lunedì 19 agosto 2024

MONEY!!!!




19.08.2024


Mi piace ascoltare la radio mentre guido. La musica mi rende felice e  canticchio le canzoni proposte dal conduttore radiofonico. Tra uno spazio musicale e l’altro, venivano  trasmesse le notizie del tg, e per intrattenere gli ascoltatori lanciano delle domande che stimolano a fare delle riflessioni.

     Stamattina dopo aver trasmesso la bella canzone “skyfall” di Adel, il conduttore, in modo allegro lanciò la domanda “MA VOI, MARITO E MOGLIE COME GESTITE LE SPESE DI CASA?".... e continua, "LE PAGATE META' PER UNO?  UNA PAGA UNA BOLLETTE L’ALTRO PAGA UN’ALTRA? FATE CASSA UNICA? UN UNICO CONTO IN BANCA?"


 A questa domanda mi sono venuti in mente i miei Genitori.

    Fin da piccola, ricordo che mia Mamma gestiva le spese di casa. Mio Babbo e Mamma hanno sempre lavorato sodo, ed i loro stipendi venivano conteggiate in un unico conto per affrontare tutto le spese domestiche. Mio Babbo affidava il suo stipendio a lei. Alle tre figlie non hanno fatto mancare nulla.  Non ho mai sentito discordie tra  i due e non ho mai sentito uscire dalle loro bocche frasi come, “questo è mio, questo è tuo, “dove hai speso i soldi?” oppure “io me li sono guadagnati”, come per pretendere il diritto a spendere di più.  Quello che mi hanno trasmesso era un andamento di unione, dove “tutto era di tutta la famiglia”.  Mi hanno lasciato l’impronta che questo comportamento per me significasse  “la famiglia”.

    Iniziai a lavorare a 15 anni, ed anch’io affidavo tutto il mio stipendio alla Mamma, della quale le chiedevo i soldi per le mie piccole necessità. Non  sentivo nessun disagio per questo. Diversamente una carissima collega, giovane come me, lasciava una tantum alla sua Mamma per le spese di casa, ed il resto doveva pensare a comprarsi il vestiario, per i divertimenti, vacanze, e per preparare il suo corredo.

Per 5 anni contribuì in famiglia con il mio stipendio, e quando decisi di sposarmi i miei Genitori non mi fecero mancare niente.

     Dal primo mese di matrimonio, per mio Marito e per me, venne naturale che unissimo i nostri stipendi in un unico libretto di risparmio per far fronte alla gestione della nostra famiglia.

…e di sicuro colsi quel bel l’esempio dal mio Babbo e Mamma.

      Nel fra tempo, che riflettevo mentalmente le mie considerazioni sull’argomento, arrivavano le risposte ai microfoni della radio da parte di persone che volevano partecipare dando le loro risposte su come gestivano le spese di casa.  Molti di più di quanto pensassi, rispondevano che si dividevano le spese, ma se uno dei due guadagnava di più dell’altro si aumenta la percentuale a suo carico. Qualcun altro esprimeva che uniscono gli stipendi in un conto unico per far fronte a tutta la gestione di casa. Altri confessavano che mettono in una cassettina la somma per provvedere alla spesa settimanale.

    A volte sono rimasta sorpresa nel sapere che anche alcune coppie giovani e affiatate hanno il conto corrente diviso, e dividono 50/50  per il pagamento delle bollette. Anche per fare questo necessita una bella contabilità, e forse anche motivo di litigio. (saranno tutti ragionieri)

Secondo me è più facile tenere un conto unico.

…… perché, penso che anche in questo caso “L’UNIONE FA LA FORZA”  

O NO???????? 



P.S PER SAPERNE DI PIU'  VAI SUL LINK IN BASSO O  IL QR-CODE !!!




Soldi e amore.
Quando si mettono insieme queste due parole il pensiero di molti va subito a qualcosa di scorretto, di “sbagliato”, come se il senso comune rifiutasse di concepire un qualsiasi legame tra sentimenti e denaro. Per motivi culturali il denaro rimane lo sterco del diavolo e non può essere associato a un concetto positivo come l’amore.

Forse anche per questo tante coppie faticano a discutere apertamente di questioni economiche.
Molto spesso i partner si sentono in imbarazzo a parlare di denaro , così si finisce per non toccare un argomento che invece andrebbe affrontato.


https://www.museodelrisparmio.it/blog/amore-e-soldi-come-gestire-le-finanze-in-coppia/

domenica 18 agosto 2024

SCURIOSANDO S’IMPARA!!! AAAS

 18.08.2024

SCURIOSANDO S’IMPARA!!!

RICERCA AAAS

Ma tu sai perché si festeggia Ferragosto? E perchè si fanno i gavettoni?




