venerdì 22 dicembre 2023

 Oggi 22 Dicembre 2023 vorrei fare gli auguri a tutti i miei compagni AAAS e al nostro Prof. inviando il mio ultimo lavoro ...


















































Buon anno a tutti noi!
 


Daniela P.


 
















lunedì 18 dicembre 2023

Dal LIBRO al CALENDIARIO. A Barga continua la vicenda degli Adulti Ancora A Scuola.

 Ci torno sopra. A questo argomento. Mi piace raccontare la prospettiva dalla quale guardo ancora la fantastica vicenda degli adulti Ancora A Scuola.


Barga. Il nuovo prodotto della operatività del gruppo di Informatica Pratica Sfogliando Il Digitale è un nuovo calendario per il 2024, fatto apposta per concludere il decennale della associazione e per augurare un Felice Anno Nuovo. E' stata una dura sfida in classe ed on line, ma alla fine ancora un prodotto e interattivo anche se bidimensionale. Grazie ai QR-code chiunque può provare a imparare qualcosa di nuovo stando davanti al Calendiario. Un po' di scuola senza tornarci :-) 👨👩

Qualcosa che ho sentito dire?
“Un progetto ambizioso per degli studenti adulti, ma pensiamo che il risultato sia carino e interessante. il CALENDIARIO (un errore improbabile e stuzzicante) è stampato! “

Il suo titolo è “Cavalcata nei 10 anni di UniTre Barga a cura degli Adulti Ancora A Scuola”, contiene molti di QR code.

“Con questi QR code pensiamo di rendere il calendario, che sta fermo sulla carta, dinamico ed interattivo, nel senso che il lettore può limitarsi alla pagina, ma può esplorare di più e oltre usando il telefonino; inquadrando il codice QR può navigare attraverso il web e completare le informazioni che riceve dalla lettura degli episodi del CALENDIARIO.”

Ha una copertina vistosa, un blu acciaio che sostiene lo sguardo e impegna il dentro del contenuto. È tutto da vedere e da sfogliare. Saranno certamente contenti i soci di UniTre Barga di trovarvi ricordi e immagini, di rivedere magari se stessi o di leggere il proprio nome nel diario dell’anno. Tutti quanti potranno sorridere, ma anche commentare gli episodi dal Mondo che gli AAAS hanno scelto d’inserire nel calendario.

Ma, se lo volessero, ci sarebbe per chi lo chiede?
"Ne sono state stampate soltanto 100 copie." 

Alla fine, l’idea del contenuto del calendario è semplice e complicata assieme. “Abbiamo festeggiato il decennale dell'UNITRE; perché non accorpare qualcosa della storia dell’UniTre a qualcosa della storia di quei dieci anni?   Ogni mese del calendario mette assieme una vicenda accaduta nel Mondo nell'anno e qualcosa di UniTre Barga per ogni anno del decennio (dal 2012 al 2023)! “

Lunedì 19 Dicembre viene presentato al pubblico che sarà presso la Sala Colombo al termine dell’ultima conferenza del programma 2023 di UniTre Barga (ore 17.00). Il prof. Palagi illustrerà “Greggio: via dell’umiltà. Ottavo centenario del primo presepe vivente di Francesco”.

Poi, gli Auguri di Buone Feste con il Calendiario dedicato “a tutte le persone che hanno reso possibili questi 10 anni, a cominciare dalla Sonia, la Presidente del decennio.” 

Che ha promesso un brindisi! 🤗 🎉

Poi, più tardi la proposta è di andare in gruppo a magiare una pizza. Ci sarà anche Vincenzo, quello che ha suggerito di aggiungere una i in mezzo al calendario.

La Maria Rosa non ci sarà perché è un po' malatina. "Guarda di guarire presto, per goderti le Festività! Anche a te un 🤗

Sul web il Calendiario degli AAAS è fruibile sui siti di unitrebarga e di adultiancoraascuola.



martedì 12 dicembre 2023

PER GRAZIELLA Un Ricordo

 



Il Giardino come quartiere comune, l'amicizia delle famiglie, la sorella Lauretta....questa l'infanzia,  poi la vita adulta ci ha disegnato luoghi diversi. 

