente era in secca) Nel ricordo di me bambina la passerella aveva un'altezza incredibile ed era lunghissima, vederla nella foto mi ha fatto sorridere.
Molte persone la percorrevano, specie la Domenica quando a Barga c'era il mercato e chi abitava di là dalla Corsonna, alla Moma o ad Albiano veniva in "città" per la S. Messa e il mercato, camminando lungo quella mulattiera, lastricata e ben tenuta che, al Candino attraversava il torrente. Anche i negozi erano aperti la Domenica e le Banche chiudevano soltanto il Lunedì.
C'era chi passava per il sentiero con scarpe grosse o zoccoli di legno,  tenendo al collo, legate tra di loro le  scarpe della Domenica, pulite e lucidate, da indossare, appena in vista del paese, per la Messa e il mercato domenicale.
Anche gli zii di mia mamma venivano a Barga a piedi dalla Moma a comprare lo zucchero, il sale e le altre poche cose che non venivano prodotte dai contadini della zona. Si recavano alla messa delle nove in S. Rocco, sempre affollatissima perché nella zona del mercato e si fermavano a mangiare da noi, che lì abitavamo, portandoci qualche uovo, talvolta un pollo ruspante e, sempre, verdure appena colte dal loro grande orto e avvolte, a mo' di cestino, in un fazzolettone a quadri bianchi e blu.
Tra i contadini di allora c'era un vecchio ( vecchio secondo me bambina) che ogni tanto mi raccontava del cavallo e delle sue mucche, aveva gli occhi celesti e mi  affascinava tantissimo perché non portava le scarpe :  camminava a piedi nudi!   Non capivo come facesse a non sentire male sulle stoppie e sui sassi appuntiti e mi incantavo a guardare quei piedi grossi e callosi.    Provavo anche ad imitarlo, di nascosto a mia madre, ma, nonostante i miei sforzi ero in grado di farlo solo su un prato di erba fresca.

Dell'infanzia rimangono frammenti,  flash vivi e come appena avvenuti.  Se ne stanno spesso nascosti negli angoli della memoria , ma, come in questo caso, leggendo l'articolo di Emilio, esplodono, balzando fuori vivi e graditissimi.     GRAZIE EMILIO!

mercoledì 19 luglio 2023

La Corsonna: articolo scritto da Emilio Lammari

 Il fanciullino che ero, sull'acqua d'argento del Serchio e sulla verde Corsonna. Com'era l'ambiente naturale fuori dal nido di casa mia? Cominciai a scoprirlo quando piccolissimo mi padre mi portava con se al Campo dell'Impero, dove vicino all'alveo del Serchio coltivava l'orto. Erano i primi anni cinquanta e a quel tempo non si praticava la pesca sportiva, dall'argine del fiume vidi uomini catturare i pesci stordendoli battendo con una mazza sui sassi affioranti d'acqua. Era quello un modo efficace a quel tempo per riempire i piatti. A sei anni la mia famiglia si trasferi nella campagna di Albiano sulla Corsonna. Da li nell'ottobre del 1954 iniziani ad andare a piedi a scuola Barga passando sulla passerella oscillante posta su cavi. Più in là dell'acqua della Corsonna c'era il mulino, erano i primi meccanismi che osservavo e mi affascinavano. Ricordo con nastalgia l'Alfredo il mugnaio che lo teneva vivo, i ballocchi di farina dolce che mi regalava il rumore delle macine in movimento, il getto dell'acqua contro le pale. Ora quel rumore me lo ricordo suono. Da quel punto della Corsonna iniziai ad osservare l'orizzonte, le Panie, il Gragno , il Forato dove in purezza segretamente pensavo che finisse il mondo abitato, ero un terrapiattista convinto. Poi anni dopo mi portarono sul quel profilo e allora da lassù osservai che "ci sono più orizzonti di quelli che vedi."D'estate presso la diga del Candino divenne la spiaggia di Barga, un folla di ogni età veniva a fare il bagno molti con la saponetta in mano nell'invaso che si venne a creare con lo sbarramento della diga. Noi ragazzi nella platea dove imparai a nuotare dove l'acqua era meno profonda. Da casa la mamma mi chiavava spesso per localizzarmi dove ero. Poi verso gli gli 8 e i 10 anni cominciai ad esplorare catturando girini e ranocchie, i grilli nei prati, per raccoglie le more e pescando a mano nei momenti di secca, trote, anguille, chiozzi e rovelle che all'epoca popolavano l'acqua del torrente e la gora del mulino. Un giorno mi spinsi oltre e trovai un'altro mulino dove abitava Pietro mio compagno di scuola, scopri allora che il primo mulino non era più il solo. Iniziai cosi pian piano a conoscere ed a esplorare il percorso della Corsonna, che divenne la mia palestra. Con la paura addosso che mi attanagliava quando mi allontanavo troppo da non sentire più le grida e la voce della mamma con i suoi rassicuranti richiami. Iniziai cosi col timore dell'ignoto, sulla mia cara e verde Corsonna a conoscere il territorio