Negli anni quando ad Agosto mi trovavo in vacanza al mare in campeggio, tutti i ragazzi il giorno di ferragosto si divertivano a tirare secchiellate d’acqua a chiunque passasse. Per alcune persone che subivano all’improvviso uno splash d’acqua, dalla testa ai piedi, era piacevole, ma per altri non era sempre gradito.

A dire la verità non ho mai capito quest’usanza, e mi sono indirizzata verso il web alla ricerca di una risposta.



(dal web)

Ferragosto risale persino ad una festività decisa dall’imperatore romano Ottaviano Augusto nel 18 avanti Cristo. La festa si rifaceva in parte ai Consualia, le antiche feste delle religioni romana dedicate a Conso, il dio dei granai e della fertilità, celebrate durante il periodo del raccolto e la fine dei lavori agricoli.


In seguito divenne la festa cattolica che celebra l’assunzione di Maria in cielo.
L’usanza della gita di Ferragosto è nata invece durante il Ventennio fascista, quando il regime organizzava centinaia di gite popolari per le quali bisognava portare il pranzo al sacco.


Il gavettone prende il nome dalla gavetta che era un recipiente usato dai militari che lo riempivano di acqua e lo versavano addosso ai commilitoni. Questa usanza è uscita dalle caserme e viene praticata oltre che il 15 di agosto, anche per festeggiare la fine della scuola a giugno.


L’usanza della gita di Ferragosto è nata invece durante il Ventennio fascista, quando il regime organizzava centinaia di gite popolari per le quali bisognava portare il pranzo al sacco.



Dalla tradizione dei giochi romani sono arrivati fino a noi anche i pali che si svolgono in questo periodo. Tra i giochi e gli scherzi di Ferragosto c’è il gavettone, uno scherzo che consiste nel lanciare acqua verso qualcuno.


In Australia, il 15 agosto è una festività cattolica nota come “Feast of the Assumption” ed è celebrata principalmente nelle comunità italiane e maltesi.




P.S Quando vivevo in Australia (1958/68) non esisteva l’usanza del ferragosto e dei gavettoni, perché in questo paese il mese d’Agosto è in pieno inverno.

giovedì 15 agosto 2024

SCURIOSANDO S'IMPARA

 

Stamani sulla chat 🔜 ho posto una ingenua domanda: “Ma, perché si fanno gli auguri per il ferragosto?” L’intenzione era quella di scherzare, poi adesso sul far della sera mi è piaciuto seguire il consiglio di chi mi indirizzava verso la strada per saperne di più: su Google ci sono le spiegazioni.

Fare una domanda e ricevere all’istante una o più risposte è oggi una comodità non da poco … ma le risposte confezionate possono contenere bugie e distorsioni, quindi è meglio impegnarsi un po’ e fare diverse ricerche, immaginando Google (Internet) come un catalogo enciclopedico dal quale iniziare per ottenere le informazioni che poi assembleremo. Dopo una cernita avremo un po’ di materiale col quale costruire la risposta alla curiosità iniziale. Anche se era nata per gioco.

Ognuno di noi, pur usando fonti di informazione simili, compone una sintesi sicuramente diversa dagli altri. Ciò dipende dall’intenzione con cui ognuno scrive, dal bagaglio di conoscenze che ha ottenuto con la vita e con lo studio, dall’umore del momento, dalla propensione più alta o minore a fidarsi di come le cose le raccontano gli altri, e da altri innumerevoli fattori come quello di esser infastidito dalle zanzare dopo una pioggerella estiva che ha alzato a mille l’umidità nell’aria.

Ma soprattutto, la costruzione della risposta, dipende da quante altre domande ti fai mentre sei intento a compilarla. E se non ti scoraggi, alla fine avrai prodotto un discorso che ti piace anche raccontare ad altri.

Prima la parola: ferragosto. Non c’entra niente col ferro.

Nella Roma Antica, anche allora, c’erano governanti megalomani (=mitomani e presuntuosi) ma dal potere immenso. L’imperatore Augusto nel 18 Avanti Cristo volle istituire una nuova festività, per celebrarsi e per farsi venerare: Feriae Augusti! Le ferie di Augusto, giorni festivi di Augusto. I contadini e i lavoratori della terra all’inizio del mese di Agosto (guarda caso che il mese ha lo stesso nome dell’imperatore!) si sarebbero fermati per qualche giorno e avrebbero portato i loro auguri ai padroni. Smettevano di lavorare (per modo di dire) per scodinzolare davanti ai padroni delle terre e dei villaggi in cui lavoravano e vivevano. Poi si racconta che ricevessero una ricompensa. Quale? Qualsiasi fosse stata sarebbe stata già loro perché prodotta dalla loro fatica e dal loro ingegno: l’imperatore e i padroni non lavoravano! (anche oggi non faticano, non si stancano) Durante quei giorni c’erano corse di cavalli, lo sport di moda per i nobili cittadini della Roma Antica.