Da pensionata sono tornata a vivere a Barga. Ogni tanto la vedevo, così mi piace ricordarla: 

Davanti al suo negozio,  là, in Barga Vecchia, una sera ci siamo incontrate, mentre  il tramonto colorava le  case e la piazza e l'aria stessa, e un'atmosfera di quieta attesa  invitava a condividere  i ricordi di un'antica amicizia. Con affetto e partecipazione abbiamo parlato delle rispettive famiglie e di  mio padre, che lei ricordava con piacere e riconoscenza per l'allegria che spesso aveva portato nella sua casa e così, liete dell'incontro, ci siamo salutate, sulla porta di quel suo negozio tanto curato ed elegante, lei sempre accogliente e partecipe.

Ci si vedeva raramente ma l'andare in Barga Vecchia mi era suggerito spesso da quelle brevi chiacchierate che lì ci scambiavamo e lì, il legame con Barga e l'amore comune per quegli antichi luoghi....il Duomo, le piazzette, le carraie...  si rinnovava per il piacere di entrambe.

....in questo momento le campane suonano e qualcuno ha gli occhi annebbiati di lacrime. E il doppio insiste, a distesa. Tutta l'aria ne è piena.  (da...Quando arriva il Natale di Graziella Cosimini)

giovedì 7 dicembre 2023

Non è più una novità ... (dedicato agli AAAS)

Non è più una novità che negli adulti ancora a scuola si facciano cose oltre l'ovvio e che e non è più una novità che che ogni passo avanti, una sfida l'abbiamo spesso chiamata, sia, a questo punto della storia, accolto con una calma aspettativa, non più con eccitazione. Anzi, il dubbio snob cerca di insinuarsi, e scatta prima il gesto della distrazione. Ma è un attimo, l'attimo di smarrimento passa  poiché, comunque, ancora quello che passa al convento dell'educazione digitale tocca le corde  del  ... che ... abbiamo ancora  "d'amparare".  Sia perché il metodo di AAAS è quello di scovare strade da percorrere che solo dopo un pò si scoprono nuove e proficienti, sia perché le cose da imparare sono più lunghe di qualsiasi vita, sia perché l'evoluzione al digitale non si ferma e tu devi comunque sempre inseguire. E si scopre quanto sia psicologicamente reale il paradosso  della corsa tra la tartaruga ed Achille: Achille non raggiungerà mai la tartaruga, se questa ha un vantaggio, pur minimo, su di lui”. Aristotele descrive così il paradosso: “il più lento (la tartaruga) non sarà raggiunto dal più veloce (Achille) perché l'inseguitore dovrà passare per il luogo che l'inseguito ha appena abbandonato”....

L'abitudine ad andare a scuola, il suo diventar routine è un veleno o un mettersi il prosciutto sugli occhi, fa calare adrenalina e curiosità, sia agli scolari che agli studenti, ancorché adulti. Forse perché chiunque pensa di essere Achille. Il paradosso, invece, per noi, quando capiamo che cosa voglia dire essere adulti, è che scopriamo che  adulti significa ancora che "c'è sempre da imparare!", e questo nonostante che abbiamo detto, alla fine dei nostri studi da giovani, "finalmente è finita! Vado a mettere i libri in soffitta, e chiudo!"

Per questo per un e una adulta tornare a scuola è dura! Ma poi si vede chi è "ancora a scuola" e chi no, tra la gente adulta! 

Tuttavia, imparare non deve diventare pesante, per questo ci sono dei metodi come quelli che adoperiamo in AAAS: a volte ti sembra di sprofondare nell'iintrigato o nell'inutile o nel già visto: poi la scintilla del nuovo e del non conosciuto, cioè della utilità della curiosità si riaccende.

È forse questo che può capitare dopo un ciclo di studi intenso, di tre anni, con prove ed esami che mettono alla prova la tua capacità di crescita non soltanto in informatica pratica, ma anche nel pensare, nel correggere il tuo controllo personale, nel concedere e nel cercare il valore del lavoro a 20 mani del quale ti eri dimenticata/o o che non avevi mai fatto perché non era in auge ai tui tempi o fino a quando non hai incontrato gli AAAS.

E poi ci sono gli inconvenienti, anche tecnologici, o gli impegni della vita che ti chiedono di sospendere o passare ad altro. Anche altrove ci si può realizzare, non solo nello studio, certo! Le esperienze intense hanno bisogno anche di pause o di distrazioni nel senso di fare altro.