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martedì 18 luglio 2023

MY SHADOW AND I ....

 18.07.2023 ....


Me and my shadow …

 

There’s nothing better than starting the day practecing a quick walk. Early in the morning the fresh summer air regenerates your lungs and hugs your heart. You feel covered from head to toe by energy. Along the road only the chirping of the birds break the silence, and you glance to capture all the best of the green scenery surrounding you!

Nature life is amazing.

 

All of a sudden appears my shadow!!!

it follows me,

 it turns in front of me,

 then it switches on my left,

 and quickly switches on my right.

 It makes me dizzy!!!

e.s.#

 

I love the wild flowers growing on the edges of the road, and I admire the sunbeams shining on the ecobales in the dry fields. All this gives a delightful pleasure. The trees look even higher under the blu sky.

It’s fun walking with my mischievous shadow under the big, and wonderful Pania mountain.

 

 


 

Non c’è niente di meglio che iniziare la giornata praticando una veloce camminata. Nelle prime ore del mattino l’aria estiva rigenera i polmoni ed abbraccia il cuore. L’energia positiva ti avvolge. Per la strada solo il cinguettio degli uccelli rompe il silenzio, e regala agli occhi una miglior visione del verde panorama circondante.

La natura è meravigliosa.

 

 

Tutt’ad un tratto  appare la mia ombra,

mi segue,

 ruota davanti,

poi arriva alla mia sinistra,

e velocemente cambia alla mia destra.

Mi  fa girare la testa!!!!

e.s.#

 


Ammiro i fiori selvatici che crescono lungo il ciglio della strada e mi fermo a guardare i raggi di sole che splendono sulle ecoballe sparsi qua e là nei campi aridi. Gli alberi sembrano più alti, quasi accarezzano il cielo azzurro.

É divertente camminare sotto la sempre bella Pania a fianco della mia ombra birichina. 

















lunedì 17 luglio 2023


La magia delle lucciole

Quando le serate estive si fanno sempre più calde, si accendono tante piccole luci che si muovono libere nel buio. 
Una danza meravigliosa che brilla a intermittenza: è il tempo delle lucciole
Possiamo ammirare lo spettacolo solo allontanandoci dai luoghi illuminati dalle luci artificiali, andare in mezzo alla natura e silenziare i nostri flashes. 
Allora ecco l'incontro con la loro bioluminescenza (così si chiama questo fenomeno). 
La lucciola ama la notte. E poi, come potresti vederla se non fosse notte? 
Anzi, illumina anche le zone più buie, creando un'atmosfera magica. 
In genere è sempre in buona compagnia. Si muove  in gruppi. Ricordo, da bambina, veri e propri sciami. 
Qual è il loro segreto? 
Sono piccoli coleotteri, maschi e femmine, che producono la luce nella parte terminale dell'addome: è il loro rito di accoppiamento. 
La femmina sta tra i fili d'erba, non vola, brilla. Il maschio sorvola la zona cercando il segnale luminoso della femmina. Appena la vede, scende e avviene l'accoppiamento.


Non sapevo tutto questo da bambina, ma il loro bagliore aveva un grande richiamo su di me perché, oltre alla bellezza, nascondeva un mistero. Ogni lucciola infatti, una volta catturata e messa sotto un bicchiere o in un barattolo di vetro, garantiva la mattina seguente qualche soldino.