Il mese di agosto di allora aveva anche altre festività, di origine religiosa: quelle dedicate a Conso, così gli antichi romani chiamavano il dio della terra e della fertilità, e le festività le chiamavano Consualia (si capisce che dentro c’è il nome Conso). Il Dio Conso veniva fatto festeggiare il 7 luglio, il 21 Agosto e il 15 Dicembre. Poi c’erano le festività dei Vinalia Rustica, dai nomi si capisce che c’entra il vino e la campagna (rus, come nel nome Russia ), e così si esorcizzava per la protezione dei vigneti e si sperava in una abbondante vendemmia lodando Dei come Giove e Venere. Anche oggi questa festa viene fatta in stile commerciale con passeggiata, lezioncina su reperti storici e calici di vino, ad esempio a Cupra Marittima (Ascoli Piceno).

Passano le epoche e le società si strutturano in modi diversi e le cose cambiano ma solo un poco, perché le società umane hanno la caratteristica per la quale le masse delle persone hanno necessità di essere sottomesse o di sottomettersi ad un potere che generalmente è totalizzante. Così con l’arrivo del Cristianesimo e del nuovo sistema di potere che ne consegue, i governanti cercarono di integrare le festività precedenti [che allora iniziavano a esser etichettate come pagane, come se il villaggio (pagus) fosse da discriminare]. Fu così che le Feriae Augusti (Ferragosto) furono scorciate ad un solo giorno di festa, il 15 Agosto e dedicato all’Assunzione di Maria, festa che celebra la credenza che la Vergine Maria, madre di Gesù, alla sua morta sia stata “assunta” in paradiso anima e corpo.

Oggi i cristiani Ortodossi in questa data celebrano la Dormizione di Maria, come se la Vergine non sia morta ma fosse caduta in un sonno profondo prima di essere assunta in cielo. I cristiani Protestanti non credono nella assunzione poiché non è presente nel libro della Bibbia.

………………………………….(etc, etc)

Solo in alcune parti del mondo si fa festa il 15 Agosto e in alcune parti non perché sia Ferragosto.

………………………………………(etc, etc)

Col passare del tempo e delle stagioni storiche siamo arrivati al 2024, dalle nostre parti, in Italia, il 15 Agosto è una giornata particolare, anche un po’ buffa; è anche una festa laica, il Ferragosto: come per celebrare il culmine dell’estate, e Agosto è il mese di eccellenza per chi può permettersi di andare in vacanza, cioè di fare le ferie fuori casa viaggiando e cercando divertimento inconsueto. La componente religiosa rimane e coincide con la festività della Assunzione di Maria, con processioni e messe solenni. Quindi si fanno gli auguri alle persone che si chiamano Maria e Assunta.

A Barga per tradizione la festa durerebbe due, quasi tre giorni: Santa Maria, San Rocco e San Rocchino. Quando ero piccolo era così, anche quando sono stato giovane. Poi la festa si è più impoverita. Il mondo muta e porta con sé stupore e rimpianti, me lo ha fatto venire in mente la Paola quando mi ha parlato incrociandola lungo via del Giardino tra i banchetti. Tuttavia quest'anno la promessa è che la festa duri quattro giorni! Oggi giovedì ..... fino a domenica 18!

In Spagna si dice l’Assomption. In Grecia: Dekapentavgoustos, cioè Dormizione della Madre di Dio.  Negli Stati Uniti, mi dicono che è una festa degli Italiani.

In India il 15 Agosto si celebra il Giorno della Indipendenza dall’Impero Britannico.

In Corea del Sud il 15 Agosto è il Giorno della Liberazione dalla dominazione giapponese (1945).


 

                                                                    La fiera di S. Rocco.     C'era una volta...

La fiera di S. Rocco era il top dell'Estate per noi bambini: sognata e attesa dall'anno precedente. 

Io abitavo proprio lì, vicino alla piazzetta della chiesa, con davanti i giardinetti e le panchine: Il posto più bello del mondo per un bambino ed era, in quel giorno, il cuore della festa.

Mio padre, il " sor Enrico", direttore della locale banca d'America e d'Italia, sempre allegro e pronto alla battuta, duettava dalla finestra con il proprietario del banco lì sotto, reclamando, a gran voce, la bontà della  merce: piatti e pentole.  Si divertivano un mondo e, con loro, tutti quelli che si fermavano ad ascoltare.  Il signor Sereni commentava, passando, con il suo vocione, mentre mia mamma preparava il pranzo per i parenti che venivano alla fiera.  Si mangiava in sala da pranzo, con il servito buono, perché era una festa solenne.