I successi, contengono gratificazioni, sono importanti, sono molle o trampolini di lancio per altre sfide o vicende fantastiche. Tuttavia sono come le ciambelle, quando le mangi non ti rimane in mano neppure il buco! 😊 E poi il successo stressa, per questo il consiglio è cercar di ripeterlo ma in modalità via via diverse. E il successo può essere superfluo o può avere delle prospettive, delle mete. 

È possibile farsi la domanda su quando gli AAAS abbiano concepito di aver effettivamente delle mete. Individuali, di gruppo, di associazione. Oppure le abbiano riconosciute a cose fatte, vissute.

Il logo in alto dice: AAAS continua. Quindi può voler dire anche che ormai atteggiamenti e metodologie sono comprese e saranno comunque AAAS anche in ordine sparso e senza stare con gli AAAS. 😶

Un po' l'atteggiamento degli scienziati: per loro non è una novità cercare di scoprire, e percorrere per questo strade nuove con la medesima meta. 

Ci sarebbe adesso da dichiarare la meta, anche se è insita nella esperienza pluriennale degli AAAS .

E l'altra cosa è: la meta è uguale (la stessa) per ognuno o ce ne sono di personali che convivono con quelle condivise nel gruppo? O ancora, le mete si scoprono durante il percorso? 

Le mete ( almeno per me AAAS) sono obiettivi da raggiungere anche se sono consapevole che comportano fatica e a volte voglia di rinunciare, ma la voglia di mettersi in gioco prevale sempre, e allora forza e AVANTI!..DanielaP:........

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martedì 5 dicembre 2023

LA CAVALCATA DEL CALEN-DIARIO 2024

 


CALENDIARIO 2024

 

Waiting for the coming new year are you ready for the final count-down?,

 

Ten, nine, eight, seven, six, five, four, three, two, one ……………..

BLAST OFF!!!!

 

Con un salto saremo nel 2024!!! HIP HIP HURRAAAA!!

 


Siamo giunti al conto alla rovescia per festeggiare l’arrivo del nuovo anno 2024,  ed insieme c’è anche l'arrivo del NEW CALENDAR idealizzato dagli AAAS del corso d’Informatica pratica, presidiato dal PROFESSOR LUTI.

(Pieranna, Mariella, Maria, Patrizia, Luciana, Rita, Francesco, Daniela, Mariarosa, Emma)

 

La principale volontà di noi Studenti di AAAS era di celebrare, attraverso  immagini e flash di ricordi il traguardo decennale dell’Associazione dell’UNITRE DI BARGA. Volevamo portare nelle  case della comunità le memorie del lavoro svolto con tanta passione dal suo DIRETTIVO, capitanato da dieci anni dalla Presidente Sonia Ercolini, e con l’assidua partecipazione dei suoi soci. Rivivere con le famiglie qualche accenno delle tante conferenze effettuate, gite, e pranzi all’insegna dello stare insieme.

 

In questi anni passati sono successe tante cose,  il come è nata durante la pandemia L’ISOLA DELLA MASCHERINE, e non solo. In noi si è “accesa la lampadina” di intrecciare il mondo dell’UNITRE al mondo che ci circonda.

 


Gli argomenti da scegliere sono stati motivo delle nostre discussioni on-line e degli incontri in presenza nell’aula dell’Informatica all’ISI di Barga. Da qualche anno siamo diventati esperti navigatori del web, e in poco tempo siamo arrivati alla decisione degli argomenti da portare  sui mesi del nuovo calendario.

 

Ci siamo impegnati a selezionare gli appunti, prima su WORD, POWER POINT, e concludere con individuare scrupolosamente le tante immagini da unire agli spezzoni di notizie, offrendo la possibilità  di entrare nell’intero articolo scannerizzando il QR code, quello che abbiamo imparato a creare appositamente per questo lavoro, grazie al nostro PROF. LUTI.

 


Quando il calendario era ancora virtuale ci dava l’impressione che più di un semplice CALENDARIO assomigliava ad un DIARIO e con l’inventiva dello studente di AAAS, VINCENZO CARDONE, è arrivata la parola CALEN-DIARIO. Questa nota ci ha entusiasmato ed è stata approvata ed applaudita da tutti noi  perché in esso racchiude tanti avvenimenti, forse dimenticati, praticamente  come scartabellare un 

DIARIO MENSILE .......  MONTHLY DIARY ....