La voglia era di catturarne più di una, così di sera in sera avrei riempito il mio salvadanaio, ma la mamma diceva che solo lasciandola unica sarebbe arrivato il "mitico" regalo. 
Naturalmente, di nascosto, ridava poi la libertà al povero insetto.
E la mattina dopo, ... che gioia! Come brillava quel soldino!
Proprio come la lucciola!
Ricordo che con quelle dieci lire compravo il primo gelato, ad un solo gusto, dal Morino.
Il tempo in cui sarebbero comparse le prime lucciole, allora, era molto atteso, particolarmente da noi bambini che abitavamo in campagna. 
La scuola era finita e l'orario per andare a letto era un po' allungato.
Era il gioco della sorpresa: quando ci saranno le lucciole?
La mamma ci invitava a vigilare. Era un modo per farci sognare.
Negli ultimi anni, purtroppo, sono diminuite. Addirittura dicono che siano in via d'estinzione per varie cause: l'inquinamento ambientale che distrugge il loro habitat, l'inquinamento atmosferico e l'aumento della luminosità artificiale, l'uso dei pesticidi.
Nonostante questo, io le aspetto, anzi le vado a cercare nel buio.
Il loro fascino è irresistibile...

"Lucciola lucciola vien da me
che ti do il pan del re
pan del re e della regina
lucciola lucciola vieni vicina"

Da loro anche una pillola di saggezza:
"Non prendere lucciole per lanterne"
                                                           
                             





                   




                 

mercoledì 12 luglio 2023

IL RITORNO DEL PALIO DI GALLICANO.

 

13.07.2023            LET'S START AGAIN!!!



                           1997 


1988






1977

 

Ogni paese ha le sue tradizioni, ed ogni paese ha il suo Patrono.

Per Gallicano,  il 25 Luglio è giorno di festa. Sfila il Palio di San Jacopo.

Da più di 50 anni, esiste questa bella manifestazione.

Tutto prese vita dall’idea di alcune persone che volevano  divertirsi. Iniziarono un gruppetto di abitanti nella zona all’di ‘la dell’ARCO. I più creative fecero un carretto abbellito con cose semplici,  altre persone  si trasformarono con costumi fatti per caso, e suonarono qualche cembalo per far rumore. Tutto questo per dare senso ad una piccola sfilata portata in giro lungo le strade del Centro Storico. L’anno dopo si unirono altre persone di diversi quartieri della borgata, fino a creare i 4 rioni. Dal quel momento nacque una sana competizione, a volte molto animata tra i paesani.



1989



Anno dopo anno i carri fatti di carta pesta diventarono sempre più sofisticati. La sfilata si presentava con belle donne, vestiti sfarzosi, bimbetti a seguito, si sentiva tanta musica e tutti ballavano.

Il tifo per il rione del cuore non mancava.

Al giorno d’oggi i rioni sono 3, BORGO ANTICO, MONTICELLO, E BUFALI.

Il lavoro per la realizzazione della manifestazione è molto impegnativo, e le spese sono tante.


Dopo uno stop di 3 anni per la pandemia, quest’anno ritorna il Palio in tutto il suo splendore. Per la ripresa di questa tradizione va il merito a tutte le persone che amano il loro paese e non hanno voluto perdere le usanze della festa del  Patrono San Jacopo.

 

P.S. GALLICANO VI ASPETTA .........

 

PRIMA USCITA 15 LUGLIO ORE 21

                                                                         

          SECONDA USCITA 25 LUGLIO ORE 21 

 

domenica 9 luglio 2023

Un campo di lavanda ...

 9.07.2023


Un campo di lavanda …..

Alla lavanda sono attribuite numerose attività: sedative, antispastiche, antinfiammatorie, antimicrobiche e perfino ipocolesterolemizzanti. Più precisamente, tutte queste proprietà sono ascrivibili all'olio essenziale estratto dalla pianta.

Basta un breve scorrere tra i rimedi casalinghi e le ricette fai-da-te per sapere che la pianta di lavanda è di gran lunga una delle erbe preferite dalle nonne e non solo.

Non solo è bella e fragrante nel giardino, ha centinaia di usi (letteralmente). È la base di oli essenziali dalle mille proprietà benefiche ed è molto utile nella quotidianità.