Gli zii della Moma davano a noi bambini qualche spicciolo, da amministrare con oculatezza, non soldi da mettere sul libretto di risparmio, ma proprio spiccioli da spendere alla fiera. Che soddisfazione! Si studiavano i banchi dei giochi, si facevano conti su conti per farci rientrare.. prima di tutto.. la pistola ad acqua: con il caldo di Agosto potevamo permetterci  battaglie.. all'ultima...acqua con  le squadre degli altri bambini,  senza che i genitori intervenissero con rimproveri e punizioni e poi... lo zucchero filato.... che, ad ogni boccone, si spiaccicava su tutta la faccia!   Fino alla sera era tutto un correre tra la folla che riempiva le strade, schivando, con maestria, tutti quelli che ci trovavamo davanti.
L'unico obbligo: la funzione in chiesa,  sopportata di buon grado grazie alla simpatia che  suscitava  la statua di S. Rocco e il cane al suo fianco con il pane in bocca.   


A proposito di S. Rocco, io sono la madrina della campana piccola . Sono quella con le treccine. Il tempo passa  in fretta, ma fa piacere ricordare. 

E ora? Molte cose sono cambiate: oggi é  Il  Ferragosto  la festa  dell'immaginario collettivo e comprende S. Maria e S. Rocco. Ci sono poi altre fiere più belle e importanti di questa, la gente é diversa, le abitudini pure, ma, per chi l'ha vissuta da bambina il fascino della fiera di S.Rocco non é mutato.  Ancora mi piace andare a cercare il coltello che manca, l'asciugamano in più, il  cestino da rinnovare e. naturalmente...la collana di agli e cipolle.

Importante e molto apprezzata é inoltre la quasi certezza di incontrare per l'occasione persone che non si vedono da tempo: compagni di scuola trasferitisi altrove, amiche che vivono in altre città ed é bello allora aggiornarsi sui trascorsi di vita e salutarci, sperando di incontrarci di nuovo il prossimo anno.

E allora:  EVVIVA! e buon SAN ROCCO a tutti!
 



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mercoledì 31 luglio 2024

L'albero dei fazzoletti

 

L’albero dei fazzoletti


Ho avuto la fortuna di trovarmi in un giorno di aprile o inizio maggio (non ricordo bene, comunque ho poi saputo che quello è il tempo della sua fioritura) sotto un grande albero quando i suoi petali bianchi cadevano a terra.
Non posso dimenticare la meraviglia e la bellezza di quel momento!
Sotto e intorno alla pianta si era formata una copertina bianca e leggera che uno sbuffo di vento primaverile aveva poi in parte sollevato creando una nuvoletta candida.


Cercai subito informazioni. Si trattava della Davidia Involucrata, nota come albero dei fazzoletti o nel mondo anglosassone ghost tree (albero dei fantasmi) o dove tree (albero delle colombe).
Il nome latino è invece un tributo a Padre Armando David (1926 – 1900), il missionario francese che per primo descrisse l’albero dai meravigliosi fiori bianchi che cresceva spontaneamente nella montagna della Cina Occidentale.
Nel 1900 fu introdotto in Europa, ma sebbene sia passato più di un secolo rimane ancora una pianta poco conosciuta e utilizzata, pur essendo particolarmente attraente, adatta a grandi giardini o parchi pubblici.
 
Ha foglie dentellate a forma di cuore che a prima vista possono essere confuse con quelle del tiglio. 
La sua fioritura è molto generosa, tanto che la pianta assume un colore bianco verdastro che la fa distinguere anche da lontano. I veri fiori sono piccoli e rossastri, ma alla base portano un calice formato da due brattee bianche, pendule e messe in posizione opposta. Una di queste, la più grande, è del tutto simile alle foglie tanto da sembrare anch’essa una foglia, ma di color bianco latte. Le brattee somigliano a pezzi di tessuto che nelle giornate ventose ondeggiano come fazzoletti in lunghe file al di sotto del livello dei rami. 


Lo spettacolo continua quando i petali bianchi cadono a terra leggeri, formando un tappeto bianco alla base del tronco.
Davvero la natura riesce sempre a stupire e ad incantare! A volte basta proprio poco per assistere a spettacoli quasi commoventi e inaspettati.
Infatti la bellezza della Davidia è nella sfioritura. Normalmente, in tutte le piante, i petali dei fiori cadono quando appassiscono. In questa, invece, le brattee si staccano nel momento della loro massima fioritura, generosa e meravigliosa, e cadono a terra dolcemente con intervalli regolari e la delicatezza di un fazzoletto.
C’è da augurarsi che catturi sempre più l’attenzione e venga coltivata, considerando che è una pianta rustica, capace di resistere anche a temperature basse.




martedì 23 luglio 2024

LA CUCINA TRADIZIONALE

 23.07.2024

La cucina tradizionale

 


     Stamattina verso le ore 12, mentre imboccavo la Via San Fabiano, nel Centro Storico, mi è arrivato nelle narici il profumo di cucina, una vera delizia. Un aroma che conosco bene, sapori d’infanzia, e ricordi che nutrano.