 

BUONE FESTE

 

 


 

 

 

 

IL CALENDIARIO

 





Si parte dal titolo che solo alla fine è stato  discusso e deciso:  CALENDIARIO non un errore ma un qualche cosa di improbabile e stuzzicante, che si è visto come adeguato e aderente allo scorrere della storia degli anni  del Decennale di UNITRE Barga .

L'inizio della "cavalcata" è stato movimentato:  lo facciamo anche quest'anno il calendario? E che si fa stavolta? Di che si parla? e il filo conduttore?... Le idee corrono arruffandosi.
Nell'arruffamento la sottoscritta ci sguazza volentieri, ma poi, facilmente, ci resta impigliata e non riesce più a venirne fuori.    Il soccorso provvidenziale del Prof. ha fatto intravedere a tutti un nuovo percorso. 
Il Prof. come al solito, zitto zitto, ci fa lezione di Informatica facendoci appassionare a qualcosa che ci interessa, e supportandoci poi quando ci perdiamo nelle strade del WEB o ci blocchiamo nei tentativi di dar forma sul Pc a quello che abbiamo in mente.

C'è stato il decennale dell'UNITRE 
 Perchè non accorpare qualcosa della storia dell' Unitre a qualcosa della storia di quegli anni?   Ogni mese del nuovo anno (2024)  potrà portarsi dietro una vicenda accaduta nell'anno e per ogni anno del decennale,  dal 2012 al 2023 . Una specie di diario , leggi Calen-diario   😊😊😊 
L'idea è piaciuta ...con al seguito perplessità e domande.
Difficile da mettere in pratica: scovare tra i tantissimi avvenimenti di quegli anni l'argomento che ognuno di noi riteneva adatto e nello stesso tempo espressione del suo modo di sentire.
Molto interessante e una buona lezione di Informatica pratica è stato  l'approfondire gli argomenti scelti viaggiando qua e là nella rete.
Missione all'inizio avvertita quasi come impossibile è stato: 
1) Il compattare la gran quantità delle cose acquisite nell'evento scelto
2) Lo smozzicare via via la notizia senza perdere l'essenza di quello che si voleva dire e comunicare 
3) Il far rientrare il tutto  in poche righe e in quel pezzettino di spazio che appariva via via sempre più piccolo tra le foto e i giorni del mese del calendario reale. 

E il collegamento con UNITRE?   Bello e sentito, ma... come fare?
Quello che è venuto fuori a noi piace e, si spera, anche a voi.

Da ringraziare chi ci ha aiutato a ripercorrere gli eventi dell'Unitre e a ricercare le foto che a noi mancavano, e, ancora una volta, un grosso grazie al Prof. Renato Luti perché senza i suoi  puntellamenti la costruzione del calendario sarebbe, di certo, risultata  traballante e a  rischio di rovinosa frana!

                                                                  


BUON 2024 !!!  agli Adulti Ancora A Scuola  e a Chi ci leggerà 





lunedì 20 novembre 2023

HOME SWEET HOME


 20.11.2023

PARVA SED APTA MIHI

Piccola, ma adatta a me.

 

Nel 1525, reduce dalla Garfagnana dove era stato governatore per conto degli Estensi, Ariosto tornò a Ferrara, comprò una casa e sulla porta scrisse:

PARVA SED APTA MIHI, SED NÙLLI OBNOXIA,

PÁRTA MÉO SED TÁMEN AÉRE DÒMUS.


(tratto da “SIAMO TUTTI LATINISTI”, di CESARE MARCHI)

 

“PICCOLA MA ADATTA A ME, DEBITRICE VERSO

NESSUNO, MA ACQUISTATA COL MIO DENARE”.


“CASA MIA CASA MIA

PER PICCINA CHE TU SIA

TU MI SEMBRI UNA BADIA”.

(ELDA BOSSI)

“HOME SWEET HOME”


“Quanto è bello avere la casa propria” diceva mia Mamma.

I miei genitori amavano la  loro casa. I primi anni in Australia era ovvio che avessero una casa in affitto, si dovettero adattare alla situazione di essere emigranti.

                 La nostra prima abitazione in Melbourne (1958) era situata a pochi passi da Endinburgh Gardens. Era un’abitazione a due piani, stile Inglese in Furgie St. Noi abitavamo al piano terra, ed una famiglia di Turritecava abitava al primo piano. Era suddivisa con tre camere, salotto, una ampia cucina, il bagno ed il gabinetto all’esterno nel  “back yard”. Ci si stava bene, era poco distante dalla scuola, vicino alla Zia e dove c’erano  tanti negozi. Le mie sorelle sono nate negli anni in cui abitavamo in quella casa.        