La lavanda è nota per la sua capacità di migliorare il rilassamento e promuovere un sonno ristoratore. Meglio di tutto, a differenza di alcuni oli essenziali che richiedono molta cautela, la lavanda cade sul lato più sicuro dello spettro, rendendola un'ottima scelta da utilizzare per neonati e bambini. Un rimedio naturale che aiuta i bambini a stare calmi e ad addormentarsi.

Vediamo un pò cos'altro può fare ...

Lavanda: il piccolo fiore viola dal grande potere.

Si scopre che c'è una buona ragione (molte buone ragioni) per cui la lavanda è il braccio destro di una mamma in casa. Originaria dell'Europa meridionale e parti dell'Africa, dell'Asia e dell'India, molte culture antiche e medievali facevano affidamento sull'erba non solo per il suo profumo caratteristico, ma anche per le sue proprietà antidolorifiche e sedative.

 


Camminare in un campo di lavanda è incantevole. La sua inebriante essenza appiccica alla pelle come una spruzzata di profumo. Nella stagione della fioritura il colore violetta si accentua, ed è una pianta esile ma molto robusta. La lavanda esiccata sprigiona il meglio della sua fragranza. Confezionata in apposita sacchettini, ed appesi nell’armadio, è un naturale rimedio per tenere la biancheria, e non solo, con la freschezza del bucato appena fatto.

 

 

 

mercoledì 28 giugno 2023

SUMMER HOLIDAY TIME!

 

 28.06.2023

         EVa lo sai che i ragazzi e ragazze delle scuole sono in vacanze?  e come per tutti gli studenti, lo sono anche per noi AAAS.

Qualche volta è nostra abitudine darci appuntamento per il “coffee time”. Solita ora, solito posto, alla pasticceria Lucchesi. Il mercato settimanale è una bella vista dal nostro tavolo ed i clienti del bar non mancano intorno a noi.

 C’era molto chiacchiericcio.

 I nostri discorsi erano  rivolti a come trascorreremo le ferie, senza dimenticare che per alcune di noi non mancherà l’impegno di accudire ai nipotini, perché tanti  genitori lavorano e non possono godere di questi mesi di riposo insieme a loro.

 Comunque per noi del corso d’informatica piace manipolare sulla tastiera del pc, ed il Professore ci accontenta con un esercizio da fare nel tempo libero. 

Mentre stiamo gesticolando tra di noi arriva il cameriere per l'ordine, e prende appunti: un caffè, cinque macchiati deka, due cappuccini,  e un macchiato caldissimo.

Per noi è sempre un momento piacevole stare insieme.

 Oggi ci sentivamo golose ed abbiamo acquistato una cassettina di buon prodotti della casa!!!!

Alla fine ascoltiamo il Prof che ci incuriosisce con qualche spunto di novità per il  futuro anno academico.

Il tempo vola, ed è arrivata l’ora dei saluti.

Era divertente camminare tra gli stand del mercato, sono sempre molto riforniti.

Ci siamo promesse di rivederci presto!!!!!!



         EVa do you know that the school kids are on holidays ? As for all the students, it’s the same for the adults of  Lifelong learning!

Sometimes our class of computer science course meet  for a “coffee time”, same hour, same place, at the Lucchesi cake shop in Barga. From our table we had a good view of the busy weekly market. Around us the tables were full of other clients.

Many people made noisy chatter.

We talked about our holidays, but some of us have to take care of the grandkids while they are home from school, because the parents worked and don’t have a chance to stay with them for so many days in vacation.

Well! we like to work on our pc so our Teacher pleases us with giving  some homework  do in our spare time.

While we were talking, the waiter came  to ask for our drink. He wrote: one coffee, five deka coffee with milk, two cups of milk and coffee, and a hot coffee with milk.

We enjoy staying together!.

 Today we felt very  greedy, we bought a box of  delicious products from the shop.

At the end, the Teacher capted our attention with some novelty for our next year course..

Soon it was time to say goodbye. Walking  through the market stands  was fun, they are so full of nice things.

We promised to meet again soon!!

 

sabato 24 giugno 2023

MCD e MCM, l’aritmetica di AAAS.

 




Nel tempo del "prendiamoci una pausa", ma anche del covid che fa capolino tra noi, qualche passatempo possiamo indicarcelo, no?