     Sicuramente quel profumo derivava da una bella casseruola di minestrone che bolliva piano, piano sul fornello, sprigionando tutta la bontà delle verdure fresche colte nell’orticello.

    D’estate tutto ha un sapore del sole d'orato.

    Una volta le Nonne iniziavano presto la mattina a preparare, con amore e santa pazienza, il cibo per la famiglia, e non ci sono dubbi che piacesse a tutti. Al di sopra di tanti gradevoli odori, mi ricordo in particolare, il trito di prezzemolo e aglio per marinare le acciughe, e la fragranza del basilico per una pommarola estiva.


 Le nostre Mamme, con le loro mani esperte, si dedicavano a tirare la pasta, per preparare quelle ricette tramandate da Madre a Figlia, dove ancora oggi la mia generazione porta in tavola, continuando la tradizione. A quei tempi ci si svegliava con il profumo avvolgente del pane croccante appena sfornato, ed insieme a questo si mescolava la dolcezza delle torte, con amaretti, uvetta, cacao e semolino.

    


 Il cibo tradizionale ci unisce, ci riporta alla tavola di casa, esattamente dove troviamo la nostra storia.



Un abbraccio che ci lega alle radici, del nostro passato.


giovedì 18 luglio 2024

L'ESTATE










L'ESTATE
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19.07.2024

L’estate porta calore e si tinge di sfumature musicali. L’estate porta nuovi amori, a volte destinati a vivere solo per una stagione.

I campi di grano ondeggiano sotto il sole cocente, e l’aria profuma di tanti fiori colorati. Le giornate estive si allungano, e le serate si accendono di luci scintillanti per le feste sotto le stelle. Le lucciole illuminano il buio e le cicale regalano un concerto. L’estate è la stagione dei bagni al mare, delle gite in montagna, di un bel libro da leggere sotto l'ombrellone, e delle lunghe passeggiate.

Le risate risuonano nei cortili, e i gelati si sciolgono nelle manine dei bambini.

Tra i colori dell’estate ci sono la frutta e verdura, un bene prezioso da portare in tavola: anguria, melone, cetrioli, fragole, pesche, albicocche, susine e zucchine. Le bibite fresche sono molto apprezzate, ma per dissetare, l’acqua è la più richiesta, e meglio a temperatura ambiente.



Indossare il cappello sta diventando una necessità per ripararsi dai roventi raggi del sole. Il cappello che sia piccolo oppure oversize, a visiera larga o a calottina, è un must per la stagione. Il copricapo di paglia è indicato, ma ci sono tanti altri modelli adatti per tutti i gusti, come il celeberrimo Panama, e non solo.


L’estate è un abbraccio caldo!!!!

 

(Dal web)

Chi ha inventato i cappelli? La loro storia ed origine

I cappelli sono essenzialmente una copertura per la testa e vengono indossati per molte ragioni diverse: moda, protezione dal sole, cerimonie o rituali e sono spesso diversi per donne e uomini. La prima rappresentazione di un essere umano con un copricapo è di 15 mila anni fa: alcuni graffiti in una caverna a Lussac-les-Châteaux (Francia) ne sono la testimonianza. In quel tempo era uno strumento di difesa contro pericoli, come ad esempio la caduta di sassi o di rami. Col passare del tempo, il copricapo divenne un simbolo; ne è un esempio il pileo, che per gli antichi Greci (ma anche nell’antica Illiria, Etruria e Pannonia) indicava l’appartenenza alle classi basse: in feltro o pelle, era usato da operai, pescatori e marinai (anche Ulisse, celebre personaggio della mitologia, veniva raffigurato col pileo). Nell’antica Roma, invece, era simbolo di libertà: veniva dato agli………

 

https://www.frasconi.it/tipi-di-cappelli

https://www.frasconi.it/tipi-di-cappelli



domenica 7 luglio 2024

Un po' fissatello. Ecco il risultato.

 


La mia ultima esperienza come insegnante è nata al termine del 2019 ed ancora non è terminata.

Sono in pensione e mi è piaciuto aprire classi gratuite di apprendimento non-formale. Ho voluto dare il mio contributo alla riduzione del divario digitale tra le generazioni, peso di una nuova discriminazione culturale. Un progetto rivolto agli adulti, un po’ come quando si interviene con gli scolari che hanno interrotto la scuola. Informatica Pratica, la educazione digitale è di estrema urgenza per permettere ad ogni persona di essere al pari con le modalità di accesso alle informazioni ed ai servizi. Ormai sempre più tante incombenze si svolgono a distanza, serve il pc e lo smartphone.