                   


Dopo sette anni di duro lavoro, e con tanti sacrifici, i miei genitori decisero di acquistare una nuova abitazione. La casa scelta era più distante dalla scuola e dal centro.

Ricordo come ieri(1965) quando si presentava da noi l’agente immobiliare, vestito con giacca e cravatta, guidando un macchinone per accompagnarci a vedere le case in  vendita. Era un momento molto divertente per noi figlie! 

C’era l’imbarazzo della scelta.



Dopo avere fatto tante considerazioni i miei genitori finalmente scelsero quella più adatta per noi e forse adatta anche per il loro portafoglio, che comunque dovettero affrontare con un mutuo. Questa nuova casa si trovava in una bella zona, (Kellett st.) con tante belle case intorno, per lo più stile moderno. Nelle vicinanze dell’abitazione si trovava una piscina pubblica e le sale da bowling. Era costruita a piano terra, con soli tre gradini per varcare la soglia dell’entrata. Si entrava in un lungo corridoio, tre camere, salotto, cucina, veranda, bagno, una stanza per fare il bucato, il gabinetto appena fuori sul retro, ed un bel pezzo di terreno con appresso una baracca, dove il Babbo l’adattò ad un gallinaio. A quei tempi le case erano pavimentate con la moquette, e linolium, e le pareti rivestite di carta da parati.



Era molto accogliente, ci stavamo comodi.

 Peccato però, perché dopo tre anni  dall’acquisto il Babbo e la Mamma pensarono di ritornare al paesello, e quella casa fu venduta. Rimase in famiglia, perché i miei Zii proposero d’acquistarla per affittarla.




from Google maps ...2023

Al ritorno in Italia(1968) per un breve periodo abitammo con i Nonni materni (non avevano nemmeno il bagno) perché la casa di proprietà dei miei genitori localizzata nel Centro Storico aveva bisogno di essere ristrutturata. …

 

…………… When I married it was my turn to buy a house, and that’s what my Husband and I did ……

 

….I love my house too,  I consider it ………HOME SWEET HOME!!!!!!!

 

”LA “CASA” RAPPRESENTA LA RICCHEZZA UMANA PIù PREZIOSA, QUELLA DELL’INCONTRO. QUELLA DELLE RELAZIONI TRA LE PERSONE, DIVERSE PER ETÁ PER CULTURA E PER STORIA, MA CHE VIVONO INSIEME E CHE INSIEME SI AIUTANO A CRESCERE.”

PAPA FRANCESCO

 

 

 


 

 

sabato 11 novembre 2023

 Modi di fare di un tempo

La vita, da bambina, era infarcita di usi e modi di fare pieni di significato. 
O si trattava di comportamenti da assumere prendendo come riferimento una data religiosa o un rapporto diretto con la vita della terra o, ancora, di occasioni dalle quali trarre gl'insegnamenti necessari per crescere. 
Di seguito, alcuni esempi:

Il giorno dell'Ascensione (40 giorni dopo Pasqua) era dedicato alla preghiera e al lavoro solo necessario, quindi anche il semplice ricamare non era accettabile. 
"Per l'Ascensione non fanno il nido neanche gli uccelli", mi disse una volta la mamma, mentre prendevo centrino e ago sedendomi sulla mia seggiolina,  come solevo fare nel tempo libero,  alternando il ricamo al gioco con la bambola.



All'inizio della Quaresima noi bimbe (il gioco è al femminile) ci mettevamo d'accordo per giocare al bel verde. La consegna era di tener sempre con noi un rametto di bussolo (bosso).  
Incontrandoci, chiedevamo l'una all'altra: "Dov'è il mio verde?". 
"In tasca e non si perde", ci affrettavamo a rispondere soddisfatte. 
Se venivamo scoperte prive del rametto (in genere nascosto dentro un calzettone o in una taschina), dovevamo scontare la penitenza. 
L'ideale era trascorrere tutto il periodo della Quaresima senza mai trovarsi in fallo.