Il primo è stato CROSSWORDS in Little English.  hpps://puzzel.org/it/crossword/play?=-NXN-bJ5FRYNOQqq1hUN 

Il secondo lo iniziamo qui da adesso, speriamo che qualcuno partecipi. 

Minimo Comune Multiplo (MCM) è numero più grande di quelli considerati poiché è multiplo di ognuno di essi.

Il Massimo Comun Divisore (MCD) è numero più piccolo di quelli considerati ed è il più grande divisore comune ai numeri considerati.  

Quale è la componente che accomuna maggiormente gli AAAS dei quali si leggono meraviglie?

Facciamo l’operazione necessaria, come si insegna alla scuola: scomponiamo la realtà ed individuiamo i fattori presenti nelle singole persone (le monadi degli AAAS) e troviamo senz’altro: l’età, l’istruzione, l’occupazione e il lavoro, la curiosità, il coraggio a mettersi in gioco, genere, la partecipazione ai corsi di Informatica Pratica, la pazienza ed il rispetto. (ma tu puoi individuare anche qualche altro fattore)  

Non facciamoci ingarbugliare i pensieri e non incrociamo gli occhi mentre facciamo questo gioco, anzi 2 giochi!

Facciamolo individualmente, ognuno per conto proprio, poi condivideremo le nostre soluzioni e le confronteremo.

A) Nel gioco del Massimo Comun Divisore: qual è il valore che accomuna comunque tutti? Pren diamo in considerazione i fattori e individuiamolo: a nostro giudizio uno o più fattori comporranno senz’altro il MCD: insieme comporranno il minimo oggettivo di ciò che ha unito tutte e tutti!

B) Nel gioco del Minimo Comune Multiplo, invece, individuiamo “quella cosa” più grande di ogni persona considerata e dei suoi fattori comuni o non comuni, ma che contiene tutti e tutta la vicenda. Cosa valutiamo che sia? 

Come mai la proposta di questo gioco?

I Magnifici Personaggi dell’Isola delle Mascherine devono avere o aver trovato qualcosa che li ha fatti restare uniti da tre anni! E come in tutte le Band (Complessi) musicali avviene che ci sono nel tempo chi va e chi entra, ma il nucleo forte (lo zoccolo duro) rimane ed ingloba i nuovi che non fanno rimpiangere chi se ne è uscito. 

Il gioco del MCD e del MCM ci possono dire qualcosa a proposito.

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( a continuare con la seconda parte della proposta ....) oggi il 24.06.2023.


Fase 2 – AAAS. Lo scorso mese di maggio c’è stato il Convegno dedicato alla loro esperienza, a Ricordi dal Viaggio, la fantastica vicenda degli AAAS nell’Isola delle Mascherine. Pensiamo un po’ come devono essersi sentirti quelli del gruppo di redazione del libro. Per loro è stato il primo Convegno pubblico in cui sono stati oggetto e soggetto di dibattito e di illustrazione. Una esperienza nuova e inaspettata fino a pochi mesi fa. E l’hanno preparata con coerenza e spirito di gruppo. Con impegno personale e coscienza della difficoltà che comportava una esperienza del genere: mettersi in berlina, anzi alla guida di una cabriolet, senza capote: tu guardi tutti e tutti ti guardano, con quello che può comportare in fatto di emozione, di prontezza di spirito e di risorse di grinta.

 

E qui, a questo punto, il MCD può indicarci quale collante tiene assieme gli AAAS del gruppo di redazione. Vediamo di calcolarlo assieme. La procedura è ad imitazione dell’aritmetica, ma i fattori sono emozionali e comportamentali. …..

……  ci vuole una tabella …. Tu che sei una o un partecipante al gioco vai sul Documento Condiviso nel tuo Drive e procedi. Sarai determinante per la ricerca-GIOCO che andiamo facendo in questa Estate 2023.


___________________   IL GIOCO è in attesa della compilazione della tabella visioni individuali 😯




















 

IL BIKINI : elucubrazione postuma di un'ottantenne dopo un caldo giorno di mare.

               IL BIKINI Vien fatto di rinunciarvi da anziani : ciccia cadente, rotolini sporgenti, poppe sostenute da una provvidenziale e ...