L’idea molla è che apprendere e migliorare le conoscenze informatiche renderebbe chiunque un cittadino più attivo e più sveglio di chi non abbia quelle conoscenze.

Didattica in presenza interrotta dal confinamento per Covid19 dal marzo 2020, didattica a distanza per più di un anno, poi blended learning, cioè un misto di on-line e in-presenza. Il percorso si trasforma in educazione continua.

Si può pensare di accompagnare gli adulti che sono a scuola alla scoperta dell’inglese usando le abilità ci si apprendono col corso di Informatica Pratica?
E la risposta è stata pratica; abbiamo dedicato una lezione ogni 15-21 giorni a Little English – Let’s speak English. Ma anche una chat English obliged! 
E siamo partiti dal lessico. Del resto c’eravamo partiti anche quando abbiamo imparato a creare la presentazione multimediale per documentare il percorso fino al 2022. E era sottinteso che la lingua sarebbe stata una conquista da spalmare su tutti i corsisti quando aprimmo il blog condiviso maidiremaiadulti , per uso didattico, che è divenuto espressione della crescita culturale trasversale che il gruppo classe stava maturando. Una questione di sensibilità e di orgoglio di esser di nuovo studenti. Poi è venuto il libro Ricordi dal Viaggio, il diario della classrooom, della didattica, delle produzioni e quindi della crescita del tessuto culturale che l’apprendimento può continuare a creare anche in età adulta.

Nel 2022 la vicenda fantastica nell’isola delle mascherine sbarca in EPALE (piattaforma europea per l’apprendimento degli adulti), nella sezione Digital Transition and the opportunities of blended learning. Transizione digitale e le opportunità dell’apprendimento misto.

Nel 2023 con la Associazione ETS UniTre Barga, per la quale svolgo il lavoro di insegnamento volontario, come AAAS abbiamo organizzato il Convegno L’educazione degli Adulti per le competenze ed il benessere.  

È della fine del 2023 l’inizio della collaborazione mensile con Il Giornale di Barga per una rubrica di 12 numeri dal titolo L’Angolo degli AAAS – Our Corner, pezzi di storia dalle generazioni degli adulti in corsa verso il futuro. In questo 2024 uscirà il volumetto dedicato a questa ultima esperienza e ai cambiamenti che l’educazione continua porta nelle giornate delle persone, nei loro ambienti e nei loro pensieri.

 

Cosa è cambiato?

L’esperienza che stiamo continuando a fare con l’insegnamento on line o blended, è come avere una classe continuamente aperta. Abbiamo affiancato al formato di classroom di Google alle video conferenze  e agli appuntamenti in presenza, un gruppi di messagistica istantanea per cui il laboratorio può essere aperto in ogni momento della giornata ed ognuno può procedere coi propri tempi per intervenire e seguire nuove indicazioni o rispondere e commentare.

La vita dei miei studenti è cambiata moltissimo; iniziando dalla necessità di far posto al tempo scuola nelle giornate. Le nuove incombenze hanno influito sulla organizzazione delle giornate degli adulti che ritornano a scuola. Sebbene per gli AAAS non ci sia alcun obbligo, l’impegno influisce sul modo di spendere il proprio tempo.


Uno spazio vita parallelo a quello delle proprie relazioni ed impegni, come avviene per i giovani studenti delle scuole del mattino.

Nella mia vita questa esperienza ha riportato, dopo quattro anni di interruzione il gusto e l’impegno di programmare e condurre una docenza non formale sorprendente, sia dal punto di vista didattico e metodologico, sia dal punto di vista umano e sociale. Le mie giornate sono tornate a riempirsi della mission di insegnante.


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Questo corso, guidato dal professor Renato Luti, ha adottato un approccio unico e coinvolgente, utilizzando contenuti della vita reale degli studenti per le esercitazioni1.

.Gli studenti hanno creato presentazioni multimediali, un blog condiviso, calendari digitali e stampati, e persino un’avventura fantastica raccolta in un libro1.

Inoltre, hanno sviluppato due classi online per l’apprendimento dell’inglese, sfruttando le competenze di un membro madrelingua del gruppo1

mercoledì 3 luglio 2024

UNA STORIA DI MOTO!!!!



 3.07.2024





Già da ragazzotto mio Marito nutriva la passione per le motociclette, e trasmise questo amore a nostro Figlio, dove alla fine della maturità (2000) incoronò il suo sogno di meccanico in un’officina di riparazioni di  motocicli, per lui era il massimo, ed era felice!!!!

 

 Conobbi mio Marito (1968) nella piazzetta del Centro Storico seduto per terra davanti alla sua amata Lambretta, circondato di stracci, che usava per lustrarla, e vari attrezzi meccanici per la manutenzione. Quel piccolo veicolo riusciva a distrarlo anche dalla compagnia degli amici e delle amiche.