A Messa, la domenica, noi bimbe andavamo ben vestite: abitino o gonna, calzettoni leggeri e scarpine, magari in pelle lucida. Naturalmente con la veletta in testa. 
Era l'abito della festa, non consentito negli altri giorni. Mai si trasgrediva. 
Un modo per dare importanza alla celebrazione cui partecipavamo. 
La mamma diceva: "Non mettere tutto a un pari!". 
E ci sentivamo belle e decorose.

                                                   

La mattina di San Lorenzo, a mezzogiorno, la mamma diceva a noi bambini di andare a cercare il carbone benedetto del Santo. 
Noi facevamo piccole buche con una paletta intorno ai filari delle viti, così trovavamo piccoli legnetti in decomposizione che la mamma teneva da parte. In occasione di un forte temporale con lampi e fulmini, li accendeva e li esponeva all'aperto, sotto la pioggia, recitando una preghiera per implorare il Santo perché cessasse il brutto tempo.




Verso la fine di settembre, di solito, cadevano le prime castagne. 
Chi attraversava una selva per raggiungere il paese, le vedeva spesso rotolare sullo stradello o fermarsi sui pendii confinanti. Così lucenti e salde apparivano ai miei occhi di bimba! Ma, come mi aveva raccomandato la mamma, le potevo raccogliere se erano nella strada, mentre sui poggi potevo farlo solo fino al 29 settembre, giorno di San Michele. 
Dopo quella data le castagne sarebbero state del proprietario della selva. 
E così facevo.


La vendemmia, nella nostra zona, avveniva generalmente nella seconda metà di settembre, ma comunque (ricordava sempre il nonno) non poteva andar oltre la Madonna del Rosario (7 ottobre) perché dopo quella data, la guazza e le ore diminuite di sole avrebbero solo danneggiato il raccolto  dell'uva.


Se noi bambini partecipavamo alla vendemmia di un podere vicino ( a noi piccoli sempre raccomandavano di raccogliere tutti gli acini caduti con le nostre manine) il proprietario per regalo ci dava una grossa penzana (due belle pigne appese ad una parte di tralcio) da portare a casa. Tutti  soddisfatti ringraziavamo. Potevamo mangiarle subito o appenderle (generalmente ad una trave) per consumarle più tardi. 
Ci pareva di avere un trofeo in mano!


Dopo la vendemmia vera e propria c'era il momento della ruspa, riservato a noi bambini. 
Di solito, venivano lasciati sui tralci i grappoli ancora acerbi e noi, dopo qualche giorno, passavamo tra i filari e li cercavamo per vedere se, nel frattempo, fossero maturati. 
Che soddisfazione trovarne tanti! Facevamo a gara tra noi. Attenti, spostavamo i pampini per scoprire qualche acino, magari appena "invaglito", lo staccavamo con cura senza tralasciarne neanche uno e tornavamo a casa felici del bottino. 
Senza esserne consapevoli, imparavamo a non sprecare nulla.


Nei giorni intorno a San Martino (11 novembre), preferibilmente con la luna piena,  avveniva il travaso del vino novello dalla botte alle damigiane, poi ricoperto da un po' d'olio d'oliva e un tappo di sughero, ben chiuso anche con un po' di stoppa. 
Mi sembra ancora di sentire diffondersi dalla cantina l'odore forte e inebriante del vino nuovo! 



Spesso le volpi erano solite infilarsi dentro un pollaio e fare strage di galline, causando un grave danno all'economia familiare. 
Così accadeva che, se la volpe veniva catturata (non era cosa facile!), dopo averla uccisa un ragazzo della famiglia la legasse per le zampe ad un bastone che poggiava su una spalla facendo il giro delle case intorno, così da mostrarla con orgoglio insieme alla richiesta sottintesa di una ricompensa.
Il fratello o l'amico che l'accompagnava teneva infatti al braccio un paniere per accogliere le uova che riceveva.
Naturalmente, tutti (chi più, chi meno)offrivano qualche uovo fresco.
Un pericolo in meno per il proprio pollaio!