Un giorno decise di alzare lo sguardo anche su di me, e iniziò la conversazione presentandomi quella motoretta con parole tecniche che  mi limitai solamente ad ascoltare. Da quel giorno i suoi atteggiamenti nei miei confronti cambiarono. Mi invitava spesso a fare un breve “giretto” in paese perché potessi provare il brivido di stare sulla sella delle due ruote. Con molta calma e pazienza mi insegnò la corretta posizione di seduta sul veicolo, indicandomi anche il modo giusto da adottare per accompagnare la manovra nelle curve, praticamente dovevo tenermi molto stretta a lui con le braccia intorno al suo giro vita. Lui sapeva tutto: i giusti giri del motore, e la marcia perfetta da inserire durante la corsa ….. ed era pronto a farmi qualsiasi osservazione riguardo l’oggetto.

A quei tempi il casco non era obbligatorio e noi affrontavamo il viaggio con il vento nei capelli e i moscini negli occhi.

Eravamo giovani (lui 19 ed io 17 anni) quando si viaggiava con la Lambretta, ed era appropriata per una coppia di fidanzatini come noi.


 dal web) La Lambretta è uno scooter italiano prodotto dalla industria meccanica Innocenti di Milano, nel quartiere Lambrate, dal 1947 al 1972. Il nome "Lambretta" deriva dal fiume Lambro, che scorre nella zona in cui sorgevano proprio gli stabilimenti di produzione.[1]

Forse non tutti sanno che durante la seconda guerra mondiale, la fabbrica Innocenti fu bombardata e completamente distrutta. Innocenti, nell’attesa di riacquisire da parte degli Alleati gli stabilimenti di Milano, diede vita nella Capitale allo studio del prodotto che avrebbe costituito la riconversione post-bellica della fabbrica: infatti, prendendo ispirazione proprio dai motor scooters militari americani che si vedevano in Italia durante la guerra, e comprendendo le nuove necessità di motorizzazione utili alla popolazione nell’immediato dopoguerra, decise di dedicarsi alla produzione del rivoluzionario scooter.

Quali sono le principali caratteristiche meccaniche della Lambretta 

Come la Vespa, anche la Lambretta, quando fu progettata, aveva un motore a 2 tempi funzionante a miscela di benzina e olio, nonché 3 marce, con una cilindrata che variava dai 49 ai 198 cc. Diversamente dalla Vespa, che è stata costruita con un telaio costituito da un solo pezzo, la Lambretta però aveva una struttura tubolare più rigida su cui veniva assemblata la carrozzeria.

https://www.google.com/search?q=la+storia+della+lambretta

                        


 Gli anni passarono e ci sposammo (1973). A quel punto si mise da parte quel veicoletto per passare alla guida di una macchina, per far fronte  alle esigenze famigliari. 

I figli crescevano, ed arrivò il momento che diventarono indipendenti, e come per tanti genitori, anche noi ci trovammo a viaggiare molto spesso da soli. 

A quel punto, si risvegliò in lui, quella passione, di motociclista che per anni lasciò dormire nel suo cuore.

Rimuginava i suoi pensieri e presto decise di comprare una moto Ducati (1998), anche a me piacque la scelta. Ci affrettammo ad attrezzarci con caschi, tute, stivali, guanti, borse laterali per il bagaglio, “chi più ne ha più ne metta”, non ci doveva mancare nulla per viaggiare in sicurezza su quella bella moto, di colore “canna da fucile”. Con la testa avvolta da quel casco integrale mi sentivo spensierata, riuscivo a sentire i profumi, la freschezza e la dolcezza dell’aria, le vibrazioni sulle braccia, le gioie, le meraviglie e i disagi quando il tempo era brutto. E poi anche quella sensazione magica quando la strada è monotona e il tempo non esiste più.



 Partecipavamo ai raduni organizzati dal MOTO CLUB, e la sensazione che si prova a muoversi con un gruppo di oltre 300 moto scattanti, è indescrivibile.

Molto di più nella stagione estiva si sente a distanza il rombo delle moto, e come fulmini si vedono sfrecciare. Mi emoziona!!! Mi piace quando i centauri, avanzano nelle lunghe file in autostrada, sembra che volino e si aggiudicano la padronanza della strada in libertà.

Ma quando gli anni si fanno sentire, è bene pensare,

“chi va piano, va sano e lontano”

 

BUONA GUIDA MOTOCICLISTI

 

(Dal web)

 

La storia della Ducati

 

https://www.powerbikeprato.it/la-storia-della-ducati/

 

 

Il logo Ducati è stato modificato tantissime volte nel corso della storia dell’azienda. L’ultima versione è stata creata nel 2008 per celebrare l’emozione della curva, luogo e momento in cui una moto Ducati regala sensazioni uniche e impareggiabili. La curva è incastonata in uno scudetto di colore rosso, simbolo di vittoria e di sportività italiana, e sovrastata dal classico logo Ducati.

Il nome Ducati

L’azienda fu creata nel 1926 dall’ingegnere Antonio Cavalieri Ducati con il nome di Società Scientifica Radio Brevetti Ducati, specializzata nella ricerca e produzione di tecnologie per le comunicazioni radio. Lo scopo era di sfruttare industrialmente i brevetti del figlio Adriano che, benché giovanissimo, aveva realizzato il primo radio collegamento stabile fra Italia e Stati Uniti. Negli anni a seguire l’azienda cominciò ad affermarsi anche su altri campi industriali ma fu solo nel dopoguerra che, nel 1946 fu creato il reparto motociclistico.

 

 

 

 

 

 

mercoledì 26 giugno 2024

Il mio primo demenziale approccio all'AI.😊

 


   

      Il mio primo demenziale approccio all'Intelligenza Artificiale.



L'AI  mi vien fatto di pensarla come una persona con voce metallica e tonalità dolciastra da imbonitore. L'ho appena assaggiata e mi incuriosisce, mi lusinga e, a seguire, mi incasina e mi condiziona.

Mi stupisce per come scrive discorsi efficienti e chiari più del pensiero (il mio) da cui dovrebbero essere suggeriti. Talvolta, invece, mi sembra grulla perché " scavola" proprio, quasi si fosse presa una sbronza.  😁

Facilmente ci litigo "...e come si permette di interpretare il mio pensiero?...e che giri al largo quando non sono in vena! ...le mie scemenze sono mie e non si deve permettere di interloquire!...e chi gli ha chiesto nulla ? "

   

Finisce spesso che spengo il computer e sto a rimuginare se è davvero una bella invenzione o se algoritmo più algoritmo ci troveremo con niente in mano se non una vita automaticamente perfetta, tutti felici (speriamo) e dormienti, tutti uguali e narcotizzati al servizio di quei pochi che all'AI daranno sempre più potere e che, dai dai, finiranno per avvolticchiarsi (pure loro) su se stessi rimbecilliti e felici (speriamo) come tutti (speriamo). 😇

PS: è abbastanza demenziale? 😂

    





mercoledì 19 giugno 2024

FESTA DEGLI AAAS

 19.06.2024

Tempo di festeggiamenti, ed anche noi studenti di AAAS pensavamo di celebrare il nostro fine anno accademico.

Dopo la lezione nell’aula d’informatica, ed alcune comunicazioni del Professore ci siamo poste la domanda dove potrebbe essere la location ideale per fare il nostro party.

Il Professore ci ha lasciati la libertà di scegliere il luogo, e cosi abbiamo fatto.  

A Barga esistono ristoranti che permettono di organizzare grandi feste, ma in questo periodo attirano molto le sagre all’aperto.  La nostra Daniela ci propose l’idea di andare alla cena  di “crauti e wurstel” al campo sportivo di Barga, e tutti d’accordo abbiamo accettato questa soluzione. La data decisa era per Giovedì 13 Giugno. Il nostro tavolo prenotato al numero 17/18, e l’appuntamento per la cena alle ore 19.30.

Eravamo tutti puntuali. Insieme a noi, per condividere la serata sono arrivati anche qualche famigliare, ed alla fine eravamo 14 partecipanti.

Professor Luti, Rita, Patrizia, Maria, Mariella, Luciana, Pieranna, Daniela, Francesco, Mariarosa, Emma.

 Il menù consisteva in pietanze di varie scelte, ed ognuno di noi ha ordinato i sapori preferiti.

Per finire, non poteva mancare lo strudel con il gelato.

Seduti a tavola, mentre mangiavamo, abbiamo parlato dei nostri lavori realizzati durante  l'anno, e di tutte le iniziative in programma per l'anno futuro di AAAS.

….. e per concludere la serata in bellezza abbiamo ricevuto anche un regalo inaspettato dal nostro Professore, una nuova maglietta con la scritta in italiano e in inglese:




 

ADULTI ANCORA A SCUOLA

ADULTS AGAIN AT SCHOOL

 

THANKS PROFESSOR LUTI FOR THIS SPECIAL GIFT 

 

P.S. Ci siamo alzati da tavola quando iniziava la musica dei mitici QUEEN, alle note di BOHEMIAN RHAPSODY.

Guardandoci una con l’altra abbiamo esclamato in coro “andiamocene perché per noi ADULTI il suono è assordante!!!” e cosi ci siamo salutati!!

FESTA DEGLI SPOSI.....DAILY DIARY

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