Anche la festività della Befana, oltre a costituire un gran momento di festa per noi bimbi, poteva essere un'occasione educativa. 
Ricordo che io desideravo tanto una bambola grossa. La mattina del sei gennaio (avevo sei anni non ancora compiuti) scesi le scale e...la trovai sul pianerottolo. Bella era e grande, con un vestito lucido azzurro! 
Se chiudo gli occhi, la vedo ancora... 
Naturalmente, tramite la mamma, la Befana mi aveva lasciato le solite raccomandazioni: dovevo essere obbediente e attenta al mio fratellino di circa tre anni.
Lui aveva avuto in dono un carretto trainato da un cavallino e voleva giocare  all'aperto, ma io ero talmente "presa" da questa bambola che non lo tenni bene sott'occhio, mi distrassi e lui scivolò in una goretta d'acqua bagnandosi tutto. 
Tornata in casa, la mamma mi disse che, data la mia disobbedienza, era passata di nuovo la Befana per riprendersi la bambola, ma con la promessa di riportarla dopo tre giorni se mi fossi comportata bene. 
Così fu. Che lezione! Ancora vivissima in me! 
Al primo momento di disperazione, era subentrata  la fiducia di riaverla dato che così lei si era espressa con la mamma. Bastava mi comportassi bene: stava a me. Anche se questo, non mi liberava del tutto dall'ansia. Tuttavia sentivo che la Befana era di parola.









  

sabato 4 novembre 2023

Estate, tempo di cicale



 Mentre leggo assorta all'ombra di tuie e abeti, al solleone di luglio, mi accompagna un frinire continuo, stridulo, una vera e propria serenata in pieno giorno, che esprime bene l'estate piena. 
Secondo gli entomologi si tratta della manifestazione sessuale delle cicale. La emette, infatti, il maschio  per richiamare la femmina con lo scopo di accoppiarsi. Nell'addome questo piccolo insetto ha due membrane che, muovendosi, emettono quel suono acuto e assordante.

Un buon segnale anche per noi uomini perchè fino a che le sentiamo cantare, siamo sicuri di poter godere ancora del caldo estivo. 

 Le femmine depongono le uova. Le larve, appena nate, sprofondano nel terreno e danno inizio alla loro vita sotterranea, poi giunte alla maturità, escono dal terreno e cercano un albero dove arrampicarsi ed effettuare la muta. Allora sono pronte al volo. Il loro ciclo vitale è breve. Infatti, con il sopraggiungere dell'autunno, gli adulti muoiono. Gli esperti dicono che il numero delle cicale e la loro capacità riproduttiva dipendono dalla temperatura che dovrebbe essere superiore a 22° centigradi. Certamente si fanno conoscere non per il loro corpo (che non vediamo), ma per l'insistente canto. 
Tra i poeti, Carducci ha dedicato a questi insetti un'intera lirica, "Le cicale", che con il loro coro "...pare che tutta la pianura / canti, e tutti i monti cantino, e tutti i boschi cantino..", ma anche altri, da D'Annunzio a Quasimodo, salutano l'acuto canto che domina la canicola
estiva. 
Per altri quel frinire ha assunto invece una connotazione negativa, cioè il vivere alla giornata cantando senza pensare al domani. 




Esopo, ad es. nella sua famosissima favola "La cicala e la formica", racconta che la cicala durante la cattiva stagione, si rivolse alla previdente formica chiedendole aiuto. Questa le chiese cosa avesse fatto tutta l'estate non avendo immagazzinato cibo; al che la cicala le rispose candidamente di aver sempre cantato. "Allora adesso balla!", le replicò.
La formica è quindi esempio di impegno costante, la cicala invece appare superficiale e frivola. 
Anche nel nostro linguaggio quotidiano l'appellativo di cicala attribuito ad una persona ha un'accezione negativa; significa che è spendacciona e negligente, oppure che chiacchiera continuamente (cicalare). 
Il grande Gianni Rodari ha cercato di riabilitare questo piccolo insetto, rovesciando la favola antica e facendoci così riflettere sul valore dell'impegno, ma anche sul piacere e sulla condivisione di ciò che stiamo facendo.


     Alla formica

        Chiedo scusa alla favola antica

       se non mi piace l'avara formica.

       Io sto dalla parte della cicala

       che il più bel canto non vende, regala.

 

        Rivoluzione

        Ho visto una formica

       in un giorno freddo e triste

       donare alla cicala

       metà delle sue provviste.

 

       Tutto cambia: le nuvole,

       le favole, le persone.....

       La formica si fa generosa.....

       E' una rivoluzione.



           

DIVENTARE ADULTI......Daily Diary...12.10.2026

 12.10.2026 DAILY DIARY.... https://emydailydiary.altervist a.org/diventare-maggiorenne/ ...... Per i miei diciotto anni non ricordo festegg...